"[...]Una volta che la validità di questo modo di pensare sia stata riconosciuta, i risultati definitivi appaiono quasi semplici; qualsiasi studente universitario intelligente può comprenderli senza grande difficoltà.
Ma gli anni di brancolante ricerca nel buio di una verità che si sente, ma non si è in grado di esprimere; l'intenso desiderio e l'alternarsi di fiducia e di apprensione, finchè non ci si apre un varco verso la chiarezza e la consapevolezza, sono noti solo a chi li ha provati di persona. [...] "
"[...] Cosa ci spinge, dunque, ad elaborare teoria dopo teoria? Perché, addirittura, formuliamo teorie? La risposta alla seconda domanda è semplice: perché amiamo «comprendere», ossia ridurre i fenomeni per mezzo del procedimento logico a qualcosa di già noto o (manifestamente) evidente.
Prima di tutto sono necessarie nuove teorie quando si affrontano fatti nuovi che non possono essere «spiegati» da teorie esistenti. Ma questa motivazione è, per così dire, banale, imposta dall'esterno.
C'è un'altra motivazione più sottile e di non minore importanza. Si tratta dello sforzo verso l'unificazione e la semplificazione delle premesse della teoria nel suo insieme [...]."
(da un articolo scritto per 'Scientific American', 1950)
"[...] Certe volte mi domando perché sia stato proprio io a elaborare la teoria della relatività.
La ragione, a parer mio, è che normalmente un adulto non si ferma mai a riflettere sui problemi dello spazio e del tempo. Queste sono cose a cui si pensa da bambini.
Io invece cominciai a riflettere sullo spazio e sul tempo solo dopo essere diventato adulto.
Con la sola differenza che studiai il problema più a fondo di quanto possa fare un bambino.[...]"
(da Sel. Reader's Digest - R.W.Clark, 1973)
"Quale il significato della vita umana o di quella, in genere, di ogni altra creatura?
Conoscere una risposta a questa domanda significa essere religiosi.
Vi domanderete: vale dunque la pena di porla?
Io rispondo: chiunque consideri la propria e l'altrui vita come priva di significato è non soltanto infelice ma appena degno di vivere."
(da Idee ed opinioni - Come io vedo il mondo)
"[...] Quello che vedo nella natura è una struttura stupenda che possiamo capire solo in maniera molto imperfetta e davanti alla quale la persona riflessiva deve sentirsi pervasa da un profondo senso di 'umiltà'.
È un sentimento sinceramente religioso che non ha nulla a che vedere con il misticismo.
La mia religiosità consiste in un'umile ammirazione di quello Spirito immensamente superiore che si rivela in quel poco che noi, con il nostro intelletto debole e transitorio, possiamo comprendere della realtà.
Voglio sapere come Dio creò questo mondo. Voglio conoscere i suoi pensieri.
In quanto al resto, sono solo dettagli. [...]"
(da Pensieri di un uomo curioso)
"[...] Per me è del tutto evidente che il paradiso religioso dell'infanzia, che così andava perduto, era stato un primo tentativo di liberarmi dai vincoli del 'puramente personale', da un'esistenza che è dominata da desideri, speranze e sentimenti primitivi.
Laggiù, da qualche parte, c'era questo mondo smisurato, che esiste indipendentemente da noi, esseri umani, e che si pone dinanzi a noi come un grande, eterno enigma, almeno parzialmente accessibile al nostro esame e alla nostra riflessione. [...]
La strada che portava a questo paradiso non era comoda e seducente come quella che portava al paradiso religioso; ma si è dimostrata altrettanto degna di fiducia, e non mi sono mai pentito di averla scelta. [...]"
(da "L'avventura dell'Universo" - T.Ferris)
"A perenne vanto della scienza sta il fatto che essa, agendo sulla mente umana, ha vinto l'insicurezza dell'uomo di fronte a se stesso e alla natura."
(da "Pensieri degli anni difficili" - A.Einstein)
"Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza è primitiva e infantile eppure è la cosa più preziosa che abbiamo."
(A.Einstein, att.)

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