Ho nella mente una data che si è impressa a caratteri cubitali fra i miei traumi non ancora rimarginati.
Si tratta di quella che nel calendario della mia umanità recente è identificata con una vera e propria Apocalisse terrena.
Ripenso all'11 settembre 2001 ed a tutto quello che di troppo e di peggiore ci stiamo ancora oggi portando dietro. Samuele Bersani scrisse in una sua canzone di qualche tempo fa che da quella data di settembre "è aumentato il senso corrisposto del sospetto".
Si è persa la concezione di male relativo, essendosi l'umanità intera accorta di essere seduta su barili di esplosivo pericolosissimo; siamo vittime di una miccia che può essere accesa da un momento all'altro da diecimila interessi, migliaia di compromessi ed infiniti sotterfugi.
La società attorno a noi è divenuta troppo complessa e problematica per poter essere analizzata e razionalizzata con ottiche di coerenza e lungimiranza; è più facile infatti nascondere ed ignorare certi problemi.
Senso corrisposto del sospetto e necessità di non parlare di certe tematiche, appunto. Tutto ciò fa rima con quanto di terribile sta accadendo a Rosarno. Questa è una piccola cittadina con circa 16mila abitanti.
Fra questi circa 5mila sono immigrati.
Il ferro e fuoco che sta avvenendo in quei momenti non ha purtroppo bisogno di cronaca. L'etica che prevede la necessità di sbattere i mostri in prima pagina non mi appartiene.
Preferisco indagare fra le oscure ragioni che conducono a questi orrendi episodi. Usare l'arma della scrittura per cercare una risposta mi riesce sicuramente meglio che a voce, quindi ci proverò.
Fino a poco fa quasi nessuno sapeva di questa Rosarno e di tutte le difficoltà connesse all'ambiente.
Tutto ciò conferma per l'ennesima volta il concreto carrozzone dell'italianità: si parla di certe tematiche solo quando non si può tenere più nascosto nulla.
Poco importa se fino a poco fa chi ora si ribella veniva palesemente trattato da schiavo, sottopagato, malmenato e percosso continuamente, soprattutto moralmente.
In quelle terre la mafia ha infiltrazioni pesanti, anche nel silenzio e nell'omertà nelle quali certe vicende rimangono annegate. La mafia ha avuto la capacità di silenziare tutti questi immigrati, costretti per pochissimi soldi a rinunciare perfino alla loro dignità di esseri umani.
Sottopagati con 20/25 Euro per 12/14 ore di lavoro al giorno e destinati a lavori di manovalanza o pratica agricola.
Li hanno fatti dilettare raccogliendo uva, olive, arance e pomodori.
Parte della loro paga va a quei supervisori che li ingaggiano per questi lavori, costringendoli di fatto ad uno stato di schiavitù.
Sono servi del silenzio e dell'omertà tutti questi immigrati. Costretti da forze superiori a rimanere nascosti, devono per forza essere semplicemente tollerati.
Di pari passo, un Ministro che afferma che la colpa di tutto ciò sta nella cattiva gestione delle politiche di immigrazione clandestina. Niente di più impreciso.
Questa è una dichiarazione preda forse di quella necessità urgente di semplificazione cui accennavo qualche riga sopra. E' ormai troppo complesso recuperare in toto una società allo sbando totale; è più facile scaricare barile su barile per risparmiarsi fatiche disposte a preservare un miglioramento delle situazioni su quel lungo termine che fa tanto paura.
Qualcuno vorrebbe, ancora più superficialmente, mandarli tutti a casa.
Si pensa così di risolvere efficacemente e concretamente la situazione ormai degenerata.
Ne siamo poi così sicuri? Se ci liberassimo del "fardello" immigrazione il nostro PIL crollerebbe di 10 punti percentuali, tanto per rimanere in termini numerici concreti.
Se ci liberassimo degli immigrati vorreste vedere qualche ingegnere o politico alto-locato andare a raccogliere frutta o pulire bagni pubblici? Senza di loro l'Italia diventerebbe infinitamente più arretrata di quanto già sia.
A tutti i sostenitori dell'espulsione forzata consiglio di farsi un bel bagno di consapevolezza, pragmatismo, concretezza ed umiltà.
In quelle terre calabresi la mafia ha mani dovunque, arrivando a condizionare pesantemente anche le vite di queste persone. Vi pare che la mafia sia forse immigrata pure lei? Nel caso foste certi di tale affermazione iniziate a preoccuparvi seriamente.
Qualcuno di quegli immigrati di Rosarno, vessati e ridimensionati a morte, ha detto non molto tempo fa una frase di sicuro impatto emotivo e concreto: "Noi siamo qui per voi, per lavorare la vostra terra, per darvi le arance ed i mandarini che ogni giorno trovate sulle vostre tavole. E in cambio cosa abbiamo? Una vita maledetta. Anzi, guarda cosa mangiamo, guarda dove dormiamo, non abbiamo bagni, non c'è acqua, luce, gas, nulla. E' vita questa?"
Sono costretti a "domiciliare", se così ha significato scrivere, in lager dove gli escrementi e la melma si mescolano al fetido odore di qualche mandarino rimasto a marcire nei paraggi. Ci sono anche rifiuti dovunque, sparsi chissà dove in quella piccola Rosarno.
I governi locali non possono nulla, dal momento che le tematiche di immigrazione sono di esclusiva competenza statale. La politica dello scarica barile non è sufficiente Ministro Maroni, mi dispiace molto.
Così come non è sufficiente fare propaganda spicciola per inneggiare a teorie di leghista memoria, inerenti allo spedirli tutti celermente a casa.
Mi dispiace sapere che a parole promuovete tematiche a vostro dire efficaci per favorire l'integrazione e per combattere questi episodi, mentre a fatti mettete un tetto del 30% massimo di non-italiani nelle classi italiane.
Andate a bussare nelle comunità montane, dove la casa costa meno ed è più facile per un immigrato andare a vivere. Nelle classi troverete percentuali molto più alte di quel famoso 30%. Un tetto inutile, figlio di tutta questa propaganda inutile che conduce, se perpetuata, a questi orrendi episodi.
La colpa non è tutta nè della destra nè della sinistra, ma è insita in un sistema corrotto che non ha più trovato modo per essere corretto, oltrechè rispettoso dei giusti confini di libertà nei quali far muovere i suoi uomini-componenti.
Siamo come automi, abituati ormai a giudicare scandalose le battaglie fatte da qualcuno per difendere qualche suo, inoppugnabile, diritto.
Non è un caso che a tutto ciò faccia cenno anche la Costituzione. Nella prima parte, quella da ritenere ad OGNI costo NON modificabile, si fa riferimento ai "Diritti e Doveri dei Cittadini".
In tale parte si trova un Articolo n°10 che riporto integralmente di seguito:
"L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito al suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici."
Tutto ciò dovrebbe essere diritto e DOVERE del cittadino. Senza Rosarno, nessuno avrebbe mai saputo che anche questo modo di pensare e di praticare DEVE essere suo fermo dovere.
In virtù di quel senso corrisposto del sospetto cui accennavo in principio, non ci si sorprende di vedere imprecare ed urlare ogni male possibile contro questa povera gente.
Li vogliamo fuori, tutti esuli e respinti dal nostro Belpaese.
Quasi nessuno vuole ricordare che noi ITALIANI eravamo come loro, non molto tempo fa.
La Storia dovrebbe insegnare anche valori come tolleranza, coerenza e riconoscenza.
Condizionale d'obbligo, appunto.
Andare a ripassarsi la nostra schedatura come "semi-white" od "olive" in Australia fino al 1970 potrebbe essere utile.
Andare a ripassarsi il pensiero di Nixon del 1969 secondo il quale noi italiani avevamo un odore diverso da tutti gli altri europei potrebbe essere utile. Da allora cosa e quanto è cambiato?
Nei diritti e doveri dei cittadini pressochè nulla, eppure qualcuno fa finta di non accorgersene.
Sullo sfondo di tutto Rosarno rimane. Rimane lì, con il suo dolore e la sua battaglia.
Passato il vento dello scandalo, della propaganda populista e della repressione si tornerà agli inarrivabili fasti del silenzio.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
sabato 9 gennaio 2010
Rosarno: minisaggio sulle ragioni di un Orrore
Ho nella mente una data che si è impressa a caratteri cubitali fra i miei traumi non ancora rimarginati.
Si tratta di quella che nel calendario della mia umanità recente è identificata con una vera e propria Apocalisse terrena.
Ripenso all'11 settembre 2001 ed a tutto quello che di troppo e di peggiore ci stiamo ancora oggi portando dietro. Samuele Bersani scrisse in una sua canzone di qualche tempo fa che da quella data di settembre "è aumentato il senso corrisposto del sospetto".
Si è persa la concezione di male relativo, essendosi l'umanità intera accorta di essere seduta su barili di esplosivo pericolosissimo; siamo vittime di una miccia che può essere accesa da un momento all'altro da diecimila interessi, migliaia di compromessi ed infiniti sotterfugi.
La società attorno a noi è divenuta troppo complessa e problematica per poter essere analizzata e razionalizzata con ottiche di coerenza e lungimiranza; è più facile infatti nascondere ed ignorare certi problemi.
Senso corrisposto del sospetto e necessità di non parlare di certe tematiche, appunto. Tutto ciò fa rima con quanto di terribile sta accadendo a Rosarno. Questa è una piccola cittadina con circa 16mila abitanti.
Fra questi circa 5mila sono immigrati.
Il ferro e fuoco che sta avvenendo in quei momenti non ha purtroppo bisogno di cronaca. L'etica che prevede la necessità di sbattere i mostri in prima pagina non mi appartiene.
Preferisco indagare fra le oscure ragioni che conducono a questi orrendi episodi. Usare l'arma della scrittura per cercare una risposta mi riesce sicuramente meglio che a voce, quindi ci proverò.
Fino a poco fa quasi nessuno sapeva di questa Rosarno e di tutte le difficoltà connesse all'ambiente.
Tutto ciò conferma per l'ennesima volta il concreto carrozzone dell'italianità: si parla di certe tematiche solo quando non si può tenere più nascosto nulla.
Poco importa se fino a poco fa chi ora si ribella veniva palesemente trattato da schiavo, sottopagato, malmenato e percosso continuamente, soprattutto moralmente.
In quelle terre la mafia ha infiltrazioni pesanti, anche nel silenzio e nell'omertà nelle quali certe vicende rimangono annegate. La mafia ha avuto la capacità di silenziare tutti questi immigrati, costretti per pochissimi soldi a rinunciare perfino alla loro dignità di esseri umani.
Sottopagati con 20/25 Euro per 12/14 ore di lavoro al giorno e destinati a lavori di manovalanza o pratica agricola.
Li hanno fatti dilettare raccogliendo uva, olive, arance e pomodori.
Parte della loro paga va a quei supervisori che li ingaggiano per questi lavori, costringendoli di fatto ad uno stato di schiavitù.
Sono servi del silenzio e dell'omertà tutti questi immigrati. Costretti da forze superiori a rimanere nascosti, devono per forza essere semplicemente tollerati.
Di pari passo, un Ministro che afferma che la colpa di tutto ciò sta nella cattiva gestione delle politiche di immigrazione clandestina. Niente di più impreciso.
Questa è una dichiarazione preda forse di quella necessità urgente di semplificazione cui accennavo qualche riga sopra. E' ormai troppo complesso recuperare in toto una società allo sbando totale; è più facile scaricare barile su barile per risparmiarsi fatiche disposte a preservare un miglioramento delle situazioni su quel lungo termine che fa tanto paura.
Qualcuno vorrebbe, ancora più superficialmente, mandarli tutti a casa.
Si pensa così di risolvere efficacemente e concretamente la situazione ormai degenerata.
Ne siamo poi così sicuri? Se ci liberassimo del "fardello" immigrazione il nostro PIL crollerebbe di 10 punti percentuali, tanto per rimanere in termini numerici concreti.
Se ci liberassimo degli immigrati vorreste vedere qualche ingegnere o politico alto-locato andare a raccogliere frutta o pulire bagni pubblici? Senza di loro l'Italia diventerebbe infinitamente più arretrata di quanto già sia.
A tutti i sostenitori dell'espulsione forzata consiglio di farsi un bel bagno di consapevolezza, pragmatismo, concretezza ed umiltà.
In quelle terre calabresi la mafia ha mani dovunque, arrivando a condizionare pesantemente anche le vite di queste persone. Vi pare che la mafia sia forse immigrata pure lei? Nel caso foste certi di tale affermazione iniziate a preoccuparvi seriamente.
Qualcuno di quegli immigrati di Rosarno, vessati e ridimensionati a morte, ha detto non molto tempo fa una frase di sicuro impatto emotivo e concreto: "Noi siamo qui per voi, per lavorare la vostra terra, per darvi le arance ed i mandarini che ogni giorno trovate sulle vostre tavole. E in cambio cosa abbiamo? Una vita maledetta. Anzi, guarda cosa mangiamo, guarda dove dormiamo, non abbiamo bagni, non c'è acqua, luce, gas, nulla. E' vita questa?"
Sono costretti a "domiciliare", se così ha significato scrivere, in lager dove gli escrementi e la melma si mescolano al fetido odore di qualche mandarino rimasto a marcire nei paraggi. Ci sono anche rifiuti dovunque, sparsi chissà dove in quella piccola Rosarno.
I governi locali non possono nulla, dal momento che le tematiche di immigrazione sono di esclusiva competenza statale. La politica dello scarica barile non è sufficiente Ministro Maroni, mi dispiace molto.
Così come non è sufficiente fare propaganda spicciola per inneggiare a teorie di leghista memoria, inerenti allo spedirli tutti celermente a casa.
Mi dispiace sapere che a parole promuovete tematiche a vostro dire efficaci per favorire l'integrazione e per combattere questi episodi, mentre a fatti mettete un tetto del 30% massimo di non-italiani nelle classi italiane.
Andate a bussare nelle comunità montane, dove la casa costa meno ed è più facile per un immigrato andare a vivere. Nelle classi troverete percentuali molto più alte di quel famoso 30%. Un tetto inutile, figlio di tutta questa propaganda inutile che conduce, se perpetuata, a questi orrendi episodi.
La colpa non è tutta nè della destra nè della sinistra, ma è insita in un sistema corrotto che non ha più trovato modo per essere corretto, oltrechè rispettoso dei giusti confini di libertà nei quali far muovere i suoi uomini-componenti.
Siamo come automi, abituati ormai a giudicare scandalose le battaglie fatte da qualcuno per difendere qualche suo, inoppugnabile, diritto.
Non è un caso che a tutto ciò faccia cenno anche la Costituzione. Nella prima parte, quella da ritenere ad OGNI costo NON modificabile, si fa riferimento ai "Diritti e Doveri dei Cittadini".
In tale parte si trova un Articolo n°10 che riporto integralmente di seguito:
"L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito al suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici."
Tutto ciò dovrebbe essere diritto e DOVERE del cittadino. Senza Rosarno, nessuno avrebbe mai saputo che anche questo modo di pensare e di praticare DEVE essere suo fermo dovere.
In virtù di quel senso corrisposto del sospetto cui accennavo in principio, non ci si sorprende di vedere imprecare ed urlare ogni male possibile contro questa povera gente.
Li vogliamo fuori, tutti esuli e respinti dal nostro Belpaese.
Quasi nessuno vuole ricordare che noi ITALIANI eravamo come loro, non molto tempo fa.
La Storia dovrebbe insegnare anche valori come tolleranza, coerenza e riconoscenza.
Condizionale d'obbligo, appunto.
Andare a ripassarsi la nostra schedatura come "semi-white" od "olive" in Australia fino al 1970 potrebbe essere utile.
Andare a ripassarsi il pensiero di Nixon del 1969 secondo il quale noi italiani avevamo un odore diverso da tutti gli altri europei potrebbe essere utile. Da allora cosa e quanto è cambiato?
Nei diritti e doveri dei cittadini pressochè nulla, eppure qualcuno fa finta di non accorgersene.
Sullo sfondo di tutto Rosarno rimane. Rimane lì, con il suo dolore e la sua battaglia.
Passato il vento dello scandalo, della propaganda populista e della repressione si tornerà agli inarrivabili fasti del silenzio.
Mente umana in rivoluzione: notizie dal fronte Spazio
Nella tradizione fumettistica erano quelli che avevano portato i Fantastici 4 a fantasmagoriche ed irreali trasformazioni. Nella realtà astrofisica erano un qualcosa di sconosciuto sul quale si era ipotizzato qualcosa di vago e variegato.
Sto scrivendo dei raggi cosmici, definiti come particelle energetiche provenienti dallo spazio esterno, alle quali è esposta la Terra e qualunque altro corpo celeste in orbita attorno al nostro sistema solare.
Sono stati di grandissima utilità alla scienza ed a certe rivoluzioni scientifiche, specialmente per quanto riguarda lo sviluppo della fisica delle particelle.
Siamo protetti dal loro influsso potenzialmente negativo grazie alla spessa atmosfera. Senza di lei tutti i nostri mezzi elettronici e tutto il nostro progresso subirebbero un arresto pressochè assoluto.
Nonostante i loro rischi e pericoli, i raggi cosmici affascinano la mente umana che è giunta ricercando ed esplorando ad un altro traguardo fondamentale.
E' di oggi una notizia veramente interessante, oltrechè scientificamente coinvolgente.
Il telescopio Fermi ha osservato in azione uno dei fenomeni che accellerano i raggi cosmici.
Se giungono a noi ed ai pianeti limitrofi a grandissima velocità, dovranno essere provenienti da qualche punto. Un piccolo artificio umano è riuscito a trovarlo ed a documentare l'avvenuta scoperta.
Il telescopio della Nasa ha infatti visto la "firma" di un fenomeno ipotizzato da decenni ma finora mai veramente dimostrato: i motori capaci di accelerare i raggi cosmici ad energie altissime sono i gusci di energia e materia prodotti dall'esplosione delle supernovae.
Quando una stella esplode, scaglia tanti piccoli "detriti" ad enorme velocità nello spazio anche verso di noi. Cosa è la mente umana dopo notizie come queste? Una grande cosa, davvero.
venerdì 8 gennaio 2010
Partito Democratico in calma apparente, mentre fuori l'Italia è in tempesta
Sono giornate piuttosto intense per il Partito Democratico, preso più che mai in una forsennata rincorsa al nome più adatto possibile da inserire in una "cordata" di alleanze vincenti.
Giusto oggi ho rinnovato la mia tessera per l'anno 2010 con un velo di amarezza nel cuore. Ciò che mi ha spinto a confermare la volontà di aderire al Partito che più vorrei mi rappresentasse è stata la ferma necessità e convinzione che debba ancora essere fatto qualcosa di grande per cambiare veramente l'impronta di questo schieramento politico, attualmente condannato allo stadio di embrione perenne.
Il segretario nazionale Pierluigi Bersani ha parlato di un'alternativa, di un partito fondamentale da ricostruire sull'unità di misura minima dei circoli.
Cosa rimane, a distanza di qualche mese, di tutto questo spirito fondativo e costruttivo? A guardare con occhi il più possibile obiettivi posso scrivere che molto è ancora da costruire.
Ho avuto modo oggi di fare anche circa due ore di tesseramento presso il circolo del mio piccolo paese di provincia; sfogliando il faldone degli iscritti dell'anno scorso ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere moltissimo. Una signora, nata nel 1915, era deceduta ancora prima di potersi eventualmente re-iscrivere.
Per le persone più anziane il Pd rappresenta una speranza concreta, un segno tangibile e concreto di una parte di Italia che crede ancora in valori e convinzioni che un'altra fetta di Belpaese vuole revisionare, modificare, eclissare o reprimere. Ne ho visto qualcuno in volto, questo pomeriggio.
Avevano un viso solcato da una linea che a parole non è facile descrivere; un tratto fine ma allo stesso tempo deciso, capace di farti capire esperienze vissute senza raccontartele troppo.
Un patrimonio di valori immenso, una fiera e pacifica commistione fra realtà imprescindibili che con l'avanzare degli anni verranno fisicamente a mancare.
Ho visto da sempre nel Partito Democratico la possibilità ed il modo più concreto di dare una risposta al malessere dilagante ed alle tristi venature di populismo che attraversano le nostre fibre, ormai da troppo tempo. Ho visto qualcosa di troppo grande, forse anche in maniera sbagliata?
Non posso crederci. Sono fermamente convinto che un Pd possa rappresentare la sola alternativa tangibile a certe scene devastazioni che qualcuno, da qualche parte non troppo lontana da noi, va compiendo.
Non vedo attualmente un'alternativa credibile che a fatti si barcameni verso un cambiamento definitivo.
Si è imbarazzati a scegliere candidati che vadano bene a tutti per non perdere le Elezioni Regionali, piuttosto che "perdere" tempo per fare primarie e/o condividere logiche programmatiche di medio-lungo termine.
Vedo al contempo un'alternativa silenziosa, capace di essere altrettanto silenziosamente derisa dagli "avversari", se così si possono chiamare in questo periodo di A.A.A.(= Amore Apparente Assoluto, nds).
Vedo qualche teodem che minaccia di saltare in aria se il "proprio" Pd candiderà ufficialmente Emma Bonino alle Regionali del Lazio. Mi riferisco esplicitamente a Paola Binetti, capace di affermare quanto segue: "Il sostegno alla Bonino sarebbe una motivazione forte per andare via. Come può un cattolico votare chi ha condotto battaglie su aborto, coppie di fatto ed eutanasia?"
Un cattolico capace di rinnovarsi e di ricredersi, specialmente nel 2010, può assolutamente appoggiare una Donna di Altro profilo, nonchè una Combattente che ha da sempre avuto la capacità di rimanere coerente con sè stessa.
Vedo un Partito Democratico dove qualcuno si preoccupa di non tirare troppo la corda, per non rischiare di spezzare quello che sembra un giocattolino cristallino, perfetto.
Vedo un partito fatto di ali, di correnti e di movimenti; se dovessimo riscrivere trattati di aeronautica andrebbe benissimo immaginare una realtà così composita.
Dovendo salvare invece un Paese da un futuro orribile, qualcosa non quadra.
Ignazio Marino denuncia con fermezza che è impossibile avere paura delle primarie, da sempre ritenute parti fondanti del codice genetico Pd. Se si continua su questa strada il successo delle ultime primarie sarà solamente un lontano, ma felice, ricordo.
Il Pd, dinnanzi a situazioni di forte vento morale ed intellettuale, predilige l'immobilismo.
A meno di 90 giorni dalle elezioni molte Regioni brancolano ancora nel buio.
Ci si può riscattare affermando che si è disposti a discutere subito su riforme istituzionali e su temi importanti come lavoro, ambiente, scuola e disagio dei giovani? Sicuramente si, ma purtroppo non basta.
L'indecisione nella scelta dei candidati per sottostare a logiche di convenevoli e percentuali non fa bene, a nessuno. L'elettorato è stanco, provato e deluso da questa eccessiva flessibilità.
Se il cittadino non ti capisce nè tantomeno conosce cosa proporrai se eletto non ti voterà mai.
In Puglia Vendola si-Vendola no, in Calabria si ventilano arie di accordo con Udc per candidato scelto da loro, nel Lazio i lavori non sono neppure in corso.
Sono ancora troppi i punti in sospeso, a così pochi giorni da quelle elezioni regionali che potrebbero rivelarsi un crudo insuccesso.
Il portavoce del Pdl Bonaiuti guarda a Bersani etichettandolo come "fiume carsico". E' un fiume silenzioso ciò che il Partito Democratico vuole rappresentare per un Paese allo sfascio? Questo è un Paese che urla dolore, manifesta disagio palese e cocente.
Precari abbarbicati su industrie al palo, crisi economica che morde i sogni ed il futuro di troppa gente.
Tutto ciò urge una soluzione rappresentata degnamente da un silenzioso fiume carsico? Mi pare proprio di no, ma posso sempre sbagliarmi.
Ciò che è certo è che in qualcosa questo Pd è ancora molto debole, in qualcosa è ancora forse troppo piccolo, o troppo nuovo.
Quando crescerà non è però detto che l'Italia sia pronta ad ascoltare l'eco della sua piena maturità.
La politica come arte del compromesso e dei sotterfugi burocratici non è nei sogni dell'elettorato, è opportuno rendersene conto.
Liberi di perdere o di vincere, si intende.
Sullo sfondo iscritti e/o simpatizzanti che non vivranno forse abbastanza a lungo per vedere coronate le loro più fervide speranze.
Sullo sfondo iscritti e/o simpatizzanti che non avranno forse più tempo per sognare in questa Italia stordita. Sullo sfondo anche qualche giovane che lotta da dentro per intavolare dibattiti costruttivi e riflessioni il più possibile consapevoli.
In primo piano, immobilismo e silenzio.
Ai posteri l'ardua sentenza.
Addio, doppio Hibakusha
Era il solo superstite alle due bombe atomiche ufficialmente conosciuto. "Hibakusha" è un termine che in lingua giapponese è approssimativamente traducibile come "persona affetta da esplosione".
Era reduce di una data rivelatasi come crocevia dell'umanità intera.
Ha saputo onorare il fardello che gli era stato assegnato dal destino o da una sorte ostile, diffondendo nel mondo ad ogni voce qualsiasi eco di odio e repulsione per le armi nucleari.
Sto scrivendo di Tsutomu Yamaguchi, il solo doppio superstite rimasto in vita certificato dalle autorità giapponesi.
E'morto alla veneranda età di 93 anni, colpito da un cancro allo stomaco che lo aveva colpito diversi mesi prima.
Aveva subito il bombardamento di Hiroshima durante un viaggio d'affari, per poi replicare infaustamente tre giorni dopo sulla strada del ritorno per la città di residenza Nagasaki.
Divenuto giocoforza un Simbolo di lotta e tenace resistenza alla cattiveria umana, mi ha ricordato nella sua missione di vita il marinaio che Samuel Taylor Coleridge descrive nel racconto "The rime of the ancient mariner", prodotto stupendo del tardo Romanticismo inglese.
Costretto in un'esperienza di vita tragica ed affascinante al tempo stesso, nella quale vede Morte e la Vita-nella-Morte contendersi la vittoria in una paradossale partita a scacchi su una nave fantasma.
Colpito da una maledizione dopo qualche gesto confuso, irrazionale ma superbamente descritto nel poemetto lirico, si ritrova costretto a vagare nel mondo per diffondere la sua storia.
Si ritrova a divulgare l'esperienza compiuta, diventando quindi monito per tutti coloro che ignorano in un modo o nell'altro la reale essenza della vita.
Consiglio a chiunque di leggerlo, qualora non ne avesse mai avuto la possibilità.
Tsutomu sapeva di essere stato chiamato dalla vita, o dalla casuale sequenza degli eventi, a recitare questa parte: "Dopo aver sperimentato i bombardamenti atomici due volte ed essere sopravvissuto, il mio destino è di parlarne", spiegava Yamaguchi, protagonista di un film documentario del 2006 assieme ad altri due sopravvissuti allora viventi.
Era rimasto il solo missionario a divulgare per presa diretta il peso della doppia tragedia che aveva vissuto sulla sua pelle. Forse fin troppo consapevole, sapeva benissimo il difficile compito nel quale si è adoperato come attivista.
E'stato un combattente fino all'ultimo suo anelito di vita.
Fu una tragedia grande quella della bomba atomica, un capitolo nero che mostrò inevitabilmente cosa può produrre un potenziale bene giunto in mani sbagliate.
Il suo impegno pubblico contro l'atomica si era notevolmente incrementato dopo la morte del suo secondo figlio nel 2005, deceduto pure lui per cancro ma sopravvissuto fino ad allora.
Se ne è andato un altro piccolo grande livido per la nostra Storia.
Se non riusciremo a divulgare adeguatamente tutto ciò che questi Uomini scagliano in cielo con le loro battaglie ed i loro gesti, sarà molto difficile costruire un mondo diverso e migliore.
Addio, hibakusha.
Che la Terra ti sia lieve.
Caro Michael Schumacher, avrei qualcosa da chiederti... (29 dicembre 2009)
Ho sempre creduto che lo sport dovesse incarnare un'efficace fusione di valori, convinzioni, motivazioni ed ideologie positive con le quali "allagare" il mondo intero.
Se sei atleta o comunque sportivo dovresti darti da fare per diffondere un modello e difendere al contempo la reale positività del mondo.
Visto la degenerazione di oggi, non credo affatto al valore intrinseco degli sportivi.
Il solo ad avere la mia stima ed ammirazione risulta, andando un bel pò indietro negli anni, tale Pelè.
Rimase in patria a calcare campi per tutta la sua vita; se ne fregò dei soldi, della vita facile e delle trasgressioni nelle quali avrebbe potuto buttarsi senza esitare neppure un attimo.
Ha saputo poi ridefinirsi come persona sempre pacata, sorridente, positiva e propositiva nei confronti di cause umanitarie o quantomeno nobilitanti.
Uno Sportivo raro, per l'appunto.
Verrebbe anche da scrivere unico se se ne potesse avere la più assoluta certezza.
C'è al giorno d'oggi qualche sportivo che contribuisce a dare non cattivo, ma addirittura pessimo esempio. La persona alla quale vorrei porre qualche domanda od almeno far fare qualche riflessione è Michael Schumacher.
E'stato pluricampione di Formula1 per una carriera ed un palmares che lo hanno incoronato di diritto re dei re delle piste da corsa.
Ritiratosi, non ha poi saputo essere all'altezza dello sportivo che le sue vittorie hanno dipinto.
Evidentemente stufo della vita "tranquilla" e lontana dalle gare e dalla competizione, ha scelto di ritornare in F1 a 40 anni suonati. Non pago delle vittorie avute, vuole battere ancora una volta tutti i piloti delle nuove generazioni?
Si è straparlato del suo passaggio alla scuderia della Mercedes, dopo una carriera spesa fra trionfi e successi nella Ferrari.
Finalmente è ritornato, stipulando un contratto di un anno destinato a rimanere impresso negli almanacchi sportivi.
In un anno, prenderà un lauto compenso di 7 milioni di Euro. A conti fatti, guadagnerà 19178 Euro al giorno.
Potrà guadagnare perfino di più di un operaio metalmeccanico in un intero anno.
Dinnanzi a queste sciagurate cifre, non so cosa pensare del firmatario del contratto, nè di tutti coloro che hanno avvallato cifre così paurosamente elevate.
Si vocifera che la Formula1 sia in crisi: dinnanzi a questo schifo è un paradosso essere in un periodo di debolezze.
In un periodo di atroce crisi economica, queste cifre non sono pugni in faccia a tutti coloro che si vedono messi a casa o distribuiti in orari assurdi fra mobilità, cassa integrazione e chiusura della produzione?
Con i soldi promessi a Schumacher non sarebbe stato possibile sviluppare progetti alternativi, cara Mercedes? Era proprio necessario spenderli per una persona che non si può dire certo deperita o povera? Ed a te, caro Schumacher, non causa neppure un pò di vergogna il sapere che prenderai in un anno cifre così impressionanti?
Se io fossi in te un pò mi vergognerei. Per sfortuna, però, la vergogna è soggettiva.
Dinnanzi a queste cifre divulgate e propugnate come ufficiali non pare siano seguite smentite od almeno dichiarazioni di intenti.
Ti invito a promuovere iniziative di beneficenza con i guadagni che avrai accumulato da questo anno che reputo di follia. I latini, non a caso forse, amavano dire che: "Semel in anno est licet insanire".
Tradotto vuol dire "Una volta all'anno è lecito impazzire".
Se la tua volta all'anno si tradurrà in una volta nella tua vita, sarà meno penoso vederti nuovamente salire su una vettura di Formula1. Vai nei Paesi Poveri a costruire asili, scuole od ospedali.
Con tutto quel patrimonio ti sarà più facile fare del bene in maniera CONCRETA.
Se non saprai da dove partire cerca qualche associazione umanitaria, qualche ONLUS.
Fai donazioni, regala un pò dell'osceno patrimonio che ti verrà elargito.
Nonostante tutto, attendo.
Sull'altro versante stupisce come la Mercedes abbia trovato tutti questi soldi dinnanzi ad un periodo di crisi interna che sta vivendo da vario tempo. Aggiungendo a queste difficoltà la congiuntura della crisi economica non si dovrebbe ottenere una miscela pressochè esplosiva?
Qualche prova del periodo difficile della Mercedes? Presto scritto, riporto di seguito frammenti di articoli tratti da Repubblica qualche anno fa. Di fianco, data e pagina web di riferimento.
"[...]Il presidente del 'consiglio di fabbrica' del gruppo di Stoccarda, Erich Klemm, oggi ha spiegato infatti che la società punta a risparmiare almeno 1 miliardo di euro sui costi del personale in Germania. [...]"
(9 luglio 2004, http://www.repubblica.it/2004/g/motori/luglio04/taglimercedes/taglimercedes.html)
"La crisi finanziaria internazionale colpisce al cuore il simbolo dell' industria, dell' economia reale e della forza da global player del made in Germany: la Mercedes, il più antico marchio del mondo dell' auto e ancora oggi il più prestigioso pur avendo ceduto a Bmw il ruolo di numero uno del segmento premium, fermerà la produzione per ben cinque settimane, dall' 11 dicembre al 12 gennaio. [...]"
(27 ottobre 2008, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/27/anche-la-mercedes-in-ginocchio-impianti-fermi.html)
Dinnanzi a questo repertorio, non è lecito veder sorgere qualche dubbio sulla legittimità di questi 7milioni di Euro? I dirigenti che hanno avvallato tale cifra avevano delle pigne in testa?
A me pare francamente allucinante.
Speriamo che questi soldi vengano perlomeno spesi nella giusta maniera. Michael Schumacher non era certo deperito in questi tre anni di lontananza dalle corse.
Se doveva rientrare in questo modo poteva assolutamente starsene fuori e continuare la sua vita di padre, uomo ed EX-pilota.
Il resto è tutta una questione di Buon Esempio, sani modelli e Coerenza.
Dove siano finiti è un vero mistero.
Climaticamente inconsapevoli... (9 dicembre 2009)
Non potrebbero bastare neppure dodici giorni per provare a salvare il mondo.
Potremmo ridurci come Madonna e Justin Timberlake un giorno non lontano? Ce la vedo proprio, l'umanità intera a cantare imprecando contro gli errori passati la hit dell'anno scorso "4 Minutes to Save the World". Dodici giorni che potrebbero diventare un giorno quattro minuti di pentimenti, di grandi colpe, di grandi errori sottovalutati e mai calcolati con piena consapevolezza.
I toni pessimistici sono doverosi, oltrechè doverosamente importanti da utilizzare.
Il presidente UE Josè Manuel Barroso ha affermato che dal vertice climatico di Copenaghen non uscirà "un accordo vincolante perché alcuni Paesi non sono ancora pronti".
Fra i paesi non pronti, in primis troviamo USA e Cina.
Verrebbe da pensare "guarda che caso", dato che l'attuale situazione mondiale vede questi Paesi attorniati in un nuovo duopolio economico, oltrechè politico ed evidentemente climatico.
Interessi climatici subordinati a ragioni politiche, da quanto emerge dall'analisi attenta delle attuali situazioni storiche e storico-politiche.
La cosa che forse trascurano i potenti è che, senza massicci interventi per invertire la rotta degli sprechi e della devastazione, la nostra Terra verrà altrettanto prepotentemente ad annullarsi.
Giusto ieri il capo negoziatore dell'ONU aveva ammesso che la conferenza "non sarà un successo se non porterà immediatamente ad un'azione significativa."
Le domande sarebbero tante; evidentemente ci sono anche ragioni politiche di alta ed altra matrice che spingono Copenaghen verso un fallimento a tal punto inappellabile.
Fortunatamente, Barroso ha sottolineato come sia urgente pervenire ad una sorta di "intesa".
Ci si chiede che tipo di "intesa", dato che non potrà avere immediata esecutività per sua stessa ammissione.
Si punterà ad una semplicissima bozza d'accordo, che potrebbe poi divenire vincolante in futuro per tutti i Paesi sviluppati ed in via di Sviluppo.
Addirittura il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon parla di impegni presi che dovranno essere "immediatamente operativi", a dispetto di un trattato che non potrà essere legalmente vincolante. Un paradosso a tutti gli effetti.
La mancanza di legalità in un accordo ne impone la potenziale tradibilità; è stato così nell'ormai famoso e fallito "Protocollo di Kyoto".
Alla luce di tutti questi intenti alle volte controversi o palesemente paradossali, emergono direzioni di intenti che NON vanno univocamente verso la risoluzione dei problemi climatici nei quali la Terra versa.
Alla luce di quanto scritto e tratto da fonti di informazione note e rintracciabili, emerge il primario problema che saranno ancora i Paesi in Via di Sviluppo i primi a fare le spese delle nostre aberranti mancate scelte.
Una studentessa ventiquattrenne delle isole Fiji, Leah Wickham, ha preso la parola per fare un inappellabile appello ai politici presenti: "Fra cinquant'anni i miei figli si formeranno le loro famiglie. Spero che potranno ancora chiamare casa le nostre bellissime isole".
Dinnanzi a mari che si sono alzati di 20 centimetri, qualunque prospettiva appare più rosea di quella nella quale ci ritroviamo a brancolare.
E' purtroppo vero ancora che nella giornata dell'8 dicembre è circolato un documento essenziale emesso dalla Presidenza danese che non è stato sottoposto all'attenzione dei membri del G77, includenti appunti quei purtroppo famosi Paesi in via di Sviluppo.
Si parla forse ancora di interessi geo-politici al 2010 in queste precarie e pietose condizioni?
Può il mondo intero sottomettersi al duopolio cino-americano quando il suo stesso futuro è più che mai in ballo? Sono domande importanti e, purtroppo, non scontate.
Nel mentre, anche giustamente, la Terra di questi sotterfugi e di queste ricerche di compromessi se ne stra-frega. E'un pianeta sempre più allo stremo. Da Ginevra è arrivata oggi l'assoluta conferma che il decennio 2000-2009 è stato il più caldo mai registrato, dal 1850 ad oggi.
Il dato è dell'Omm, ossia l'Organizzazione Metereologica Mondiale; non appartiene quindi certo a qualche buontempone interessatosi per caso al problema. Il decennio attualmente in chiusura è stato più caldo del precedente (1990-1999, nds) che a sua volta era già stato più caldo dell'altro 1980-1989.
La verità è una, le possibilità di risposta politiche al problema potrebbero essere tantissime; dovrebbero invece essere nette, radicali e di svolta.
In una parola sola, VINCOLANTI.
La Terra non può attendere.
Riflessione sul valore dei vecchi umani (29 novembre 2009)
Complici postumi post-influenzali ed un doveroso riguardo per evitare ricadute, ho trascorso una serata a riflettere sul valore di una parte di mondo che oggi stiamo cercando più che mai di respingere e reprimere.
Dall'ultimo libro di Umberto Galimberti "I miti del nostro tempo" emerge un capitolo interessantissimo che parla della vecchiaia e del ruolo disperso o sperduto che gli invecchiati non hanno più nel mondo che li circonda. In un mondo colto e coltivato per avere uomini e donne eternamente giovani, il tempo che passa è un flagello capace di infliggere torture immonde.
Le rughe si combattono con il botulino, le anime si addormentano con la distrazione per poterle rendere incapaci di emozioni e sensazioni. Le lacrime si perdono, oppure non si versano mai.
Meno fazzoletti si consumano meglio è, in questa straordinaria ed infinità gioventù.
Conta, oggi più di ieri, anche molto il modo in cui si riesce ad invecchiare.
E'significativo e correlato alla maniera con la quale il mondo si vedeva da giovani.
Sigmund Freud in una lettera a Lou Salomè spiegò così il suo flusso di pensieri nella sua stagione di vita invernale:
"[...] Io non ci provo più tanto gusto alla vita. A poco a poco mi sento ricoprire da una corteccia di insensibilità; lo constato senza rammaricarmene. In fondo si tratta di un processo naturale, quasi un cominciare a diventare inorganico. Credo che si chiami "serenità della vecchiaia". Dipenderà senz'altro da una svolta decisiva delle due pulsioni che ho ipotizzato (pulsioni di vita e di morte, nds). Può darsi che il mutamento non sia tanto appariscente; tutto è rimasto interessante com'era in passato, anche le qualità non sono molto diverse, eppure mi manca come una sorta di risonanza. Pur non intendendomene affatto di musica, mi immagino che si tratti della stessa differenza che si ha quando si preme o non si preme il pedale. "
Il mondo esterno quindi non rende merito al vecchio per far valere anche la pulsione di vita che può mettere in atto negli altri esseri umani ancora inabilitati all'esperienza? Tutto è probabile, in un paese senza peso specifico per le rughe e le mani livide dal troppo vissuto.
E'significativo anche un proverbio cinese, molto famoso e racchiuso nella canzone "Sogna Ragazzo Sogna" di Roberto Vecchioni:
"Quando sarai sul punto di morire pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire".
Essere vecchi, nel concetto comune all'umanità intera, coincide spesso quindi anche con l'avere delle convinzioni sbagliate, false od irreali? Il vecchio che spia girando lento per la strada, il vecchio che guarda ininterrottamente i lavori stradali o la costruzione delle case.
Sono tutti luoghi comuni che dei vecchi danno fastidio? Da quel che ho sempre sentito in giro, credo di si.
Hanno dato fastidio anche a me a volte, non lo nego.
Nonostante tutte le influenze esterne, qualcuno ha saputo invecchiare in modo diverso.
E'il caso di Jung, autore ad ottantacinque anni della lettera seguente:
"[...]Raggiungere un'età avanzata non è così piacevole come si sarebbe portati a pensare. In ogni caso comporta un crollo graduale del corpo, di quella macchina con cui la nostra follia ci fa identificare. In effetti è una grande fatica sottrarsi in tempo alla stretta dell'abbraccio del corpo e liberare l'anima nella visione dell'incommensurabile grandezza del nostro mondo, di un mondi di cui noi costituiamo soltanto una parte infinitesimale. [...] Quanto più invecchio, tanto più mi colpiscono la caducità e le incertezze del nostro sapere e tanto più cerco rifugio nella semplicità dell'esperienza immediata per non perdere contatto con le cose essenziali, cioè con le dominanti che improntano l'esistenza umana attraverso i millenni".
Il vecchio ha bisogno quindi di concretezza, di pragmatismo e di concetti profondi che non debbano tradire mai in alcun modo la sua esperienza di vita. Sentendosi più che mai prossimo alla morte, cerca qualcosa che gli permetta di restare il più possibile ancorato all'esistenza.
Con un cervello consapevole ed in preda alla riflessione sulla morte, l'elaborazione del lutto per la propria vita deve essere una cosa non certo facile.
Consolano l'amore per i nipoti, i sorrisi dei figli divenuti grandi, i sorrisi con gli amici di un tempo ed il peso dato ai ricordi. Consola ancora di più l'Amore vero, a patto che nella vita si sia incontrata veramente una persona con la quale si sia fatto un bellissimo viaggio.
L'esempio più grande di quanto questo valore sia fondamentale è riportato nella poesia di Eugenio Montale:
"Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue."
Un capolavoro indubbiamente, figlio però di un dolore consapevole derivante dal fatto di non aver condiviso un viaggio insieme fino alla reciproca fine di due anime più che mai gemelle.
Dietro questa poesia, la realtà del mondo di oggi. Nei miei giorni ho visto gente ridere e deridere coppie di anziani abbracciate o sorprese a girare ancora mano nella mano. Nonostante ciascuno sia bastone dell'altro, c'è qualcuno di più giovane che prende a bastonate queste consapevolezze essenziali.
Bello schifo, dinnanzi a testimonianze d'Amore come queste.
Fra solchi e rughe c'è qualcosa di importante e vero nell'essere umano, fino alla fine.
In un mondo come quello di oggi, questi sono fulmini a ciel sereno per un occhio vivo e sensibile.
Per il resto cosa è agli occhi di tutti un vecchio? Riassume benissimo il concetto Galimberti:
"Ma come deve essere un vecchio? Naturalmente mite, dolce, sensibile, perchè se si commuove troppo ha l'arteriosclerosi, se è gioviale non accetta la vecchiaia. Deve prendere parte alla conversazione, ma guai se ripete un aneddoto. Deve avere interessi, ma guai se progetta qualcosa come se fosse un ventenne. La vecchiaia quindi, prima che un decadimento, è uno stile di vita imposto dagli altri, che ai vecchi concedono uno spazio espressivo molto ridotto, oltre il quale il vecchio è giudicato trascurato, disordinato, sciatto, o ambizioso, vanitoso, ridicolo. E tra l'essere considerato scialacquatore o avaro, impotente o maniaco sessuale, senza personalità o testardo, imprudente o vigliacco, non si dà via di mezzo. [...]"
Per i vecchi vale la legge del tutto o del nulla. Data la loro morte "vicina" il confine di decenza morale e comportamentale glielo può imporre liberamente il mondo esterno.
Il vecchio si deve adeguare al mondo che cambia così velocemente sotto i suoi passi.
Hillman nel descrivere l'anziano usa parole fatte di paragoni infuocati ma mai sbagliati.
Un vecchio è una "mummia animata", un "paradosso sospeso" in quella zona crepuscolare nella quale è impossibile reperire altro al di fuori dell'attesa della morte.
Il vecchio è lasciato solo nella sala d'attesa della morte. Costretto all'isolamento nelle sue paure, preso così di soprassalto in un mondo che vive al contempo di ideali di gioventù perenne e di assurde realtà statiche fino allo stremo.
Il vecchio è soprattutto questo, e tanto altro ovviamente.
Dimenticanze di presenze e conforto nei caldi mesi estivi, raccomandazioni di dottori e metereologi sui soliti "non lasciateli" esposti nelle calde ore solari; il vecchio è l'uomo che vive il tramonto in sola persona avendo già conosciuto la sua alba da tempo immemore.
Il vecchio, per tutto il resto del mondo, non è.
Nel mentre, guardo l'orizzonte degli eventi dalla collina della mia scarsissima esperienza.
Detrito dopo detrito, comporrò una montagna.
Fra intellettuali e penne disperse (15 novembre 2009)
Mentre il mondo scopre tramite la NASA l'acqua sulla Luna l'Italia si arrovella ancora nell'individuare dentro sè stessa quelli che possono essere definiti come suoi, pressochè genetici, difetti.
Abbiamo un paese allo sfascio, uno stivale che prende a calci il futuro dei giovani, la sete di cambiamento ed il fervente desiderio di conquiste importanti sul lungo termine.
Ciò che c'è è sotto gli occhi di tutti; oggi più che mai manca però credo chi debba periodicamente darsi da fare per diagnosticarle, queste infinite metastasi.
Manca la cultura diffusamente alle persone, mancano i progetti ed i sogni. Mancano modelli positivi, mancano Piero Angela ed Enzo Biagi a divulgare Amore come qualche anno fa.
Manca tanto, troppo.
Il ruolo dell'intellettuale sta andando disperso. Rimane ancorato a qualche figura ingobbita dal tempo e dall'età. Figura ormai rarissima, quasi unica appunto.
Visioni del mondo più complete, unici regali all'umanità attraverso un illuminismo che si dipana dalle frontiere della comune ignoranza.
Sto avendo occasione di compiere un viaggio incredibile dentro il mondo vissuto di uno di questi ultimi Grandi rimasti: Alberto Asor Rosa.
Sto leggendo il libro-intervista redatto assieme a Simonetta Fiori, nel quale spazia fra i fardelli della società italiana di oggi, le possibili conseguenze della politica che non sa guardare più al Domani e questo sempre più duraturo Silenzio del quale scrivevo sopra.
L'opera è intitolata, non casualmente, "Il Grande Silenzio- Intervista sugli Intellettuali".
Volevo condividere con gli interessati uno stralcio che ritengo meritevolissimo di attenzione.
Uno spaccato che in poche righe mostra e condanna l'Italia al male incurabile del non sapere da che parte iniziare a lottare per migliorarsi. Lo scrivo, senza troppa pietà, di seguito:
<Leonardo da Vinci: un pensatore dal pensiero universale (30 dicembre 2009)
Leonardo da Vinci può a buon diritto essere considerato da qualcuno un alieno, o quantomeno un essere non esclusivamente umano. Conoscendo i paradigmi e le modifiche da lui apportate al sistema di pensiero dell'epoca, si ritrova un uomo che ha saputo completamente rivoluzionare e modificare gli schemi rigidi e pre-costituiti del tempo.
E'stato un genio universale, un talento senza tempo ed una personalità complessa ed incredibilmente sfaccettata. Nella sua vita ha saputo essere ed interpretare, ha saputo creare ed allo stesso tempo distruggere secoli di sorda e finta conoscenza.
Ha rappresentato a pieno diritto l'unione migliore e quasi perfetta fra umanesimo e scienza.
Scoprì il legame, ancora oggi per grandissima parte segreto, fra arti umane e segrete regole dell'Universo. Fece da canovaccio ai movimenti intellettuali che seguirono negli anni a venire, riuscendo a lasciare in eredità all'umanità intera un patrimonio di arte e scoperte che ancora oggi fanno assolutamente invidia a quanti fanno di ricerca e conoscenza le due più grandi ragioni di vita.
Senza i mezzi tecnici e le conoscenze dei nostri tempi, riuscì a realizzare scoperte impressionanti, impossibili da concepire per una mente "normalmente" dotata.
Fu artista, fu pittore e fu scienziato.
Inventò il disegno tecnico, sperimentò per tutta la vita le migliori forme possibili di chiarezza ed incisività linguistico-espressive. Sviluppò interi trattati di anatomia, essendo poi costretto a rinunciare per gli arretratissimi pregiudizi dell'epoca.
Fu inoltre scultore, architetto, letterato ed anatomista.
Fu un ingegnere universale, nella sua vita spesa alla ricerca di una conoscenza che sapesse essere il più assoluta possibile. Discusse con i pregiudizi dell'epoca, confrontandosi giorno dopo giorno con ogni sorta di falsa conoscenza e strumentale punto di vista.
Mentre dipingeva, scolpiva e costruiva arti figurative ricercava un punto di vista utile dal quale poter guardare con sapienza e pienezza il sistema Universo.
I paesaggi raffigurati nei suoi quadri sapevano ogni volta essere trattati di geografia, metereologia e logica impressionante; i personaggi che raffigurava venivano coinvolti nell'espressione riguardo al movimento dei muscoli, alla tensione degli arti, alla posa assunta ed alle volte anche al peso morale che possedevano.
Per Goethe Leonardo fu un "esemplare ideale della più comune umanità". Seppe essere un uomo pressochè perfetto, da qualsiasi punto di vista.
Taine lo descrisse con toni di elogio infiniti: "[...] non c'è forse al mondo un esempio di genio così universale, inventivo, incapace di contentarsi, avido d'infinito e naturalmente raffinato, proteso in avanti, al di là del suo secolo e di quelli successivi [...]"
Non ne è più passato di qua uno come lui: al 2010 è un dato di fatto.
Seppe separare sul piano teorico le arti in base alle loro finalità espressive, riuscendo a coniugare in maniera sublime e perfetta tutto ciò che ancora era nel mero piano delle banali idee non spiegate.
Concepì interi trattati di geologia, riuscendo a ricercare modelli che sapessero rinnegare e confutare in maniera obiettiva e scientifica le teorie del diluvio universale.
Rinnegò il moto perpetuo, scrisse e ricercò nei campi dell'astronomia e della volta celeste. Seppe carpire con misure piuttosto rigorose il calore del Sole, l'energia che fa luccicare le stelle.
Arrivò addirittura a scoprire la legge di gravitazione universale, senza però pervenire alle formule esatte poi attribuite a Keplero.
Sperimentò i campi della botanica, applicando allo studio delle piante criteri di matematicità, geometricità ed idraulica.
Scrisse interi trattati di anatomia, sezionando cadaveri ed arrivando, secondo alcuni scritti tardivi, a concepire una sorta di uomo meccanico. Riuscì anche insomma ad anticipare le più recenti teorie sulle applicazioni scientifiche, dalla robotica all'automazione.
Fu anche scultore, ingegnere civile ed architetto. Progettò fortini militari, cupole ed addirittura chiese.
Seppe essere un talento cristallino, irraggiungibile ed anche profondamente inspiegabile.
A parole è infatti impossibile cercare un perchè a questa mente così portentosa e prodigiosa.
Fu inoltre un costruttore; seppe raggiungere invidiabili vette di progettazione e costruzione di macchine di ogni tipo.
Svolse ricerche inerenti alla possibilità che l'uomo avrebbe potuto avere di volare, svolse interi studi sull'acqua e sui suoi possibili usi utili all'uomo.
Progettò una macchina volante, inventò la complessa ed impressionante vite aerea. Anticipò concetti di ingegneria avanzata quali la portanza, intuendo l'aria come un fluido nel quale poter far muovere l'essere umano.
Fu autore di alcuni impressionanti progetti di ingegneria militare, arrivando a prevedere balestre enormi od ancora navi veloci ed a sperone mobile. Inventò i moderni concetti di trasmissione fra ruote dentate, intuendo i rapporti che legavano le singole componenti per la costruzione delle più comuni macchine utensili. Costruì una sega idraulica, seppe progettare telai meccanici e torchi da stampa.
La cosa che più sorprende è che quasi tutte le sue opere di progettazione, se costruite, funzionano perfettamente. Scoprire cose così complesse nel 1500 non è da tutti. Anzi, è storia di uno solo.
Ciò che seppe regalare al mondo è anche qualcosa di molto altro che per impossibilità di analisi dettagliata è meglio omettere.
Leonardo da Vinci fu per tutto questo e per quel troppo altro che ho omesso un re dell'universalità.
Leonardo da Vinci fu un autentico Genio, una fra le più grandi menti che l'umanità ancora oggi possa ricordare e celebrare. Un tributo è doveroso, specialmente in conclusione di un 2009 che alla scienza ha regalato davvero una serie notevole di scoperte e gloriose ricerche.
A volte l'umanità sa essere davvero speciale.
Mancava un pilastro: considerazioni personali sulla tragedia abruzzese (6 gennaio 2010)
Me li ripeto e ve li ripeto, affinchè non possiate più in alcun modo dimenticarli.
Marco Alviani, Luana Capuano, Davide Centofanti, Alessia Cruciano, Francesco Esposito, Hussei Hamade, Luca Linari.
Non sono nomi di martiri, ma di studenti morti per la stupida e sorda incompetenza di qualche pezzo di merda che si era dimenticato di porre un pilastro nella Casa dello Studente crollata nel terremoto de L'Aquila.
Perdonate la franchezza, perdonate la parolaccia soprascritta. Perdonate tutto, ma dinnanzi a certi errori gli uomini perdono la loro connotazione di individui dotati di ragione.
Non è stata solo colpa del terremoto del 6 aprile quindi. E'un demerito che ha radici ben più larghe ed assai più oscure. E'arrivata ancora una volta la conferma che in questo Paese le cose basta farle "all'italiana maniera".
Costruire qualcosa in maniera approssimativa, confidando nel fatto che fin quando non ci scapperà il morto di niente si parlerà. La perizia depositata ieri dai consulenti Francesco Benedettini e Antonello Salvatori lascia davvero poco spazio a dubbi od illazioni.
E'stata colpa di un pilastro mancante, in quella maledetta ala Nord. Nelle altre zone del palazzo niente è crollato, nulla si è dissolto sotto l'intensità di una "magnitudo moderata" (parole della perizia, nds). Per confermare quanto scritto, nelle 160 pagine della perizia, si legge che la convinzione dei periti "è avvalorata dal fatto che sono rimaste in piedi le altre due ali e dalle condizioni degli edifici adiacenti al sisma."
L'edificio è stato costruito nel 1965. Da quella data NESSUNO si è mai preoccupato di verificarne la stabilità, la solidità, la sicurezza. La salute degli studenti è stata da sempre considerata un optional, un miraggio, una schifosa preoccupazione.
Difetti strutturali che quell'edificio aveva fin dall'inizio. In compenso ci si è preoccupati di abbellimenti di tipo estetico; il progettista NON ha previsto un sistema resistente per movimenti orizzontali provenienti da tutte le direzioni. Come da tradizione italiana, non ci siamo preoccupati della sostanza ma abbiamo coltivato la più pura apparenza.
L'impresa edile NON ha eseguito staffe di rafforzamento ed irrobustimento dei pilastri.
La colpa è ben salda nelle mani di qualche pezzo di merda, per l'appunto. La dimenticanza è stata paurosa, oltrechè con devastanti conseguenze. Le vite spezzate dei giovani morti non potranno più essere restituite, il dolore delle famiglie e dei cari dei defunti non avrà più alcuna consolazione.
La colpa non potrà neppure più essere affidata alle tanto amate "cause di forza maggiore".
La forza era della stessa intensità di quella umana, eppure non è stato fatto NULLA per fermarla.
Chi sono e quali sono i nomi degli indiziati? Ciascuno di loro DEVE dare risposte, DEVE assumersi responsabilità. Cito, dal numero de L'Unità di oggi, i nomi dei collegati alla casa dello Studente:
a)Costruttore Claudio Bova;
b)Restauratori: Giorgio Gaudiano, Walter Navarra, Bernardino Pace, Carlo Giovani, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, Massimiliano Andreassi;
c)Amministratori: Pietro Sebastiani, Luca Valente, Luca D'Innocenzio.
Ciascuno di loro dovrà incolparsi o discolparsi, a seconda del punto di vista.
Che ne sarà di questa ennesima tragedia italiana? Un silenzio perentorio e perenne, dietro al rumore assordante che hanno prodotto le lacrime versate e le urla di tutti quanti, ancora, chiedono giustizia.
Presterò la mia indignazione a scrivere qualche riga, ad esprimere un parere, ad avvicinarmi il più possibile a quel dolore senza avere però la presunzione di poterlo guardare con obiettività in faccia.
La colpa DEVE appartenere a qualcuno, non di certo ad una divinità che fece tremare la Terra per la vicinanza del tempo pasquale.
La carne si affogò fra la sabbia ed i detriti delle pareti crollate, facendo anche intravedere altri 17 ragazzi e ragazze con lesioni gravissime di natura fisica e psichica.
A tutti coloro che rimangono qui a lottare non rimane che urlare e denunciare.
Odiare gli indifferenti, lottare per colorare di rabbia e sdegno una vicenda come questa che di umano non ha nulla.
Tutto ciò dimostra che la laurea in qualsiasi cosa senza valori base quali consapevolezza ed umanità vale veramente poco. Tutto ciò dimostra che il male del mondo è ancora la fretta, l'amore per la pecunia, il desiderio irrefrenabile di vedere un portafogli gonfiato.
Prometti piccola Italia che onorerai fino in fondo il ricordo dei morti per una ragione, prometti che saprai cosa dire quando le famiglie dei defunti busseranno a te per ottenere conforto e spiegazione.
Mi pare di rivivere ciò che in piccolissimo ho visto nella mia carriera universitaria. Vedere professori ordinari ed assistenti avvallare l'insegnamento di un esame come Scienze delle Costruzioni senza spiegare ed abituare lo studente all'uso di coefficienti di sicurezza o conoscenza di tensioni sopportabili ed a misura d'uomo.
Ho visto in esami sulle macchine e sulla dinamica parlare di fluido-dinamica, di meccanica, di velocità, di cicli di lavorazione, di disegni tecnici, di tolleranze, di simulazioni e sistemi di lavorazione.
Ho sentito parlare di controllo automatico, di compilazione, di economia ed organizzazione aziendale.
Ho studiato qualsivoglia impianto meccanico con qualsivoglia prestazione o layout, inseguendo con la mia povera memoria analisi su costi e specifiche normative sul controllo termico.
Ho studiato la termodinamica, la fisica classica, la convezione, la tecnologia meccanica e troppo altro.
Non ho mai visto un esame che avesse piena coscienza e consapevolezza sui doveri e sui diritti di chi progetta ed amministra una conoscenza tecnica.
Potrà mai essere perchè l'Italia è un paese condannato a credere che non possa esistere nessun ingegnere o tecnico dotato di coscienza tecnica? Avere a mente idee a dimensione d'uomo, costruire sul lungo termine qualcosa di sicuro ed incapace di far versare sorde lacrime.
Tutto questo deve ancora per me giungere a compimento.
Nel mio percorso di studio, episodi come quello della Casa dello Studente costituiscono un esame fondamentale. Rappresentano una dignità operativa senza voto, non segnata su libretti universitari ma impressa a caratteri cubitali nella coscienza di un paese che di tecnica sostenibile ha bisogno fino allo spasimo.
I colpevoli sono ad ora banalmente indiziati. Si spera che fra loro qualcuno possa emergere per presentarsi, per metterci la faccia, per qualificarsi.
E' ignobile ed indecente il silenzio e l'indifferenza.
Sono indecenti i toni di chi di fronte a ciò rimarrà in silenzio, sono indecenti le voci di coloro i quali parlavano di tragedia imposta dalla terra che tremò.
Ad ora solo il pianto delle famiglie e dei ragazzi coinvolti sta bagnando il terreno concreto dei fatti.
Un giorno, forse, qualcuno potrà dirsi un pò meno affranto.
L'inciso è d'obbligo in Italia, si intende.
A lezione di immensa Umanità e Dignità (12 dicembre 2009)
Mi sono immerso nella lettura del libro postumo di Piergiorgio Welby, "Ocean Terminal".
Una sorta di autobiografia fatta di flashback, di linguaggi istintivi ed essenziali, così come veri e stupendamente profondi.
Trattare dell'amore crudo, della passione sfrenata ed incontenibile che rende magica una vita ha reso merito a questo Uomo che è stato per me esempio, fonte di convinzioni e motivazioni sempre più forti per affrontare a piedi fermi e a nervi tesi il male nel mondo.
Silenziato come troppi altri, costretto dalle condizioni imposte dalla sua malattia a vivere dentro ad un corpo che ha finito per diventare una prigione, ha saputo lottare fino all'ultimo per portare i casi come i suoi alla luce del Sole.
Ombre che sono poi tornate presto, troppo presto; non appena l'oblio della morte voluta è sceso sul suo cuore, di pari passo con quella tendenza così italiota che si rifiuta categoricamente di parlare ed affrontare tutti quei temi che potrebbero rendere migliori tutti gli italiani, siano essi medi, superiori od inferiori.
Le stragi nel silenzio continuano a consumarsi, fra mass media preda di metastasi mortali e classe politica preda di damnatio memoriae nei confronti di certe persone.
Poter diventare simboli al giorno d'oggi è cosa difficilissima, quasi impossibile; la cassa di risonanza che permetterebbe ad un messaggio di ampliare e veicolare il suo imponente contenuto muore, ancora prima di nascere.
Finchè i telegiornali preferiranno parlare di Corona e della sua camicia sbottonata in tribunale ci saranno pochissime possibilità di vedere, esplorare e conoscere nuovi Simboli.
Nonostante ciò, certe persone rimangono impresse a caratteri cubitali nella Storia Italiana.
In quella Storia che per Elsa Morante era fatta da piccoli personaggi che lasciavano vagare i loro pensieri e le loro vicende più intime sugli sfondi tessuti da guerre, conflitti e compromessi gestiti da tiranni e politicanti.
Questa realtà è una Dimensione che l'Italia sottovaluta; è una dimensione mistica, capace forse di farti arrivare ossigeno al sangue che scorre nelle vene. Il perchè di tutta questa fossilizzazione rimane vago, estraneo e straniato all'orizzonte.
E'altrettanto duro e complicato lottare per cercare risposte, migliorare ciò che c'è attorno per costruire spazi liberi e migliori di quelli tristi e cupi che si notano oggi.
Nonostante tutto, certe persone hanno dato una mano importantissima in questi sporchi e lerci anni.
Se la Dimensione di ciò che si vede e si sente è stata oscurata, non è mai cambiata nè mai cambierà la sola direzione possibile per rendere migliore questo mondo.
La Luce sui temi bioetici, importanti ed essenziali per migliorare e migliorarci non potrà essere spenta da nessuno, MAI. Potremmo fissare le nostre infinite domande ad ogni stella che nelle notti chiare brilla in cielo; troveremo altrettante infinite stelle alle quali voler fissare le nostre, troppe, possibili risposte.
Certi Uomini, divenuti Simboli, lottano ed hanno lottato fino all'ultimo per poterci dare una mano.
Fornirci un'astronave per raggiungere quelle stelle fatte di risposte così lontane, lasciarci speranze per non vivere invano.
Chi lotta per far trionfare esclusivamente l'arte del compromesso non l'avrà vinta, MAI.
Per poter essere grande, pieno e vero, l'essere umano ha bisogno di respirare anche Arte, Consapevolezza, Genio, Follia e Vita.
Anche quella Vita fatta di storie scomode che vogliamo allontanare, così presi come siamo ad infarcire i nostri carrelli della spesa con regali di Natale per non arrivare impreparati al bilancio delle festività.
Sotto l'albero di ciascuna persona sensibile, interessata ed emozionabile lascio qualche frammento di "Ocean Terminal". E'tratto da un pezzo che ho letto ieri notte, in uno dei momenti notturni in cui rimango sveglio e vigile sulla storia di certi Simboli:
"Uscendo dall'ospedale ti assale l'assurda fantasia che nel mondo sia cambiato qualcosa, pensi che l'orrore che ti ha colpito debba in qualche modo riflettersi sui volti della gente, sui muri, sul volo dei piccioni; aspetti ansioso che da un momento all'altro il cielo si squarci e un triangolo al neon con un occhio al centro ti illumini e una voce tonante gridi. "Nessuno Tocchi Caino!"...beh, non proprio nessuno tocchi Caino, basterebbe che dicesse "Qualcuno aiuti Caino"...ma...Nessun grido, nessuna complice partecipazione, nessuna amorevole pietà. Sei un ricatto vivente, sei la cattiva coscienza che agita i sonni, sei un ammonimento inquietante per un'umanità convinta di aver conquistato l'immortalità comprando una bustina di integratori, mangiando crusca e yogurt, lavandosi i denti tre volte al giorno, facendosi il check-up una volta all'anno, [...]. Io resto qui. E, senza tirarmi un colpo di pistola, continuo, insieme a tutti gli altri nelle mie stesse condizioni, a domandarmi perchè sia dovuta capitare proprio a me, perchè mentre le persone normali contano i chili in più, io debba contare i giorni che mi restano".
Questo potrebbe essere quanto, in questo mondo un bel pò malconcio.
Attendiamo, consapevoli che prima o poi ciascuno dovrà portare l'acqua al mulino del mondo, tirando le sue personalissime ed intime somme.
Chi in questa vita ha dimorato ed è esistito lottando per avere maggiore peso specifico e portare nel mondo più Forza, farà sicuramente meno fatica.
Nel mentre, comunque GRAZIE.
Buona la Prima...
Per iniziare a riempire questo piccolo angolo sul mondo, pubblicherò in sequenza qualche mia nota in libertà, estratta dal blog che ho gestito fino ad oggi: http://sognatore2007.spaces.live.com/
Ho cercato e cerco ogni giorno di trovare qualcosa che mi stimoli, che arricchisca il mondo esterno. Ogni giorno fra l'informazione ed i fatti del mondo ascolto qualcosa che riesce ad indignarmi, ad irritarmi, ad incuriosirmi o sconvolgermi.
C'è anche assoluto spazio per la meraviglia e l'esplorazione nel mio mondo.
Pubblicherò spesso qualcosa, pezzi scritti da me o frammenti di qualche libro che mi ha lasciato dentro qualche cosa di grande ed importante.
Notizie di cronaca e politica che mi hanno reso felice od irritato, frammenti di scienza e medicina che si infrangono su di noi per renderci migliori.
Ho scritto qualcosa su tutto, poichè credo che tutto al mondo meriti assoluta attenzione e considerazione. Userò questo spazio come valvola di sfogo, come punto di incontro e dibattito
Userò questo blog per approfondire e conoscere punti di vista anche molto differenti dai miei.
Cerco di essere il più possibile consapevole nel mio percorso di vita, di lottare per ideali quali buon senso e coerenza.
Credo fermamente in tantissimi ideali che oggi non vedo più attorno a me.
Ogni tanto di questi e su questi urlerò e/o scriverò qualcosa.
A tutti coloro che vorranno leggermi e seguirmi nel mio percorso, un sentito Grazie.
Alessandro
Iscriviti a:
Post (Atom)