giovedì 15 settembre 2016

"META' DELLA TERRA", CONSIDERAZIONI SUL COME (PROVARE A) SALVARE IL FUTURO DELLA VITA

Quale bilancio di convivenza può realizzarsi fra esseri umani ed animali, in un pianeta Terra nel quale tutto sembra essere posto in progressivo avvelenamento e collocato a forte rischio nei confronti di un futuro? Futuro che sembra essere sempre più anteriore, specialmente se osservato alla luce di alcuni concetti chiave: etica, sostenibilità, impatto, pianificazione territoriale o salvaguardia dall'estinzione solo per citarne alcuni.
Le specie animali e vegetali dovrebbero essere salvaguardate e preservate con ogni sforzo possibile, cercando di privilegiare l'opportunità di ascolto di quanti hanno maturato competenze e conoscenze relative al come adoperarsi per salvaguardare qualsiasi forma possibile di biodiversità.
E'attorno a questi temi che si compongono le argomentazioni contenute nel libro "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", scritto dal biologo statunitense Edward O.Wilson.
Lo scopo dell'opera risulta essere chiaro sin dal retro della copertina:

"[...] Sull'impatto dell'uomo sulla natura, che ormai sta creando danni incalcolabili alla biosfera, sono state ipotizzate centinaia di misure, che si sono però rivelate blande e inefficaci e che mai hanno portato risultati concreti. [...] Edward Wilson [...] propone una soluzione radicale, proporzionale alla gravità del problema che abbiamo di fronte: destinare metà del pianeta a noi e metà a un'immensa e inviolabile riserva naturale per milioni di specie animali e vegetali. 
Non è utopia ma un sogno che il progresso umano può realizzare, scrive Wilson, che dedica buona parte del libro a spiegare cosa fare e soprattutto dove farlo: dalle alture della Mongolia al Congo, dall'Amazzonia alla Papua Nuova Guinea. Un viaggio affascinante per salvare il Pianeta. [...]"

E' su questo terreno che si gioca la necessità di articolare una grande sfida per la sopravvivenza dell'umanità stessa, nel tentativo di riabilitare (parte di) quel legame che ad oggi sembra essersi quasi integralmente reciso o spezzato.
Il punto relativo al fare questo è votato al (cercare di) rincorrere l'impossibile prima che sia troppo tardi. Per fare questo le domande da porre riguardano in dettaglio tutti gli esseri umani ed, inevitabilmente, a tutti gli esseri umani ritornano. Senza sosta alcuna, il circolo vizioso è alquanto difficile da spezzare.
Le parole chiave su cui si articola la trama compongono un saggio che denota, dietro alla soluzione forse estrema ma sicuramente più che ragionata data la gravità delle presenti situazioni, la necessità di andare il più possibile incontro a nuove forme di rispetto e consapevolezza nei confronti dell'intera umanità. Da queste stesse si dipartono infinite ramificazioni attorno alle quali (cercare di) ricostruire i moltissimi legami recisi: umanità, biosfera, estinzione, cambiamento climatico, terra, mare, aria, impatto ambientale, scienza della conservazione, mondo vivente o reti di vita solo per citarne alcune.
La rincorsa per la salvezza della biosfera è una missione da compiere nel rispetto di tutti gli attori coinvolti, umanità compresa.
Nessuno può dirsi realmente esente da questo cambio di visione, ormai sempre più urgente da raggiungere ed inseguire. Ai lettori le ulteriormente utili opinioni.



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