domenica 28 agosto 2016

FRA RIMEDIO E TEMPO CHE SFUGGE...


"[...] I bambini stanno bene 
Per loro ogni giorno è differente 
Ci mancavi alla tua festa 
Ma quello che siamo è quello che abbiamo 
E' come la gente ci vede.
Che vita è questa, che vita è stata 
Mai più saggezza, mai più 
Se c'è un rimedio io corro da te 
Senza una mano che mi sfiori 
Io corro da te [...]"
(Il rimedio, I.Fossati, cit.)

venerdì 26 agosto 2016

SU BRUCE SPRINGSTEEN...E SULLA FUNZIONE SOCIALE DELLA MUSICA

L'elencare le ragioni per le quali la musica può (e deve) avere una funzione sociale è un'attività che rischia di essere infinita; sono infatti moltissime le questioni che permettono di attribuire a certe canzoni e certi artisti una ragione di vita che abbia a che fare con il saper mobilitare le coscienze collettive. Una certa forma di libertà artistica dovrebbe coincide con il saper ispirare sentimenti di consapevolezza e riscatto, emozioni afferenti la libertà e la possibilità di lottare per (cercare/sperare di) migliorare i molti 'lati' storti di questo mondo.
Musica è anche partecipazione, condivisione di un momento nel quale un'artista riesce ad avere fra le mani un'intera schiera di fan per poter comunicare loro qualcosa.
Qualcosa che può essere grande, decisivo ed importante per prendere consapevolezza del loro stesso futuro. Fare musica può significare raccontare storie di tutti i giorni, immergendosi con pragmatica difficoltà fra pieghe e piaghe quotidiane.
Quanto può aiutare concretamente la funzione sociale attribuibile alla musica?
Cosa può riuscire a fare veramente una canzone per la vita di una persona o per provare a riscattare la condizione di una serie di esistenze altrimenti magari addormentate od anestetizzate?
Le domande riguardo questioni simili potrebbero essere pressoché infinite, in quanto troppe sono le sfumature e troppi gli angoli di vita che un Artista può spandere nell'aria cercando un contatto con il suo pubblico. Maiuscola non casuale, in quanto sembrano essere sempre meno coloro che credono veramente nella capacità che la musica ha di interpretare consapevolezza per veicolare cambiamento.
Cosa può portare un artista ad esercitare davvero questa arte, nel tentativo di prendere reale consapevolezza delle potenzialità della propria (altrettanto potenziale, qualora non attuata) vita ed attività? Quanti sono gli artisti che, grazie ad esperienze e vite quotidiane, hanno da sempre cercato di interpretare il proprio ruolo nel mondo votando la propria carriera all'insegna di positive rivoluzioni da instillare - agendo magari pezzo dopo pezzo ed ostacolo dopo ostacolo?
Essere socialmente impegnati può infatti equivalere ad essere - più spesso di quanto si possa pensare - esposti a molteplici critiche ed attività di denigrazione; i detrattori rischiano di essere sempre dietro l'angolo, in quanto la visione di un artista schierato ed impegnato può sicuramente destabilizzare quanti vedano nella musica strumento di esclusivo svago od evasione dalle difficoltà (nei casi migliori). Cosa poter dire o scrivere a proposito delle esistenze di tutti gli artisti che fanno (anche, non solo giustamente e doverosamente) musica impegnata?
Un esempio fra le moltissime vite definibili come appartenenti ad artisti socialmente esposti ed impegnati è quella vissuta da The Boss, altresì Bruce Springsteen.
Comprendere quanto l'impegno sociale sia stato da sempre o sia divenuto nel tempo fondamentale per un'artista è un'attività che si può svolgere prioritariamente osservando ed attingendo ad una iniziale fonte: l'esistenza dello stesso, per scriverla nel più breve modo possibile.
La scoperta delle vicende, delle esperienze e dei dolori che hanno costellato la vita di un artista è una delle maniere migliori per comprendere quanto (pre)potenti possano essere per lo stesso le ambizioni di creare qualcosa di importante anche dal proprio fare musica.
E' a questo punto che si consiglia la lettura del libro "Bruce", scritto da Peter Ames Carlin e pubblicato nell'anno 2012.
Dalle pagine di questa opera è possibile comprendere con mano quanto le vicende di ogni giorno possano come 'marcare a fuoco' l'esistenza di un artista, facendo comprendere allo stesso quanto possano essere importanti e fondamentali i propri passi nel tentativo di far prendere coscienza di certe problematiche e di certi drammi. Problemi su cui, altrimenti, potrebbe finire per regnare un'anestetizzazione ancora più devastante e mortificante per la società contemporanea.
Dalla lettura del libro è possibile intravedere i tormenti  e le vicende di una persona che ha scelto, nel tempo, da che parte stare e con quale ruolo proporsi al grande pubblico di tutto il mondo.
E' un ritratto più o meno fedele di una persona che ha cercato, negli anni, di rimanere sulla tanto celebrata 'cresta' dell'onda non perdendo di vista la 'bussola' costituita dal proprio ruolo da interpretare nel mondo. Facendo il possibile per continuare a restare a dimensione umana, nonostante fosse e sia ancora oggi venerato come un'entità semi-divina da milioni di altri esseri umani in tutto il mondo. Springsteen è quell'artista che, in mezzo a centinaia di migliaia di persone durante un concerto, può chiamare sul palco un bambino per cantare o suonare qualcosa assieme a lui.
Springsteen è riuscito a diventare, nel tempo, una persona tanto composita quanto non comune da incontrare e non facile da inquadrare.
La presente opera cerca di fornire un quadro il più possibile completo dell'esistenza di Bruce Springsteen, attingendo al passato della sua esistenza ed alle principali vicende che ne hanno costellato la crescita prima, la maturità poi e l'invecchiamento attuale.
Un aspetto tanto positivo quanto non scontato nell'opera è il rapporto d'equilibrio che l'autore ha consegnato sia alla vita di Springsteen che alle esistenze di coloro che hanno negli anni costruito la E Street Band, punto di riferimento da sempre nella vita del Boss.
Quali siano state le tappe compiute, quanto siano stati complicati e pe(n)santi alcuni dei passi compiuti negli anni da questo uomo e da coloro che lo hanno accompagnato durante il suo viaggio.
Quali siano le ragioni di un'esposizione coraggiosa su alcuni temi, di un costante impegno musicale verso argomenti su cui i passaggi sono tutto fuorché obbligatori - specialmente in un mondo ove una certa forma di superficialità sembra essere diventata tanto scontata quanto desiderata.
Leggerne per saperne di più, specialmente per quanto riguarda quella funzione sociale tanto celebrata e sulla quale l'artista stesso pare avere idee e percezioni molto chiare:

"[...] Bruce [...] è [...] narcisista, e [...] arciconvinto che la musica, soprattutto la sua, abbia il potere di cambiare la vita delle persone. E considera la sua condizione un grande privilegio e, allo stesso tempo, un fardello quasi insopportabile. 'Stasera sono il custode dei sentimenti e dei ricordi di tutta la gente che ci aspetta là fuori' [...]"
Fonte: "Bruce", P.A.Carlin, Pgg. 479 e sgg.

Cercando un cantante per trovare poi un custode con cui potersi scoprire e, perché no, anche migliorare.







martedì 23 agosto 2016

TOCCANDO IL BASSO PER (PROVARE A) RISALIRE...


"[...] Can't see nothin' in front of me 
Can't see nothin' coming up behind 
I make my way through this darkness 
I can't feel nothing but this chain that binds me 
Lost track of how far I've gone 
How far I've gone, how high I've climbed [...]"

domenica 21 agosto 2016

FRA CORTO MALTESE, FUTURO E BORGHI D'ITALIA...COLTIVANDO UN TEMPO CHE FU

"[...] Corto Maltese è mai stato a Dozza? 
Hugo Pratt, a chi gli domandava che fine avrebbe fatto dopo l’ultima avventura il celebre marinaio-pirata dei suoi fumetti, rispondeva: 
'Corto Maltese non morirà, Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, è consumo, non c’è posto per un tipo come lui.'
Forse, proprio per questo, Dozza è un posto che non gli sarebbe dispiaciuto. E in effetti, uno dei murales della cittadina romagnola racconta del suo arrivo qui nel 1997, il giorno del suo trentesimo compleanno. L'ha dipinto Riccardo Ghiribelli, uno dei tanti artisti che negli anni hanno fatto di questo luogo la perla dell’arte muraria italiana.
È dagli inizi degli anni Sessanta, infatti, che le facciate delle case del borgo vengono affrescate da pittori di tutto il mondo. Nel 1965 è nata qui la Biennale del muro dipinto, che da allora, nelle 18 edizioni realizzate, ha visto cimentarsi più di duecento artisti [...] grazie ai quali le pareti degli edifici sono diventate bellissime opere di una mostra permanente a cielo aperto.
E dal 2000, anche la confinante frazione di Toscanella prende parte all'iniziativa, offrendo le proprie case a graffiti e arte di strada.
Qui non è tutto elettronica, non è tutto calcolato o industrializzato. Qui si consuma soprattutto arte.
Corto Maltese ci starebbe benissimo. [...]"
Fonte testo: "Dozza, i muri di Corto Maltese", italianways.com
http://www.italianways.com/dozza-i-muri-di-corto-maltese/

lunedì 15 agosto 2016

A PROPOSITO DI FERRAGOSTO...


"[...] Fai una chiave doppia della stessa porta, 
per qualunque cosa storta si presenterà, 
dopo aver comprato dei lucchetti nuovi per la tua finestra, 
puoi partire, io sto qua, 
a giocare tra le sponde [...]
buttando l'amo nell'acquario della mia fantasia.
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi, 
ma il campo sportivo l'ha inghiottito l'edera. 
Seguendo ancora il fiume attracco sul cartone,
piove e mi riparo dietro ad un'edicola 
Ho della sabbia nelle tasche, 
ho delle spighe sulle calze 
e uno straniero che si fida della mia compagnia. [...]"
Ferragosto, S.Bersani, cit.

venerdì 12 agosto 2016

LEGGENDO DELL'UOMO E DEL RAPPORTO CON LA NATURA ED IL MONDO

"[...] Che cos'è l'uomo? Un narratore di storie, creatore di miti e distruttore del mondo naturale, il cui pensiero è un coacervo di ragione, emozione e religione. Un fortunato evento casuale nell'evoluzione dei primati durante il tardo Pleistocene.
La mente della biosfera. Magnifico quanto a potere immaginativo e istinto di esplorazione e tuttavia bramoso di essere il padrone più che il gestore di un pianeta in declino.
Nato con la capacità di sopravvivere e continuare a evolversi, capace di rendere eterna anche la biosfera. E tuttavia arrogante, sconsiderato, letalmente predisposto a favorire sé stesso, la sua tribù e futuri a breve termine. Ossequioso verso esseri superiori immaginari e sprezzante nei confronti di forme di vita inferiori. 
Per la prima volta nella storia [...] si è sviluppata la convinzione che stiamo giocando un finale di partita globale. La presa dell'umanità sul pianeta [...] diventa sempre più debole. 
La popolazione umana è troppo numerosa per sopravvivere al sicuro e in condizioni di benessere. L'acqua potabile è sempre più scarsa e l'atmosfera e i mari sono sempre più inquinati a causa di ciò che è avvenuto sulla terraferma. 
Il clima si sta modificando in modi non propizi alla vita, tranne che per i microbi, le meduse e i funghi. Per molte specie è già fatale. 
Poiché i problemi creati dall'umanità sono globali e progressivi, e dato che la possibilità di un punto di non ritorno si avvicina velocemente, i problemi non possono essere risolti un poco alla volta. [...]
Nel frattempo ci agitiamo, mal guidati, non avendo in mente nient'altro che la crescita economica, il consumo senza restrizioni, la buona salute e la felicità personale. 
L'impatto sul resto della biosfera è ovunque negativo, l'ambiente diventa instabile e meno gradevole e il nostro futuro a lungo termine meno certo. [...]"
Fonte: Prologo, "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", Edward O. Wilson, Codice Edizioni

"Le dernier voyage du Téméraire", W.Turner

domenica 7 agosto 2016

CERCANDO ESPONENTI DI RAZZE IN ESTINZIONE...


"[...] Non mi piace la finta allegria [...] 
sono anche un po' annoiato/ da chi ci fa la morale [...] 
non vedo più nessuno che s'incazza/ fra tutti gli assuefatti della nuova razza/ 
e chi si inventa un bel partito/ per il nostro bene/ 
sembra [...] destinato/ a diventare un buffone. [...] 
Non mi piace la troppa informazione/ odio anche i giornali e la televisione/ 
la cultura per le masse è un'idiozia [...] 
la scuola/ si aggiorna con urgenza/ e con tutti i nuovi quiz/ ci garantisce l'ignoranza./ 
Non mi piace nessuna ideologia/ non faccio neanche il tifo per la democrazia/ 
di gente che ha da dire ce n'è tanta/ la qualità non è richiesta/ è il numero che conta./ 
E anche il mio paese mi piace sempre meno [...] 
ogni intellettuale fa opinione/ 
ma se lo guardi bene/ 
è il solito coglione. [...]"

sabato 6 agosto 2016

PER LA RICERCA DEL LEGAME FRA CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI DI MASSA

La necessità di abbandonare un territorio reso più ostile da guerre, fenomeni sociali estremi ed economie precarie è quel fenomeno che fino ad oggi è conosciuto come maggioritario nella generazione di migrazioni di massa.
Le stesse migrazioni sono fenomeni incontrollabili, demagogicamente sfruttabili a fini di consenso politico e non completamente arginabili.
Potrebbero le stesse essere sfide per una società, nel tentativo di costruire un qualcosa di più inclusivo e capace di minimizzare fenomeni di degenerazione sia sociale che economica.
Possono esistere invece cause più recondite e non chiar(ificat)e nel dibattito, finalizzate al poter fare scoprire eventuali cause ad oggi non ancora comprese ed assimilate dalla collettività?
A questa domanda cerca di rispondere in maniera divulgativa l'articolo "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito greenreport. Lo stesso cita le dimensioni di un fenomeno ad oggi inarrestabile ed estesamente capace di coinvolgere ingenti moltitudini:

"[...] Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni [...], dall’inizio di quest’anno sono 4027 i migranti deceduti in mare nella loro traversata verso l’Europa: il Mediterraneo ha inghiottito i tre quarti dei morti (3120), segnando un drammatico +26% rispetto allo stesso periodo del 2015. In tutto sono invece 257186 i migranti e rifugiati che sono riusciti a mettere piede nel Vecchio continente, quest’anno [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

Il focus tanto interessante quanto urgente deriva dalla necessità di mettere a fuoco il punto cardine espresso dal dossier "Crisi ambientale e migrazioni forzate - l'ondata silenziosa oltre la fortezza Europa", elaborato dall'Associazione A Sud - CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali). L'evidenza più grande di questa realtà è costituita da un frammento dello stesso articolo, nel quale vengono messe in chiaro le reali dimensioni di un fenomeno che sembra minimizzato e sottovalutato:

"[...] La retorica delle 'ondate' utilizzata [...] nella narrazione mediatica dei flussi migratori diretti verso l’Europa e connessi a guerre, persecuzioni politiche e povertà estrema nei Paesi d’origine, cela una realtà diversa e più complessa. [...] I dati Unhcr 2014-2015 stimano un numero di rifugiati nel mondo compreso tra i 14 e i 15 milioni ma ospitati in grandissima parte da Paesi extraeuropei. Ci sono però migrazioni forzate che non fanno rumore, perché difficili da quantificare, non tutelate dal diritto internazionale: rientrano in questa dimensione  40,8 milioni di sfollati interni, il doppio dei rifugiati. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

La dimensione di questa tragedia appare quindi legata ad una serie tanto particolare quanto ormai inevitabile di fenomeni, ad oggi non adeguatamente pesati e considerati nella lettura di certe situazioni particolari. Tale quadro di realtà è definito esplicitamente, citando il report, nella definizione di legami sempre più evidenti ed ineliminabili fra migrazioni territoriali e disastri ambientali. Potrebbero esistere legami ed atti finalizzati al mettere in evidenza le tragedie di tipo ambientale legate non solo a calamità naturali ma soprattutto a cambiamenti climatici non più delimitabili. Su questo fronte si vincola lo stesso articolo:

"[...] A disastri e calamità naturali bisogna [...] aggiungere le migrazioni forzate per cause ambientali [...] connesse a fattori di origine antropica. Queste rimangono [...] estranee a statistiche generali perché difficili da quantificare e perché si tratta di migrazioni forzate dovute a più cause interagenti e a lenta insorgenza. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

Leggerne per saperne di più, dunque. Il dossier in oggetto può essere letto e visualizzato al link specifico richiamato nel seguito: http://asud.net/wp-content/uploads/2016/07/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf


Per saperne di più:
"Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/crisi-ambientali-migrazioni-forzate-la-faccia-nascosta-del-cambiamento-climatico/#prettyPhoto

martedì 2 agosto 2016

NECESSITA' DI INSEGUIRE UN "MAI PIU'"...


"[...] I treni partivano
i treni arrivavano
'al mare' dicevano i treni
'alla montagna' dicevano i treni.
I treni ridevano
cantavano
erano felici i treni.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Il cielo era con nuvole azzurre
all'improvviso
il cielo è diventato nero
il cielo è diventato fuoco
il treno non è più partito
il treno non è più arrivato
il treno si è fermato (è in ginocchio per terra).

(Mai più! Mai più! Mai più!)
A un tratto il cielo
il cielo è diventato di fuoco
i bambini piangevano
le mamme gridavano
stesi per terra in silenzio
uomini donne bambine
mentre il sangue cadeva dal cielo.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Le nubi non erano più bianche
erano rosse di sangue
erano nere di fumo.
Poi il tempo è passato
i morti sono ancora con noi
con noi in partenza col treno
al mare in montagna.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascolto
ascolto
ascolto
Quello che vola lassù:
ci porta in vacanza
al mare o in montagna
fra le nuvole bianche

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascoltate guardate
guardate la grande nave
passare
le onde
le onde calde del mare
nuotare
andiamo al mare.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascoltate
ascoltate
guardate
il treno
che arriva a Bologna
noi nella stazione aspettare
allegri per correre al mare. [...]"

R.Roversi






FRA ANNIVERSARIO E BOLOGNA, COSTRETTI A NON POTER MAI DIMENTICARE

"[...] Bologna 2 agosto ore 10.20
Il cielo è un forno di pane pronto per la cottura
scappare sul mare di questa pianura e poi
approdare a isole azzurre felici ma tu
Bologna 2 agosto ore 10.21
dicevi dicevi tu dicevi che hai bisogno di riflettere
se in questi giorni le parole hanno un senso
anche fra noi
Bologna 2 agosto ore 10.22
d’accordo, non si può buttare via niente
d’altra parte non è possibile conservare tutto negli angoli della
memoria
salvare l’indispensabile
Bologna 2 agosto ore 10.23
lo so che non sono migliore o peggiore di tanti
cerco con gli anni di diventare diverso
ho fatto errori tremendi
ma non mi sono mai consolato
la vita non è una prova di formula uno
per guadagnare la prima griglia in partenza
Bologna 2 agosto ore 10.24 
dammi la tua mano
vivere una volta per tutte definitivamente
Bologna 2 agosto ore 10.25
senza un fiato di vento il cielo ha buttato
un grido tremendo
un sole nero corre per le strade
io voglio provare i miei sentimenti come su una lastra di fuoco
Bologna 2 agosto ore 10.26 
ahi il cuore
piange piange adesso piange come un sasso che ha vita
chiamano contiamo i morti
la libertà è lì a terra ferita
non possiamo più dare
soltanto pietà
questa estate è finita
Bologna 2 agosto ore 10.27 
ma dammi la tua mano
io non mi rassegno non mi voglio rassegnare. [...]"
"Notizia", R.Roversi

Vignetta di Mauro Biani

domenica 31 luglio 2016

FRA ATTESE, SPERANZE ED ENIGMI...D'ESTATE, PER MUSICA ED ARTE

"[...] It's rainin' but there ain't a cloud in the sky 
Must of been a tear from your eye 
Everything'll be okay [...]
I'm waitin', waitin' on a sunny day 
Gonna chase the clouds away 
Waitin' on a sunny day [...]
I hope that you're coming to stay [...]
I'm waitin', waitin' on a sunny day 
Gonna chase the clouds away 
Waitin' on a sunny day [...]"
(Waitin' on a sunny day, B.Springsteen, cit.)

L'enigma di una giornata, G. De Chirico

mercoledì 27 luglio 2016

FRA SOLITUDINE E (NECESSITA' DI) FUGA, RISPETTO AL MONDO

"[...] La cartolina qui 
mi dice [...] di andare 
a far la guerra 
quest'altro lunedì. [...]
sia detto per inciso 
ma sento che ho deciso 
e che diserterò. 
Ho avuto solo guai 
da quando sono nato 
i figli che ho allevato 
han pianto insieme a me. [...]
Domani mi alzerò 
e chiuderò la porta 
sulla stagione morta 
e mi incamminerò. 
Vivrò di carità [...]
e a tutti griderò
di non partire più 
e di non obbedire 
per andare a morire 
per non importa chi. 
Per cui se servirà 
del sangue ad ogni costo 
andate a dare il vostro 
se vi divertirà. 
E dica pure ai suoi 
se vengono a cercarmi 
che possono spararmi 
io armi non ne ho. [...]"
(Il disertore, I.Fossati, att.)

Gas, E.Hopper

sabato 23 luglio 2016

INSEGUENDO LE RADICI DELLA DISUGUAGLIANZA, FRA CONSUMI E MATERIE PRIME

Quale è la salute del pianeta Terra, in un tempo nel quale sembra rimangano sempre pochi a pensare alla protezione dello stesso? Qualora  non dovesse più continuare a garantirci sostenibilità ed esistenza su quale altro pianeta potremmo (o dovremmo?) essere costretti a scappare?
La necessità di porre queste domande equivale alla ferma intenzione di proporre soluzioni adeguate e capaci di strutturare percorsi capaci di incidere sul lungo termine con ferma consapevolezza della natura precaria nella quale siamo immersi.
Natura precaria e che, con ogni mezzo possibile, stiamo sfruttando senza soste.
Da questo punto dovrebbe emergere come importante e fondamentale la necessità di costruirsi una coscienza adeguatamente protesa al percepire quanto certe situazioni siano diventate e diventeranno sempre più pressanti e dirompenti per il futuro dell'umanità (e non solo).
Sono moltissime le componenti che sono legate l'una all'altra, in questa corsa per garantire vita e sostenibilità alle generazioni future: natura, lotta ai cambiamenti climatici, pianificazione energetica, tutela ambientale, sostenibilità territoriale e resilienza solo per citarne alcune.
L'approfondimento adeguato di argomenti simili può condurre, se ben strutturato e doverosamente analizzato, ad una maggiore comprensione di quali siano le radici della disuguaglianza su cui ad oggi si sorreggono squilibri e devastanti difetti che stanno contribuendo ad annichilire questo Pianeta.
Una tematica essenziale e sostanziale su cui vale la pena concentrare sforzi ed attenzioni è quella costituita dal ciclo delle materie prime e delle produzioni, internamente alle quali sarà in futuro sempre più stringente ed opportuno porre sotto il fuoco dell'analisi alcuni concetti chiave ad oggi non doverosamente considerati: riciclo, recupero, studi su LCA, valorizzazione delle materie prime e dell'economia circolare solo per citare alcune essenziali tematiche.
Su questo fronte cerca di fare luce un articolo riportato sul sito di divulgazione ambientale greenreport, richiamante a sua volta il rapporto 'Global material flows and resource productivity' diffuso dall'International Resource Panel.
L'obiettivo fondamentale dello stesso rapporto converge verso la necessità di rapportarsi alla dimensione correlata allo sfruttamento delle risorse terrestri effettuato da mano umana.
A questo proposito lo stesso articolo risulta essere fortemente esplicativo sul tema:

"[...] La quantità di materie prime estratte dalla Terra è passata dalle 22 miliardi di tonnellate/anno nel 1970 all’impressionante cifra di 70 miliardi di tonnellate nel 2010, e se il mondo continuerà a fornire case, trasporti, cibo, energia e acqua come fatto finora nel 2050 (quando il pianeta sarà abitato da nove miliardi di persone) dovremmo estrarre 180 miliardi di tonnellate di materiale ogni anno per soddisfare la domanda. Si tratta di un importo grande quasi tre volte quello attuale. Sarà sostenibile? [...]"

L'articolo citato ed approfondito si intitola "Radici della disuguaglianza: i Paesi ricchi consumano 10 volte più materie prime dei poveri", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito precedentemente citato. La domanda da cui partire per svolgere qualsivoglia analisi in tema di futuro è quella secondo cui vale la pena chiedersi se tutto questo sarà sostenibile.
Relativamente alla sostenibilità dell'intero sistema, l'articolo in questione riporta l'opinione non certamente definibile come ambigua della co-presidente Irp:

"[...] Il ritmo allarmante al quale i materiali vengono estratti ha già ora un grave impatto sulla salute umana e sulla qualità della vita dei popoli. [...] Questo dimostra che i modi di produzione e di consumo attuali non sono sostenibili. Dobbiamo riflettere urgentemente su questo problema, prima che le risorse che alimentano le nostre economie e sollevano le persone dalla povertà siano irrimediabilmente finite. Questa complessa questione, che rappresenta una delle più grandi sfide di fronte alle quali è l’umanità, esige di ripensare la governance dell’estrazione delle risorse naturali. [...]"

La questione citata nell'articolo riguarda l'urgenza di ripensare integralmente i meccanismi di regolamentazione e controllo inerenti l'estrazione delle risorse naturali.
Favorendo l'impiego di nuovi metodi di contabilizzazione sia dell'estratto che dell'esistente, andando verso la necessità di favorire il più possibile metodi di riciclo e recupero dell'esistente una volta giunto al termine della propria (prima) vita utile.
Il link all'articolo è disponibile al seguente collegamento: http://www.greenreport.it/leditoriale/radici-della-disuguaglianza-paesi-ricchi-consumano-10-volte-piu-materie-prime-dei-poveri/
Leggerne per informarsi, rendendo maggiormente strutturata e stabile la propria conoscenza nei confronti di un importante sistema come questo. Ancora tutto da scoprire ed esplorare.

Immagine tratta dalla pagina riportante l'articolo in questione

venerdì 22 luglio 2016

GIOCANDO A FARE LA RIVOLUZIONE, LONTANI DALLA SIERRA LEONE...CITANDO DANIELE SILVESTRI


"[...] Non c'è mica bisogno di essere un campione 
per imparare a misurarsi con le avversità 
basterebbe anche soltanto nascere 
ad esempio in Sierra Leone. 
o [...] da quelle parti là. [...]
E io che a casa ancora gioco a fare la rivoluzione 
e invito sempre gli altri a chissà quale ribellione 
e io vorrei vedermi a stare un po' di tempo là. 
E coltivare quattro misere patate 
cresciuti a stento tra gli effluvi inebrianti 
di splendide discariche 
e senza domandarsi come mai 
abbiamo pance sempre vuote 
e armi sempre cariche [...]"

giovedì 21 luglio 2016

FRA MIGRANTI E PREGHIERE MIGRANTI, CITANDO ERRI DE LUCA

"[...] Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire [...]"
(E. De Luca, cit.

Vignetta disegnata da Mauro Biani

lunedì 18 luglio 2016

SULL'ESTATE...FRA LETTERATURA E MUSICA


"[...] A quei tempi era sempre festa. 
Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline. [...]"
(C.Pavese, La bella Estate, cit.)

venerdì 15 luglio 2016

SU UOMO, IMMAGINAZIONE E LEGAMI (IN)VINCIBILI

"[...] L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire [...] alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali. [...]"
(P.Angela, cit.)


domenica 10 luglio 2016

"DOVE SONO TUTTI QUANTI?", VIAGGIANDO FRA SCIENZA E (RICERCA DELLA) VITA

Cosa si potrebbe vedere qualora l'essere umano potesse e volesse effettuare un viaggio indeterminato ed indefinito verso l'ignoto rappresentato dall'Universo? A cosa potrebbe equivalere disperdersi in ciò che è indefinitamente grande che può essere visto solo tramite telescopi ed a distanze non immaginabili? L'essere umano è solo in questa immensità?
Il pianeta Terra rappresenta una semplice astronave in mezzo a tantissime e lontan(issim)e altre oppure è la sola zona abitata (e/o abitabile?) nell'intero Universo?
Domande come queste si muovono e muovono la mente umana da tempo immemore, in quella ricerca indeterminata verso forme di vita simili alla nostra.
In questo peregrinare di scienza si sono intrecciate storie e discipline di altrettante branche dello scibile umano, in un continuo crescere e svilupparsi di metodi ed esperimenti finalizzati alla conoscenza ed esplorazione dell'infinitamente grande.
Sarebbe forse possibile svolgere un "racconto" di questo viaggio, cercando di focalizzare l'attenzione nei confronti di quante sono le possibilità e le possibili realtà presenti in questo Universo tanto infinito quanto ancora sconosciuto per l'essere umano?
Può essere possibile effettuare un resoconto divulgativo di un percorso simile, cercando di coinvolgere e far capire fenomeni e realtà estremamente complesse anche a coloro che non hanno conoscenze tecniche adeguate per comprenderle?
A questa e moltissime altre domande può cercare di rispondere l'opera "Dove sono tutti quanti? Un viaggio tra stelle e pianeti alla ricerca della vita", scritto da Amedeo Balbi ed edito da Rizzoli Editore. Gli scenari illustrati nell'opera dovranno essere declinati e compresi alla luce dei passi in avanti fatti compiere dalla scienza e fatti raggiungere all'essere umano.
Lo scopo è chiaro sin dalla copertina della presente opera:

"[...] Fino a soli vent'anni fa chiedersi se altrove, nel cosmo, ci fossero mondi simili al nostro, magari abitati, era una domanda che poteva pungolarti, ma a cui non c'era molta speranza di dare una risposta scientifica, a meno di incappare in un messaggio radio extraterrestre o in un'astronave aliena. Oggi [...] è una domanda che ha un senso concreto. 
Il numero di pianeti extrasolari scoperti ogni anno, dal 1995 in poi, è cresciuto a un ritmo impressionante. Adesso sappiamo che ogni luce nel nostro cielo è, potenzialmente, un sole nel cielo di altri mondi. E possiamo studiare da lontano quei mondi, capire come sono fatti, e stabilire se hanno ciò che serve per ospitare la vita. Sono tempi meravigliosi. [...]"

Dalle parole dello stesso autore dell'opera è possibile comprendere quali siano stati i passi compiuti e quanto sia stato pesante il loro incedere nel corso della Storia e dell'evolversi delle ambizioni ed aspirazioni umane.
Tali punti sono riassunti e condensati in chiave narrativa nella presente opera, al fine di poter fornire elementi utili per costruire proprie opinioni e convinzioni nei confronti di uno fra gli argomenti più coinvolgenti e degni di approfondimento che possano essere individuabili.
Gli elementi di riflessione e di degno approfondimento nei confronti di un argomento simile  sono declinati in termini anche storici, al fine di poter (cercare di) dipanare frammenti di non conosciuto ed ancora misterioso:

"[...] 'Siamo soli nell'Universo?' è una domanda che lascia  un senso di vertigine a chiunque. [...]
Oggi [...] Non c'è ancora una risposta definitiva: sì o no. Però, la scienza ha fatto formidabili passi in avanti e oggi abbiamo molti elementi nuovi per orientarci in quel luogo pieno di mistero e meraviglia che è l'Universo. Questo libro è un volo emozionante, con qualche deviazione tra filosofia e storia della scienza, alla scoperta di queste ultime acquisizioni [...]"

Leggerne per saperne di più, conoscendo un volo che è ancora tutto da compiere ma che già mostra infiniti collegamenti fra filosofia, storia, scienza ed inevitabili forme di fascino e paura verso tutto ciò che rimane sconosciuto.


mercoledì 6 luglio 2016

SU CRIMINALITA' ED AMBIENTE, CITANDO IL REPORT PER LE ECOMAFIE

Il bilancio dei reati ambientali denunciati ed assicurati al regime giudiziario è stato diffuso da Legambiente in un report finalizzato al riassumere i passi in avanti fatti ed i punti critici su una materia tanto complessa come questa.
Citando dal sito Legambiente.it è stato possibile desumere il numero di reati richiamati nel seguito:

"[...] Nel 2015 diminuiscono gli illeciti ambientali accertati, sono 27.745. [...] Salgono a 188 gli arresti, mentre diminuiscono le persone denunciate 24.623 e i sequestri 7.055. Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

La possibilità di stendere un bilancio maggiormente puntuale di quello richiamato nella citazione sopra riportata è stato precisato dalla stessa Legambiente, facendo leva su alcune componenti legate anche all'economia ed al ciclo monetario e di multe ad esso connesso:

"[...] Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. In calo le infrazioni nel ciclo del cemento e dei rifiuti. Crescono [...] gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e soprattutto gli incendi, con un’impennata che sfiora il 49%. Roghi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, più del 56% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. In calo il business delle ecomafie che nel 2015 è stato di 19,1 miliardi, quasi tre miliardi in meno rispetto all’anno precedente [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il bilancio legato all'illegalità ed alle sue compenetrazioni con il tema ambientale si configura quindi come un triste business che riesce a penetrare attraverso moltissime delle maglie di una società, potendo sfruttare e far fruttare un bilancio economico di illegalità molto elevato.
Il calo riscontrato rispetto all'anno precedente è pari a circa 3 miliardi di Euro, come quantificato dal report in oggetto. Le ragioni più significative dietro a questi numeri sono richiamate esplicitamente e definibili sulla base di alcuni punti chiave afferenti riduzioni riscontratesi internamente ai settori dell'illegalità, delle opere pubbliche e della gestione del ciclo di rifiuti urbani.
Per quanto riguarda invece il conteggio legato ai reati contestati, facendo leva anche sui provvedimenti recentemente inaugurati sul piano giudiziario dalle autorità governative, è possibile citare nuovamente quanto definito dal report in oggetto:

"[...] Nei primi otto mesi dall'entrata in vigore della legge sono stati contestati 947 eco-reati, con 1.185 denunce dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e il sequestro di 229 beni per un valore di 24 milioni di euro. Sono 118 i casi di inquinamento e 30 le contestazioni del nuovo delitto di disastro ambientale. [...] la criminalità organizzata la fa ancora da padrone (sono 326 i clan censiti) e la corruzione rimane un fenomeno dilagante [...]. Senza dimenticare che la criminalità organizzata continua la sua pressione nelle aree boschive e agricole, e nel mercato illegale del legno, del pellet e della biodiversità. Per questo Legambiente, torna [...] a ribadire l’importanza di continuare a rafforzare il quadro normativo con leggi ad hoc che tutelino anche la filiera agroalimentare, i beni culturali e l’istituzione di una grande forza di polizia ambientale diffusa sul territorio. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri dea criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il sito di Legambiente riporta anche alcune misure specifiche ed impiegabili per suggerire cardini di inasprimento nei confronti delle lotte per la protezione e per la tutela ambientale.


Fonte immagine: Legambiente.it

Per saperne di più: 

"Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.ithttp://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-ecomafia-2016-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambie

lunedì 4 luglio 2016

CERCANDO UN EQUILIBRIO, FRA ESSERI UMANI E STELLE...

"[...] alla fine c'è un criterio, più generale di ogni altro, che credo dovremmo tenere sempre a mente. 
Ed è che la vita non è un processo arcano, separato dal funzionamento del resto dell'Universo; è materia organizzata in forme straordinarie e complesse, ma pur sempre materia. 
E la linea di confine tra ciò che è vivente e ciò che non lo è diventa sempre più incerta man mano che scendiamo verso livelli inferiori di complessità. Non sentiamoci speciali [...]
E se un giorno [...] ci ritroveremo a dover stabilire se uno strano aggregato di molecole, incontrato per caso su un altro pianeta, possa essere considerato un nostro simile, ricordiamoci che noi stessi siamo parenti stretti di muffe e batteri - discendenti diretti di minuscoli e umili organismi che non hanno mai scritto libri o scoperto teoremi, ma che miliardi di anni fa hanno inventato questo gioco straordinario che chiamiamo vita. [...]"
Fonte: "Da un così semplice inizio", "Dove sono tutti quanti?", A.Balbi, Rizzoli Editore

Immagine tratta da orsa-minore.com

domenica 3 luglio 2016

FRA CAMBIAMENTI E MUSICA, CITANDO L'ESSERE UMANO...


"[...] I try to stay awake and remember my name 
but everybody's changing 
and I don't feel the same [...]"

venerdì 1 luglio 2016

FRA BATTITI D'UOMO...E BATTITI DI CANZONE, NEL MONDO


"[...] Dateci parole poco chiare
quelle che gli italiani non amano capire [...] 
Senza studiare senza fiatare basta intuire che è anche troppo.
Colpo d’occhio è quello che ci vuole uno sguardo rapido.
Il nostro suono, il nostro suono è un battito.
Parole incomprensibili siano le benvenute così affascinanti
così consolanti. [...] Ora davvero basta con la trasparenza 
voglio una cultura davvero sottostante 
davvero inapparente e soprattutto per sempre. [...]
Dateci le parole poco chiare quelle che gli italiani non amano capire,
costruiremo una nuova cultura rapida ed estetica. 
E il pensiero sarà un colore, 
il colore sarà un suono, 
il nostro suono un battito. [...]"
(Il battito, I.Fossati, cit.)

lunedì 27 giugno 2016

SU UNIVERSO E SUE DIMENSIONI, CERCANDO POSSIBILI VITE DIFFERENTI

"[...] C'è un semplice test che ho visto in un video su internet, alcuni anni fa. 
Un tizio andava in giro con un pallone da pallacanestro e una pallina da tennis, e fermava delle persone [...] per strada. Spiegava al suo interlocutore di turno che tra il pallone e la pallina c'è lo stesso rapporto di dimensioni che esiste fra la Terra e la Luna, poi gli consegnava la pallina da tennis e, tenendo lui in mano il pallone, gli chiedeva di allontanarsi alla distanza tra il nostro pianeta e il suo satellite. Voi quanto vi sareste allontanati? Pensateci. [...]
La risposta giusta è circa 7 metri. Provate a visualizzare la cosa mentalmente, o meglio ancora a farla sul serio. [...] Tutta la nostra galassia sarebbe una nuvola fatta da centinaia di miliardi di minuscoli granelli di polvere, sparsi per un raggio di migliaia di chilometri separati l'uno dall'altro da centinaia di metri di spazio vuoto. [...] l'Universo è grande. [...]"
Fonte: Dove sono tutti quanti?, A.Balbi, Rizzoli Editore


domenica 26 giugno 2016

"IL LIBRO DELLA SCIENZA", DESCRIVENDO OBIETTIVI E PANORAMI DEL GENERE UMANO

Nel descrivere l'evoluzione e la storia del genere umano sul pianeta Terra è inevitabile fare riferimento anche (o soprattutto) alle armi che hanno permesso di conoscere e scoprire sempre più dettagli sul mondo e sull'universo che ci circonda. E' inevitabile, in questo campo, fare riferimento esplicito alla scienza ed alle sue evoluzioni nella storia.
Il benessere ed il progresso che l'uomo ha sperimentato nel suo incedere su questo pianeta Terra sono espressione delle dirette conseguenze che il fare scienza e lo sperimentare hanno nei secoli raggiunto.
Ognuna delle tappe raggiunte dalla scienza ha consegnato e/o contribuito a scrivere pagine importanti per il genere umano intero, potendo favorire la costruzione di percorsi specifici con cui innescare prese di consapevolezza verso valori e condizioni altrimenti non conosciute.
E' la scienza ad aver fatto comprendere, con viva e sperimentale testimonianza, quanto certi valori e certe tematiche abbiano un impatto fondamentale nella vita del genere umano: ricerca, precarietà dell'esistenza, necessaria prosecuzione del metodo sperimentale per l'ottenimento di risultati attendibili, obbligate interpretazioni della realtà e delle evoluzioni del reale.
E' ancora la scienza che farà compiere, nell'incedere degli anni, scoperte che potranno far raggiungere all'umanità intera traguardi inestimabili.
Il tutto dovrà conseguentemente intersecarsi con le virtù e con le doti morali più positive caratteristiche dell'essere umano: cosa potrebbe infatti perpetuarsi ancora qualora certe scoperte vengano recepite da menti incapaci di vedere le conseguenze tanto futuribili quanto negative di certe pagine scritte e/o scrivibili?
A questa domanda dovrebbe rispondere un approfondito studio fra scienza e moralità dell'essere umano che esercita le virtù scientifiche, in parallelo ad episodi che hanno visto trascorsi anche non felici riguardo all'utilizzo di alcune scoperte scientifiche.
Su questo fronte si innesta la necessità di svolgere un'approfondita rassegna nei confronti delle scoperte scientifiche realizzate dall'umanità intera, nell'incedere della Storia.
Su questo fronte sarà possibile analizzare le scoperte, i percorsi che le hanno generate e le storie degli esseri umani che le hanno prodotte. Storie di uomini e donne con un loro percorso, fatto di studi e tentativi. Dall'analisi di questi percorsi e di questi errori si potrà trarre indicazioni e cultura per comprendere parte degli obiettivi futuri e dei traguardi ancora da raggiungere.
Uno strumento adatto al fornire una panoramica riguardo all'incedere della scienza e del progresso nel mondo intero è dato dall'opera "Il libro della scienza - grandi idee spiegate in modo semplice", pubblicato da Gribaudo per la collana Straordinariamente.
Lo scopo del libro è partire da una serie di domande per tracciare un percorso fatto di storie, ricerche, scoperte, donne ed uomini che hanno fatto compiere salti anche giganti all'umanità intera:

"[...] L'Universo è nato dal Big Bang? La luce è un'onda, una particella o entrambe? Siamo noi la causa del riscaldamento globale? E' possibile una teoria del tutto? La scienza ci permette di comprendere il mondo in cui viviamo e gli altri ipotetici multiversi, permette l'avanzamento tecnologico ed estende le frontiere della conoscenza. 
[...] questo libro è ricco di spiegazioni brevi e concise che vanno dritte al nocciolo delle principali questioni, senza tralasciare di contestualizzare azioni o avvenimenti. 
[...] diagrammi e [...] didascalie aiutano a ripercorrere le tappe fondamentali dello sviluppo della scienza; immagini [...] ne ricostruiscono la storia, aiutando a fissare con chiarezza le principali idee, e a comprendere [...] il perché di tanti eventi che fanno parte del nostro mondo. [...]"

I punti fondamentali entro i quali articolare il rapporto fra scienza, storia ed essere umano sono esplicitamente richiamati tramite l'elenco riportato nel seguito:

  • La nascita della scienza: 600 A.C. - 1400 D.C.;
  • La rivoluzione scientifica: 1400 - 1700;
  • Orizzonti in espansione: 1700 - 1800;
  • Un secolo di progressi: 1800 - 1900;
  • Un cambiamento di paradigma: 1900 - 1945;
  • Tasselli fondamentali: dal 1945 ad oggi. 
Ogni periodo storico è presentato come costruito da uomini, donne e percorsi scientifici che hanno impattato su una larghissima serie di settori costruiti dalla conoscenza e dalle vicende umane. 
Leggerne per saperne di più, valutando sia trascorsi che orizzonti prodotti (e/o raggiungibili) dal genere umano. 


venerdì 24 giugno 2016

FRA ARIE PE(N)SANTI E TRACOLLI, DI NOTIZIA IN NOTIZIA

"[...] C'è un'aria, un'aria, ma un'aria/ Ed ogni avvenimento di fatto si traduce/ in tanti 'sembrerebbe', 'si vocifera', 'si dice'/ con titoli ad effetto che coinvolgono la gente/ in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto/ senza dire niente./ C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca [...] Lasciateci aprire le finestre [...] In questo grosso mercato di opinioni concorrenti/ puoi pescarti un'idea tra le tante stravaganti/ e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi/ che ti saltano addosso come le marche/ dei preservativi. [...]"
(C'è un'aria, G.Gaber, cit.)

"Melanconia dell'uomo politico", 
G.De Chirico, 1938

mercoledì 22 giugno 2016

FRA SCIENZA E SCIENZIATI, SEGUENDO PENSIERI E MODELLI

"[...] Tutte le verità sono facili da capire una volta che sono state rivelate. 
Il difficile è scoprirle. [...]"
(G.Galilei, cit.)

"[...] Se vuoi diventare un vero ricercatore della verità, almeno una volta nella vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose. [...]"
(Cartesio, cit.)

"[...] Mi sembra di essere stato solo un fanciullo che gioca sulla riva del mare e che si diverte a trovare di tanto in tanto una pietra più liscia delle altre [...] mentre il grande oceano della verità giace inesplorato davanti a me. [...]"
(I.Newton, cit.)

"[...] La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente. [...]"
(A.Einstein, cit.)

"[...] Le indagini scientifiche sono una sorta di guerra combattuta contro tutti i propri contemporanei e predecessori. [...]" (T.Young, cit.)

Frasi riprese da "Il libro della scienza", Gribaudo - Feltrinelli Editore

Fonte immagine: gliscritti.it


lunedì 20 giugno 2016

FRA ENERGIA ED UMANITA', CERCANDO ORIZZONTI ED EVOLUZIONI

"[...] L'energia disponibile è il principale oggetto in gioco nella lotta per l'esistenza e l'evoluzione del mondo. [...]" (Ludwig Boltzmann, cit.)

Fonte immagine: paroleinfuga.it

venerdì 17 giugno 2016

FRA VITA E DESIDERIO DI VITA...CITANDO I NOMADI



"[...] Forse scorre dentro il silenzio il senso 
e il profilo della vita è tra le cose 
e anche il buio serve ad immaginare 
la ragione che ci invita a provare 
so che può far bene anche gridare 
per riscattare l'anima dal torpore 
so che ad ingannarmi non è l'amore 
perché voglio amare [...] 
Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene [..]
la ragione che ci invita a continuare 
per questo problema non ho soluzione 
io mi sento vittima e carceriere [...]"
(Io voglio vivere, Nomadi, cit.)

lunedì 13 giugno 2016

SU CULTO DELLA PERSONALITA', REAZIONI (DIS)UMANE...E CONSAPEVOLI LIMITI


"[...] Look into my eyes, what do you see? 
Cult of Personality 
I know your anger, I know your dreams 
I've been everything you want to be 
I'm the cult of personality [...]"

sabato 11 giugno 2016

DOVE ANDARE E COSA FARE, FRA UOMO E MONDO


"[...] Sai, scriverti una lettera 
non è una cosa facile. 
Sai, mi sento così fragile 
Le bombe non ti ascoltano [...] 
questa guerra non mi cambierà [...]
Dove si va 
Come si fa 
a stringere la vita 
intanto fuori scoppia la notte. 
Dove si va 
Come si fa 
Se vivere da queste parti 
è come tirare a sorte. 
Sai, il tempo è scivolato via 
Ma non è stato tutto inutile [...]"
(Dove si va, Nomadi, cit.)

mercoledì 8 giugno 2016

"COME PENSANO GLI INGEGNERI", FRA SOCIETA' E DIFFERENTI PROSPETTIVE NEL MONDO

Quali sono gli effetti che studi differenti causano nei modi di apprendere, vedere e comprendere il mondo? Possono esistere confini e/o metodi di apprendimento similari fra indirizzi di studio lontani (solo apparentemente?) gli uni dagli altri? 
Come è portato a vedere la realtà un tecnico rispetto ad un letterato? Possono esistere punti in comune fra architetture mentali differenti? Come finisce per strutturarsi l'uomo in una società altamente complessa come la nostra? Quali orizzonti e prospettive può avere la ricerca di nuove opportunità di vita e/o di punti da cui guardare il mondo? 
Ognuna di queste domande può avere altrettante risposte; ognuna delle quali fa leva sul principio cardine secondo cui il pensiero umano (adeguatamente sviluppato) è tanto sfuggente quanto non circoscrivibile da convenzioni e convinzioni. 
Ad ogni modo di pensare sono associate (o associabili) prospettive differenti di sviluppo e di definizione di progetti con cui (cercare di) lasciare la propria impronta nel mondo. 
Ognuno dei modi di pensare precedentemente definiti risulta anche figlio di un percorso specifico, condotto mediante ostacoli costituiti da variegate tematiche: istruzione, apprendimento, lacune non colmate a dovere, difficoltà nel reperimento di informazioni, obiettività e coerenza di divulgazione nell'impostazione del mondo solo per citarne alcune. 
In questo oceano di prospettive differenti quale ruolo finisce per avere chi ha scelto di istruirsi nel merito dell'ingegneria? Quali prospettive e visioni del mondo può avere chi ha dedicato la sua vita allo studio di discipline tecniche e/o di scienze ingegneristiche? 
Il punto di criticità sostanziale riguarda la necessità di comprendere quale visione del mondo possa avere chi è "ingegneristicamente" formato. Quali risulteranno essere gli impatti potenziali delle intelligenze umane applicate al settore dell'ingegneria? 
Quali e quante sono le storie che si possono enumerare nei confronti delle vicende umane e dell'impatto dello stesso uomo sull'astronave Terra? 
A questa ed a moltissime delle domande precedentemente definite cerca di rispondere con esperienze ed umane vicende l'opera "Come pensano gli ingegneri - Intelligenze applicate", scritto da Guru Madhavan e pubblicato da Raffaello Cortina Editore per la collana Scienze e Idee.
L'obiettivo di fondo della presente opera è descritto sia dal titolo che dall'introduzione richiamata nella copertina del testo:

"[...] Guru Madhavan indaga il particolare stile di pensiero degli ingegneri rivelando l'enorme influenza che esercitano grazie alla loro capacità di trasformare i problemi in opportunità. 
Il racconto che ne deriva mette insieme i grandi innovatori [...] e le più diverse invenzioni [...]
Madhavan individua uno strumento intellettuale flessibile nel pensiero sistemico modulare, che coglie una struttura dove apparentemente non c'è, e spiega perché concetti quali ricombinazione, pensiero per prototipi, affidabilità, standardizzazione, ottimizzazione e bilanciamento vengano applicati in campi tanto diversi quanto lo sono i trasporti, il commercio, la sanità o lo spettacolo. [...]"

Risulterà quindi possibile definire un campo nel quale comprendere, mediante storie tanto piccole quanto essenziali per il progredire della storia e dell'essere umano, quali passi le scienze ingegneristiche abbiano compiuto e (ancora di più) fatto compiere all'uomo.
Inevitabilmente l'autore porterà il lettore a riflettere anche sull'apporto che l'ingegneria ha consegnato al genere umano, durante secoli di storia e di metodi sperimentali con cui (provare ad) indagare sul mondo. Le parole chiave con cui sono strutturati gli approcci "narrativi" e divulgativi si ritrovano fra i capitoli dell'opera: combinare e ricombinare informazioni e scoperte per (ri)costruire prospettive e visioni differenti, ottimizzazione e realizzazione di prodotti ad alte forme di sostenibilità ed affidabilità, procedure di standardizzazione flessibile, processi con cui ibridare ed adattare le scoperte umane, pensare per prototipi e comprendere quali siano gli errori potenzialmente realizzabili nelle sperimentazioni. 
Grazie alle pagine della presente opera si potranno comprendere quali dinamiche rimangano nella testa degli ingegneri dopo anni di studio e/o di lavoro sul campo, nelle svariate branche che sono racchiuse sotto una scienza tanto complessa. 
Si potranno comprendere quali saranno i settori nei quali queste stesse componenti troveranno spiegazioni e definizioni specifiche, al fine di definire opportunità con le quali cercare di strutturare il futuro che attende l'essere umano. Futuro che, per concretizzarsi, dovrà essere inaugurato sotto la luce di molti concetti chiave: sostenibilità, umanesimo tecnico, consapevolezza del ruolo rivestito dall'essere umano nel mondo, etica e pragmatismo morale. 
Leggere per saperne di più. 


martedì 7 giugno 2016

SU ELEZIONI, (ASSENZA DI) IMPEGNO E SCRUTATORI...NON VOTANTI



"[...] Lo scrutatore non votante 
è indifferente alla politica. [...]
Lo scrutatore non votante 
è solo un titolo o un immagine 
[...] sarebbe interessante 
verificarlo in un'indagine. [...] 
Lo scrutatore non votante 
è come un sasso che non rotola 
tiene le mani nelle tasche 
e i pugni stretti quando nevica [...]
Lo scrutatore non votante 
conserva intatta la sua etica [...] 
si è comperato un mangia-carte 
per sbarazzarsi della verità. 
Lo scrutatore non votante 
è sempre stato un uomo fragile. 
Poteva essere farfalla 
ed è rimasto una crisalide. [...]"
(Lo scrutatore non votante, S.Bersani, cit.)

sabato 4 giugno 2016

SU FINZIONE, UMANITA' ED ISTANZE DI MIGLIORAMENTO...

"[...] Facciamo finta che io non mi spavento/ quando arriva la fine [...]./ 
Facciamo finta che chi fa successo/ se lo merita./ 
Facciamo finta che sono un eroe/ e che posso volare e sconfiggere il male./ 
Facciamo finta che tu sei diverso/ e che malgrado questo io non ti voglio ammazzare./ 
Facciamo finta che posso schioccare le dita/ e in un istante scomparire/ 
quando quello che ho davanti non mi piace/ 
non è giusto o semplicemente mi fa star male. [...]"
(Facciamo finta, N.Fabi, cit.)


venerdì 3 giugno 2016

FRA NON APPARTENENZA E RICERCA DEL VER(ITIER)O...


"[...] se guardo il mondo intero/ che solidale si commuove in coro/ 
i filmati di massacri osceni/ i tanti primi piani di mamme e bambini/ 
mi vien da dire che se questo è amore/ sarebbe molto meglio non essere buoni./ 
Se provo a guardare il mondo civile/ 
così sensibile con chi sta male/
il cinismo di usare la gente [...] 
Mi vien da dire/ che se questo è amore/ 
io non amo nessuno/ non sento proprio niente. [...] 
è proprio il mondo della grande fratellanza/ per nuove suffragette piene d’isteria./ 
O peggio ancora/ è quella sporca convenienza/ 
come sempre mascherata/ dalla grande ipocrisia/ 
la nostra ipocrisia. [...]"
(Canzone della non appartenenza, G.Gaber, cit.)

mercoledì 1 giugno 2016

CONSIDERAZIONI SU ECONOMIA CIRCOLARE, SVILUPPO ALTERNATIVO ED ITALIA

Quale potrebbe essere l'apporto costruttivo che l'economia circolare potrebbe consegnare a sviluppo e definizione dei sistemi produttivi? Come potrebbero definirsi le basi per un differente tipo di modello su cui strutturare la società circostante?
A queste domande risponde un articolo alquanto interessante, riportato sul sito di divulgazione ed informazione ambientale greenreport.it e scritto da Luca Aterini.
Tale documento pone in relazione e cerca di rielaborare alcune informazioni specifiche definite dalla Banca d'Italia e da Autorità continentali in materia di ambiente e di modelli di sviluppo economico.
Il quadro sostanziale da cui partire viene delineato dalla Relazione annuale della Banca d'Italia, per la quale si cerca di strutturare gli effetti che varie dinamiche hanno contemporaneamente prodotto sull'economia italiana: riduzione delle quote petrolifere, andamento dei prezzi di consumo, valutazione dei rischi esistenti sulla sostenibilità del sistema economico, strutturazione dei profili di inflazione statali.
Gli andamenti di questi fattori vengono fatti corrispondere e posti in relazione, nello specifico, come determinanti per il quadro statale e per l'evoluzione delle prospettive economiche sia di medio che di lungo termine. A queste componenti se ne possono aggiungere altre di respiro anche maggiore, come è possibile qualificare relativamente all'andamento delle economie emergenti su scala mondiale.
Per quanto riguarda le prospettive esistenti relativamente alla definizione strutturata internamente alle materie prime, dovrà essere opportuno impostare un passaggio specifico relativo a quanto citato nella relazione della Banca d'Italia:

"[...] Nel 2015 [...] è proseguita la caduta dei corsi delle materie prime diverse dal petrolio, in atto dal 2011. La diminuzione media nell'anno è stata pari al 23% per i metalli industriali, con flessioni ancora più marcate per i minerali ferrosi, nickel e rame, che hanno risentito in misura maggiore del rallentamento in Cina nell'industria pesante e nelle costruzioni. I tagli alla produzione attuati da diverse compagnie minerarie nel corso dell’anno hanno fornito un sostegno alle quotazioni soltanto a partire dai primi mesi del 2016. I corsi dei beni agricoli alla fine del 2015 si collocavano di circa il 36% al di sotto dei picchi del 2011. [...]"
Fonte: Il ruolo delle materie prime nella crisi italiana, secondo BankItalia, L.Aterini, greenreport.it

A questa prospettiva andrà affiancata, sul medio e lungo termine ed in maniera sempre maggiore e preponderante, una serie di percorsi votati al recupero ed alla rivalutazione delle materie prime e dei cicli di vita esistenti o strutturabili.
L'articolo in questione risulta, a questo proposito, estremamente chiaro e specifico nella strutturazione di provvedimenti adeguati e/o di buone pratiche aventi dimensioni di matrice continentale:

"[...] L’economia circolare [...] darà impulso alla competitività dell’Unione mettendo al riparo le imprese dalla scarsità delle risorse e dalla volatilità dei prezzi e contribuendo a creare sia nuove opportunità commerciali sia modi di produzione e consumo innovativi e più efficienti. [...]"
Fonte: Il ruolo delle materie prime nella crisi italiana, secondo BankItalia, L.Aterini, greenreport.it

Il citato contributo, definito dalla Commissione Europea nel pacchetto legislativo proposto sul tema, andrà a concretizzare la messa in opera di uno strumento capace di ovviare agli scostamenti ed alle volatilità definibili in tema di materie prime e di approvvigionamento legato ai materiali.
Da questo proposito, pertanto, si potrebbero definire proposte sempre più strutturate anche per la sola Italia. Frammenti di un modello economico più strutturato sono, su questo livello, assolutamente sostanziali ed importanti da cogliere.


Per saperne di più:
"Il ruolo delle materie prime nella crisi, secondo BankItalia", L.Aterini, greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/ruolo-delle-materie-prime-nella-crisi-italiana-secondo-bankitalia/