Chiunque abbia creato tutto quello che abbiamo attorno a noi, deve essere destinato a (far) provare meraviglia e stupore: sia stato esso il Big Bang od una qualche entità divina della quale si è dibattuto e mai si finirà di discutere.
Nel bel mezzo dello spazio, a prescindere dalle opinioni e dalle millemila possibili origini, l'astronave Terra resta indisturbata e sospesa nel vuoto.
Nonostante questo pianeta sia per l'essere umano enorme ed ancora oggi in parte sconosciuto, attorno ad esso abitano una lung(hissim)a serie di altri ospiti ed inquilini: cosa è possibile scrivere di questo mondo allargato?
Buona parte delle consapevolezze util(izzabil)i provengono, a tal proposito, da una citazione attribuita alla straordinaria mente di Albert Einstein:
"Voglio sapere come Dio ha creato questo mondo.
Non mi interessano questo o quel fenomeno, lo spettro di questo o di quell'elemento.
Voglio conoscere i suoi pensieri, il resto è dettaglio."
E' stata forse la continua ricerca di un dettaglio voluto a spingere l'essere umano fino a qui, nel mezzo della marea di errori e passi falsi compiuti: ciò che un tempo era ritenuto sconosciuto, temuto ed inavvicinabile oggi è maggiormente rivelato, indagato ed esplorato.
Se millenni fa il Sole era stimata come un'entità divina, oggi è la stella a noi più vicina.
In mezzo alle scoperte fisiche e spaziali, fra i tanti inquilini esistenti ma non scoperti, restano le solite molt(issim)e domande: siamo soli nell'Universo? Può l'umanità essere la sola specie dotata di intelligenza in un universo immenso ed immensamente sconosciuto?
Può la Terra essere l'unico pianeta in un Universo sterminato ad accogliere quella cosa che è umanamente definibile come vita? Quante scoperte dobbiamo ancora fare per dirci veramente competenti in materie astronomiche ed astrofisiche?
Puntando gli occhi in ciò che è infinitamente grande, forse per condanna o forse per fortuna, perdere orientamento e consapevolezze sembra essere il minimo che possa accadere.
Promuovendo ragionamenti simili si rischia di abolire il giusto confine che deve rimanere ben marcato fra scienza e filosofia, quasi fosse possibile muoversi senza l'ausilio fondamentale del cosiddetto metodo sperimentale.
A prescindere dalle interpretazioni, comunque, il guardare oltre il nostro mondo è una curiosità che ha da sempre governato gesta ed anime di moltissime persone. Le massime attribuite ad alcuni grandi del passato confermano questa "tendenza":
"L'infinitezza della creazione è tale da far sembrare un mondo, o una Via Lattea di mondi, a paragone con essa, quello che sembra un fiore, o un insetto, a paragone con la Terra." (I.Kant)
"Ho guardato più lontano, nello spazio, di quanto prima di me abbia fatto qualunque essere umano."
(W.Herschel)
A cosa può condurre quel guardare lontano? Quali livelli di consapevolezza e paura rischia di scoprire un animo umano votato alla ricerca ed alla conoscenza di ciò che va oltre il nostro livello di mondo?
I prezzi da pagare nella ricerca e nella scoperta dell'Universo possono essere molto cari, soprattutto in termini riguardanti certezze e consapevolezze umane.
L'osservazione di uno sconfinato nuovo può produrre sensazioni meravigliose e meravigliosamente sconosciute che poco o nulla hanno a che fare con la semplice ed umana curiosità:
"Meravigliato, e come sbalordito e stupefatto, rimasi immobile, guardando intensamente, fissando gli occhi su quello spettacolo [...]. Quando mi fui convinto che nessuna stella di quel genere aveva mai brillato prima, mi trovai talmente perplesso per l'incredibilità della cosa che cominciai a perdere la fede nei miei stessi occhi."
(T.Brahe, att. 1572)
Quante sono state le meraviglie e quanti sono stati gli stupori cumulati dall'umanità in poche centinaia di anni di storia, esplorazione e progresso scientifico? Quante potranno ancora essere le strade da percorrere?
Per capire il futuro, si è spesso detto, è necessario misurarsi con il passato: a questa missione cerca di adempiere il libro "L'Avventura dell'Universo", scritto da Timothy Ferris ed edito da Castelvecchi Editore.
Lo scopo di tale testo risulta infatti essere chiaro sin dalla prefazione:
"[...] Il genere umano non ha mai smesso di indagare i misteri dello spazio cosmico e del tempo, dividendosi tra lo stupore e la sete di conoscenza, cercando di definire il proprio posto nell'Universo.
La storia di questa indagine, epica e costellata di personaggi straordinari, è anche la storia del pensiero scientifico e del suo accidentato percorso, tracciato nella lotta secolare contro i pregiudizi della politica e delle religioni.[...]"
Si è quindi davanti ad un testo prepotentemente divulgativo, capace di aggiornare lettori interessati e/o competenti in materie scientifiche con un piglio romanzesco per molti tratti avvincente e dirompente.
Ogni cosa che oggi definiamo piccola risulta essere, in realtà, stata figlia di abnormi e spesso sovrumane fatiche di analisi, decifrazione e comprensione di un reale tremendamente complesso.
Grazie all'arma fragile, imponente ed al contempo terribilmente spuntata della scienza, a prescindere da qualsiasi opinione, l'essere umano è riuscito ad arrivare molto lontano.
I piccoli passi compiuti fino ad oggi hanno avuto protagonisti che, se non fosse per libri di testo o per pigre dimostrazioni, ad oggi sarebbero impolverati e dimenticati in sepolcri imbiancati e disonoranti: Copernico, Tycho Brahe, Keplero, Newton, Galileo, Einstein, Herschel, Fraunhofer, Michelson, Morley, Kirchhoff, Hubble, Maxwell, [...]. Complice una vastità di protagonisti così sterminata ed imponente, dimenticare qualche nome sembra essere la minima(le) azione realizzabile.
Ad ognuno di loro un passo, un calcolo, una formula od una scoperta: in ognuno di loro una vita, diversa e diversamente avvincente. Se l'umanità ha saputo arrivare fino ad oggi con un occhio permanentemente votato sia all'analisi dell'infinitamente piccolo che alla comprensione dell'infinitamente grande, lo dobbiamo in primo luogo a molte delle scoperte fatte da questi (e da molti altri) esseri umani.
Cosa saremmo stati senza curiosità e razionalità? Cosa ne sarebbe stato dell'umanità senza il passaggio di uomini che, fra rabbie ed invidie comuni, hanno saputo realizzare scoperte e cambiamenti così immensi?
Il cervello umano si è mosso moltissimo, destreggiandosi il più abilmente possibile fra millemila cose sconosciute quali: pianeti extrasolari, altre stelle, nebulose, galassie, buchi neri, novae, supernovae, stelle di neutroni, pulsar, magnetar, [...]. Tutto questo è stato compiuto grazie alla curiosità e ad alcune scoperte utilizzate come pilastri e/o fondamenta. Senza certi esseri umani e certe gesta, forse, tutto sarebbe crollato.
Rispondendo ad una grandissima sete di cultura scientifica, pertanto, il testo "L'Avventura dell'Universo" prova a semplificare e fare luce sulle esistenze e sulle tappe che hanno portato l'essere umano alla consapevolezza reale dell'immensità circostante.
Spingendosi fino ai confini dell'esistente, esplorando un terreno nel quale le regole scientifiche usualmente conosciute e sperimentate dall'essere umano potrebbero senza colpo ferire perdere di validità e consistenza.
A patto di dover procedere ed avanzare nella storia, certi uomini devono farsi carico di questo estremo rischio: abbattere le mura di un limite oggi ritenuto invalicabile e fondamentale al tempo stesso.
Alcuni grandi traguardi possono essere raggiunti, alle volte, grazie ad osservazioni e riflessioni tanto istantanee quanto casuali:
"[...]Me ne stavo seduto su una sedia dell'ufficio brevetti di Berna quando, tutto d'un colpo, mi venne un'idea: 'Se un uomo cade senza trovare ostacoli, non sente il proprio peso.'
Rimasi sbalordito. Questa semplice idea mi fece una profonda impressione.
Mi spinse a formulare una teoria della gravitazione.[...]" (A.Einstein, cit. 1907)
Le scoperte ed i traguardi raggiunti e riassunti in questo libro sono figli di una Storia, di molte casualità e di infinite riflessioni svolte con attenzione e metodo scientifico.
Grazie a questo percorso, pertanto, è stato possibile comprendere un universo sterminato, infinito con riserva, non compreso perchè forse incomprensibile per umani ed invalicabili limiti.
E' il forse a farla da sovrano su discorsi come questi, giustamente e legittimamente: troppo elevate sono ancora le dosi di incertezza con le quali misurarsi di fronte a certi fenomeni.
A prescindere dalle opinioni possibili, però, ogni cosa esistita ed esistente è riassumibile sotto tre capitoli fondamentali ed impossibili da comprimere ulteriormente:
Tutto è definito o definibile attraverso queste tre parol(on)e: cosa ha prodotto lo spazio attualmente conosciuto?
Cosa sarebbe diventato lo spazio senza il trascorrere di un tempo postulato in miliardi di anni luce?
Cosa ne sarebbe stato della creazione, soprattutto secondo una teoria che ha visto il tutto moderno generarsi da una sorta di nulla assoluto pre-esistente? Cosa ne sarebbe stato dell'essere umano stesso, invece?
Le riflessioni possibili, su temi come questi, sembrano poter essere praticamente infinite.
Il ritmo con cui scandire queste riflessioni sembra essere, volente o nolente, quello coincidente con le abitudini ed i limiti attribuibili alla mente umana.
A prescindere dai punti di vista possibili, comunque, l'Avventura dell'Universo sembra essere per davvero una sorta di storia senza fine. Ai lettori l'ardua sentenza, salvo poi dover uscire a "riveder le stelle".
Nel bel mezzo dello spazio, a prescindere dalle opinioni e dalle millemila possibili origini, l'astronave Terra resta indisturbata e sospesa nel vuoto.
Nonostante questo pianeta sia per l'essere umano enorme ed ancora oggi in parte sconosciuto, attorno ad esso abitano una lung(hissim)a serie di altri ospiti ed inquilini: cosa è possibile scrivere di questo mondo allargato?
Buona parte delle consapevolezze util(izzabil)i provengono, a tal proposito, da una citazione attribuita alla straordinaria mente di Albert Einstein:
"Voglio sapere come Dio ha creato questo mondo.
Non mi interessano questo o quel fenomeno, lo spettro di questo o di quell'elemento.
Voglio conoscere i suoi pensieri, il resto è dettaglio."
E' stata forse la continua ricerca di un dettaglio voluto a spingere l'essere umano fino a qui, nel mezzo della marea di errori e passi falsi compiuti: ciò che un tempo era ritenuto sconosciuto, temuto ed inavvicinabile oggi è maggiormente rivelato, indagato ed esplorato.
Se millenni fa il Sole era stimata come un'entità divina, oggi è la stella a noi più vicina.
In mezzo alle scoperte fisiche e spaziali, fra i tanti inquilini esistenti ma non scoperti, restano le solite molt(issim)e domande: siamo soli nell'Universo? Può l'umanità essere la sola specie dotata di intelligenza in un universo immenso ed immensamente sconosciuto?
Può la Terra essere l'unico pianeta in un Universo sterminato ad accogliere quella cosa che è umanamente definibile come vita? Quante scoperte dobbiamo ancora fare per dirci veramente competenti in materie astronomiche ed astrofisiche?
Puntando gli occhi in ciò che è infinitamente grande, forse per condanna o forse per fortuna, perdere orientamento e consapevolezze sembra essere il minimo che possa accadere.
Promuovendo ragionamenti simili si rischia di abolire il giusto confine che deve rimanere ben marcato fra scienza e filosofia, quasi fosse possibile muoversi senza l'ausilio fondamentale del cosiddetto metodo sperimentale.
A prescindere dalle interpretazioni, comunque, il guardare oltre il nostro mondo è una curiosità che ha da sempre governato gesta ed anime di moltissime persone. Le massime attribuite ad alcuni grandi del passato confermano questa "tendenza":
"L'infinitezza della creazione è tale da far sembrare un mondo, o una Via Lattea di mondi, a paragone con essa, quello che sembra un fiore, o un insetto, a paragone con la Terra." (I.Kant)
"Ho guardato più lontano, nello spazio, di quanto prima di me abbia fatto qualunque essere umano."
(W.Herschel)
A cosa può condurre quel guardare lontano? Quali livelli di consapevolezza e paura rischia di scoprire un animo umano votato alla ricerca ed alla conoscenza di ciò che va oltre il nostro livello di mondo?
I prezzi da pagare nella ricerca e nella scoperta dell'Universo possono essere molto cari, soprattutto in termini riguardanti certezze e consapevolezze umane.
L'osservazione di uno sconfinato nuovo può produrre sensazioni meravigliose e meravigliosamente sconosciute che poco o nulla hanno a che fare con la semplice ed umana curiosità:
"Meravigliato, e come sbalordito e stupefatto, rimasi immobile, guardando intensamente, fissando gli occhi su quello spettacolo [...]. Quando mi fui convinto che nessuna stella di quel genere aveva mai brillato prima, mi trovai talmente perplesso per l'incredibilità della cosa che cominciai a perdere la fede nei miei stessi occhi."
(T.Brahe, att. 1572)
Quante sono state le meraviglie e quanti sono stati gli stupori cumulati dall'umanità in poche centinaia di anni di storia, esplorazione e progresso scientifico? Quante potranno ancora essere le strade da percorrere?
Per capire il futuro, si è spesso detto, è necessario misurarsi con il passato: a questa missione cerca di adempiere il libro "L'Avventura dell'Universo", scritto da Timothy Ferris ed edito da Castelvecchi Editore.
Lo scopo di tale testo risulta infatti essere chiaro sin dalla prefazione:
"[...] Il genere umano non ha mai smesso di indagare i misteri dello spazio cosmico e del tempo, dividendosi tra lo stupore e la sete di conoscenza, cercando di definire il proprio posto nell'Universo.
La storia di questa indagine, epica e costellata di personaggi straordinari, è anche la storia del pensiero scientifico e del suo accidentato percorso, tracciato nella lotta secolare contro i pregiudizi della politica e delle religioni.[...]"
Si è quindi davanti ad un testo prepotentemente divulgativo, capace di aggiornare lettori interessati e/o competenti in materie scientifiche con un piglio romanzesco per molti tratti avvincente e dirompente.
Ogni cosa che oggi definiamo piccola risulta essere, in realtà, stata figlia di abnormi e spesso sovrumane fatiche di analisi, decifrazione e comprensione di un reale tremendamente complesso.
Grazie all'arma fragile, imponente ed al contempo terribilmente spuntata della scienza, a prescindere da qualsiasi opinione, l'essere umano è riuscito ad arrivare molto lontano.
I piccoli passi compiuti fino ad oggi hanno avuto protagonisti che, se non fosse per libri di testo o per pigre dimostrazioni, ad oggi sarebbero impolverati e dimenticati in sepolcri imbiancati e disonoranti: Copernico, Tycho Brahe, Keplero, Newton, Galileo, Einstein, Herschel, Fraunhofer, Michelson, Morley, Kirchhoff, Hubble, Maxwell, [...]. Complice una vastità di protagonisti così sterminata ed imponente, dimenticare qualche nome sembra essere la minima(le) azione realizzabile.
Ad ognuno di loro un passo, un calcolo, una formula od una scoperta: in ognuno di loro una vita, diversa e diversamente avvincente. Se l'umanità ha saputo arrivare fino ad oggi con un occhio permanentemente votato sia all'analisi dell'infinitamente piccolo che alla comprensione dell'infinitamente grande, lo dobbiamo in primo luogo a molte delle scoperte fatte da questi (e da molti altri) esseri umani.
Cosa saremmo stati senza curiosità e razionalità? Cosa ne sarebbe stato dell'umanità senza il passaggio di uomini che, fra rabbie ed invidie comuni, hanno saputo realizzare scoperte e cambiamenti così immensi?
Il cervello umano si è mosso moltissimo, destreggiandosi il più abilmente possibile fra millemila cose sconosciute quali: pianeti extrasolari, altre stelle, nebulose, galassie, buchi neri, novae, supernovae, stelle di neutroni, pulsar, magnetar, [...]. Tutto questo è stato compiuto grazie alla curiosità e ad alcune scoperte utilizzate come pilastri e/o fondamenta. Senza certi esseri umani e certe gesta, forse, tutto sarebbe crollato.
Rispondendo ad una grandissima sete di cultura scientifica, pertanto, il testo "L'Avventura dell'Universo" prova a semplificare e fare luce sulle esistenze e sulle tappe che hanno portato l'essere umano alla consapevolezza reale dell'immensità circostante.
Spingendosi fino ai confini dell'esistente, esplorando un terreno nel quale le regole scientifiche usualmente conosciute e sperimentate dall'essere umano potrebbero senza colpo ferire perdere di validità e consistenza.
A patto di dover procedere ed avanzare nella storia, certi uomini devono farsi carico di questo estremo rischio: abbattere le mura di un limite oggi ritenuto invalicabile e fondamentale al tempo stesso.
Alcuni grandi traguardi possono essere raggiunti, alle volte, grazie ad osservazioni e riflessioni tanto istantanee quanto casuali:
"[...]Me ne stavo seduto su una sedia dell'ufficio brevetti di Berna quando, tutto d'un colpo, mi venne un'idea: 'Se un uomo cade senza trovare ostacoli, non sente il proprio peso.'
Rimasi sbalordito. Questa semplice idea mi fece una profonda impressione.
Mi spinse a formulare una teoria della gravitazione.[...]" (A.Einstein, cit. 1907)
Le scoperte ed i traguardi raggiunti e riassunti in questo libro sono figli di una Storia, di molte casualità e di infinite riflessioni svolte con attenzione e metodo scientifico.
Grazie a questo percorso, pertanto, è stato possibile comprendere un universo sterminato, infinito con riserva, non compreso perchè forse incomprensibile per umani ed invalicabili limiti.
E' il forse a farla da sovrano su discorsi come questi, giustamente e legittimamente: troppo elevate sono ancora le dosi di incertezza con le quali misurarsi di fronte a certi fenomeni.
A prescindere dalle opinioni possibili, però, ogni cosa esistita ed esistente è riassumibile sotto tre capitoli fondamentali ed impossibili da comprimere ulteriormente:
- Spazio;
- Tempo;
- Creazione.
Tutto è definito o definibile attraverso queste tre parol(on)e: cosa ha prodotto lo spazio attualmente conosciuto?
Cosa sarebbe diventato lo spazio senza il trascorrere di un tempo postulato in miliardi di anni luce?
Cosa ne sarebbe stato della creazione, soprattutto secondo una teoria che ha visto il tutto moderno generarsi da una sorta di nulla assoluto pre-esistente? Cosa ne sarebbe stato dell'essere umano stesso, invece?
Le riflessioni possibili, su temi come questi, sembrano poter essere praticamente infinite.
Il ritmo con cui scandire queste riflessioni sembra essere, volente o nolente, quello coincidente con le abitudini ed i limiti attribuibili alla mente umana.
A prescindere dai punti di vista possibili, comunque, l'Avventura dell'Universo sembra essere per davvero una sorta di storia senza fine. Ai lettori l'ardua sentenza, salvo poi dover uscire a "riveder le stelle".

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