giovedì 20 settembre 2018

'VOI SAPETE', A PROPOSITO DELL'INDIFFERENZA E DELL'IGNORANZA CHE UCCIDONO

Sapere o non sapere, laddove il 'non sapere' può diventare una scusa equivalente all'ignorare.
Ignorare per quieto vivere, ignorare per non voler vedere qualcosa che resta - inalterato ma modificabile - sotto gli occhi di tanti.
L'ignorare consapevolmente qualcosa a cosa potrebbe equivalere, qualora proprio quel qualcosa fosse urgente da combattere e/o da denunciare?
Quante emergenze esistono nei tempi contemporanei che non vengono denunciate, sia per quieto vivere che per 'incombenze' derivanti da ben altre cause non meglio precisate?
Quanta volontà reale vi è di approfondire certe tragedie, di documentarsi riguardo altrettanti problemi non meglio descritti per esigenze di sintesi?
Laddove si ignorano alcune gravi problematiche, purtroppo, l'indifferenza viene a farla da padrone - con tutto quello che la stessa si porta dietro e dentro di grave ed assoluto.
Da queste domande 'parte' e cerca di delineare un quadro specifico l'opera 'Voi sapete - L'indifferenza uccide', scritto da Giuseppe Civati e pubblicato per la collana 'Le Onde'.
La stessa prefazione sulla copertina del libro concorre a chiarire il punto di vista di quanti vedono nel mondo attuale una forma di indifferenza tanto predominante quanto indolente:

"[...] I primissimi articoli della 'Dichiarazione Universale dei Diritti Umani' e della 'Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali' sono chiarissimi: nessuno può essere sottoposto a tortura, a trattamenti inumani e degradanti. Nessuno.
Abbiamo creato un sistema di garanzia dei diritti umani per evitare che l'orrore si ripetesse e l'abbiamo fatto dopo averlo visto con i nostri occhi di occidentali, l'orrore. 
Abbiamo pero' evitato di dire che i diritti, come gli occhi, erano occidentali. 
Pensavamo a noi stessi, e solo a noi stessi, bianchi, occidentali, quando parlavamo di 'umani'.
Per gli altri vale solo quando noi occidentali - o, meglio, noi nordici, perché stiamo più in alto, come se il mondo non fosse una palla ma una scala - diciamo che valgano anche per loro, per i sottouomini. [...]"

Così scrivendo dovrebbe emergere spontanea la necessità di non arrendersi, di avere coraggio ed intraprendenza nel relegare l'indifferenza ad attore secondario di questa epoca storica.
Tutto questo in quanto andrebbe considerata come fondamentale l'urgenza di non abbassare lo sguardo dinanzi a certe emergenze sociali, razziali, ambientali, umane, [...]:

"[...] Non ammettiamo certo le improbabili giustificazioni per cui le responsabilità fossero e siano sempre di qualcun altro, fatte risalire a chissà chi e a chissà quando. 
Non possiamo nemmeno accettare che tutto ciò si qualifichi come mera difesa della patria, dei suoi confini, dello 'spazio vitale', perché da qualche parte sappiamo che quella era un'espressione tipica della società hitleriana. [...]"

Non voltare le spalle, non ignorare dunque una serie di problemi tanto imbarazzanti quanto evidenti per le reali difficoltà dei nostri tempi. Leggerne per saperne, capirne e confutarne di più.




martedì 18 settembre 2018

CERCANDO GIORNI DI PIOGGIA...FRA MUSICA E TEMPO


"[...] Un vecchio compagno ti segue paziente, 
il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi.
Ti culla leggero nelle sere d'inverno, 
ti riporta le voci degli amanti di ieri. [...]"

martedì 11 settembre 2018

SOMMANDO PICCOLE COSE, IN UNA VITA

"[...] Una somma di piccoli passi, che arrivano a cento
di scelte sbagliate, che ho capito col tempo.
Ogni volta ho buttato ogni centimetro in più
come ogni minuto che abbiamo sprecato
e non ritornerà. [...]"
(Una somma di piccole cose, N. Fabi, cit.)


domenica 9 settembre 2018

'AGAINST THE WIND', FRA ROCK ED ISTINTI DI (R)ESISTENZA


"[...] Against the wind/ we were runnin' against the wind/ 
we were young and strong/ we were runnin' against the wind/ 
and the years rolled slowly past/ 
and I found myself alone/ 
surrounded by strangers I thought were my friends./ 
Found myself further and further from my home/ 
and I guess I lost my way/ there were oh so many roads./ 
I was livin' to run and runnin' to live [...] 
I'm still runnin' against the wind/ 
I'm older now but still runnin' against the wind [...]"

venerdì 7 settembre 2018

DI MIGRAZIONE IN MIGRAZIONI, FRA CITAZIONI ED ARTE

"[...] Puoi commuovere, puoi fare piangere, puoi sensibilizzare. 
Vado nelle scuole, nelle università, dove ci sono i giovani. 
Ma non basta: chi deve cambiare le cose e portarci in un mondo migliore è la politica, quella vera, fatta con passione, onestà, correttezza. 
E' servizio. Non quella che fanno alcuni sedicenti politici e quello che dicono alcuni sedicenti giornalisti, che non fanno altro che distribuire terrore e panico tra la gente, raccontando bugie che fanno male, creano terrore, paura, odio. 
Sono loro che provocano i conflitti sociali e le derive populiste, e le reazioni di xenofobia e razzismo: questo è terrorismo mediatico, è un crimine, un reato. 
Non siamo nemmeno riusciti a garantire il primo dei diritti umani, quello alla vita, perché migliaia di persone perdono la vita nel Mediterraneo sotto i nostri occhi.
E' inaccettabile, soprattutto quando c'è qualcuno che si vanta che grazie all'accordo abbiamo avuto una riduzione del quaranta per cento degli arrivi, e siamo contenti. 
Mi devono pero' spiegare che fine fa questo quaranta per cento. 
Noi lo sappiamo cosa succede a queste persone. 
Sono arrivate persone che hanno presentato ferite inimmaginabili. 
Ragazzini scuoiati. Crediamo di fare il nostro dovere. 
E fare il proprio dovere significa essere liberi. 
Ieri un uomo solo su un gommoncino è riuscito a scappare dai campi di concentramento.
E' riuscito a rubare un gommoncino e con un motore elettrico ha individuato le nostre navi. 
Ha raccontato una storia terribile.
Un mare che deve unire, un ponte, è diventato un cimitero. 
Questo è un genocidio, è un nuovo Olocausto.
E' peggio di quello che l'umanità ha vissuto settant'anni fa: allora qualcuno disse 'non sapevamo', ora lo sappiamo tutti quello che succede. 
Spero si possa mettere fine a questa brutta e vergognosa pagina della storia dell'umanità. [...]"
(P. Bartolo, 3 dicembre 2017, citato in 'Voi sapete - L'indifferenza uccide', G. Civati, Le Onde)


Fonte immagine: Particolare da 'La partenza degli emigranti italiani per l'America', A. Tommasi

giovedì 6 settembre 2018

COSA SARA'? INTERROGANDO FUTURO E PROSPETTIVE

"[...] Cosa sarà che fa crescere gli alberi/ 
la felicità che fa morire a vent'anni/ 
anche se vivi fino a cento [...] 
Cosa sarà che ti spinge/ a picchiare il tuo re/ 
che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c'è./ 
Cosa sarà che ti porta a comprare di tutto/ 
anche se è di niente che hai bisogno./ 
Cosa sarà/ che ti strappa dal sogno./ 
Cosa sarà che ti fa uscire di tasca/ dei no non ci sto [...] 
Cosa sarà che dobbiamo cercare [...] 
Cosa sarà questo strano coraggio o paura/ 
che ci prende e ci porta ad ascoltare la notte che scende. [...]"



mercoledì 5 settembre 2018

'FOREVER YOUNG', CITANDO BOB DYLAN


"[...] May you grow up to be righteous,
may you grow up to be true,
may you always know the truth
and see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
stand upright and be strong,
may you stay forever young,
forever young, 
forever young,
may you stay forever young. [...]"

martedì 4 settembre 2018

ALZARE LE MANI, ARRENDERSI O (RI)PROVARE?


"[...] Io non suonerò mai così
posso giocare, intrattenere, 
far tornare il buon umore o lacrimare
ma non suonerò mai così.
Non è solo cosa diversa, è una battaglia persa.
Alzo le mani. [...]"

domenica 2 settembre 2018

DI SHAMPOO IN SHAMPOO, CERCANDO PROSPETTIVE


"[...] Una brutta giornata
chiuso in casa a pensare.
Una vita sprecata, 
non c'è niente da fare. 
Non c'è via di scampo [...] 
quasi quasi mi faccio uno shampoo. [...]"

sabato 1 settembre 2018

giovedì 23 agosto 2018

'DUE MINUTI ALL'APOCALISSE', LEGGENDO NOAM CHOMSKY E DELL'UNIVERSO RESIDUO

Esporre punti ed analisi controverse, controvertibili, non condivisibili o degne di attenzione può essere un punto di partenza specifico dal quale ripartire per specifiche discussioni su quanto ci circonda. Una delle forme di allenamento più importanti che sempre troppi cercano volutamente di non compiere riguarda quella di confrontarsi con punti specifici aperti, differenti e stranianti rispetto a quanto il senso comune dovrebbe imporre.
Quanto tempo potrebbe mancare per ripristinare gli equilibri del mondo, sempre ammesso che sia ancora possibile - ovviamente - ripristinarli?
Quanti di questi equilibri sono stati posti a dur(issim)a prova ed avranno in futuro ulteriori minori probabilità di riabilitarsi e ripristinarsi?
Per individuare qualcuno di questi punti di vista serve svolgere analisi approfondite e specifiche riguardo ai possibili punti attuali ed a quelli di arrivo, considerando specialmente l'attitudine umana.
Per comprendere qualcuno di questi aspetti e quanto questi stessi possano concorrere ad influire nella morale comune e/o comunemente raggiungibile per tutti sarebbe opportuna la lettura dell'opera '2 minuti dall'Apocalisse - Guerra nucleare & Catastrofe ambientale', elaborato a quattro mani da Noam Chomsky e Laray Polk, edito da PIEMME.
Le ragioni riguardo al perché del titolo e della trama riguardano, al dettaglio, quanto richiamato dallo stesso autore nella copertina dell'opera in oggetto:

"[...] Due minuti a mezzanotte. 
E' stato dopo Hiroshima e Nagasaki che un gruppo di scienziati ha creato l'Orologio dell'Apocalisse, per sensibilizzare tutti su quanto gli esseri umani si possano avvicinare alla fine stessa del mondo, creando condizioni e situazioni scientificamente determinate. 
Solo una volta nel secondo dopoguerra, nel 1953, quando USA e URSS fecero detonare le bombe all'idrogeno, le lancette si sono avvicinate così tanto alla mezzanotte, l'ora fatale. 
Prima di adesso. Con la lungimiranza e l'acume che lo contraddistinguono, Noam Chomsky [...] affronta senza mezzi termini i due pericoli che minacciano l'esistenza dell'umanità: il cambiamento climatico e la guerra nucleare. 
Due pericoli concretissimi, tanto incombenti quanto trascurati e spesso ancora mistificati, e che si sono fatti ancor più pressanti e solidi dopo le ultime elezioni americane, dal momento che la nuova presidenza Trump nega addirittura le incontrovertibili risultanze del cambiamento ambientale. 
Interventi devastanti come il fracking o la trivellazione dei fondali marini, il disboscamento selvaggio, la conversione di terreni agricoli alla produzione di biocarburanti, stanno accelerando enormemente la folle corsa verso il baratro. A essi si aggiunge l'escalation nucleare, con la differenza, sostiene Chomsky, che mentre una guerra nucleare richiede azione, per la catastrofe ambientale è sufficiente una volenterosa inazione, una silenziosa indifferenza ai molteplici segnali di allarme che la Terra ci manda. [...]"

Imprimere agli argomenti richiamati un unico collegamento di fondo, quasi come se tutto fosse collegato. La condivisione o meno del punto di vista dell'autore principale non è cosa preferibile o tantomeno richiesta, in quanto lo spirito del confronto e della disillusione dovrebbe dominare la lettura di testi simili. Condividendone o meno il punto di vista, le analisi, lo spirito od il pensiero se ne suggerisce pertanto la lettura.
Il tutto può e dovrebbe essere funzionale al mantenimento di un'intelligenza critica strutturata alla confutazione od alla perorazione di argomenti e collegamenti racchiusi in questa raccolta di spunti, osservazioni e pensiero.
Senza mai dimenticare il nesso ed il collegamento più grandi in questo campo:

"[...] Distruggere l'ambiente equivale a una condanna a morte per l'umanità. 
Ma la cosa peggiore è che queste pratiche distruttive vengono portate avanti con leggerezza, nella convinzione che il problema non sussista. 
Se un Paese con il potere degli Stati Uniti avalla queste strategie politiche, le probabilità di sopravvivenza della specie umana sono ridotte al minimo. 
Un'argomentazione simile, per certi versi, a quella usata per le armi nucleari. 
Se un alieno ci stesse guardando da Marte, sarebbe allibito davanti a ciò che sta accadendo sulla Terra. [...]"





domenica 19 agosto 2018

‘MARIO’, ASCOLTANDO MUSICA FRA TEMI E SIGNIFICA(N)TI

“[...] Mario, ma tu guarda i miliardi che spendono/ a prendere i sassi nel cielo/ 
questi prendono, vanno, vengono,/ non fanno niente, è solo un volo/
 noi quaggiù ci sbraniamo, gridiamo ti amo/ ma chi la sente la povera gente [...]
e ognuno la pensa in maniera diversa/ ognuno ha la sua testa [...] 
Mario, la domenica arriva sempre in ritardo/ pallida e senza fiato/ 
con te spaesato che inciampi negli anni/ e affoghi in un fiasco di vino/ 
chi lo sa forse è giusto, forse è sbagliato/ forse sarà destino./ 
Mario, non ti resta che ascoltare [...] non c'è più la tua canzone [...] 
dicevi adesso io vado/ ad aprire l'ultima porta [...] dicevi adesso io vado via/
forse per l'ultima volta/ dicevi adesso io vado [...] a dissolvermi in cometa,/ 
quanto basta per non sentire più/ il ritmo strano della vita [...] 
lascia fare alla vita la sua vecchia fatica,/ siamo feriti quanto basta. [...]”


sabato 18 agosto 2018

RICORDANDO CLAUDIO LOLLI, FRA ARTE E MUSICA

“[...] Io ti racconto il sogno strano di inseguire con/ la mano un orizzonte sempre più lontano./ 
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi,/ alla ricerca di una compagnia./ 
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione/ per consumarsi un giorno da leone./ 
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita/ con quattro soldi stretti tra le dita. [...] 
Ma tu che ascolti una canzone, lo sai che cos'e' una prigione?/ 
Lo sai a che cosa serve una stazione?/ Lo sai che cosa è una guerra?/ 
E quante ce ne sono in terra?/ E a cosa può servire una chitarra?/ 
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti,/ 
e continuiamo a dire e così sia. [...]” 
(‘Io ti racconto’, C. Lolli)

'Il figliol prodigo', G. De Chirico

domenica 12 agosto 2018

CERCANDO CARTE DA DECIFRARE, PER UMANE COMPRENSIONI


"[...] L'amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare.
Io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare. [...]"

sabato 11 agosto 2018

CERCANDO RISPOSTE, FRA VENTI E CONDIZIONE UMANA

"[...] How many roads must a man walk down
before you call him a man?
How many seas must a white dove sail
before she sleeps in the sand? [...]
The answer, my friend, is blowin' in the wind [...]"
(Blowin' in the wind, B. Dylan, cit.)

Fonte immagine: La voce dei venti, R. Magritte

venerdì 10 agosto 2018

RITROVANDO DEMOCRAZIA E FORME DEMOCRATICHE DI AZIONE, NEL QUOTIDIANO


"[...] Non sai con quanta pazienza
ho dovuto aspettare. 
Non sai con quanta buona fede
sono stato ad ascoltare.
Sono giorni duri, 
sono giorni bugiardi.
Cara democrazia
ritorna a casa 
che non è tardi. [...]"

giovedì 9 agosto 2018

DI ANTIQUARIATO ED UMANITA', CITANDO NICCOLO' FABI


"[...] Non si può entrare in un negozio
e poi lamentarsi che tutto abbia un prezzo.
Se la vita è un'asta sempre aperta
anche i pensieri saranno in offerta. [...]"

domenica 5 agosto 2018

PERDERE COME UOMINI...MENTRE VINCE LA CITTA'

“[…] Hanno vinto le corsie preferenziali
hanno vinto le metropolitane
hanno vinto le rotonde e i ponti a quadrifoglio […]
Hanno vinto i parcheggi in doppia fila […]
Le tangenziali alle otto di mattina e i centri commerciali
nel fine settimana
Gli alberi umani e le case popolari
[…]
Hanno vinto i superattici a tremila euro al mese […]
Ma ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità.
Abbiamo perso la voglia di aiutarci
hanno vinto le catene dei negozi
le insegne luminose sui tetti dei palazzi
le luci lampeggianti dei semafori di notte
[…]
Le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
Le giornate a targhe alterne e le polveri sottili.
Hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
e ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci.
Ha perso la città, ha perso la comunità
Abbiamo perso la voglia di aiutarci.
[…]”
(Ha perso la città, N. Fabi, cit.)


Fonte immagine: E. Hopper

venerdì 3 agosto 2018

mercoledì 1 agosto 2018

FRA NOTTI, ITALIA E MUSICA


“[...] È una notte in Italia
che vedi questo taglio di luna 
freddo come una lama qualunque [...]”

martedì 24 luglio 2018

DI MOMENTI IN MOMENTI, CERCANDO UN (PUNTO DI) EQUILIBRIO

"[...] Caro amico [...] sei vittima di un tempo un po' sbagliato/ 
un tempo dove tutto si è appiattito/ dove ciò che aveva un senso si è deteriorato. [...] 
Non è più il momento di fare lunghe discussioni/ 
di fare ipotesi sociali o confessioni personali/ 
non è più il momento di fare inutili teorie [...] 
Non è più il momento di fare tristi seminari/ 
di scrivere sui muri non ha più senso neanche la follia [...] 
In mezzo a tanta confusione/ sono affogate le tue idee [...] 
Razza già finita senza neanche cominciare/ 
razza disossata già in attesa di morire/ [...] 
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...] 
Non è più il momento c’è solo un po' di nostalgia/ 
stava per nascere qualcosa la nostra rabbia era allegria/ 
per tenerci in vita ci bastava una cazzata/ 
non si sa perché improvvisamente non è più il momento per niente. [...] 
non fa male credere/ fa molto male credere male. [...]" 
(Non è più il momento, G. Gaber, cit.


Fonte immagine: Ufficio in una piccola città, E. Hopper

venerdì 20 luglio 2018

"SHOCK POLITICS", FRA PRESENTE PERICOLANTE E (FORME DI) FUTURO DA CIRCOSCRIVERE

Quali orizzonti ha la nostra società davanti? Mediante quali 'leve' si sono attivate alcune nuove forze che potrebbero condurre il mondo intero su alcuni orizzonti non meglio specificati?
I contorni che sembrano delinearsi in questo tempo non risultano essere, in senso lato, ottimistici; si è come immersi in uno stato di 'shock' di tipo economico, politico, ambientale, sociale, [...] per cui sembra molto complesso - allo stato attuale - fare qualcosa di sensato o di profondamente salvifico.
Il quadro di eventi delineatosi nel mondo non induce ad essere ottimisti, sia per quanto riguarda le società esistenti che per quanto concerne le prospettive futuribili.
Dinanzi ad un populismo incessante quali potrebbero essere le 'manovre' per costruire una serie di proposte politico-sociali che sappiano essere coerenti, impegnate e prospettive di un mondo strutturato su prospettive largamente differenti da quelle contemporanee.
Su questo scenario si costruisce l'opera "Shock Politics - L'incubo Trump e il futuro della democrazia", scritto da Naomi Klein ed edito da Feltrinelli per Serie Bianca.
Per descrivere il tempo attuale è opportuno, a detta dell'autrice, collezionare una serie di prospettive sia su fatti passati che - ancora di più - su orizzonti futuri a cui poter attingere sulla base delle scelte che verranno compiute dai decisori odierni. Tali consapevolezze risultano essere fondate sin dalla copertina dell'opera in oggetto:

"[...] 'Noi non scivoliamo in stato di shock quando succede qualcosa di brutto e grosso, deve essere qualcosa di brutto e grosso che ancora non comprendiamo. 
Lo stato di shock subentra quando si spalanca un baratro tra i fatti e la nostra capacità iniziale di spiegarli. Tantissimi di noi, quando si trovano in una situazione del genere, diventano vulnerabili alle autorità o alle figure autoritarie che ci dicono che dobbiamo temerci l'un l'altro e rinunciare ai nostri diritti per il bene superiore. Oggi è un fenomeno globale, non è limitato agli Stati Uniti.' 
L'elezione di Donald Trump segna una pericolosa crescita di tensione in un mondo sempre più afflitto dalla crisi della politica. Secondo Naomi Klein, sbaglia chi considera un caso soltanto americano il programma del nuovo presidente, che prevede protezionismo e deregulation per favorire gli interessi delle grandi multinazionali, una guerra totale al cosiddetto 'terrorismo radicale islamico' e un cieco rifiuto delle politiche climatiche. 
Trump rappresenta un fenomeno globale, una tendenza già presente in tutte le democrazie occidentali. Una visione distorta della politica che ha la potenza di un brand. 
E che sarà ben presto all'origine di una catena di crisi in economia, nella sicurezza nazionale e per l'ambiente. Infatti, spiega Klein, il fenomeno Trump non è tanto un'aberrazione, ma piuttosto la logica estensione degli orientamenti politici ed economici più pericolosi dell'ultimo mezzo secolo. 
In una lucida analisi delle dinamiche che hanno portato alla diffusione globale di questo fenomeno, Klein pone le basi per un movimento di massa capace di opporsi al militarismo, al razzismo e al corporativismo che stanno crescendo nel mondo occidentale. 
E dimostra che il concetto di resistenza è tutt'altro che obsoleto. [...]"

Su questo scenario è possibile 'allargarsi', rintracciando una prospettiva d'azione che dall'elezione e dall'azione di Trump arriva fino alle più 'remote' conseguenze - definendo in chiave futuribile uno scenario fortemente incrinato e pericolante, specialmente alla luce di alcune conseguenze che non possono più essere nascoste. Risulta impossibile nasconderle proprio perché ormai, diffondendosi prima a macchia di leopardo, sono ora arrivate ad occupare un livello tanto essenziale quanto non confinabile alla sola America.
Su alcune questioni l'opinione pubblica avrebbe il dovere di essere formata, sensibilizzata ed autorizzata ad avere una propria opinione...tanto tangibile quanto 'segnaletica' di una prospettiva di resilienza che, mai più di adesso, dovrebbe essere enormemente utile per l'umanità intera.
Resilienza che consentirebbe - forse - di resistere a queste forme di 'shock' che l'intera umanità sta vivendo, resilienza che permetterebbe di camminare con serenità ed obiettività in un mare che disperde sia la realtà dell'informazione che la correttezza di alcuni dati tecnico-sociali, seguendo un baratro di semplificazione tanto pericoloso quanto incapace di analizzare la complessità di certi fenomeni. Complessità che l'opera in questione descrive in maniera alquanto approfondita senza, però, avere la pretesa di esaurirla in alcuna modalità.
Leggerne in ogni caso per approfondire, confutare o concordare con le trame e le argomentazioni riportate.


giovedì 12 luglio 2018

DI TIGRE IN ESSERE UMANO, COME (R)ESISTENZA DI SOGNI...CERCANDO ASPETTATIVE

“[...] Risin' up, back on the street/ did my time, took my chances/ 
went the distance, now I'm back on my feet/ just a man and his will to survive/ 
so many times, it happens too fast/ you trade your passion for glory./ 
Don't lose your grip on the dreams of the past/ 
you must fight just to keep them alive/ 
it’s the eye of the tiger, it's the thrill of the fight/ 
risin' up to the challenge of our rival/
and the last known survivor stalks his prey in the night [...] 
For the kill with the skill to survive/ 
it’s the eye of the tiger, it's the dream of the fight/ 
risin' up to the challenge of our rival/ 
and the last known survivor stalks his prey in the night/ 
and he's watchin' us all with the eye of the tiger [...] 
Went the distance, now I'm not gonna stop/ 
just a man and his will to survive./ 
It's the eye of the tiger,/ it's the dream of the fight [...] 
And the last known survivor/ stalks his prey in the night/ 
and he's watchin' us all with the eye of the tiger [...]” 
(‘Eye of the tiger’, Survivor) 


'Tigre con serpente', A. Ligabue

martedì 10 luglio 2018

CERCANDO LEGAMI, VITE E TURBAMENTI...DI ARTE IN CITAZIONI

“[...] Le cose sono unite da legami invisibili. 
Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella. [...]” 
(G. Galilei, cit.)


"Ramo di mandorlo fiorito", V. Van Gogh

sabato 7 luglio 2018

FRA SOGNI, SONNI ED AMORI...DA VIVERE

"[...] Per sognarti devo averti vicino 
e vicino non è ancora abbastanza. 
Per sognarti devo averti vicino
e vicino non è ancora abbastanza.
Ora un raggio di sole si è fermato 
proprio sopra il mio biglietto scaduto [...]"
(Buonanotte fiorellino, F. De Gregori, cit.)

Fanciulla che dorme, Picasso

martedì 3 luglio 2018

FRA RIBELLI E RIBELLIONI, IN MUSICA



“[...] There's a grey horse standin' still/ as a soldier climbs in the saddle for one last ride/ as the rain pours off his hat./ You can see the shadows of the past written in his eyes/ now the cannons are silent/ his friends are all gone [...] If he ever wants to find his way home/ he’s the last rebel on the road./ Just a boy with his old guitar/ keeps to himself/ but everybody takes him wrong/ but he carries on/ got a dream that will never die./ Can’t change him, no use in stayin' where you don't belong [...] he'll never look back [...] ‘Cause he's the last rebel/ and he's all alone/ he’s the last rebel/ his friends are all gone./ He's the last rebel/ the last rebel on the road [...]”

lunedì 2 luglio 2018

CERCANDO MANI, CANZONI...DI ARTE IN MUSICA


"[...] Un incontro civile fra gente educata / che si alza in piedi che si saluta/ un incontro un po' anonimo reso più umano/ da una cordiale stretta di mano. [...] Una mano un po' timida poco convinta/ tu parti deciso e lei ti fa la finta/ una mano furbetta da pubblicitario/ una mano pulita da commissario. [...] Un carosello inutile grottesco e giocondo/ in questa palla gigante che poi è il mondo./ Un mondo di assurdi esseri umani/ un gioco abilissimo un intreccio di mani/ ci comunichiamo così spudorati/ quando ci siamo affezionati./ Mani educate di anziani signori/ mani abilissime di gente d'affari/ mani che ti lisciano con troppa simpatia/ con un tocco morboso che sa di sagrestia./ Un festival viscido e nauseabondo/ in questa grande famiglia che poi è il mondo. [...] Mani bianchissime schifose da toccare/ mani inanellate di papi da baciare/ mani scivolose di esseri umani/ mani dappertutto tantissime mani./ Le guardo mi sommergo annego e sprofondo [...]"

domenica 1 luglio 2018

CERCANDO UN GIORNO QUALUNQUE, DI MUSICA IN ARTE


“[...] First thing I remember was asking papa, why/ 
for there were many things I didn't know/ 
and daddy always smiled and took me by the hand/ saying, someday you'll understand/ 
well, I'm here to tell you now, each and every mother's son/
that you better learn it fast, you better learn it young/ ‘cause someday never comes./ 
Well, time and tears went by and I collected dust/ 
for there were many things I didn't know/
 when daddy went away, he said, try to be a man/ 
and someday you'll understand/ 
well, I'm here to tell you now, each and every mother's son/ that you better learn it fast, you better learn it young/ ‘cause someday never comes [...]”