martedì 26 settembre 2017

(CERCARE DI) STARE BENE, DI ATTIMO IN ATTIMO

"[...] Ho bisogno almeno di un motivo che mi faccia stare bene
sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre
del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto [...]
Soffiano venti caldi, siamo rimasti in venti calmi [...]
Ora che mi fido di te come di chi fa autostop in manette [...]
Con le mani sporche fai le macchie nere
vola sulle scope come fan le streghe
devi fare ciò che ti fa stare bene [...] 
Ho bisogno almeno di un motivo che mi tiri su il morale
prima che la rabbia mi strozzi mentre premo sul collare
pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto
vadano a dirlo a chi ha raccolto l'uranio dal conflitto in Kosovo.
Chi se ne sbatte
di diete famose, di strisce nel cielo e di banche [...]
Sono tutti in gara e rallento fino a stare fuori dal tempo
superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene. [...]"
(Ti fa stare bene, Caparezza, cit.)


sabato 23 settembre 2017

NON INSEGNARE AI BAMBINI, FRA MUSICA E TRADUZIONE DI REALTA'...


"[...] Non insegnate ai bambini 
non insegnate la vostra morale 
è così stanca e malata 
potrebbe far male 
forse una grave imprudenza 
è lasciarli in balia di una falsa coscienza. [...]
se proprio volete 
raccontategli il sogno di 
un'antica speranza. [...]"

giovedì 21 settembre 2017

"LA MEDIOCRAZIA", CERCANDO PUNTI DI MIGLIORAMENTO PER GLI ESSERI UMANI

Quale potrebbe essere l'approccio involutivo a cui questa Terra potrebbe andare incontro nei prossimi anni? Se il mondo non procede per il verso corretto le colpe appartengono (esclusivamente) agli esseri umani, fautori da sempre della larg(hissim)a parte delle sorti dell'intero pianeta.
Qualora la politica e le Istituzioni non diano un contributo positivo e propositivo alla collettività mai si dovrebbe dimenticare che - nei fatti - le stesse sono figlie delle scelte umane e dei meccanismi di rappresentazione su varie "scale".
Condizioni simili sono forzatamente costrette a viverle realtà quali ambiente, società, realtà produttive solo per citarne alcune.
Dove potrebbero nascondersi le minime "componenti" che rendono negative tutte queste strutture?
Quali e quante saranno le persone (ir)responsabili che potrebbero finire per far degenerare l'intero pianeta Terra? Rispondere a queste domande rischia di essere impresa titanica, proprio per la stragrande varietà di questioni attribuibili a queste potenziali discussioni.
Spunti interessanti e potenzialmente dirompenti potrebbero provenire dalla lettura del libro "La mediocrazia", scritto da Alain Deneault e pubblicato da Neri Pozza - I Colibrì.
Lo scopo dell'opera viene definita sin dalla copertina dello stesso:

"[...] 'Non c'è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all'incendio del Reichstag, e l'incrociatore Aurora non ha ancora sparato un solo colpo di cannone. Eppure di fatto l'assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere.' 
Così questo libro annuncia l'oggetto delle sue pagine: la presa del potere dei mediocri e l'instaurazione globale del loro regime, la mediocrazia, in ogni ambito della vita umana. 
La trattazione che ne segue è una sorta di genealogia di questo evento che [...] tocca campi differenti - dalla politica [...] all'economia, al sistema dell'educazione, alla stessa vita sociale - offrendo differenti modulazioni di questa forma di potere. 
Tuttavia, per Deneault, l'avvento della mediocrazia è impensabile senza l'avvento dell'industrializzazione del lavoro - sia manuale che intellettuale - e, in particolare, della sua espressione ultima, [...] quella religione d'impresa che pretende, nella nostra epoca, di 'unificare tutto' sotto la sua egida. 
Oggi il termine 'mediocrazia' designa standard professionali, protocolli di ricerca, processi di verifica attraverso i quali la religione d'impresa organizza il suo culto, quell'ordine grazie al quale 'i mestieri cedono il posto a una serie di funzioni, le pratiche a precise tecniche, la competenza all'esecuzione pura e semplice.' 
E' il risultato di un lungo percorso che è cominciato quando il lavoro è diventato 'forza-lavoro' [...] Il risultato è che oggi, nela società delle funzioni 'tecniche' [...] per lavorare 'bisogna saper far funzionare un determinato software, riempire un modulo senza storcere il naso, fare propria con naturalezza l'espressione 'alti standard di qualità nella governance di società nel rispetto dei valori di eccellenza' e salutare oppotunamente le persone giuste. Non serve altro. 
Non va fatto nient'altro'. E per affacciarsi alla vita pubblica in ogni sua forma [...] non occorre altro che occupare 'il punto di mezzo, il centro, il momento medio elevato a programma' e abbracciare nozioni feticcio quali 'provvedimenti equilibrati', 'giusto centro' o 'compromesso'. 
Insomma, essere perfettamente, impeccabilmente mediocri. [...]"

Ridefinire le questioni precedentemente poste sotto una più impostata luce votata a mostrare i rilievi di quanti sono mediocri può essere  - forse - la chiave per cercare di interpretare differentemente quanto ci circonda per provare a cambiarlo in maniera strutturale.
Per individuare chi sia mediocre e cosa sia la mediocrità occorre partire - in incipit ma non solo - da un'analisi strutturale dei tratti maggiormente caratteristici di questo 'male' tanto oscurante quanto poco riconosciuto dalla collettività:

"[...] Mediocrità è un sostantivo che indica una posizione intermedia tra superiore e inferiore, ovvero suggerisce uno stare nel mezzo, una qualità modesta, non del tutto scarsa ma certo non eccellente; indica insomma uno stato medio tendente al banale, all'incolore, e la mediocrazia è di conseguenza tale stato medio innalzato al rango di autorità...In tale regime, definirsi libero sarà solo un modo di manifestarne l'efficacia. [...]"

Le qualità di quanti possono definirsi davvero liberi da certi stereotipi collettivi dove potrebbero essere ricercate? Quanto si dovrà migliorare ancora per uscire dalle condizioni di mediocrità precedentemente delineate e definite?
Il desolante e asfittico quadro si configura come strutturato all'insegna di possibili peggioramenti, qualora le forze specificamente tratteggiate precedentemente non dovessero affinare le proprie competenze e specificità.
Ribellione alle mediocrità o gestione perentoria delle mediocrazie verso vomitevoli ribassi?
Quali potrebbero essere gli ulteriori punti di crollo caratteristici di un sistema così tanto votato a forme tanto statiche quanto poco statistiche di peggioramento strutturale?
Seppur in forme anche poco condivisibili quali potrebbero essere le ragioni di una diagnosi tanto infausta quanto poco tendente al compromesso ed all'ipocrita?

"[...] Curiosità, coraggio, talento? No, per essere cooptati, nelle imprese come nelle organizzazioni e nei posti decisionali, vince il conformismo [...]"

Gli aspetti vincolati e vincolanti del conformismo potrebbero e potranno sempre più in futuro sembrare alquanto complessi da squilibrare e scardinare.
E' altrettanto vero che la non-azione potrebbe comportare un notevole peggioramento delle cose, in risposta ad uno stato di cose tanto precario quanto palesemente inadatto e deficitario.
L'equilibrio delle quotidiane vicende consegnate alla collettività costituirà sempre tributo agli errori compiuti da un'infinita marea di singole individualità.
Leggerne per confutarne, leggerne per risponderne o per documentarsi riguardo a forme di mediocrità estese a molti settori e - pertanto - non più circoscrivibili con efficacia e convinzione:

  • Commercio; 
  • Finanza; 
  • Cultura;
  • Civiltà; 
  • Società;
  • Politica.
Tutto sembra essere al tempo stesso avvolto e coinvolto in un collettivo disinteresse.
Quali ricette per confutare e/o per ribaltare questa devastante diagnosi? 


martedì 19 settembre 2017

FRA POTERI E MEDIOCRI, CERCANDO UN PUNTO DI (NON) RITORNO

"[...] Mettete da parte i testi difficili, basteranno i libri contabili. Non siate né fieri né faceti, e nemmeno a vostro agio: rischierete di apparire arroganti. Mitigate la passione, il fervore, perché potrebbe spaventare. Soprattutto, non fatevi venire nessuna 'buona idea': il tritadocumenti ne è già pieno. E poi, quello sguardo penetrante, che intimidisce, smorzatelo, diluitelo, e rilassate le labbra contratte; bisogna essere flessibili e anche mostrarsi tali, e poi parlare di sé riducendo il pronome io a poca cosa - dovete essere pronti per trovare un impiego. I tempi sono cambiati. [...]
Eppure di fatto l'assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere. La principale competenza di un mediocre? Riconoscere un altro mediocre. 
Insieme organizzeranno scambi di favori per rendere potente un clan destinato a crescere, perché i mediocri fanno presto ad attirare i loro simili. 
L'importante non è tanto evitare la stupidità, quanto agghindarla con i simboli e i simulacri del potere. 'Se la stupidità non somigliasse così tanto al progresso, al talento, alla speranza o al miglioramento, nessuno vorrebbe essere stupido', osservava Robert Musil. 
Si tratta di essere soddisfatti di nascondere le proprie carenze attraverso un comportamento normale, di vantarsi di essere pragmatici e non stancarsi mai di progredire in tal senso, perché la mediocrazia non sopporta né i cialtroni né gli incompetenti. 
Bisogna saper far funzionare un determinato software, riempire un modulo senza storcere il naso, fare propria con naturalezza l'espressione 'alti standard di qualità nella governance di società nel rispetto dei valori di eccellenza' e salutare opportunamente le persone giuste. 
Non serve altro, non va fatto nient'altro. Mediocrità è un sostantivo che [...] suggerisce uno 'stare nel mezzo', una qualità modesta, non del tutto scarsa ma certo non eccellente; indica insomma uno stato medio tendente al banale, all'incolore [...]. In tale regime, definirsi libero sarà solo un modo di manifestarne l'efficacia. [...]"
Fonte: Introduzione, La Mediocrazia, A. Deneault, Neri Pozza - I colibrì



giovedì 14 settembre 2017

FRA SEMINA E CIELI SPENTI, INSEGUENDO(SI) ASSIEME A SPERANZE

"[...] Ci sono giorni in cui mi sveglio spento 
e tutto sommato provo a starci dentro 
nella mia stanza aspetto il mio momento. 
Sono qui, aspetterò [...] 
Quando la vita sembra un treno lento 
penso agli amici fuori e muoio dentro. 
La mia generazione senza vento 
Sono qui, aspetterò [...] 
finchè arriverà il mio momento 
stammi accanto [...]
Quando sei condannato al pentimento 
stanco di sentir dire 'non ho tempo'
come in un sole in cui sentire freddo [...]"
(Sole spento, Timoria, cit.)

Il Seminatore, V. Van Gogh

lunedì 11 settembre 2017

"IMPRESSIONI DI SETTEMBRE", FRA MUSICA ED EQUILIBRIO...ARTISTICO


"[...] Dorme ancora la campagna [...]
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odore della terra odor di grano,
sale adagio verso me.
E la vita nel mio petto batte piano,
Respira la nebbia, penso a te. [...]
Sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda. [...]
Respiro la nebbia, penso a te. [...] 
Cosa sono adesso non lo so
Sono [...] un uomo in cerca di se stesso. [...]
Sono solo, solo il suono del mio passo. [...]
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
Il giorno come sempre sarà. [...]"

venerdì 8 settembre 2017

FRA VALIGIA, SPETTACOLI ED ARRIVI...



"[...] Eccomi qua
sono venuto a vedere
lo strano effetto che fa
la mia faccia nei vostri occhi.
E quanta gente ci sta
e se stasera si alza una lira
per questa voce che dovrebbe arrivare
Fino all'ultima fila
oltre al buio che c'è.
E al silenzio che lentamente si fa
E alla luce che taglia il mio viso. [...]"

martedì 5 settembre 2017

DI MURO IN MURO, GIORNO PER GIORNO...VERITA' DOPO VERITA'


"[...] Per niente facili uomini così poco allineati li puoi
chiamare ai numeri di ieri se nella notte non li avranno cambiati.
Per niente facili uomini sempre allineati li puoi
pensare nelle strade di ieri se non saranno rientrati. [...]
Sarà la musica che gira intorno quella che non ha futuro.
Sarà la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo
nella testa un maledetto muro. [...]
Sarà che l'anima della gente non ha imparato a dire ancora un solo sì.
Sarà la musica che gira intorno quella che non ha futuro,
sarà la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo
nella testa un maledetto muro. [...]"

domenica 3 settembre 2017

"VENTI LEZIONI", PROVANDO A SALVARE DEMOCRAZIA E POLITICA

Il riscrivere le regole di una società dovrebbe essere una missione da compiere andando ad incidere fra le radici che la hanno strutturata e forgiata, articolando cambiamenti anche profondi che possano (contribuire a) far generare una rivoluzione culturale.
L'imperativo d'esecuzione dovrebbe consistere nell'articolare - partendo da una serie di principi - solide convinzioni per (cercare di) ridefinire convenzioni a cui "appoggiare" buona parte degli equilibri futuri per un mondo complesso quale è quello contemporaneo.
L'opportunità di impostare o rinnovare punti di stabilità in una società dovrebbe passare attraverso la specificità di qualificare alcune regole nelle quali sia possibile identificarsi, in maniera tale da poter contribuire al miglioramento delle consapevolezze collettive.
Su questo piano - tremendamente inclinato, visti i tempi - si inserisce l'opera "Venti lezioni - Per salvare la democrazia dalle malattie della politica", scritto da Timothy Snyder e pubblicato da Rizzoli Editore. L'equilibrio racchiuso nelle pagine concorre a qualificarsi in maniera tale da poter (auspicare di) fornire un contributo di sostanza al cambiamento nei confronti di cittadini e singoli esseri umani.
Dovrebbero infatti essere solo le moltitudini a poter cambiare - in profondità - le cose per strutturare un miglioramento nei confronti della collettività:

"[...] Tutti i cittadini abituati da secoli alla democrazia possono facilmente cedere alla tentazione di considerarsi per sempre al riparo dai totalitarismi che hanno insanguinato il Novecento. 
Per Timothy Snyder [...] questo è un 'riflesso sbagliato'. Oggi non siamo 'più saggi degli Europei che nel XX secolo videro la democrazia cedere a fascismo, nazismo o comunismo. 
Uno dei nostri vantaggi è di poter imparare dalla loro esperienza.' 
Per questo, Snyder trae venti lezioni dalla storia del Novecento, venti esortazioni per evitare di ripetere oggi [...] gli errori di un'epoca tragica. 
C'è una parola che ritorna in questo libro, una parola che ha echi classici e illuministi e mantiene intatto il senso di minaccia che l'accompagna: tirannia. 
La storia insegna che la tirannia più insidiosa non è quella che s'impone con la violenza, per mezzo di un repentino colpo di Stato, ma quella che acquista potere attraverso una serie di cedimenti progressivi da parte dei cittadini. 
Per questo, se c'è una cosa che ci insegna, è proprio l'importanza di resistere: 
'Qualcuno dovrà farlo. Conformarsi è facile. 
Fare o dire qualcosa di diverso può sembrare strano, ma senza quella sensazione di disagio non c'è libertà.' [...]"

Su questo fronte e su queste sensazioni di potenziale disagio vengono quindi a trovarsi e ridefinirsi potenziali pilastri attorno a cui (ri)costruire un senso di comunità, consapevolezza e progresso al fine di non ripetere eterni ritorni e - parimenti - anche altrettanto potenziali errori eterni.
Da questo punto in poi sono specifici i concetti chiave che vengono a muoversi in difesa di queste 'lezioni', al fine di ricostruire nuove opportunità e rinnovati obiettivi per un'umanità maggiormente sensibilizzata nei confronti degli equilibri democratici:

  1. Non obbedite in anticipo;
  2. Difendete tutte le Istituzioni;
  3. Ostacolate i regimi monopartitici;
  4. Prendetevi la responsabilità dell'aspetto del mondo;
  5. Tenete viva l'etica professionale; 
  6. Fate attenzione ai gruppi paramilitari;
  7. Siate prudenti se, per lavoro, portate armi;
  8. Resistete; 
  9. Siate rispettosi della lingua;
  10. Credete nella verità; 
  11. Investigate; 
  12. Guardate le persone negli occhi e parlate con loro;
  13. Fate politica col vostro corpo;
  14. Difendete la vostra vita privata; 
  15. Fate regolarmente beneficenza;
  16. Imparate da persone di altre nazioni;
  17. Rizzate le orecchie; 
  18. State calmi quando accade l'impensabile;
  19. Siate buoni patrioti;
  20. Imparate a essere più coraggiosi che potete. 
Dietro ognuno di questi capitoli si nascondono regole e paradigmi da riabilitare per (cercare di) configurare rinnovati anticorpi per l'essere umano e per le sue storie d'esperienza sull'astronave Terra. Leggerne per capirne, confutarne e/o per ricercare ulteriori punti di vista rispetto a quelli delineati dallo stesso autore. 

"[...] La storia non si ripete, ma insegna. [...]"
(Prologo, Venti lezioni, cit.)


sabato 2 settembre 2017

SGUARDI SU BOLOGNA, FRA PASSATO E FUTURO

"[...] Certo, la città attraversata da mille sguardi e tradotta in mille messaggi visuali non è più una città in posa, una città-testo che qualcuno scrive e altri leggono. 
Bologna, nelle fotografie da tasca, è semplicemente il luogo materiale su cui si stende una rete immateriale di rapporti umani - e questo è sempre stato vero, però oggi, in quella rete, entrano anche le immagini, nuove parole, nuovi gesti della comunità.
Facciamone buon uso. [...]"
(Bologna fotografata - Tre secoli di sguardi, cit.)

Bologna racchiusa nelle sue mura, Wikipedia

lunedì 28 agosto 2017

A PROPOSITO DI INDAGINI ED INVESTIGAZIONI...

"[...] Investigate
Scoprite da soli come stanno le cose. 
Dedicate più tempo agli articoli di approfondimento.
Finanziate il giornalismo investigativo abbonandovi a giornali di carta. 
Rendetevi conto che alcune notizie presenti in Internet sono lì per nuocervi.
Imparate a conoscere i siti che indagano sulle campagne propagandistiche (alcune delle quali sono confezionate all'estero). Assumetevi la responsabilità di quello che comunicate agli altri. [...]"
Fonte: Venti lezioni - Per salvare la democrazia dalle malattie della politica, T. Snyder


martedì 22 agosto 2017

FRA SOLE, ARIA E PAESAGGI...DI PITTURA IN POESIA

"[...] C'è qualcosa di nuovo oggi nel Sole 
anzi d'antico: io vivo altrove e sento 
che sono intorno nate le viole. 
Sono nate nella selva del convento
 dei cappuccini tra le morte foglie
che al ceppo delle querce agita il vento. [...]"
(G. Pascoli, cit.)

Donna al tramonto del Sole, C. D. Friedrich

domenica 20 agosto 2017

DI TEMPO IN TEMPO, FRA JAZZ E MUSICALITA' VARIE



"[...] Cerco le qualità che non rendono
in questa razza umana
che adora gli orologi
ma non conosce il tempo [...]"
(Svegliami, CCCP)

giovedì 17 agosto 2017

"RIPENSARE IL CAPITALISMO", CERCANDO SISTEMI ECONOMICI INNOVATIVI E SOSTENIBILI

L'urgenza di ridefinire e/o reimpostare un nuovo modello economico con il quale (provare a) specificare rinnovati equilibri per la società è un'attività tanto complessa quanto peculiare caratteristica di quanti siano - per definizione - "addetti ai lavori".
In un tempo nel quale le soluzioni sbandierate come facili finiscono per decadere prepotentemente sotto i colpi di un futuro tanto precario quanto non modellabile serve, più di tutto, la necessità di saper modellare il più coerentemente e chiaramente possibile sistemi di una complessità infinita.
Possono esistere fenomeni di una difficoltà superiore da concepire quali sono quelli di matrice economica? L'economia "scarica" le sue strutture ed i suoi malfunzionamenti su una larga serie di settori appartenenti al mondo che l'essere umano si è posto l'obiettivo di governare al meglio possibile: società, politica, ambiente, infrastrutture, governo dei territori, amministrazioni locali, [...].
Nell'esercitare i propri difetti sulla società circostante, pertanto, è (purtroppo) facile aspettarsi che difficoltà riscontrate a livello anche mondiale possano finire - in un qualche modo - per far precipitare anche equilibri e meccanismi di perequazione innestati sul livello locale.
Mediante quali passi e procedure potrebbero pertanto esercitarsi meccanismi specifici per l'implementazione di nuovi metodi e nuove proposte con cui ridefinire i cardini fondamentali dell'economia? L'individuazione nuova di tali punti consisterebbe, pertanto, nella scoperta di rinnovati metodi con i quali guardare al rapporto che l'economia stessa ha con le altre "sfere" dello scibile umano.
Lo svolgimento di tale attività potrebbe e dovrebbe riconfigurarsi come prioritario, andando ad individuare eventuali nuove fasce deboli od ulteriori elementi di potenziale radicalizzazione.
Su questo piano, pertanto, sarebbe opportuno ragionare relativamente al proporre metodi e proposte per rifondare nuovamente l'economia dalle sue basi.
E' attorno a questi punti di programma che si articola il libro "Ripensare il capitalismo", scritto da varie mani e raggruppato sottoforma di "raccolta" grazie al contributo di Marianna Mazzucato e Michael Jacobs.
Il filone principale attorno al quale si articola la trama risiede essenzialmente nell'individuare quale argomento fondante la necessità di articolare l'economia sotto rinnovate basi per poterla rendere maggiormente comprensibile e fruibile per l'umanità:

"[...] Le economie dei Paesi sviluppati devono affrontare problemi profondi e interconnessi: città inquinate, gravi diseguaglianze, marginalizzazione di larghe fasce di popolazione, crescita lenta, un disastroso cambiamento climatico. 
Per affrontare questi problemi le politiche economiche devono cambiare radicalmente. 
Il che vuol dire che dobbiamo capire fino in fondo come funziona il sistema capitalista contemporaneo. In questo libro, alcuni [...] economisti [...] affrontano le questioni chiave dell'economia contemporanea - la politica fiscale e monetaria, il mercato finanziario, la diseguaglianza, le privatizzazioni, l'innovazione e il cambiamento climatico. 
Con una convinzione: il capitalismo deve essere riformato e reinterpretato per evitare i fallimenti che tuttora abbiamo davanti agli occhi. [...]"

L'opportunità di ridefinire e reimpostare i principi cardine che regolano il capitalismo deve diventare una necessità imperativa, al fine di inquadrare con quali regole far funzionare e far interagire fra loro settori che con l'economia hanno enormemente a che fare.
I pilastri su cui si fondano le teorie perorate nel libro sono relative a vari capisaldi che un rinnovato modello economico potrebbe - teoricamente - migliorare o ristrutturare.
Su questi punti si articolano i contributi raccolti, capitolo dopo capitolo, mediante una serie di tanto complesse quanto ineludibili parole chiave quali quelle di seguito richiamate:

  • Austerità; 
  • Politiche di bilancio strutturali;
  • Concetto di moneta;
  • Politiche macroeconomiche;
  • Differenza di visione fra breve e lungo termine;
  • Rapporti fra economia e settore secondario;
  • Metodi per innovare e per declinare l'innovazione su terreni strutturati; 
  • Influenze possibili dello Stato nella gestione dei capitali; 
  • Opportunità dettate dalla necessità di effettuare investimenti;
  • Relazione fra investimenti ed utilità degli stessi; 
  • Tematiche relative a privatizzazioni od esternalizzazioni; 
  • Strategie per favorire ed implementare la decarbonizzazione; 
  • Rapporti fra economie e cambiamento climatico.
Quali potrebbero essere le metodologie e le opportunità realizzabili per strutturare un cambiamento essenziale rispetto a tematiche fino ad oggi svilite o sottovalutate, attingendo anche a quelle eventualmente sino ad ora proposte? 
Leggerne per saperne di più, alla luce della necessità di implementare - consapevolmente - rinnovati modelli economici. 


lunedì 14 agosto 2017

GLI ITALIANI, SECONDO (E SEGUENDO) GIORGIO GABER

"[...] Secondo me gli italiani e l’Italia, hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell’Italia, ma degli italiani che sono [...] un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po’ anarchico e ribelle e [...] cialtrone. [...] Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici, piace la benedizione del papa. [...] Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po’ confusi, perché non leggono i giornali. [...] Secondo me gli italiani al bar, sono tutti dei grandi statisti, ma quando vanno in parlamento, sono tutti statisti da bar. Secondo me un italiano quando incontra uno che la pensa come lui, fa un partito. In due è già maggioranza. [...] Secondo me gli italiani e l’Italia, hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa, non è certo degli italiani. Ma dell’Italia che ha sempre avuto dei governi con uomini incapaci deboli arroganti opportunisti, troppo spesso ladri [...] e addirittura assassini. [...]"


sabato 12 agosto 2017

FRA STELLE E STELLE, ASCOLTANDO GUCCINI

"[...] Ma guarda quante stelle questa sera fino alla linea curva d'orizzonte,
ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte:
si fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti,
re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti
e sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle cose
o spiegarci che sempre camminiamo fra morte e rose
o confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo niente
e che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente [...]"


giovedì 10 agosto 2017

(RI)TROVARSI COME ESSERI UMANI PER SENTIRSI UNICI...E (TORNARE AD) ESSERE UMANI?

"[...] Io sono uno
che parla troppo poco [...]
ma nel mondo c'è già tanta gente
che [...] parla sempre
che pretende di farsi sentire
e non ha niente da dire.
Io sono uno
che sorride di rado [...]
ma in giro ce ne sono già tanti
che ridono e sorridono [...]
però poi non ti dicono mai
cosa pensano dentro.
Io sono uno
che non dice chi è la sua donna [...]
perché non ammiro la gente
che prima implora un po' d'amore
e poi non appena l'ha avuto
lo va a raccontare.
Io sono uno
che non nasconde le sue idee [...]
perché non mi piacciono quelli
che vogliono andar d'accordo con tutti
e che cambiano ogni volta bandiera
per tirare a campare. [...]"
(Io sono uno, L.Tenco)


martedì 8 agosto 2017

CERCANDO RIBELLIONE E PROPOSTA, IMPIEGANDO PAURE COME MATERIALI DA COSTRUZIONE

"[...] Donghi: Ma la paura è davvero un buon...materiale da costruzione? 
Giorello: 'In ogni tempo, in ogni luogo, in ogni cuore la paura dell'uomo è sempre la stessa: paura dell'annientamento.' Poco dopo queste parole Junger evocava l'epopea mesopotamica di Gilgamesh. 
Cito a mia volta dalla bella versione italiana di Giovanni Pettinato: 

I fratelli possono dividersi l'eredità, 
vi può essere guerra nel Paese, 
possono i fiumi ingrossarsi e portare inondazione:
(il tutto assomiglia alle) libellule (che) sorvolano il fiume. 
Il loro sguardo si rivolge al Sole, 
e subito non c'è più nulla. [...]"

Fonte: "L'etica del ribelle - Intervista su scienza e rivoluzione", P. Donghi, G. Giorello, 
Tascabili Laterza

Fonte immagine: L'Accordée de Village, J.B. Greuze

sabato 5 agosto 2017

CITANDO DA "VENTI LEZIONI", FRA QUOTIDIANI BISOGNI ED OPPORTUNITA' DA NON SPRECARE PER IL CAMBIAMENTO

"[...] II. Difendete tutte le Istituzioni. Non si proteggono da sé: se non ci pensiamo fin dall'inizio, cadono come tessere del domino. 
III. Ostacolate i regimi monopartitici. Votate nelle elezioni locali finché potete. 
IV. Prendetevi le responsabilità dell'aspetto del mondo. Notate le svastiche e cancellatele. 
V. Tenete viva l'etica professionale. [...]
VIII. Resistete. Qualcuno dovrà farlo. Se date l'esempio, l'incantesimo dello status quo va in frantumi. [...]
X. Credete nella verità. Abbandonare i fatti significa abbandonare la libertà. 
XI. Investigate. Scoprite da soli come stanno le cose. Finanziate il giornalismo investigativo abbonandovi ai giornali. 
XII. Guardate le persone negli occhi e parlate con loro. E' importante conoscere chi vi circonda e capire di chi ci si può fidare e di chi no. 
XIII. Fate politica col vostro corpo. Uscite, marciate insieme a nuovi amici. 
XIV. Difendete la vostra vita privata. Un regime autoritario è fondato sul ricatto: non offritegli pretesti. 
XV. Fate regolarmente beneficenza, se ne avete la possibilità. Aiutate la società civile ad aiutare chi fa qualcosa di buono. [...]
XVII. Rizzate le orecchie quando i politici abusano di parole come estremismo e di espressioni apocalittiche come eccezione ed emergenza. [...]
XIX. Siate buoni patrioti. Le generazioni future avranno bisogno del vostro esempio. [...]"
Quadro illustrativo tratto dalla copertina dell'opera "Venti lezioni - Per salvare la democrazia dalle malattie della politica", Timothy Snyder, Rizzoli Editore

Tratto da L'Attimo fuggente

sabato 22 luglio 2017

"ENERGIA PER L'ASTRONAVE TERRA", RILEGGENDO NUOVE EDIZIONI

I confini del pianeta Terra sono limitati ed ovviamente - per quanto limitati - devono bastare ed essere considerati preziosi da tutti coloro che la abitano.
Fra gli "inquilini" di questo piccolo pianeta, sperduto in un remoto angolo dell'Universo, ci sono gli esseri umani. Quale è l'impatto che l'intero genere umano ha relegato al nostro pianeta, nel suo periodo di sopravvivenza e dimora?
Sono molte le ulteriori domande e le ulteriori questioni che un ragionamento come questo può apportare al "bilancio" delle realtà terrestri: quale sarebbe potuto diventare il contributo dell'uomo qualora certe scelte fossero state condotte per mezzo di differenti opere?
Quali sarebbero potute essere - nei fatti - le singole scelte da compiere che avrebbero potuto restituirci un pianeta Terra in condizioni migliori di quelle attuali?
In condizioni di estreme specializzazioni come quelle caratteristiche della scienza attuale - nei fatti - ogni singola scelta di campo può e deve essere fatta tenendo conto sia delle culture che delle specificità tecniche da strutturare in un percorso che possa essere anche di medio-lungo respiro.
Relativamente al fronte delle specializzazioni e delle prospettive su cui l'umanità dovrebbe acculturarsi maggiormente - per la propria stessa sopravvivenza - vi è la tematica relativa e connessa alle questioni energetiche.
L'energia si configura come una delle maggiori difficoltà (ed opportunità) con cui l'essere umano dovrà interfacciarsi sempre di più negli anni a venire: è una "grandezza" che non si vede ma che esiste, si misura e può produrre determinati effetti finalizzati a movimento/funzionamento di qualcosa che può anche essere estremamente utile.
Pur non esistendo in termini di "vista", risulta possibile definire l'energia come la capacità di un corpo o di un sistema fisico di compiere lavoro.
E' successivamente questo lavoro a costituire parte pulsante del "motore" che permette all'umanità di esistere e di avere - in maniera altrettanto diretta - un'impronta strutturale e pesante nei confronti del pianeta Terra.
Il dibattito sulle questioni energetiche è tanto aperto quanto in dirittura di sviluppo, proprio perché moltissimi sono (sia potenzialmente che nei fatti) gli sviluppi che la stessa energia può apportare su una serie infinita di questioni: sviluppo sociale, ambiente, politiche industriali, metodi di pianificazione, concertazione infrastrutturale, impianti industriali e loro organizzazione, sfruttamento del pianeta, [...].
In ragione di tanta complessità risulterà opportuno qualificare un approccio complessivamente consapevole, strutturato e con necessità di aggiornamento per fare fronte alle dosi elevate di complessità esistenti.
A questo proposito è possibile ritrovare parte dell'approccio opportunamente delineato nell'aggiornamento dell'opera "Energia per l'astronave Terra - Terza Edizione, L'era delle rinnovabili", scritto da Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli e pubblicato da Zanichelli.
L'obiettivo del testo procede nella direzione evidenziata dalle versioni precedenti, andando a delineare un quadro attualizzato su tematiche estremamente complesse da comprendere ed inquadrare nel loro insieme. Le ragioni di un aggiornamento vanno ricercate nella complessità del percorso da svolgere, essendo la tematica energetica una questione in fortissimo sviluppo strutturale.
Le ragioni dell'opera definiscono una polivalenza di contenuti, similmente a quanto delineato dagli stessi autori del libro in questione:

"[...] Tutti usiamo energia, spesso senza accorgercene, in ogni istante della giornata. 
Il libro aiuta a capire che cos'è l'energia e quali conseguenze ha il suo uso sull'ambiente, sulla salute, sull'economia e sulle guerre. 
La terza edizione contiene dati aggiornati: la scena energetica globale, i tentativi di accordi internazionali per la salvaguardia del clima, il petrolio e il gas 'non convenzionali', il declino dell'energia nucleare e i formidabili progressi delle energie rinnovabili. 
La transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili richiede un uso raionale delle limitate risorse minerali dell'astronave Terra e  nuove tecnologie a elevato 'ritorno energetico'. 
Ma per vincere questa sfida bisogna anche limitare i consumi nei Paesi più ricchi, passare dall'economia lineare a un'economia circolare e ridurre le disuguaglianze. [...]"

La necessità di affrontare la questione energetica presuppone la possibilità di impiegare metodi coerenti per analizzare globalmente la società nel suo insieme, cercando di descrivere quali possano essere gli sviluppi di un gruppo umano a trecentosessanta gradi.
Riscontrando elevate difficoltà nel dover informare adeguatamente su tematiche che richiedono un bagaglio di nozioni tecniche elevate, si configura come fondamentale il capitolo relativo alla divulgazione. E' proprio questo il punto più importante dell'opera, capace di parlare con terminologie chiare ad un pubblico assai elevato e disparato.
Argomento dopo argomento, possibilità dopo possibilità di salvare sia l'essere umano che il pianeta Terra assieme a tutti i suoi abitanti.
Non sminuendo od ignorando la mole di problematiche che transizione energetica e ricorso a fonti alternative si porteranno dietro, cercando bensì di strutturare un percorso coerente (e coerentemente informato) relativamente alle opportunità su cui sarà possibile trovare sia convergenze che obiettivi comuni per il miglioramento strutturale della collettività intera.
Leggerne per saperne di più, informarsi o confutare con obiettività le tesi (ed ipotesi, anch'esse assai consistenti) proposte.


giovedì 20 luglio 2017

DI VENTO IN VITA, CERCANDOSI PER RISPONDERSI

 "Un giorno, finalmente, hai capito quel che dovevi fare e hai cominciato, anche se le voci intorno a te continuavano a gridare i loro cattivi consigli; anche se la casa intera si era messa a tremare e ti sentivi alle calcagna l’antico contrasto.
'Sistema la mia vita!', gridava ogni voce.
Ma non ti fermasti. Sapevi quel che andava fatto, anche se il vento frugava con le sue dita rigide giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia
era terribile. Era già piuttosto tardi, era una notte tempestosa, la strada era piena di sassi e rami spezzati. Ma poco a poco, mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci, le stelle si sono messe a brillare attraverso gli strati di nubi e poi c’era una nuova voce che pian piano hai riconosciuto come la tua, che ti teneva compagnia mentre t’inoltravi sempre più [...] nel mondo, determinata a fare l’unica cosa che potevi fare; determinata a salvare l’unica vita che potevi salvare." (Il viaggio, M. Oliver) 




Fonte immagine: Il vento, V. Van Gogh

martedì 18 luglio 2017

CERCANDO RISORSE, TEMPI E SPAZI PER (PROVARE A) SUPERARE PROBLEMATICHE...ED EPOCHE

"[...] I problemi importanti sono sempre complessi e spesso pieni di contraddizioni.
Bisogna quindi affrontarli globalmente, con saperi diversi che debbono interagire fra loro. [...]"
(E. Morin, cit.)


"La malinconia della partenza", G. De Chirico

mercoledì 12 luglio 2017

FRA NOTTE E STRADA, DI PAURE IN TRISTEZZE

"[...] Le strade di notte mi sembrano più grandi
e anche un poco più tristi.
E' perché non c'è in giro nessuno.
Anche i miei pensieri di notte
mi sembrano più grandi 
e forse un poco più tristi.
E' perché non c'è in giro nessuno. [...]"
(G. Gaber, cit.)

Nighthawks, E. Hopper

lunedì 10 luglio 2017

CERCANDO VITE, ESISTENZE E PROSPETTIVA...

 "[...] Come va la vita dentro te
cosa vedi tra la gente intorno a te 
Come va la vita dentro
a un cuore un po' più amaro
che non ha bugie né verità  [...]"



venerdì 7 luglio 2017

DI LOTTA IN LOTTA, FRA BARCHE E BARCA...CERCANDO RIBELLIONI (PRO)POSITIVE?


"[...] A te che sogni una stella ed un veliero 
che ti portino su isole dal cielo più vero.
A te che non sopporti la pazienza 
o abbandonarti alla più sfrenata continenza.
A te che hai progettato un antifurto sicuro, 
a te che lotti sempre contro il muro
e quando la tua mente prende il volo 
ti accorgi che sei rimasto solo. 
A te che ascolti il mio disco forse sorridendo 
giuro che la stessa rabbia sto vivendo 
stiamo sulla stessa barca io e te [...]"

martedì 4 luglio 2017

DI BALLO IN VITA, RICORDANDO...


"[...] Ma certo. Che ne potete sapere voi? 
Avete mai sentito il suono di un violino? No. 
Perché se aveste ascoltato le voci dei violini come le sentivamo noi, 
adesso stareste in silenzio, non avreste l'impudenza di credere che state ballando. 
Il ballo [...] è un ricamo [...] è un volo [...] è come intravedere l'armonia delle stelle... 
è una dichiarazione d'amore.
Il ballo è un inno alla vita. [...]"
 (P. Villaggio, cit.)

domenica 2 luglio 2017

"PROCESSO AL NUOVO", PER (RI)LEGGERE GLI ERRORI ITALICAMENTE DIFFUSI

Quali e quanti sono i cambiamenti che vengono periodicamente sbandierati - senza essere poi integralmente attuati - dalla politica in un Paese stremato e sfiduciato da repentini cambi di bandiera e/o di pensiero? Attraverso quali 'leve' è possibile ottemperare alla realizzazione di un rinnovamento che possa essere al tempo stesso teorico - nelle linee di pensiero - e pragmatico nella definizione di progettualità innovative per il Paese?
Quali e quante sono le colpe attribuibili agli italiani, in un momento storico nel quale sembra più che mai verificabile l'assunto secondo il quale il 'peso' morale della classe politica italiana è - per alcuni versi - proporzionale alla 'morale' dei cittadini che la hanno eletta?
Relativamente al rapporto fra politica, evoluzione della stessa e dinamiche dei cittadini che la subiscono quali specifiche sarebbe possibile impostare?
Prescindendo da opinioni trasversali e dissertazioni relative alla natura di un sistema come è possibile comportarsi per delineare le sorti di un'Italia (s)governata da quanti hanno smarrito ormai parte delle proprie credibilità ed opportunità di cambiare il Paese in (pro)positiva profondità?
Sarebbe possibile promuovere riflessioni tanto imponenti quanto indefinite, relativamente ad un'Italia come quella contemporanea.
Su questa cornice si assestano, inevitabili, le definizioni relative alle classi dirigenti che hanno/avrebbero dovuto avere il compito di condurla verso porti più sicuri di quelli ove attualmente è stata trascinata. Dentro questi confini matura, tanto inevitabilmente quanto irreversibilmente, uno scontro fra 'vecchio' e 'nuovo' nella gestione del potere.
Quali sono state le differenze che il 'nuovo' ha promesso per differenziarsi dal 'vecchio' e quali sono stati - invece - gli errori e gli sbagli che lo stesso ha promosso in un tempo particolarmente complesso quale è quello contemporaneo?
A queste domande e questi dualismi cerca di rispondere l'opera "Processo al nuovo", scritto dal giornalista Marco Damilano e pubblicato da "Tempi Nuovi - Editori Laterza".
Il peso dell'influenza esercitata da quanti si sono propugnati come estranei a vecchi sistemi e/o a vetuste logiche è tanto chiaro quanto - per molti versi - svuotato della propria originale consistenza.
Le ragioni di queste dinamiche sono chiarite dallo stesso autore sin dalla copertina:

"[...] Grandi riforme, palingenesi giudiziarie, rivouzioni liberali, rivolte in Rete, rottamazioni, referendum epocali. Per decenni l'Italia ha inseguito il mito del nuovo inizio. 
Il Nuovo ha modellato tutte le identità politiche: la sinistra, la destra, il centro. 
E' comparso negli anni Ottanta, si è espresso in tutta la sua potenza all'alba degli anni Novanta, dopo lo scatto felino della storia provocato dalla caduta del muro nel cuore dell'Europa. 
Ed è diventato senso comune con la Seconda Repubblica: il restyling dei nomi e dei simboli, i modernizzatori contro i conservatori, gli innovatori contro i nostalgici. 
Nuovo si è presentato il Cavaliere dell'eterno presente. Nuovi i tecnici come Mario Monti. 
Nuovissimi i cittadini scelti dalla Rete nel Movimento 5 Stelle. 
E ancor più nuovo il renzismo della rottamazione dove tutto poteva apparire mai visto, mai udito, senza precedenti. Il Nuovo è stato la via italiana al Governo e alla politica. 
Ora sembra smarrito, per incapacità di elaborazione, fragilità culturale, inconsistenza progettuale. 
Ma nessuna restaurazione del passato è possibile. E l'Italia ha bisogno di una nuova politica, per uscire da questo limbo senza riforme e senza partiti, senza destra e senza sinistra, senza vecchio e senza nuovo. Serve un Nuovo che sia ricostruzione, rigenerazione. [...]"

Possono essere queste le parole chiave mediante le quali poter (cercare di) strutturare un Nuovo che non sia ripetizione degli altrettanto 'finti nuovi' già abbondantemente visti ed altrettanto mal digeriti?
Se tutto (o quasi) potesse passare per termini pesanti quali ricostruzione e rigenerazione altrettanto - in termini chiari - potrebbe essere fatto per individuare le cause che hanno trascinato le tante (ed altrettanto finte?) novità proposte a smarrire il proprio peso di credibilità e la propria consistenza di rinnovamento strutturale. Su questo proposito l'occhio dell'elettore e/o del cittadino che voglia andare oltre la mediocrità informativa deve essere implacabile...ed implacabilmente allenato:

"[...] Il Nuovo ha consumato se stesso perché senza progetto. Con il passato, ha buttato via anche il futuro. I suoi paladini si sono rivelati clamorosamente inadeguati alle sfide, hanno deluso chi voleva cambiare l'Italia e tradito chi ci aveva creduto. Eppure di una nuova politica l'Italia ha bisogno. [...]"

I cardini attraverso cui (tentare di) ricostruire una nuova politica sembrano essere di complessa individuazione, articolata strutturazione e difficoltosa attribuzione.
Alla base potrebbe occorrere un cambiamento strutturale e strutturalmente impegnativo; su queste fondamenta si muove l'opera esaminata, affinché sia possibile circoscrivere od almeno comprendere parte degli errori fatti. La costruzione di una conoscenza collettiva scorre in argini che devono concorrere a delineare con precisione, metodo ed affidabilità rinnovati percorsi.


sabato 1 luglio 2017

FRA MASSE E POLITICHE, INSEGUENDO CRESCITA ED ISTANZE DI CONSERVAZIONE

"[...] La massa esiste fintanto che cresce: la disgregazione subentra non appena cessa di crescere.
La massa chiusa invece rinuncia alla crescita e si preoccupa soprattutto della durata. [...]"
(Massa e potere, E. Canetti, cit.)

"Morte di Socrate", J.L.David

lunedì 26 giugno 2017

DI ARIA IN ARIE, CERCANDO PIEGHE (E PIAGHE) DI UNA SOCIETA'

"[...] su tutti i canali arriva la notizia/ un attentato uno stupro o, se va bene, una disgrazia/ 
che diventa un mistero di dimensioni colossali/ 
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero/ che chiamano giornali./ 
C'è un'aria [...] ed ogni avvenimento di fatto si traduce/ 
in tanti 'sembrerebbe', 'si vocifera', 'si dice'/ con titoli ad effetto che coinvolgono la gente/ 
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto/ senza dire niente./ 
C'è un'aria, un'aria,/ ma un'aria che manca l'aria [...] 
e c'è un gusto morboso nel mestiere d'informare,/ 
uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore/ 
e le miserie umane raccontate come film gialli/ sono tragedie oscene che soddisfano la fame/ 
di certi avidi sciacalli. [...] Lasciateci il gusto dell'assenza,/ lasciatemi da solo con la mia esistenza/ 
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno/ finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno./ 
Ma la televisione che ti culla dolcemente/ presa a piccole dosi direi che è quasi un tranquillante/ 
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie/ 
con lo stesso rispetto che è giusto avere/ per una lavastoviglie [...]"


giovedì 22 giugno 2017

INTERROGANDO I TEMPI, VERSO PROSPETTIVE DI (MANCATO) CAMBIAMENTO?

"[...] Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin'
Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin' [...]"
(Bob Dylan, cit.)


lunedì 19 giugno 2017

"STORIA DELLA FILOSOFIA OCCIDENTALE", LEGGENDO BERTRAND RUSSELL

L'amore per il sapere e per le sue forme - ognuna delle quali estesa ad ogni capacità o consapevolezza della mente umana - ha prodotto nei secoli teorie e pratiche con le quali l'essere umano ha cercato di costruire la propria strada nel mondo.
Sono stati realizzati percorsi che hanno portato gli uomini su prospettive di futuro migliori,  differenti e che hanno causato - nei secoli - cambiamenti che per la stessa umanità risultano essere immensamente controversi. Ogni cambiamento regolato da speculazione od attività di pensiero umano sotto quali "leve" può essere definito come giusto?
Attraverso quali passaggi l'essere umano ha imposto la propria visione rispetto alla casualità imperversante, plasmando attraverso il susseguirsi di varie epoche storiche le visioni di individui e persone che hanno caratterizzato l'incedere della Storia?
Quali sono state le "fasi" che hanno vincolato il sapere a prendere le forme dell'epoca nella quale veniva esercitato, provvedendo a farlo di volta in volta espandere o circoscrivere rispetto alle ambizioni?
Ciascuna forma di sapere ha prodotto indagini, rispetto a vari campi della realtà e delle opportunità prefigurabili sia per l'intera umanità che per un singolo membro della specie umana.
Sono state (pro)mosse dissertazioni nei confronti di variegate opportunità, attraversando di volta in volta le infinite realtà che l'umanità andava, va ed andrà vivendo nell'incedere del tempo.
Si è cercato di proporre domande, nel tentativo di cercare specifiche risposte adatte all'idea di mondo che gli esseri umani potevano costruire impiegando sia le loro risorse che - inevitabilmente - gli altrettanto loro evidenti limiti.
A questo sfondo di contenuti risponde, nella maniera più breve possibile, la parola "filosofia".
Cosa abbia prodotto quel generico "amore per il sapere" che ha contraddistinto gli esseri umani è cosa chiara e comprensibile a tutti, stanti le varie epoche che il pianeta Terra ha vissuto fino ad oggi.
Abbiamo davanti ad occhi, cuore e mente ogni giorno quali siano state le conseguenze che le "doti" ereditate dalla speculazione della mente umana hanno portato fino a noi: scienza, architettura, ingegneria, medicina, letterature, psicologia, giurisprudenza, [...].
Sono tante le "chiavi" che la filosofia ha prodotto - nei secoli - per mettere l'essere umano nelle migliori condizioni possibili per (provare a) comprendere le strutture del mondo interno ed esterno ad ogni singolo "abitante" del pianeta Terra.
Tracciare un quadro esaustivo di quali e quante siano state le filosofie - nella loro globalità - è cosa alquanto dura e complessa da svolgere con capacità e competenza.
La sola scelta può essere quella di affiancarsi alla lettura ed alla disamina di testi tratti dagli elaborati di quanti hanno vissuto per padronanza accademica o divulgativa certe epoche.
Un testo funzionale a comprendere al meglio possibile quali e quante siano state le "epoche filosofiche" che hanno caratterizzato la storia umana è costituito da "Storia della filosofia occidentale", scritto da Bertrand Russell edito nella versione di Tea Libri.
Quale possa essere l'impatto di un'opera come questa nelle visioni e nelle prospettive di coloro i quali la filosofia debbano conoscerla è cosa chiara sin dalla copertina della presente opera:

"[...] la Storia della Filosofia Occidentale si offre come un quadro completo dello sviluppo del pensiero filosofico, all'interno del quale i singoli pensatori sono collocati nel loro contesto storico e sociale a dimostrare che l'opera di un filosofo non sorge mai isolata, bensì riflette ed elabora i pensieri e i sentimenti che sono comuni alla società di cui fa parte. 
L'opera di Russell, priva di difficoltà terminologiche e di disquisizioni tecniche, rappresenta uno dei migliori e più conosciuti esempi di divulgazione filosofica. [...]"

Si propongono quindi le basi per una rilettura integrata della società attraverso il fluire dei tempi storici, cercando - ove possibile - di rinnovare un rapporto ed un punto di vista che per la filosofia possono tradursi in imponenti occasioni per migliorare il mondo esterno tramite la ricerca di pensieri util(izzabil)i per definire quale possa essere la dimensione umana.
Tutto questo nel tentativo di rinnovare le prospettive di visione collettive:

"[...] La filosofia [...] è qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza. 
Come la teologia, si fonda su speculazioni che non hanno finora portato a conoscenze  definite; come la scienza si appella alla ragione umana pittosto che all'autortà, sia quella della tradizione che quella della rivelazione; tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia. 
Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia. [...]"





mercoledì 14 giugno 2017

CERCARE, SPERARE E RINNOVARE LA FORZA PER...(PROVARE A) FARE E (TENTARE DI) VIVERE


"[...] Ho ancora la forza che serve a camminare, 
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare 
ho ancora quella forza che ti serve 
quando dici: 'Si comincia!' [...]
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo. [...]
E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire. [...]
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
'Ci vediam più tardi...' [...]"

lunedì 12 giugno 2017

SU MUSICA, ACCORDI ED INCONTRI PER FARE (ACCORDI)...


"[...] La musica infine, l'unificatrice – niente di più spirituale, niente di più sensuale, una divinità, eppure completamente umana – che avanza, prevale, occupa il posto più alto; capace di dare, in certe contingenze e campi, ciò che null'altro saprebbe dare. [...]"
(W. Whitman, att.)

sabato 10 giugno 2017

"HAVE A NICE DAY", ASCOLTANDO RIBELLIONI...


"[...] Why, you wanna tell me how to live my life? [...] Try to understand/ is innocence the difference between a boy and a man./ My daddy lived the lie, it's just the price that he paid/ sacrificed his life, just slavin' away [...] I ain't gonna do what I don't want to/ i'm gonna live my life/ shining like a diamond, rolling with the dice/ standing on the ledge, I show the wind how to fly/ when the world gets in my face/ I say, have a nice day [...]" 

mercoledì 7 giugno 2017

DA AMORE A MUSICA, CERCANDO L'UNIVERSALMENTE SCONOSCIUTO


"[...] Finding the world in the smallness of a grain of sand 
and holding infinities in the palm of your hand 
and heaven's realms in the seedlings of this tiny flower 
and eternities in the space of a single hour. [...]
Inside your mind is a relay station 
a mission probe into the unknowing
We send a seed to a distant future 
then we can watch the galaxies growing [...]"

sabato 3 giugno 2017

PREGI E CRITICITA' DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA...PER INEVITABILI TENTATIVI

"[...] E' ormai evidente che il tempo delle scelte decisive per la transizione energetica è adesso. 
Ed è altrettanto evidente che le scelte non sonno tutte uguali. [...]
Il fiorire di progetti che mirano a dimostrare la fattibilità di un mondo rinnovabile al 100% conferma che siamo veramente in una fase storica cruciale per la transizione energetica e fa sperare in un'ulteriore accelerazione del processo. 
Se si vuole ancorare un ragionevole ottimismo alla realtà complessa delle cose, però, occorre sottolineare alcuni punti-chiave: 

1. La prima generazione di convertitori e accumulatori di energie rinnovabili viene oggi fabbricata utilizzando principalmente energie fossili. Soltanto nelle fasi successive si potranno produrre dispositivi rinnovabili utilizzando le energie rinnovabili stesse e chiudendo così definitivamente l'era dei combustibili fossili. [...];

2. La disponibilità effettiva di risorse minerali e la capacità di riciclo delle filiere energetiche saranno fattori fondamentali per il successo di una transizione che possa garantire la salvaguardia della biosfera e una pacifica condivisione delle risorse energetiche; 

3. Occorre valutare con la massima attenzione se un mondo al 100% rinnovabile possa garantire valori di EROI sufficientemente alti, ossia compatibili con una civiltà tecnologicamente avanzata, in un pianeta abitato da oltre 9 miliardi di persone;

4. La transizione dovrà far gradualmente aumentare l'impiego dell'elettricità negli usi finali, a scapito dei combustibili [...]. Questo è auspicabile [...] perchè già oggi abbiamo tecnologie rinnovabili avanzate per la produzione di elettricità - ma non di combustibili! - e perchè i motori elettrici hanno un'efficienza almeno tripla rispetto a quelli a combustione interna;

5. La transizione energetica richiede un aumento poderoso degli investimenti in ricerca e sviluppo, un ammodernamento e consolidamento delle reti elettriche e dei sistemi di accumulo, un adeguamento dell'infrastruttura energetica globale e un cambiamento radicale del sistema dei trasporti, la progressiva uscita di scena dei motori a combustione per far spazio a veicoli elettrici. In pratica, tutto questo richiede una ristrutturazione del sistema finanziario ed economico internazionale; 

6. I Paesi più ricchi dovranno ridurre i propri consumi energetici, anche in maniera consistente. 

In conclusione, la transizione energetica è una sfida possibile, affascinante e avvincente, ma non sarà una passeggiata. Siccome però non abbiamo alternative, non ci resta che impegnarci a fondo per realizzarla. [...]"
Fonte: Capitolo Nono - La transizione energetica, "Energia per l'astronave Terra", V. Balzani, N. Armaroli, Zanichelli

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