venerdì 20 aprile 2018

ASCOLTANDO BOB DYLAN...


"[...] Oh, what'll you do now, my blue-eyed son?
Oh, what'll you do now, my darling young one?
I'm a-goin' back out 'fore the rain starts a-fallin', 
I'll walk to the depths of the deepest black forest,
Where the people are many and their hands are all empty, 
Where the pellets of poison are flooding their waters,
Where the home in the valley meets the damp dirty prison, 
Where the executioner's face is always well hidden,
Where hunger is ugly, where souls are forgotten,
Where black is the color, where none is the number, 
And I'll tell it and think it and speak it and breathe it,
And reflect it from the mountain so all souls can see it,
Then I'll stand on the ocean until I start sinkin', 
But I'll know my song well before I start singin',
And it's a hard, it's a hard, it's a hard, it's a hard,
It's a hard rain's a-gonna fall. [...]"
(A hard rain's a-gonna fall, B.Dylan, cit.)

giovedì 19 aprile 2018

CERCANDO COLPEVOLI E RAGIONI, ASCOLTANDO SAMUELE BERSANI


"[...] Guarda il colpevole da vicino 
e approfitta finchè resta dov'è 
toccagli la gamba fagli una domanda [...]
Chiedi un autografo all'assassino 
chiedigli il poster e l'adesivo 
e approfitta finché resta dov'è 
toccagli la gamba 
fagli una domanda 
cattiva [...]
è la mia curiosità impregnata 
di pioggia televisiva. 
Comincia un'altra partita [...]"
(S. Bersani, cit.)

martedì 17 aprile 2018

CAMBIAMENTO ED ARTE

“[...] Try to understand that/ I’m trying to make a move/ just to stay in the game./ 
I try to stay awake and remember my name/ but everybody's changing and I don't feel the same [...]” 
(Everybody’s changing, Keane, cit.)


Fonte immagine: H. Matisse

venerdì 13 aprile 2018

AMICIZIA, FRA MUSICA ED ARTE

“[...] Your mother warned/ you there'd be days like these [...] 
but she didn't tell you/ when the world has brought [...] 
You down to your knees that/ I'll be there for you/ 
When the rain starts to pour/ I'll be there for you/
 like I've been there before [...] 
No one could ever know me/ 
No one could ever see me/ seems you're the only one who knows/ 
what it's like to be me/ someone to face the day with/ 
make it through all the rest with/ 
someone I'll always laugh with/ 
even at my worst I'm best with you [...]” 
(I’ll be there for you, The Rembrandts, cit.



Fonte immagine: Amici a teatro, E. Degas

lunedì 9 aprile 2018

CERCANDO UMANITA', INDAGANDO LUOGHI DIFFERENTI PER LA NORMALITA'...

“[...] Oh, take your time,/ don't live too fast/ 
troubles will come and they will pass. [...] 
And be a simple kind of man/ [...] 
be something you love and understand [...] 
be a simple kind of man [...] 
Forget your lust for the rich man's gold/ all that you need is in your soul/ 
and you can do this [...] 
if you try./ 
All that I want for you [...] is to be satisfied. [...] 
Follow your heart and nothing else. [...]”
(Simple man, L. Skynyrd) 


Fonte immagine: The infinite recognition, R. Magritte

venerdì 6 aprile 2018

FRA RINCORSA, ESSERI UMANI E (RICERCA DELLA) VITA...DI ARTE, MUSICA E POESIA

“[...] e sento che hai ragione se mi vieni a dire/ 
che l'uomo sta correndo/ 
e coi progressi della scienza/ 
ha già stravolto il mondo./ 
Però non sa capire/ 
che cosa c'è di vero/ 
nell’arco di una vita/ 
tra la culla e il cimitero. [...]” 
(Verso il terzo millennio, G. Gaber, cit.


"Il vecchio chitarrista cieco", P. Picasso

martedì 3 aprile 2018

SOFFRENDO E VIVENDO...SEMBRANDO (OD ESSENDO?) ESSERI UMANI

"[...] Nasce fragile e incerto 
poi quando ha la ragione 
si nutre di soprusi e di violenza
e vive e non sa il perché della sua esistenza.
 E’ così compromesso
con ogni compromesso
che oramai più nulla né sente né vede 
e il compromesso è l'unica sua fede. [...]
Il nostro è un paese
fondato sul lavoro
e anche se potrà sembrare strano
il più apprezzato è chi lavora meno.
Oggi nel mondo si lotta
per dare benessere a tutti
ma facilmente prima di accordarsi
avranno già finito di ammazzarsi
Eppure sembra un uomo, 
vive come un uomo,
soffre come un uomo, 
è un uomo. [...]"
(Eppure sembra un uomo, G. Gaber, cit.)


Golconda, R. Magritte

lunedì 2 aprile 2018

CERCANDO (FORME DI) SUCCESSO IN SOCIETA' CONTEMPORANEE

“[...] L'unica vera aspirazione [...] degli uomini [...] è il successo. [...] 
Il successo significa da sempre avere la stima degli altri, il riconoscimento dei propri meriti e delle proprie capacità. Ma il successo degli anni ‘90, ha una sua caratteristica: quella di coincidere totalmente con la popolarità. Uno ha successo solo se è popolare. [...] perché è patetico, perché è delirante, perché è demenziale [...] perché è ridicolo, perché è viscido, [...] perché magari fa schifo. E la gente, lo ferma per la strada, e gli dice: ‘complimenti, lei è il più schifoso!’ Nessuno, nessuno è esente da questa febbre di popolarità. [...] Non ha importanza la qualità delle cose che fai. L’importante è farsi conoscere, e questo è un bel vantaggio per le giovani generazioni che dovevano occuparsi della loro formazione per diventare seri, preparati, uomini di pensiero. [...]
E quando torni a casa tutti ti guardano con curiosità, forse con ammirazione; senti di avere più potere, più fascino, e avverti subito negli occhi delle ragazze una luce strana, che ti fa capire le nuove enormi possibilità di affermare il tuo gene egoista. [...] La popolarità quindi non richiede oggi una particolare genialità, anche se l'intelligenza non è un impedimento. [...] dal panorama dei personaggi più famosi, si arriva tristemente alla conclusione che per avere successo è meglio essere un po' cretini. Cretini, ma popolari. D'altronde non esistono che due possibilità: o sei un cretino conosciuto, o sei un cretino qualsiasi. [...]” (Il successo, G. Gaber, cit.


Fonte immagine: The Mellow Pad, S. Davis

martedì 27 marzo 2018

"STATUS QUO", POSSIBILE INTERVENIRE IN ITALIA PER (PROVARE A) CAMBIARE LE COSE?

Comprendere i meccanismi dell'economia e delle sue complicazioni con la società è una missione che potrebbe essere perseguita ed impostata al fine di costruire quell'intelligenza collettiva (e collettivamente) necessaria a comprendere certe dinamiche - altrimenti eccessivamente complesse da 'addomesticare' per una popolazione provata su vari fronti come quella italiana.
Comprendere i meccanismi dell'economia potrebbe essere doppiamente importante specialmente per (provare a) sfuggire alle promesse della classe politica italiana - riducendo od attualizzando quella spinta alla ricerca di consenso che sembra attanagliare ad ora tutti gli schieramenti politici, senza distinzione alcuna di rilievo.
Il tentativo di affidarsi a divulgatori economici può rischiare di essere anche controproducente - in quanto la voce di quanti parlano di alcuni argomenti complessi ed intricati dovrebbe avere il dovere di risultare credibile e competente in una materia nella quale gli incompetenti sembrano essere molti.
Una larghissima parte della politica promette per avere consenso misure riguardo ad una larga serie di settori su cui pare essere complicatissimo incidere, da tempo: debito pubblico, razionalizzazione della spesa, limitazione alle spese improduttive, spending review, misure specifiche per arginare corruzione ed evasione solo per citarne alcune.
Quanto elevate sono le possibilità di incidere su queste voci per ottenere un risparmio qualificato od un miglioramento delle finanze pubbliche anche minimo?
Quale è la possibilità di produrre miglioramenti in maniera credibile nei confronti di certe 'voci' del bilancio statale? Mediante quali leve è possibile agire per provare a migliorare quello che è più genericamente definibile come status quo?
A queste ed altre domande è possibile (provare a) rispondere leggendo il libro "Status quo - Perché in Italia è così difficile cambiare le cose", scritto da Roberto Perotti e pubblicato da Feltrinelli.
Innescare miglioramenti nell'economia (o nel modo di immaginare l'impronta economica nel mondo) è un'azione che potrebbe condurre anche ad esiti proficui su altri fronti: società, ambiente, politica, industria, sviluppo economico solo per citarne alcuni.
I settori su cui sarebbe necessario innescare analisi approfondite e puntuali potranno essere, nella fattispecie, trasversali nei confronti di varie tematiche:

  • Debito pubblico; 
  • Disavanzi di bilancio;
  • Vincoli di bilancio;
  • Revisione della spesa;
  • Vincoli di bilancio;
  • Concezioni di austerità in rapporto alle trasformazioni della società;
  • Privilegi delle classi dirigenti diffusamente presenti in questo Paese;
  • Squilibri presenti trasversalmente su varie dimensioni;
  • Squilibri esistenti nei confronti dell'evasione e della necessità di effettuare tagli per riequilibrare i bilanci sia statali che istituzionali.
A seguito dell'analisi dei sintomi si dovrebbe essere vicini alla ricerca di possibili forme di cura per i mali che affliggono l'Italia; è proprio su questo fronte che si dovrebbero muovere le ricerche di priorità sulle quali provare ad intervenire. 
Di seguito a queste parti introduttivo-narrative si farà successivamente un cenno alle recenti "riforme" fatte od in cantiere - argomenti per i quali sarebbe lecito promuovere più di una critica riguardo all'approccio analitico presentato in alcuni paragrafi illustrativi delle stesse.
Da ultimo qualche lezione utile per (cercare di) migliorare lo stato delle cose da un punto di vista politico e sociale; comparazioni con gli altri Paesi, prescindendo dall'analisi dei sintomi e della malattia che sembra affliggere ormai da tempo immemore questa Italia. 
Leggerne per saperne di più, oppure per confutarne tratti essenziali nelle argomentazioni/perorazioni.


giovedì 22 marzo 2018

CERCANDO UNA VITA E STORIE RINNOVATE, CON LENTO INCEDERE

"[...] La vita è un cinema tanto che taci,
le tue bottiglie non hanno messaggi.
Chi dice che il mondo è meraviglioso
non ha visto quello che ti stai creando per restarci.
Rimani zitto, niente pareri.
Il tuo soffitto, stelle e pianeti
A capofitto nel tuo limbo, in preda ai pensieri
procedi nel tuo labirinto senza pareti. [...]"
(Una chiave, Caparezza, cit.)


martedì 20 marzo 2018

DI PIAZZA IN ITALIA, CERCANDO UN PAESE

"[...] Nella piazza la folla balla la tarantella,
tiene alta la guardia con la guardia che la randella.
Non tira fuori una lira ma l'ira tira fuori,
sugli accordi salta come gli accordi di Mirafiori.
A piedi nudi danza [...],
che a farti le scarpe non sono solo le aziende di calzature!
Il sindacato ti molla, come una zavorra,
la vita molla [...].
Tarantella per pagare le spese col denaro che termini
come a Termini Imerese.
I suonatori sviolinano per due voti ma poi
ti lasciano sotto tiro nei terremoti
e si balla!
Con il veleno somministrato
si balla!
Mica come nei voli si stato
si balla! [...]"
(Tarantelle pe' campa', 99 Posse feat Caparezza, cit.)

Fonte immagine: Piazze d'Italia, G. De Chirico

domenica 18 marzo 2018

CITANDO E CERCANDO RICETTE, RIMEDI E DEFINIZIONI IN (TEMA DI) ECONOMIA

"[...] Per ridurre la spesa bisogna sporcarsi le mani: indicare esattamente cosa, quanto e come si propone di ridurre. Bisogna raccogliere dati, analizzarli, fare confronti internazionali; bisogna prendere posizione, scrivere dossier, avanzare proposte concrete: in altre parole bisogna 'chinare la testa e lavorare'. Ricevo quasi giornalmente inviti a convegni [...] la gran parte, peraltro, indetta da organismi pubblici o semipubblici. Personalmente, non vi partecipo più da tempo: in intere giornate di convegno [...] non si coglie una sola proposta nuova, originale, concreta, costruttiva, ma solo una perenne rimasticazione di diagnosi trite e di ricette generiche. 
Ma nel pieno tentativo di revisione della spesa, mentre lavoravo con numeri, capitoli di bilancio, articoli e commi di legge, spesso tra i partecipanti annunciati di questi convegni c'erano Ministri e Capi di gabinetto, che pensavo avrebbero potuto impiegare il proprio tempo in un modo molto più utile per il Paese. C'è una differenza enorme tra 'chinare la testa e lavorare su fatti e numeri' e partecipare a convegni [...]Sono convinto che oggi in Italia ci siano troppi convegni e troppe poche persone competenti che lavorano su aridi numeri. [...]"

Fonte: 'Chinare la testa e lavorare', "Status quo - Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo", R. Perotti, Feltrinelli Editore

Fonte immagine: "Italia quiere dar un vuelco a la economìa", El Pais

giovedì 15 marzo 2018

CERCANDO STELLE E (PROSPETTIVE DI) ESISTENZA, RICORDANDO STEPHEN HAWKING

“[...] Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. 
Guardate le stelle invece dei vostri piedi. [...]” 
(S. Hawking, cit.)

Fonte immagine: Il piccolo principe, A. De Saint-Exupéry

venerdì 9 marzo 2018

DI HURRICANE IN MUSICA, CITANDO BOB DYLAN


"[...] here's the story of the Hurricane,
The man the authorities came to blame
For somethin' that he never done.
Put in a prison cell, but one time he could-a been
The champion of the world. [...]"

mercoledì 7 marzo 2018

FRA ITALIA, LETTERATURA, ARTE E (LETTURA DEL) PRESENTE

 “[...] nazione vivente, [...] nazione europea: e cosa sei?/ 
Terra di infanti, affamati, corrotti,/ governanti impiegati di agrari, prefetti codini,/ 
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,/ funzionari liberali carogne [...] 
una caserma, un seminario, una spiaggia libera [...] 
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci/ 
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,/ 
tra case coloniali scrostate ormai come chiese./ 
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,/ 
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. [...] 
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo. [...]” 
(P. P. Pasolini, cit.)


venerdì 2 marzo 2018

(R)ESISTE UN TEMPO PER OGNI FASE DELL'ESISTENZA?

"[...] E il tempo non mi riguarda 
perché il tempo mi appartiene [...]"
(Modena City Ramblers, cit.)


CERCANDO, TELEFONANDO...E (RI)PENSANDO


"[...] Telefonami tra vent'anni
io adesso non so cosa dirti.
[...] non so risponderti
e non ho voglia di capirti.
Invece pensami tra vent'anni pensami [...]
fermo in qualsiasi posto del mondo
[...] tra miliardi [...] di persone
a bocca aperta senza parole [...]
L'orecchio puntato verso il cielo
verso quel suono [...] lontano.
Ma ecco che si avvicina
con un salto siamo nel duemila
alle porte dell'universo. [...]
Il cuore nella borsa
impara il numero a memoria
poi riscrivilo sulla pelle.
Se telefoni tra vent'anni
butta i numeri fra le stelle
alle porte dell'universo
un telefono suona ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un'inquietante primavera [...]"

martedì 27 febbraio 2018

"LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO", INSEGUENDO IL PASSATO PER (PROVARE A) COMPRENDERE IL PROPRIO PRESENTE

Quantificare il peso del ricordo e dei manca(n)ti ricordi è cosa, per molti esseri umani, alquanto difficile e complessa da realizzare.
Indagare le opportunità che aveva il nostro io passato di qualificarsi felice, triste, depresso od isolato immaginandosi nel proprio domani è una questione tanto complessa quanto insondabile da ripercorrere, proprio perché difficoltose ed intricate sono le specifiche che animano la vita di ciascun essere umano nel corso del tempo. Un assaggio di quanto le vicende umane ed interiori possano far sussultare le esistenze di ciascun essere umano nel corso degli anni viene dall'opera "La profezia dell'armadillo", disegnata da ZeroCalcare e pubblicato da Bao Publishing. 
Su questo fronte si misurano qualitativamente le dinamiche del giovane ZeroCalcare alle prese con quelli che comunemente potrebbero essere definiti "tormenti" giovanili ma che - in realtà - possono lasciare ben più di una ferita in quanti abbiano un'anima attenta od umanamente predisposta al comprendere forme di cambiamento. 
E' significativa - a questo proposito - la lettura del disegno richiamato alla fine del libro; in questo senso e significato, a corredo di un cuore trafitto da una matita, è possibile ritrovare un commento tanto emblematico quanto irrinunciabile per quanti vogliano vivere davvero:

"Ricordati sempre di ricordare"

Ricordare le battute giovanili, le "aree" in cui un'anima in formazione cercava di muoversi e di compiere i suoi primi passi pe(n)santi...in tutto questo trova importanza e cresce il valore del ricordo, del non dimenticare tutte le persone che sono state importanti ed essenziali per il passato di ognuno di noi. Sullo sfondo richiami tanto inevitabili quanto inesorabili al celeberrimo detto "tempus fugit" e ad una non meglio precisato potere di "profezia" di un armadillo che - fino al momento della lettura - non troverà specifica alcuna.
Leggerne per saperne di più, per esaminarne e per confutarne gli aspetti ritenuti - dall'autore - più importanti per la formazione di ogni futuro essere umano. 


domenica 25 febbraio 2018

CERCANDO ESISTENZA, SENSI E LUOGHI DI PENSIERO

"[...] Forse la coscienza, il senso della vita 
sta in mezzo a mille notti o forse più. [...]"
(Io voglio vivere, Nomadi, cit.)


giovedì 22 febbraio 2018

RIFORMULANDO PENSIERI, ATTESE ED ASPETTATIVE

"[...] Ti riconosco dai capelli [...]
da come cammini, come ti vesti
dagli occhi spalancati, come i libri di fumetti che leggi
da come pensi che hai più difetti che pregi
dall'invisibile che indossi tutte le mattine
Le spalle curve per il peso delle aspettative
come le portassi nelle buste della spesa all'Iper
e dalla timidezza che non ti nasconde [...]"
(Una chiave, Caparezza, cit.)


venerdì 16 febbraio 2018

CERCANDO VOLTI, FACCE ED (IN)EVITABILI CAMBIAMENTI

"[...] è tutto quello che c'ho da dire
a torto o ragione, il fatto è che non so' per bene
la mia faccia non è serena
incompatibile col sistema
che ci vuole tutti quanti allineati e sorridenti
a lavorare nella grande catena di montaggio sociale [...] 
Non mi avrete mai
come volete voi [...]"
(Anguilla, 99 Posse, cit.)


venerdì 9 febbraio 2018

FRA ACCORDO E FIDUCIA, CITANDO PENSIERI E DEFINIZIONI

"[...] Il vocabolo 'accordo' ha una doppia origine etimologica e una pluralità di significati.
Etimologicamente, deriva dal latino còrdis, cuore e figurativamente animo, mente; 
ma anche da còrda, nel senso di ridurre più corde di uno strumento e per estensione più strumenti a voci a un medesimo tono. In grammatica, è sinonimo di concordanza, mentre in musica rimanda alla giustapposizione di più suoni e, in senso stretto, alla giustapposizione dei tre suoni di una stessa funzione tonale. Riferito ai colori, ne indica un armonico e ben intonato accostamento che produce un gradevole effetto; riferito a elementi architettonici, ne rappresenta la proporzionata e armonica distribuzione. In radiotecnica, è sinonimo di sintonia, e anche di allineamento. 
Estensivamente, con accordo si fa riferimento a un incontro di volontà per cui due o più persone convengono di seguire un determinato comportamento nel reciproco interesse, per raggiungere un fine comune o per compiere insieme un'azione o un'impresa. [...]"
(Citato da www.treccani.it in Pedagogia generale, Editore Pearson)


martedì 6 febbraio 2018

FRA RESILIENZA E CAPACITA' UMANE, CERCANDO DI (RI)PROVARE A VIVERE

"[...] Riprendo a parlare di resilienza con una definizione [...] 

Resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinnanzi alle difficoltà. E' la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre senza perdere la propria umanità. 

Un'altra definizione la dà, proprio a proposito di clima, il Rapporto Speciale sugli Eventi Estremi (SREX) dell'IPCC, che definisce la resilienza 'la capacità di un sistema e delle sue componenti di anticipare, assorbire, accogliere, o riprendersi dagli effetti di un evento pericoloso in modo tempestivo ed efficiente, in particolare garantendo la conservazione, restauro, o il miglioramento delle sue strutture di base e funzioni essenziali.' [...]" 
Fonte: Ciao Fossili, L. Lombroso, ArteStampa Edizioni

Fonte immagine: Istituto Beck

sabato 3 febbraio 2018

FRA CINEMA, VITE E CHIAVI...PER (PROVARE AD) APRIRE SERRATURE IMPORTANTI

“[...] La vita è un cinema/ tanto che taci/ le tue bottiglie non hanno messaggi./ 
Chi dice che il mondo è meraviglioso/ non ha visto quello/ che ti stai creando per restarci./ 
Rimani zitto, niente pareri/ il tuo soffitto: stelle e pianeti. [...] 
No! Non è vero!/ Che non sei capace,/ che non c'è una chiave [...] 
Noi siamo tali e quali/ facciamo viaggi astrali con i crani [...] 
Lunghe corse, unghie morse [...] 
Sono sopravvissuto al bosco/ ed ho battuto l'orco./ 
Lasciami stare [...] e prenditi il cosmo [...]” 
Fonte testo: “Una chiave”, Caparezza 



Fonte immagine: La Prophetie, R. Magritte

venerdì 2 febbraio 2018

SU AMORE ED ESISTENZE, INCATENATE



"[...] Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un'abbraccio per proteggerci dal vento
l'illusione di competere col tempo.
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l'amore non esiste, esistiamo io e te [...]"

sabato 27 gennaio 2018

FRA FARFALLE E NECESSITA' DI NON DIMENTICARE...

“[...] L’ultima, proprio l’ultima,/ 
di un giallo così intenso, così/ 
assolutamente giallo.La farfalla/ 
come una lacrima di sole quando cade/ 
sopra una roccia bianca/ 
così gialla, così gialla!/ 
L’ultima, volava in alto leggera,/ 
aleggiava sicura/ 
per baciare il suo ultimo mondo./ 
Fra qualche giorno/
sarà già la mia settima settimana di ghetto:/ 
i miei mi hanno ritrovato qui/ 
e qui mi chiamano i fiori di ruta/ 
e il bianco candeliere del castagno/ nel cortile./ 
Ma qui non ho visto nessuna farfalla./ 
Quella dell’altra volta fu l’ultima:/ 
le farfalle non vivono nel ghetto. [...]” 
(La farfalla, P. Friedann)





giovedì 25 gennaio 2018

CONFESSANDO, FRA AMORE E MUSICA


“[...] I'm confessin' that I love you,
Tell me, do you love me too?
I'm confessin' that I need you,
Honest I do, need you every moment. [...]”

domenica 21 gennaio 2018

CERCANDO GRIDA ED UMANITA', SUL MONDO

"[...] E voi così innocenti 
colpevoli d'esser nati
in giro per le strade gli sguardi vuoti 
e i gesti un po' sguaiati
Si vede da lontano
che siete privi di ideali
con quello spreco di energia 
dei giovani normali [...]
E voi che rincorrete 
decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori 
sempre più rampanti
disponibili a tutto 
all’occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità 
dei giovani arrivisti. [...]
L'eroico vittimismo 
da barboni finti e un po' frustrati
e col cervello in avaria 
dei giovani scoppiati. [...]
Aggrappatevi al sogno 
di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà 
di giovani diversi.
C’è nell’aria 
un’energia che non si sblocca
come se fosse un grido 
in cerca di una bocca. [...]"
(Il grido, G. Gaber, cit.)

Fonte immagine: 
"Festival teatro canzone Giorgio Gaber
Wikipedia

martedì 16 gennaio 2018

DI PROBLEMA IN (NECESSARIA) ANALISI, RICORDANDO...


“[...] Don’t analyse [...]
Don’t go that way, don’t live that way,
that would paralyze your evolution [...]”

mercoledì 10 gennaio 2018

CERCANDO IDEE ED ANIME, PER (PROVARE A) RIMANERE IN EQUILIBRIO

"[...] E' meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani [...]
Finché il tuo cuore è intatto e il tuo coraggio non mente, 
ti ritroverai uomo dietro un fantasma di niente.
Ti mostrano il sorriso e poi li scopri...assassini [...]
C'era rimasto un buco solamente... 
La tua idea, [...] Non mollare, ma difendi la tua idea! 
Ricordi quando ti nasceva una canzone 
E quando la speranza aveva gli occhi tuoi? 
Vincerai, se lo vuoi
Ma non farti fregare gli anni tuoi! [...]
Prendi la gioia al volo prima che sia rimpianto...
La tua macchina rossa potrai averla anche tu, 
ma non è a trecento all'ora che vivrai di più! 
La tua idea [...]
quando sparisce col sorriso la paura [...]
Il tuo destino non è nella ruota, ma è nelle tue mani.! 
...ed è per questo, credimi, 
che è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani. [...]"
(La tua idea, R. Zero, cit.)

"Acrobata e giovane equilibrista", P. Picasso

domenica 7 gennaio 2018

"MACERIE PRIME", CERCANDO RIMEDI ALLE COSE FEROCI...PER CURARE LE ANIME

"[...] Ma pure prima era così? - Sì, è sempre stato così. Ma adesso ci siamo un po' abituati. [...]
Ed è bene, no? Che ci siamo abituati, dico. - Non è bene o male. E' normale. Sennò eravamo morti. [...] Basta che non ci scordiamo proprio tutto. Per questo studiamo. [...]"

Aprire una pagina di un libro e ritrovarci dentro una simil-panacea adattabile a qualsivoglia problema od ostacolo della vita, succedendo ad un dialogo breve come quello riportato in precedenza.
Quale lezione imparare dal tempo, dalle enormità e dalle difficoltà che (pur)troppo spesso la vita mette in circolo? Appare nitida una sola, tanto corta quanto semplice:

"[...] Riconoscere le cose feroci [...]"

Riconoscere le cose feroci per muoversi meglio nelle zone buie, riconoscere le zone feroci per capire come sopravvivere meglio nel mare che quotidianamente invade e pervade le vite di molt(issim)i.
Il sapere come districarsi presuppone la necessità di individuare i limiti che ogni esistenza può chiedere al tempo, alle quotidiane vicissitudini, alle vite altrui...perseguendo una forma di libertà che impedisca il danneggiare sia gli altri che gli stessi "esistenti".
Questi sono solo alcuni dei concetti di fondo che muovono l'opera "Macerie prime", scritta da ZeroCalcare ed edita - nella sua prima parte, stando a quanto richiamato alla fine dell'opera - da Bao publishing. Trovare in un'opera d'arte - in quanto definirla semplicemente fumetto può apparire come cosa alquanto ridicola - una ricerca di un fattore sconosciuto che possa rendere il passaggio del tempo meno opprimente non è affatto cosa da poco.
Su scene varie e variegate l'incedere temporale procede su vari piani e differenti livelli, mostrando in ognuno dei personaggi coinvolti quali siano gli effetti e le conseguenze pensate/prodotte dalle (mancate) scelte sia proprie che altrui.
Muoversi in un mare di complicati pensieri, vicende ed eventi può costituire fattore vincolante per la propria assenza/sopravvivenza nel mondo. Leggerne per confutarne, approvarne od individuarne le analogie/differenze con le proprie, di esistenze.
Tutto questo per fare in modo che ognuno possa, in fondo ma non troppo, trovare esiti favorevoli nel "tribunale della Santa Inquisizione degli affari interni alla [propria] coscienza [...]".
Vicenda tanto complessa quanto inesorabilmente difficoltosa da circoscrivere.



mercoledì 3 gennaio 2018

ANNI NUOVI...CON MEDESIMI PROPOSITI, PER (RI)TROVARSI

"[...] non si risenta la gente per bene
se non mi adatto a portar le catene [...]"
(Il fannullone, F. De André, cit.

"Due donne che corrono sulla spiaggia", P. Picasso

lunedì 1 gennaio 2018

SU LIBERO PENSIERO, (PRESENTI E FUTURI) ESSERI UMANI, SCUOLA E DIGNITA'

"[...] A volte si vede nella scuola semplicemente lo strumento per tramandare una certa quantità massima di conoscenza alla generazione che sta formandosi. 
Ma questo non è esatto. La conoscenza è cosa morta; la scuola, invece, serve a vivere. 
Essa dovrebbe sviluppare nei giovani quelle qualità e quelle capacità che rappresentano un valore per il benessere della comunità [...] l'obiettivo deve essere l'educazione di individui che agiscano e pensino indipendentemente [...]
[...] il più importante metodo di educazione, di conseguenza, è sempre stato quello dal quale l'allievo veniva spinto ad agire realmente. [...]"
(Pensieri degli anni difficili, A.Einstein, cit.)

Fonte immagine: "Dentro l'opera: 'Il Pensatore' di Auguste Rodin", 
Restaurars - Dalla parte dell'Arte

domenica 24 dicembre 2017

DI NATALE IN LEGGENDA, FRA MUSICA E TRISTI POLIVALENZE

"[...] Parlavi alla luna giocavi coi fiori 
avevi l'età che non porta dolori 
e il vento era un mago, la rugiada una dea, 
nel bosco incantato di ogni tua idea [...].
E venne l'inverno che uccide il colore 
e un babbo Natale che parlava d'amore 
e d'oro e d'argento splendevano i doni 
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni [...].
Coprì le tue spalle d'argento e di lana 
di pelle e smeraldi intrecciò una collana 
e mentre incantata lo stavi a guardare 
dai piedi ai capelli ti volle baciare [...].
E adesso che gli altri ti chiamano dea 
l'incanto è svanito da ogni tua idea 
ma ancora alla luna vorresti narrare [...]
la storia d'un fiore appassito a Natale. [...]"
(Leggenda di Natale, F. De Andrè, cit.)

Fonte immagine: Ashes, E. Munch

sabato 23 dicembre 2017

"NON E' LAVORO, E' SFRUTTAMENTO", INDAGANDO OLTRE LUOGHI COMUNI E COMUNEMENTE SCONOSCIUTI

Lettere e considerazioni sul lavoro - proveniendo dal "pianeta" Italia.
Considerazioni per esprimere condizioni, spesso dure e difficili, dalle quali è (pur)troppo frequentemente molto difficile alzare la testa.
Il ribellarsi a certe iniquità parimenti in maniera sia positiva che propositiva è una missione che dovrebbe spettare a quanti esseri umani si sentano sia capaci che investiti di un obiettivo che non può non prescindere - prima di tutto - dalla conoscenza il più globale possibile dell'intero sistema.
Senza un apprendimento specifico delle leggi e delle disparità che governano il mondo del lavoro sembra impensabile poterne riscrivere le fondamenta od analizzarne le disparità integralmente.
A quali canali poter attingere per una disamina specifica?
Servirebbero sia libri di matrice tecnico-giuridica che opere di stampo divulgativo, al fine di poter raccontare in maniera esauriente pieghe e piaghe di un sistema tanto complesso quale è quello in oggetto. Un testo recente da cui poter trarre spunti in materia è l'opera "Non è lavoro, è sfruttamento", scritto da Marta Fana e pubblicato da Tempi nuovi - Laterza Editore.
L'intento dell'opera sembra essere chiaro sin dalla copertina:

"[...] Dicevano: meno diritti, più crescita. Abbiamo solo meno diritti.
La modernità paga a cottimo. Così dilaga il lavoro povero, spesso gratuito, la totale assenza di tutele e di stabilità lavorativa. E' una condizione che coinvolge più di una generazione. 
Non più solo la generazione Erasmus e Millennials, ai quali si è ripetuto il mantra dei giovani schizzinosi o emigranti per scelta. Ma anche sulle generazioni precedenti. 
Da troppo tempo si tace sulla perdita di diritti e sul crescente sfruttamento, la chiamano pace sociale. Ora è il momento di fare pulizia: il lavoro è la questione fondamentale del nostro tempo. [...]"

Come questione fondamentale dovrebbe essere ineludibile informarsi, documentarsi adeguatamente ed in dettaglio su quante siano le "leve" più adeguate per ristrutturare un sistema che appare declinante come quello italiano. Le storie negative e le vicende - qualificabili al miglioramento come "migliorabili" - narrate descrivono un quadro inesorabile, per il quale dovrebbe essere prioritario intervenire. Sembrano essere infatti troppe le voci senza un adeguato peso, sembrano essere molte le persone intrappolate in un'infinita serie di pesanti vicende:

"[...] Giovani e meno giovani costretti a lavorare gratis, uomini e donne assuefatti alla logica della promessa di un lavoro agato domani, lavoratori a 3 Euro l'ora nel pubblico e nel privato: questa è la modernità che paga a cottimo. 
Sottoccupazione da un lato e ritmi di lavoro mortali dall'altro. 
Diritti negati dentro e fuori le aziende per quanti non vogliono cedere al ricatto. 
Storie di ordinario sfruttamento, legalizzato da vent'anni di flessibilizzazione del mercato del lavoro. 
Malgrado la retorica della flessibilità espansiva e del merito come ingredienti indispensabili alla crescita sia stata smentita dai fatti, il potere politico ha avallato le richieste delle imprese. 
Il risultato è stato una cornice legislativa e istituzionale che ha prodotto uno sfaldamento del mercato del lavoro [...]"

Leggerne per approfondire, confutare od almeno conoscere nei meandri ed in alcuni dettagli un mondo sul quale si imperniano e si forgiano altrettanti universi che dal primo strettamente dipendono. Fino a vita contraria, ovviamente. 


venerdì 22 dicembre 2017

INDAGANDO SUL LAVORO, PER (RI)CERCARE VOCI E FORME DI NUOVI SFRUTTAMENTI

"[...] Indagare sulle condizioni di lavoro e non lavoro in Italia è una vera e propria discesa agli inferi. Il dilagare del lavoro povero, spesso gratuito, la totale assenza di tutele e stabilità lavorativa sono fenomeni all'ordine del giorno, che si abbattono su più di una generazione, costretta a lavorare di più ma a guadagnare sempre di meno, nonostante viviamo in una società il cui potenziale produttivo già permetterebbe di ridurr e distribuire il tempo di lavoro mantenendo e/o raggiungendo un tenore di vita più che dignitoso. 
E' la realtà contro cui si infrange la narrazione dominante [...]. Come se fosse un fatto naturale, ma soprattutto irreversibile, e non invece il risultato di scelte politiche ben precise, che hanno precarizzato il lavoro, la possibilità di soddisfare bisogni che dovrebbero essere considerati universali come l'istruzione, la sanità, la casa, il trasporto pubblico. 
Le stesse politiche che hanno provocato l'inasprirsi delle disuguaglianze sociali spostando reddito e ricchezza dei lavoratori, che li producono, alle imprese, che a loro volta hanno scelto di trasformarli in vere e proprie rendite. [...]"
(Fonte: Di precariato si muore - Prologo, "Non è lavoro, è sfruttamento", M. Fana, Tempi Nuovi)

"Lavoratori che tornano a casa", E. Munch

mercoledì 20 dicembre 2017

DI RIVOLUZIONE IN RIVOLUZIONE, CERCANDO UMANITA' E PERCORSI

"[...] Don't you know 
talkin' bout a revolution 
it sounds like a whisper 
don't you know 
talkin' about a revolution. 
It sounds like a whisper.
While they're standing in the welfare lines 
crying the doorsteps of those armies of salvation 
wasting time in the unemployment lines 
sit around wait for a promotion 
Poor people gonna rise up 
And get their share [...]"
(cit.)


venerdì 15 dicembre 2017

SUL RUOLO DEL “NOI”...E DEI VINCITORI DI DOMANI?

“[...] A chi si deve, se dura l’oppressione? A noi.
A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi.
Chi viene abbattuto, si alzi! 
Chi è perduto, combatta! 
Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare?
Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani 
e il mai diventa: oggi! [...]”
(Lode della dialettica, B. Brecht)



lunedì 11 dicembre 2017

FRA VALIGIA E VITA, CERCANDO LEGAMI E PROFONDITA'...


"[...] Siamo una grande famiglia
abbiam lasciato soltanto un momento
la nostra valigia [...]
nel camerino già vecchio
tra un lavandino ed un secchio
tra un manifesto e lo specchio [...]"

giovedì 7 dicembre 2017

"RENZUSCONI", SU ARGOMENTAZIONI DI SOMIGLIANZA...E DI DELUSIONE, PER UN'ITALIA INDEFINITAMENTE CROLLATA

Ritratti fra politic(ant)i che si susseguono, immedesimandosi, con l'anima di un'Italia immersa in una crisi socio-valoriale prima che economica.
Sono molti gli elementi che accomunano la scarsa qualità dei governanti con le altrettanto scarse qualità dei governati, in un Paese disperso ed alla deriva come quello italiano.
Le responsabilità delle classi dirigenti dovrebbero essere esplorate in maniera trasversale, andando oltre il dare sempre (e solo) la colpa alla politica.
Non potendo esplorare certe dinamiche in maniera completa, è sufficiente soffermarsi su una delle anomalie che caratterizza - da tempo immemore - la costruzione ed il mantenimento del consenso politico in Italia: la figura del leader, sulla quale il sistema partitico ha da sempre e progressivamente cercato di implementare le più fredde logiche "ad personam".
Il consenso viene indissolubilmente legato ad un leader o - nella migliore delle ipotesi - ad un ristretto numero di persone direttamente "dipendenti" dal primo; quanto ha giocato tale anomalia nelle distorsioni e nei controsensi caratteristici della (non) politica che ha caratterizzato (e sta caratterizzando) questa Italia?
Si potrebbero fornire infinite risposte a questa domanda, facendo magari seguire altrettante questioni non risolte o - forse - non risolvibili certamente in poche righe.
Un punto di vista in più - dimensionato rispetto al presente o passato (più e meno) recente - può essere dato guardando alle caratteristiche fondamentali ed alle figure principali che sono giunte a conseguire il ruolo di leader nella politica nazional(popolar)e.
Persone che - in quanto aspiranti alla figura di leader senza magari poterselo permettere - cercano di fare il possibile per applicare su di loro il non dover passare mai di moda.
Il riferimento neppure troppo velato alla contemporaneità italiana attuale si riprende con il richiamo alla politica (ed alle figure) promosse in Italia da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.
Non volendo entrare nel merito (sempre ammesso che sia possibile farlo) delle proposte politiche afferenti ai singoli leader, è possibile ragionare riguardo al contesto esplicato da alcuni difetti che li fanno apparire molto meno lontani di quanto non sembrino.
E' su questa linea che cerca di muoversi il libro "Renzusconi - L'allievo ripetente che (non) superò il maestro", scritto da Andrea Scanzi e pubblicato da PaperFirst.
Sullo sfondo vi è una tendenza ad accomunarsi per accumulare consensi, miranti a tutto fuorché al medio-lungo termine; si coltiva l'attimo, cercando la spinta per andare un punto percentuale più avanti dell'altro. Su questo fronte il giornalista (o polemista?) Marco Travaglio risponde con toni inequivocabili nella prefazione alla presente opera:

"[...] B. ha sempre tentato di mettere insieme tutte le forze di centrodestra e, quando ci è riuscito, ha vinto; Renzi ha sempre tentato di distruggere tutte le forze di centrosinistra e alla fine è riuscito là dove persino B. aveva fallito: distruggere il Pd. B. ha impiegato vent'anni prima di stufare gli italiani; a Renzi ne sono bastati quattro. [...]"

Il presente libro illustra un catalogo di considerazioni, citazioni e gesti su cui dovrebbe essere essenziale porsi e porre - se non confutazioni - qualche dubbio più che lecito riguardo alle qualità di quel "leader" (virgolette a rigor di decenza, nds) che si era proposto come autore del nuovo e rivelatosi poi un rottam-attore sin nel profondo.
Ragionando nel merito di trascorsi e percorsi di entrambi i personaggi (o figuri che scriver si preferisca) vengono tracciate specifiche riguardo ad indignati a senso unico, con riferimento a persone che con un corso nuovo nella forma ma identico nella sostanza hanno perso quasi completamente i loro istinti di ribellione e protesta.
Vi è parimenti un richiamo più specifico e dolorosamente vero riguardo alla fine di un senso d'appartenenza che legava le opinioni ed i "destini" di una fetta di elettorato sensibile e - ad oggi - sensibilmente disperso per quei tanti tratti comuni che sembrano essere divenuti granitici e non scindibili per questi rottamandi:

"[...] con Renzi [...] l'appartenenza crolla. Perché? Perché l'appartenenza 'è avere gli altri dentro di sé', dicevano Gaber e Luporini [...] tutto questo accade perché, con Renzi, il voto a (centro)sinistra diventa più che altro [...] un voto per abitudine. 
L'appartenenza c'entra ben poco: si vota Pd, e quindi Renzi, perché 'tanto ormai ho sempre fatto così'. Per tutta la vita. E se cambiassi proprio adesso, significherebbe rimettere in discussione tutta la mia vita. [...]"

Leggerne per discuterne, per confutarne e per dirimerne aspetti puntuali e/o puntualmente contrastanti rispetto ad uno "status quo" sempre più appiattito ed uniforme.
Internamente ad un'Italia che - al netto delle sue classi dirigenti incapaci - si crede possa meritare molto di più rispetto all'appiattimento attuale.






mercoledì 6 dicembre 2017

DI VITTORIE IN VITTORIE, CERCANDO EREDITA' E PROSPETTIVE CULTURALI

"[...] Preferisco una sconfitta consapevole della bellezza dei fiori, piuttosto che una vittoria in mezzo ai deserti, una vittoria colma della cecità dell'anima, di fronte alla sua nullità separata. [...]"
(Il libro dell'inquietudine, F.Pessoa, cit.)


domenica 3 dicembre 2017

CERCANDO LUCI, NEL QUOTIDIANO


"[...] facciamo un cambio prenditi pure 
quel po' di soldi quel po' di celebrità 
ma dammi indietro la mia seicento, 
i miei vent'anni e una ragazza che tu sai [...]
luci a San Siro non ne accenderanno più. [...]"