giovedì 17 agosto 2017

"RIPENSARE IL CAPITALISMO", CERCANDO SISTEMI ECONOMICI INNOVATIVI E SOSTENIBILI

L'urgenza di ridefinire e/o reimpostare un nuovo modello economico con il quale (provare a) specificare rinnovati equilibri per la società è un'attività tanto complessa quanto peculiare caratteristica di quanti siano - per definizione - "addetti ai lavori".
In un tempo nel quale le soluzioni sbandierate come facili finiscono per decadere prepotentemente sotto i colpi di un futuro tanto precario quanto non modellabile serve, più di tutto, la necessità di saper modellare il più coerentemente e chiaramente possibile sistemi di una complessità infinita.
Possono esistere fenomeni di una difficoltà superiore da concepire quali sono quelli di matrice economica? L'economia "scarica" le sue strutture ed i suoi malfunzionamenti su una larga serie di settori appartenenti al mondo che l'essere umano si è posto l'obiettivo di governare al meglio possibile: società, politica, ambiente, infrastrutture, governo dei territori, amministrazioni locali, [...].
Nell'esercitare i propri difetti sulla società circostante, pertanto, è (purtroppo) facile aspettarsi che difficoltà riscontrate a livello anche mondiale possano finire - in un qualche modo - per far precipitare anche equilibri e meccanismi di perequazione innestati sul livello locale.
Mediante quali passi e procedure potrebbero pertanto esercitarsi meccanismi specifici per l'implementazione di nuovi metodi e nuove proposte con cui ridefinire i cardini fondamentali dell'economia? L'individuazione nuova di tali punti consisterebbe, pertanto, nella scoperta di rinnovati metodi con i quali guardare al rapporto che l'economia stessa ha con le altre "sfere" dello scibile umano.
Lo svolgimento di tale attività potrebbe e dovrebbe riconfigurarsi come prioritario, andando ad individuare eventuali nuove fasce deboli od ulteriori elementi di potenziale radicalizzazione.
Su questo piano, pertanto, sarebbe opportuno ragionare relativamente al proporre metodi e proposte per rifondare nuovamente l'economia dalle sue basi.
E' attorno a questi punti di programma che si articola il libro "Ripensare il capitalismo", scritto da varie mani e raggruppato sottoforma di "raccolta" grazie al contributo di Marianna Mazzucato e Michael Jacobs.
Il filone principale attorno al quale si articola la trama risiede essenzialmente nell'individuare quale argomento fondante la necessità di articolare l'economia sotto rinnovate basi per poterla rendere maggiormente comprensibile e fruibile per l'umanità:

"[...] Le economie dei Paesi sviluppati devono affrontare problemi profondi e interconnessi: città inquinate, gravi diseguaglianze, marginalizzazione di larghe fasce di popolazione, crescita lenta, un disastroso cambiamento climatico. 
Per affrontare questi problemi le politiche economiche devono cambiare radicalmente. 
Il che vuol dire che dobbiamo capire fino in fondo come funziona il sistema capitalista contemporaneo. In questo libro, alcuni [...] economisti [...] affrontano le questioni chiave dell'economia contemporanea - la politica fiscale e monetaria, il mercato finanziario, la diseguaglianza, le privatizzazioni, l'innovazione e il cambiamento climatico. 
Con una convinzione: il capitalismo deve essere riformato e reinterpretato per evitare i fallimenti che tuttora abbiamo davanti agli occhi. [...]"

L'opportunità di ridefinire e reimpostare i principi cardine che regolano il capitalismo deve diventare una necessità imperativa, al fine di inquadrare con quali regole far funzionare e far interagire fra loro settori che con l'economia hanno enormemente a che fare.
I pilastri su cui si fondano le teorie perorate nel libro sono relative a vari capisaldi che un rinnovato modello economico potrebbe - teoricamente - migliorare o ristrutturare.
Su questi punti si articolano i contributi raccolti, capitolo dopo capitolo, mediante una serie di tanto complesse quanto ineludibili parole chiave quali quelle di seguito richiamate:

  • Austerità; 
  • Politiche di bilancio strutturali;
  • Concetto di moneta;
  • Politiche macroeconomiche;
  • Differenza di visione fra breve e lungo termine;
  • Rapporti fra economia e settore secondario;
  • Metodi per innovare e per declinare l'innovazione su terreni strutturati; 
  • Influenze possibili dello Stato nella gestione dei capitali; 
  • Opportunità dettate dalla necessità di effettuare investimenti;
  • Relazione fra investimenti ed utilità degli stessi; 
  • Tematiche relative a privatizzazioni od esternalizzazioni; 
  • Strategie per favorire ed implementare la decarbonizzazione; 
  • Rapporti fra economie e cambiamento climatico.
Quali potrebbero essere le metodologie e le opportunità realizzabili per strutturare un cambiamento essenziale rispetto a tematiche fino ad oggi svilite o sottovalutate, attingendo anche a quelle eventualmente sino ad ora proposte? 
Leggerne per saperne di più, alla luce della necessità di implementare - consapevolmente - rinnovati modelli economici. 


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