Quali sono stati i passi che hanno condotto alla modifica od alle aspirazioni di rinnovamento inerenti le architetture fondamentali dello Stato italiano?
Chi sono stati, sono e saranno gli attori chiamati in causa per le procedure di cambiamento dei sistemi capaci (teoricamente) di governare e disciplinare il funzionamento del paese Italia?
Il bilanciare le fasi ed i protagonisti di un tanto vorticoso e sbandierato quanto mai concretamente realizzato cambiamento è un'attività complessa ed intricata da mettere in piedi, proprio perché sarebbe opportuno tracciare una panoramica a 360° di tutti i singoli passi compiuti.
Durante tutti questi passi il denominatore comune ad ogni procedimento ha finito per fare rima con una sola parola: politica.
E' stata ed è ancora oggi la politica, con tutti i suoi infiniti difetti, a governare ed articolare forme di cambiamento che finiscono per coinvolgere le vite di milioni di persone.
Per meglio comprendere quindi i contenuti e le analisi di merito svolte nei confronti dei cambiamenti e/o delle proposte di cambiamento maturate nel sistema Italia, pertanto, servirà definire quali siano state le fasi temporali ed organizzative che hanno contraddistinto in passato e contraddistinguono a tutt'oggi il funzionamento del sistema.
Ciascuna delle proposte elaborate per la modifica dei pilastri fondamentali dello Stato ha finito per fare stretta rima con uno dei testi fondamentali per l'Italia e per gli italiani: la Costituzione.
Questo testo, pensato ed elaborato per una serie di ragioni in un definito contesto storico, ha avuto negli anni una serie definita di proposte di modifica e di cambiamento.
E' possibile tracciare un quadro dei contenuti e delle ide(ologi)e di fondo che hanno condotto, nel tempo, alle volute/tentate modifiche degli equilibri siglati internamente alla Costituzione?
Quali sono stati i protagonisti che hanno tentato, con approcci e mediazioni politiche anche discutibili, di cambiare le architetture dello Stato intervenendo a gamba tesa sulla Costituzione?
E' possibile rispondere a queste e molte altre possibili domande attingendo alla lettura dell'opera "La vera Seconda Repubblica - L'ideologia e la macchina", scritto da Nadia Urbinati e David Ragazzoni e pubblicato da Raffaello Cortina Editore.
Il presente testo espone una trattazione dei fondamenti caratteristici delle modifiche che sono state proposte alla Costituzione nel tentativo di disarticolare o "ristrutturare" il funzionamento del sistema Italia. Il dato di fondo per l'analisi dei tentativi passati deve partire da un'analisi circoscritta e limitata all'esposizione delle attuali dinamiche che hanno contraddistinto gli ultimi anni di vita dello Stato italiano:
"[...] Dalla fine del 2011 [...] si è fatta strada nell'opinione competente e giornalistica l'idea di una cesura: di una transizione da una 'Seconda' a una 'Terza Repubblica'. Tuttavia, se l'inizio di quest'ultima resta oggetto di dibattito, l'esistenza della 'Seconda Repubblica' è stata, e viene tuttora, assunta come dato incontrovertibile. [...]"
Fonte: L'ide(ologi)a della Seconda Repubblica, "La vera Seconda Repubblica - L'ideologia e la macchina, N.Urbinati - D.Ragazzoni
L'analisi delle cronache e delle fasi che hanno contraddistinto il passato della Repubblica italiana deve quindi configurarsi come una modalità necessaria per comprendere quali sviluppi potrebbero avere o presentare le dinamiche future dello Stato italiano.
Su questa spinta, pertanto, è possibile evincere quali siano realmente le probabilità di nascita di un'eventuale Terza Repubblica - ad oggi tutta da dimostrare e da verificare.
I volti ed i temi che ne vanno inaugurando l'apparente genesi si mescolano con altrettanti dati di fondo che, al netto di opinioni e punti di vista, sembra riescano a limitarne l'agire e le opportunità di successo. Così facendo, pertanto, si finisce per inaugurare un differente punto di vista inerente alla reale (e voluta) non modificabilità di pilastri quali Parlamento, Governo e sistema partitico.
I punti di fondo caratteristici di questa analisi si muovono internamente a concetti che l'opera si propone di chiarire, organizzare e mettere concretamente in luce: fondamenti dell'agonia inerente la transizione fra Prima e Seconda Repubblica, atti d'accusa e di modifica alla democrazia Parlamentare, Commissioni Parlamentari e Bicamerali che hanno condotto/cercato di condurre all'alterazione degli equilibri/squilibri precedenti in tema di Costituzione, definizione delle proposte e delle bozze di proposta formulate nel tempo da Commissioni di esperti.
Ognuna di queste riflessioni conduce strettamente all'affermazione di specifiche procedure valutative, nel tentativo di comprendere se e quali siano stati i passi capaci di condurre all'affermazione della (presunta) Terza Repubblica. Oppure se, su altro fronte, le modifiche all'architettura Costituzionale siano desiderate, auspicate e proposte per costruire un passaggio formale ad una vera ed 'effettiva' Seconda Repubblica.
Tutto questo, ovviamente, nel tentativo di affermare concretamente la natura profondamente gattopardesca sia della classe politica che del sistema istituzionale italiano:
"[...] Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. [...]" (cit.)

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