sabato 23 luglio 2016

INSEGUENDO LE RADICI DELLA DISUGUAGLIANZA, FRA CONSUMI E MATERIE PRIME

Quale è la salute del pianeta Terra, in un tempo nel quale sembra rimangano sempre pochi a pensare alla protezione dello stesso? Qualora  non dovesse più continuare a garantirci sostenibilità ed esistenza su quale altro pianeta potremmo (o dovremmo?) essere costretti a scappare?
La necessità di porre queste domande equivale alla ferma intenzione di proporre soluzioni adeguate e capaci di strutturare percorsi capaci di incidere sul lungo termine con ferma consapevolezza della natura precaria nella quale siamo immersi.
Natura precaria e che, con ogni mezzo possibile, stiamo sfruttando senza soste.
Da questo punto dovrebbe emergere come importante e fondamentale la necessità di costruirsi una coscienza adeguatamente protesa al percepire quanto certe situazioni siano diventate e diventeranno sempre più pressanti e dirompenti per il futuro dell'umanità (e non solo).
Sono moltissime le componenti che sono legate l'una all'altra, in questa corsa per garantire vita e sostenibilità alle generazioni future: natura, lotta ai cambiamenti climatici, pianificazione energetica, tutela ambientale, sostenibilità territoriale e resilienza solo per citarne alcune.
L'approfondimento adeguato di argomenti simili può condurre, se ben strutturato e doverosamente analizzato, ad una maggiore comprensione di quali siano le radici della disuguaglianza su cui ad oggi si sorreggono squilibri e devastanti difetti che stanno contribuendo ad annichilire questo Pianeta.
Una tematica essenziale e sostanziale su cui vale la pena concentrare sforzi ed attenzioni è quella costituita dal ciclo delle materie prime e delle produzioni, internamente alle quali sarà in futuro sempre più stringente ed opportuno porre sotto il fuoco dell'analisi alcuni concetti chiave ad oggi non doverosamente considerati: riciclo, recupero, studi su LCA, valorizzazione delle materie prime e dell'economia circolare solo per citare alcune essenziali tematiche.
Su questo fronte cerca di fare luce un articolo riportato sul sito di divulgazione ambientale greenreport, richiamante a sua volta il rapporto 'Global material flows and resource productivity' diffuso dall'International Resource Panel.
L'obiettivo fondamentale dello stesso rapporto converge verso la necessità di rapportarsi alla dimensione correlata allo sfruttamento delle risorse terrestri effettuato da mano umana.
A questo proposito lo stesso articolo risulta essere fortemente esplicativo sul tema:

"[...] La quantità di materie prime estratte dalla Terra è passata dalle 22 miliardi di tonnellate/anno nel 1970 all’impressionante cifra di 70 miliardi di tonnellate nel 2010, e se il mondo continuerà a fornire case, trasporti, cibo, energia e acqua come fatto finora nel 2050 (quando il pianeta sarà abitato da nove miliardi di persone) dovremmo estrarre 180 miliardi di tonnellate di materiale ogni anno per soddisfare la domanda. Si tratta di un importo grande quasi tre volte quello attuale. Sarà sostenibile? [...]"

L'articolo citato ed approfondito si intitola "Radici della disuguaglianza: i Paesi ricchi consumano 10 volte più materie prime dei poveri", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito precedentemente citato. La domanda da cui partire per svolgere qualsivoglia analisi in tema di futuro è quella secondo cui vale la pena chiedersi se tutto questo sarà sostenibile.
Relativamente alla sostenibilità dell'intero sistema, l'articolo in questione riporta l'opinione non certamente definibile come ambigua della co-presidente Irp:

"[...] Il ritmo allarmante al quale i materiali vengono estratti ha già ora un grave impatto sulla salute umana e sulla qualità della vita dei popoli. [...] Questo dimostra che i modi di produzione e di consumo attuali non sono sostenibili. Dobbiamo riflettere urgentemente su questo problema, prima che le risorse che alimentano le nostre economie e sollevano le persone dalla povertà siano irrimediabilmente finite. Questa complessa questione, che rappresenta una delle più grandi sfide di fronte alle quali è l’umanità, esige di ripensare la governance dell’estrazione delle risorse naturali. [...]"

La questione citata nell'articolo riguarda l'urgenza di ripensare integralmente i meccanismi di regolamentazione e controllo inerenti l'estrazione delle risorse naturali.
Favorendo l'impiego di nuovi metodi di contabilizzazione sia dell'estratto che dell'esistente, andando verso la necessità di favorire il più possibile metodi di riciclo e recupero dell'esistente una volta giunto al termine della propria (prima) vita utile.
Il link all'articolo è disponibile al seguente collegamento: http://www.greenreport.it/leditoriale/radici-della-disuguaglianza-paesi-ricchi-consumano-10-volte-piu-materie-prime-dei-poveri/
Leggerne per informarsi, rendendo maggiormente strutturata e stabile la propria conoscenza nei confronti di un importante sistema come questo. Ancora tutto da scoprire ed esplorare.

Immagine tratta dalla pagina riportante l'articolo in questione

venerdì 22 luglio 2016

GIOCANDO A FARE LA RIVOLUZIONE, LONTANI DALLA SIERRA LEONE...CITANDO DANIELE SILVESTRI


"[...] Non c'è mica bisogno di essere un campione 
per imparare a misurarsi con le avversità 
basterebbe anche soltanto nascere 
ad esempio in Sierra Leone. 
o [...] da quelle parti là. [...]
E io che a casa ancora gioco a fare la rivoluzione 
e invito sempre gli altri a chissà quale ribellione 
e io vorrei vedermi a stare un po' di tempo là. 
E coltivare quattro misere patate 
cresciuti a stento tra gli effluvi inebrianti 
di splendide discariche 
e senza domandarsi come mai 
abbiamo pance sempre vuote 
e armi sempre cariche [...]"

giovedì 21 luglio 2016

FRA MIGRANTI E PREGHIERE MIGRANTI, CITANDO ERRI DE LUCA

"[...] Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire [...]"
(E. De Luca, cit.

Vignetta disegnata da Mauro Biani

lunedì 18 luglio 2016

SULL'ESTATE...FRA LETTERATURA E MUSICA


"[...] A quei tempi era sempre festa. 
Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline. [...]"
(C.Pavese, La bella Estate, cit.)

venerdì 15 luglio 2016

SU UOMO, IMMAGINAZIONE E LEGAMI (IN)VINCIBILI

"[...] L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire [...] alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali. [...]"
(P.Angela, cit.)


domenica 10 luglio 2016

"DOVE SONO TUTTI QUANTI?", VIAGGIANDO FRA SCIENZA E (RICERCA DELLA) VITA

Cosa si potrebbe vedere qualora l'essere umano potesse e volesse effettuare un viaggio indeterminato ed indefinito verso l'ignoto rappresentato dall'Universo? A cosa potrebbe equivalere disperdersi in ciò che è indefinitamente grande che può essere visto solo tramite telescopi ed a distanze non immaginabili? L'essere umano è solo in questa immensità?
Il pianeta Terra rappresenta una semplice astronave in mezzo a tantissime e lontan(issim)e altre oppure è la sola zona abitata (e/o abitabile?) nell'intero Universo?
Domande come queste si muovono e muovono la mente umana da tempo immemore, in quella ricerca indeterminata verso forme di vita simili alla nostra.
In questo peregrinare di scienza si sono intrecciate storie e discipline di altrettante branche dello scibile umano, in un continuo crescere e svilupparsi di metodi ed esperimenti finalizzati alla conoscenza ed esplorazione dell'infinitamente grande.
Sarebbe forse possibile svolgere un "racconto" di questo viaggio, cercando di focalizzare l'attenzione nei confronti di quante sono le possibilità e le possibili realtà presenti in questo Universo tanto infinito quanto ancora sconosciuto per l'essere umano?
Può essere possibile effettuare un resoconto divulgativo di un percorso simile, cercando di coinvolgere e far capire fenomeni e realtà estremamente complesse anche a coloro che non hanno conoscenze tecniche adeguate per comprenderle?
A questa e moltissime altre domande può cercare di rispondere l'opera "Dove sono tutti quanti? Un viaggio tra stelle e pianeti alla ricerca della vita", scritto da Amedeo Balbi ed edito da Rizzoli Editore. Gli scenari illustrati nell'opera dovranno essere declinati e compresi alla luce dei passi in avanti fatti compiere dalla scienza e fatti raggiungere all'essere umano.
Lo scopo è chiaro sin dalla copertina della presente opera:

"[...] Fino a soli vent'anni fa chiedersi se altrove, nel cosmo, ci fossero mondi simili al nostro, magari abitati, era una domanda che poteva pungolarti, ma a cui non c'era molta speranza di dare una risposta scientifica, a meno di incappare in un messaggio radio extraterrestre o in un'astronave aliena. Oggi [...] è una domanda che ha un senso concreto. 
Il numero di pianeti extrasolari scoperti ogni anno, dal 1995 in poi, è cresciuto a un ritmo impressionante. Adesso sappiamo che ogni luce nel nostro cielo è, potenzialmente, un sole nel cielo di altri mondi. E possiamo studiare da lontano quei mondi, capire come sono fatti, e stabilire se hanno ciò che serve per ospitare la vita. Sono tempi meravigliosi. [...]"

Dalle parole dello stesso autore dell'opera è possibile comprendere quali siano stati i passi compiuti e quanto sia stato pesante il loro incedere nel corso della Storia e dell'evolversi delle ambizioni ed aspirazioni umane.
Tali punti sono riassunti e condensati in chiave narrativa nella presente opera, al fine di poter fornire elementi utili per costruire proprie opinioni e convinzioni nei confronti di uno fra gli argomenti più coinvolgenti e degni di approfondimento che possano essere individuabili.
Gli elementi di riflessione e di degno approfondimento nei confronti di un argomento simile  sono declinati in termini anche storici, al fine di poter (cercare di) dipanare frammenti di non conosciuto ed ancora misterioso:

"[...] 'Siamo soli nell'Universo?' è una domanda che lascia  un senso di vertigine a chiunque. [...]
Oggi [...] Non c'è ancora una risposta definitiva: sì o no. Però, la scienza ha fatto formidabili passi in avanti e oggi abbiamo molti elementi nuovi per orientarci in quel luogo pieno di mistero e meraviglia che è l'Universo. Questo libro è un volo emozionante, con qualche deviazione tra filosofia e storia della scienza, alla scoperta di queste ultime acquisizioni [...]"

Leggerne per saperne di più, conoscendo un volo che è ancora tutto da compiere ma che già mostra infiniti collegamenti fra filosofia, storia, scienza ed inevitabili forme di fascino e paura verso tutto ciò che rimane sconosciuto.


mercoledì 6 luglio 2016

SU CRIMINALITA' ED AMBIENTE, CITANDO IL REPORT PER LE ECOMAFIE

Il bilancio dei reati ambientali denunciati ed assicurati al regime giudiziario è stato diffuso da Legambiente in un report finalizzato al riassumere i passi in avanti fatti ed i punti critici su una materia tanto complessa come questa.
Citando dal sito Legambiente.it è stato possibile desumere il numero di reati richiamati nel seguito:

"[...] Nel 2015 diminuiscono gli illeciti ambientali accertati, sono 27.745. [...] Salgono a 188 gli arresti, mentre diminuiscono le persone denunciate 24.623 e i sequestri 7.055. Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

La possibilità di stendere un bilancio maggiormente puntuale di quello richiamato nella citazione sopra riportata è stato precisato dalla stessa Legambiente, facendo leva su alcune componenti legate anche all'economia ed al ciclo monetario e di multe ad esso connesso:

"[...] Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. In calo le infrazioni nel ciclo del cemento e dei rifiuti. Crescono [...] gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e soprattutto gli incendi, con un’impennata che sfiora il 49%. Roghi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, più del 56% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. In calo il business delle ecomafie che nel 2015 è stato di 19,1 miliardi, quasi tre miliardi in meno rispetto all’anno precedente [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il bilancio legato all'illegalità ed alle sue compenetrazioni con il tema ambientale si configura quindi come un triste business che riesce a penetrare attraverso moltissime delle maglie di una società, potendo sfruttare e far fruttare un bilancio economico di illegalità molto elevato.
Il calo riscontrato rispetto all'anno precedente è pari a circa 3 miliardi di Euro, come quantificato dal report in oggetto. Le ragioni più significative dietro a questi numeri sono richiamate esplicitamente e definibili sulla base di alcuni punti chiave afferenti riduzioni riscontratesi internamente ai settori dell'illegalità, delle opere pubbliche e della gestione del ciclo di rifiuti urbani.
Per quanto riguarda invece il conteggio legato ai reati contestati, facendo leva anche sui provvedimenti recentemente inaugurati sul piano giudiziario dalle autorità governative, è possibile citare nuovamente quanto definito dal report in oggetto:

"[...] Nei primi otto mesi dall'entrata in vigore della legge sono stati contestati 947 eco-reati, con 1.185 denunce dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e il sequestro di 229 beni per un valore di 24 milioni di euro. Sono 118 i casi di inquinamento e 30 le contestazioni del nuovo delitto di disastro ambientale. [...] la criminalità organizzata la fa ancora da padrone (sono 326 i clan censiti) e la corruzione rimane un fenomeno dilagante [...]. Senza dimenticare che la criminalità organizzata continua la sua pressione nelle aree boschive e agricole, e nel mercato illegale del legno, del pellet e della biodiversità. Per questo Legambiente, torna [...] a ribadire l’importanza di continuare a rafforzare il quadro normativo con leggi ad hoc che tutelino anche la filiera agroalimentare, i beni culturali e l’istituzione di una grande forza di polizia ambientale diffusa sul territorio. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri dea criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il sito di Legambiente riporta anche alcune misure specifiche ed impiegabili per suggerire cardini di inasprimento nei confronti delle lotte per la protezione e per la tutela ambientale.


Fonte immagine: Legambiente.it

Per saperne di più: 

"Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.ithttp://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-ecomafia-2016-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambie

lunedì 4 luglio 2016

CERCANDO UN EQUILIBRIO, FRA ESSERI UMANI E STELLE...

"[...] alla fine c'è un criterio, più generale di ogni altro, che credo dovremmo tenere sempre a mente. 
Ed è che la vita non è un processo arcano, separato dal funzionamento del resto dell'Universo; è materia organizzata in forme straordinarie e complesse, ma pur sempre materia. 
E la linea di confine tra ciò che è vivente e ciò che non lo è diventa sempre più incerta man mano che scendiamo verso livelli inferiori di complessità. Non sentiamoci speciali [...]
E se un giorno [...] ci ritroveremo a dover stabilire se uno strano aggregato di molecole, incontrato per caso su un altro pianeta, possa essere considerato un nostro simile, ricordiamoci che noi stessi siamo parenti stretti di muffe e batteri - discendenti diretti di minuscoli e umili organismi che non hanno mai scritto libri o scoperto teoremi, ma che miliardi di anni fa hanno inventato questo gioco straordinario che chiamiamo vita. [...]"
Fonte: "Da un così semplice inizio", "Dove sono tutti quanti?", A.Balbi, Rizzoli Editore

Immagine tratta da orsa-minore.com

domenica 3 luglio 2016

FRA CAMBIAMENTI E MUSICA, CITANDO L'ESSERE UMANO...


"[...] I try to stay awake and remember my name 
but everybody's changing 
and I don't feel the same [...]"

venerdì 1 luglio 2016

FRA BATTITI D'UOMO...E BATTITI DI CANZONE, NEL MONDO


"[...] Dateci parole poco chiare
quelle che gli italiani non amano capire [...] 
Senza studiare senza fiatare basta intuire che è anche troppo.
Colpo d’occhio è quello che ci vuole uno sguardo rapido.
Il nostro suono, il nostro suono è un battito.
Parole incomprensibili siano le benvenute così affascinanti
così consolanti. [...] Ora davvero basta con la trasparenza 
voglio una cultura davvero sottostante 
davvero inapparente e soprattutto per sempre. [...]
Dateci le parole poco chiare quelle che gli italiani non amano capire,
costruiremo una nuova cultura rapida ed estetica. 
E il pensiero sarà un colore, 
il colore sarà un suono, 
il nostro suono un battito. [...]"
(Il battito, I.Fossati, cit.)

lunedì 27 giugno 2016

SU UNIVERSO E SUE DIMENSIONI, CERCANDO POSSIBILI VITE DIFFERENTI

"[...] C'è un semplice test che ho visto in un video su internet, alcuni anni fa. 
Un tizio andava in giro con un pallone da pallacanestro e una pallina da tennis, e fermava delle persone [...] per strada. Spiegava al suo interlocutore di turno che tra il pallone e la pallina c'è lo stesso rapporto di dimensioni che esiste fra la Terra e la Luna, poi gli consegnava la pallina da tennis e, tenendo lui in mano il pallone, gli chiedeva di allontanarsi alla distanza tra il nostro pianeta e il suo satellite. Voi quanto vi sareste allontanati? Pensateci. [...]
La risposta giusta è circa 7 metri. Provate a visualizzare la cosa mentalmente, o meglio ancora a farla sul serio. [...] Tutta la nostra galassia sarebbe una nuvola fatta da centinaia di miliardi di minuscoli granelli di polvere, sparsi per un raggio di migliaia di chilometri separati l'uno dall'altro da centinaia di metri di spazio vuoto. [...] l'Universo è grande. [...]"
Fonte: Dove sono tutti quanti?, A.Balbi, Rizzoli Editore


domenica 26 giugno 2016

"IL LIBRO DELLA SCIENZA", DESCRIVENDO OBIETTIVI E PANORAMI DEL GENERE UMANO

Nel descrivere l'evoluzione e la storia del genere umano sul pianeta Terra è inevitabile fare riferimento anche (o soprattutto) alle armi che hanno permesso di conoscere e scoprire sempre più dettagli sul mondo e sull'universo che ci circonda. E' inevitabile, in questo campo, fare riferimento esplicito alla scienza ed alle sue evoluzioni nella storia.
Il benessere ed il progresso che l'uomo ha sperimentato nel suo incedere su questo pianeta Terra sono espressione delle dirette conseguenze che il fare scienza e lo sperimentare hanno nei secoli raggiunto.
Ognuna delle tappe raggiunte dalla scienza ha consegnato e/o contribuito a scrivere pagine importanti per il genere umano intero, potendo favorire la costruzione di percorsi specifici con cui innescare prese di consapevolezza verso valori e condizioni altrimenti non conosciute.
E' la scienza ad aver fatto comprendere, con viva e sperimentale testimonianza, quanto certi valori e certe tematiche abbiano un impatto fondamentale nella vita del genere umano: ricerca, precarietà dell'esistenza, necessaria prosecuzione del metodo sperimentale per l'ottenimento di risultati attendibili, obbligate interpretazioni della realtà e delle evoluzioni del reale.
E' ancora la scienza che farà compiere, nell'incedere degli anni, scoperte che potranno far raggiungere all'umanità intera traguardi inestimabili.
Il tutto dovrà conseguentemente intersecarsi con le virtù e con le doti morali più positive caratteristiche dell'essere umano: cosa potrebbe infatti perpetuarsi ancora qualora certe scoperte vengano recepite da menti incapaci di vedere le conseguenze tanto futuribili quanto negative di certe pagine scritte e/o scrivibili?
A questa domanda dovrebbe rispondere un approfondito studio fra scienza e moralità dell'essere umano che esercita le virtù scientifiche, in parallelo ad episodi che hanno visto trascorsi anche non felici riguardo all'utilizzo di alcune scoperte scientifiche.
Su questo fronte si innesta la necessità di svolgere un'approfondita rassegna nei confronti delle scoperte scientifiche realizzate dall'umanità intera, nell'incedere della Storia.
Su questo fronte sarà possibile analizzare le scoperte, i percorsi che le hanno generate e le storie degli esseri umani che le hanno prodotte. Storie di uomini e donne con un loro percorso, fatto di studi e tentativi. Dall'analisi di questi percorsi e di questi errori si potrà trarre indicazioni e cultura per comprendere parte degli obiettivi futuri e dei traguardi ancora da raggiungere.
Uno strumento adatto al fornire una panoramica riguardo all'incedere della scienza e del progresso nel mondo intero è dato dall'opera "Il libro della scienza - grandi idee spiegate in modo semplice", pubblicato da Gribaudo per la collana Straordinariamente.
Lo scopo del libro è partire da una serie di domande per tracciare un percorso fatto di storie, ricerche, scoperte, donne ed uomini che hanno fatto compiere salti anche giganti all'umanità intera:

"[...] L'Universo è nato dal Big Bang? La luce è un'onda, una particella o entrambe? Siamo noi la causa del riscaldamento globale? E' possibile una teoria del tutto? La scienza ci permette di comprendere il mondo in cui viviamo e gli altri ipotetici multiversi, permette l'avanzamento tecnologico ed estende le frontiere della conoscenza. 
[...] questo libro è ricco di spiegazioni brevi e concise che vanno dritte al nocciolo delle principali questioni, senza tralasciare di contestualizzare azioni o avvenimenti. 
[...] diagrammi e [...] didascalie aiutano a ripercorrere le tappe fondamentali dello sviluppo della scienza; immagini [...] ne ricostruiscono la storia, aiutando a fissare con chiarezza le principali idee, e a comprendere [...] il perché di tanti eventi che fanno parte del nostro mondo. [...]"

I punti fondamentali entro i quali articolare il rapporto fra scienza, storia ed essere umano sono esplicitamente richiamati tramite l'elenco riportato nel seguito:

  • La nascita della scienza: 600 A.C. - 1400 D.C.;
  • La rivoluzione scientifica: 1400 - 1700;
  • Orizzonti in espansione: 1700 - 1800;
  • Un secolo di progressi: 1800 - 1900;
  • Un cambiamento di paradigma: 1900 - 1945;
  • Tasselli fondamentali: dal 1945 ad oggi. 
Ogni periodo storico è presentato come costruito da uomini, donne e percorsi scientifici che hanno impattato su una larghissima serie di settori costruiti dalla conoscenza e dalle vicende umane. 
Leggerne per saperne di più, valutando sia trascorsi che orizzonti prodotti (e/o raggiungibili) dal genere umano. 


venerdì 24 giugno 2016

FRA ARIE PE(N)SANTI E TRACOLLI, DI NOTIZIA IN NOTIZIA

"[...] C'è un'aria, un'aria, ma un'aria/ Ed ogni avvenimento di fatto si traduce/ in tanti 'sembrerebbe', 'si vocifera', 'si dice'/ con titoli ad effetto che coinvolgono la gente/ in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto/ senza dire niente./ C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca [...] Lasciateci aprire le finestre [...] In questo grosso mercato di opinioni concorrenti/ puoi pescarti un'idea tra le tante stravaganti/ e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi/ che ti saltano addosso come le marche/ dei preservativi. [...]"
(C'è un'aria, G.Gaber, cit.)

"Melanconia dell'uomo politico", 
G.De Chirico, 1938

mercoledì 22 giugno 2016

FRA SCIENZA E SCIENZIATI, SEGUENDO PENSIERI E MODELLI

"[...] Tutte le verità sono facili da capire una volta che sono state rivelate. 
Il difficile è scoprirle. [...]"
(G.Galilei, cit.)

"[...] Se vuoi diventare un vero ricercatore della verità, almeno una volta nella vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose. [...]"
(Cartesio, cit.)

"[...] Mi sembra di essere stato solo un fanciullo che gioca sulla riva del mare e che si diverte a trovare di tanto in tanto una pietra più liscia delle altre [...] mentre il grande oceano della verità giace inesplorato davanti a me. [...]"
(I.Newton, cit.)

"[...] La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente. [...]"
(A.Einstein, cit.)

"[...] Le indagini scientifiche sono una sorta di guerra combattuta contro tutti i propri contemporanei e predecessori. [...]" (T.Young, cit.)

Frasi riprese da "Il libro della scienza", Gribaudo - Feltrinelli Editore

Fonte immagine: gliscritti.it


lunedì 20 giugno 2016

FRA ENERGIA ED UMANITA', CERCANDO ORIZZONTI ED EVOLUZIONI

"[...] L'energia disponibile è il principale oggetto in gioco nella lotta per l'esistenza e l'evoluzione del mondo. [...]" (Ludwig Boltzmann, cit.)

Fonte immagine: paroleinfuga.it

venerdì 17 giugno 2016

FRA VITA E DESIDERIO DI VITA...CITANDO I NOMADI



"[...] Forse scorre dentro il silenzio il senso 
e il profilo della vita è tra le cose 
e anche il buio serve ad immaginare 
la ragione che ci invita a provare 
so che può far bene anche gridare 
per riscattare l'anima dal torpore 
so che ad ingannarmi non è l'amore 
perché voglio amare [...] 
Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene [..]
la ragione che ci invita a continuare 
per questo problema non ho soluzione 
io mi sento vittima e carceriere [...]"
(Io voglio vivere, Nomadi, cit.)

lunedì 13 giugno 2016

SU CULTO DELLA PERSONALITA', REAZIONI (DIS)UMANE...E CONSAPEVOLI LIMITI


"[...] Look into my eyes, what do you see? 
Cult of Personality 
I know your anger, I know your dreams 
I've been everything you want to be 
I'm the cult of personality [...]"

sabato 11 giugno 2016

DOVE ANDARE E COSA FARE, FRA UOMO E MONDO


"[...] Sai, scriverti una lettera 
non è una cosa facile. 
Sai, mi sento così fragile 
Le bombe non ti ascoltano [...] 
questa guerra non mi cambierà [...]
Dove si va 
Come si fa 
a stringere la vita 
intanto fuori scoppia la notte. 
Dove si va 
Come si fa 
Se vivere da queste parti 
è come tirare a sorte. 
Sai, il tempo è scivolato via 
Ma non è stato tutto inutile [...]"
(Dove si va, Nomadi, cit.)

mercoledì 8 giugno 2016

"COME PENSANO GLI INGEGNERI", FRA SOCIETA' E DIFFERENTI PROSPETTIVE NEL MONDO

Quali sono gli effetti che studi differenti causano nei modi di apprendere, vedere e comprendere il mondo? Possono esistere confini e/o metodi di apprendimento similari fra indirizzi di studio lontani (solo apparentemente?) gli uni dagli altri? 
Come è portato a vedere la realtà un tecnico rispetto ad un letterato? Possono esistere punti in comune fra architetture mentali differenti? Come finisce per strutturarsi l'uomo in una società altamente complessa come la nostra? Quali orizzonti e prospettive può avere la ricerca di nuove opportunità di vita e/o di punti da cui guardare il mondo? 
Ognuna di queste domande può avere altrettante risposte; ognuna delle quali fa leva sul principio cardine secondo cui il pensiero umano (adeguatamente sviluppato) è tanto sfuggente quanto non circoscrivibile da convenzioni e convinzioni. 
Ad ogni modo di pensare sono associate (o associabili) prospettive differenti di sviluppo e di definizione di progetti con cui (cercare di) lasciare la propria impronta nel mondo. 
Ognuno dei modi di pensare precedentemente definiti risulta anche figlio di un percorso specifico, condotto mediante ostacoli costituiti da variegate tematiche: istruzione, apprendimento, lacune non colmate a dovere, difficoltà nel reperimento di informazioni, obiettività e coerenza di divulgazione nell'impostazione del mondo solo per citarne alcune. 
In questo oceano di prospettive differenti quale ruolo finisce per avere chi ha scelto di istruirsi nel merito dell'ingegneria? Quali prospettive e visioni del mondo può avere chi ha dedicato la sua vita allo studio di discipline tecniche e/o di scienze ingegneristiche? 
Il punto di criticità sostanziale riguarda la necessità di comprendere quale visione del mondo possa avere chi è "ingegneristicamente" formato. Quali risulteranno essere gli impatti potenziali delle intelligenze umane applicate al settore dell'ingegneria? 
Quali e quante sono le storie che si possono enumerare nei confronti delle vicende umane e dell'impatto dello stesso uomo sull'astronave Terra? 
A questa ed a moltissime delle domande precedentemente definite cerca di rispondere con esperienze ed umane vicende l'opera "Come pensano gli ingegneri - Intelligenze applicate", scritto da Guru Madhavan e pubblicato da Raffaello Cortina Editore per la collana Scienze e Idee.
L'obiettivo di fondo della presente opera è descritto sia dal titolo che dall'introduzione richiamata nella copertina del testo:

"[...] Guru Madhavan indaga il particolare stile di pensiero degli ingegneri rivelando l'enorme influenza che esercitano grazie alla loro capacità di trasformare i problemi in opportunità. 
Il racconto che ne deriva mette insieme i grandi innovatori [...] e le più diverse invenzioni [...]
Madhavan individua uno strumento intellettuale flessibile nel pensiero sistemico modulare, che coglie una struttura dove apparentemente non c'è, e spiega perché concetti quali ricombinazione, pensiero per prototipi, affidabilità, standardizzazione, ottimizzazione e bilanciamento vengano applicati in campi tanto diversi quanto lo sono i trasporti, il commercio, la sanità o lo spettacolo. [...]"

Risulterà quindi possibile definire un campo nel quale comprendere, mediante storie tanto piccole quanto essenziali per il progredire della storia e dell'essere umano, quali passi le scienze ingegneristiche abbiano compiuto e (ancora di più) fatto compiere all'uomo.
Inevitabilmente l'autore porterà il lettore a riflettere anche sull'apporto che l'ingegneria ha consegnato al genere umano, durante secoli di storia e di metodi sperimentali con cui (provare ad) indagare sul mondo. Le parole chiave con cui sono strutturati gli approcci "narrativi" e divulgativi si ritrovano fra i capitoli dell'opera: combinare e ricombinare informazioni e scoperte per (ri)costruire prospettive e visioni differenti, ottimizzazione e realizzazione di prodotti ad alte forme di sostenibilità ed affidabilità, procedure di standardizzazione flessibile, processi con cui ibridare ed adattare le scoperte umane, pensare per prototipi e comprendere quali siano gli errori potenzialmente realizzabili nelle sperimentazioni. 
Grazie alle pagine della presente opera si potranno comprendere quali dinamiche rimangano nella testa degli ingegneri dopo anni di studio e/o di lavoro sul campo, nelle svariate branche che sono racchiuse sotto una scienza tanto complessa. 
Si potranno comprendere quali saranno i settori nei quali queste stesse componenti troveranno spiegazioni e definizioni specifiche, al fine di definire opportunità con le quali cercare di strutturare il futuro che attende l'essere umano. Futuro che, per concretizzarsi, dovrà essere inaugurato sotto la luce di molti concetti chiave: sostenibilità, umanesimo tecnico, consapevolezza del ruolo rivestito dall'essere umano nel mondo, etica e pragmatismo morale. 
Leggere per saperne di più. 


martedì 7 giugno 2016

SU ELEZIONI, (ASSENZA DI) IMPEGNO E SCRUTATORI...NON VOTANTI



"[...] Lo scrutatore non votante 
è indifferente alla politica. [...]
Lo scrutatore non votante 
è solo un titolo o un immagine 
[...] sarebbe interessante 
verificarlo in un'indagine. [...] 
Lo scrutatore non votante 
è come un sasso che non rotola 
tiene le mani nelle tasche 
e i pugni stretti quando nevica [...]
Lo scrutatore non votante 
conserva intatta la sua etica [...] 
si è comperato un mangia-carte 
per sbarazzarsi della verità. 
Lo scrutatore non votante 
è sempre stato un uomo fragile. 
Poteva essere farfalla 
ed è rimasto una crisalide. [...]"
(Lo scrutatore non votante, S.Bersani, cit.)

sabato 4 giugno 2016

SU FINZIONE, UMANITA' ED ISTANZE DI MIGLIORAMENTO...

"[...] Facciamo finta che io non mi spavento/ quando arriva la fine [...]./ 
Facciamo finta che chi fa successo/ se lo merita./ 
Facciamo finta che sono un eroe/ e che posso volare e sconfiggere il male./ 
Facciamo finta che tu sei diverso/ e che malgrado questo io non ti voglio ammazzare./ 
Facciamo finta che posso schioccare le dita/ e in un istante scomparire/ 
quando quello che ho davanti non mi piace/ 
non è giusto o semplicemente mi fa star male. [...]"
(Facciamo finta, N.Fabi, cit.)


venerdì 3 giugno 2016

FRA NON APPARTENENZA E RICERCA DEL VER(ITIER)O...


"[...] se guardo il mondo intero/ che solidale si commuove in coro/ 
i filmati di massacri osceni/ i tanti primi piani di mamme e bambini/ 
mi vien da dire che se questo è amore/ sarebbe molto meglio non essere buoni./ 
Se provo a guardare il mondo civile/ 
così sensibile con chi sta male/
il cinismo di usare la gente [...] 
Mi vien da dire/ che se questo è amore/ 
io non amo nessuno/ non sento proprio niente. [...] 
è proprio il mondo della grande fratellanza/ per nuove suffragette piene d’isteria./ 
O peggio ancora/ è quella sporca convenienza/ 
come sempre mascherata/ dalla grande ipocrisia/ 
la nostra ipocrisia. [...]"
(Canzone della non appartenenza, G.Gaber, cit.)

mercoledì 1 giugno 2016

CONSIDERAZIONI SU ECONOMIA CIRCOLARE, SVILUPPO ALTERNATIVO ED ITALIA

Quale potrebbe essere l'apporto costruttivo che l'economia circolare potrebbe consegnare a sviluppo e definizione dei sistemi produttivi? Come potrebbero definirsi le basi per un differente tipo di modello su cui strutturare la società circostante?
A queste domande risponde un articolo alquanto interessante, riportato sul sito di divulgazione ed informazione ambientale greenreport.it e scritto da Luca Aterini.
Tale documento pone in relazione e cerca di rielaborare alcune informazioni specifiche definite dalla Banca d'Italia e da Autorità continentali in materia di ambiente e di modelli di sviluppo economico.
Il quadro sostanziale da cui partire viene delineato dalla Relazione annuale della Banca d'Italia, per la quale si cerca di strutturare gli effetti che varie dinamiche hanno contemporaneamente prodotto sull'economia italiana: riduzione delle quote petrolifere, andamento dei prezzi di consumo, valutazione dei rischi esistenti sulla sostenibilità del sistema economico, strutturazione dei profili di inflazione statali.
Gli andamenti di questi fattori vengono fatti corrispondere e posti in relazione, nello specifico, come determinanti per il quadro statale e per l'evoluzione delle prospettive economiche sia di medio che di lungo termine. A queste componenti se ne possono aggiungere altre di respiro anche maggiore, come è possibile qualificare relativamente all'andamento delle economie emergenti su scala mondiale.
Per quanto riguarda le prospettive esistenti relativamente alla definizione strutturata internamente alle materie prime, dovrà essere opportuno impostare un passaggio specifico relativo a quanto citato nella relazione della Banca d'Italia:

"[...] Nel 2015 [...] è proseguita la caduta dei corsi delle materie prime diverse dal petrolio, in atto dal 2011. La diminuzione media nell'anno è stata pari al 23% per i metalli industriali, con flessioni ancora più marcate per i minerali ferrosi, nickel e rame, che hanno risentito in misura maggiore del rallentamento in Cina nell'industria pesante e nelle costruzioni. I tagli alla produzione attuati da diverse compagnie minerarie nel corso dell’anno hanno fornito un sostegno alle quotazioni soltanto a partire dai primi mesi del 2016. I corsi dei beni agricoli alla fine del 2015 si collocavano di circa il 36% al di sotto dei picchi del 2011. [...]"
Fonte: Il ruolo delle materie prime nella crisi italiana, secondo BankItalia, L.Aterini, greenreport.it

A questa prospettiva andrà affiancata, sul medio e lungo termine ed in maniera sempre maggiore e preponderante, una serie di percorsi votati al recupero ed alla rivalutazione delle materie prime e dei cicli di vita esistenti o strutturabili.
L'articolo in questione risulta, a questo proposito, estremamente chiaro e specifico nella strutturazione di provvedimenti adeguati e/o di buone pratiche aventi dimensioni di matrice continentale:

"[...] L’economia circolare [...] darà impulso alla competitività dell’Unione mettendo al riparo le imprese dalla scarsità delle risorse e dalla volatilità dei prezzi e contribuendo a creare sia nuove opportunità commerciali sia modi di produzione e consumo innovativi e più efficienti. [...]"
Fonte: Il ruolo delle materie prime nella crisi italiana, secondo BankItalia, L.Aterini, greenreport.it

Il citato contributo, definito dalla Commissione Europea nel pacchetto legislativo proposto sul tema, andrà a concretizzare la messa in opera di uno strumento capace di ovviare agli scostamenti ed alle volatilità definibili in tema di materie prime e di approvvigionamento legato ai materiali.
Da questo proposito, pertanto, si potrebbero definire proposte sempre più strutturate anche per la sola Italia. Frammenti di un modello economico più strutturato sono, su questo livello, assolutamente sostanziali ed importanti da cogliere.


Per saperne di più:
"Il ruolo delle materie prime nella crisi, secondo BankItalia", L.Aterini, greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/ruolo-delle-materie-prime-nella-crisi-italiana-secondo-bankitalia/

venerdì 27 maggio 2016

FRA FORTUNE DA AVERE E FORTUNE DA COSTRUIRE, CITANDO SAMUELE BERSANI


"[...] C'è chi tiene degli inutili trofei 
dritti sopra un ripiano 
E se li lucida personalmente 
C'è chi invece sente 
di non aver dato agli altri nulla di sé [...] 
Voglio spremere il tubetto fino in fondo 
La fortuna che abbiamo 
Ridipingere con un colore più intenso, 
meno opaco [...]"
(La fortuna che abbiamo, S.Bersani, cit.)

mercoledì 25 maggio 2016

"IL MACIGNO", DESCRIZIONE DI UN'ITALIA APPESANTITA DAL DEBITO PUBBLICO

Quali sono e rimangono i problemi economico-finanziari di cui l'Italia è afflitta, in un momento nel quale permangono crescite pari a vari zerovirgola a dominare report e mezzi di informazione?
Quali potrebbero essere gli impatti derivanti da misure economiche e riforme strutturali da mettere in campo per (cercare di) risollevare le sorti del sistema Italia?
E' possibile affrontare discorsi su argomenti tanto imponenti senza sfociare in semplificazioni estreme di questioni che rimangono tremendamente complesse?
Mediante quali passi si potrebbero (cercare di) spiegare e divulgare i mali che hanno attanagliato il Paese e costretto una popolazione intera a vedersi immersa in uno stato di crisi che pare (purtroppo) non avere avuto nell'opinione pubblica sia colpe che colpevoli ben precisi?
Il primo passo per rispondere a questa e moltissime altre domande simili dovrebbe essere quello di rendere esplicative e chiare sia le indicazioni che le informazioni attribuibili ad una lunga serie di campi: economia, finanza, politica, società, disuguaglianza sociale, meccanismi di Governo e di Amministrazione della res publica solo per scriverne alcune.
Deve essere considerata totalmente e pienamente meritevole quell'attività che preveda la necessità di adoperarsi per enunciare e diffondere conoscenze specifiche in materie simili a quelle citate.
Tutto questo divulgare deve essere svolto al di fuori di ogni possibile tendenza complottista, nel tentativo tanto estremo quanto estremamente importante di far comprendere fino in fondo come si muovano certe dinamiche e quali siano le evoluzioni storiche che le hanno generate.
Grazie a questo incedere si potrebbe meglio comprendere come l'attuale mole di problemi sia in realtà una conseguenza più o meno diretta di situazioni pregresse, di errori non corretti, di strategie non doverosamente assimilate.
E' su queste linee fondamentali che si muove l'opera "Il macigno - Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene", scritto dal passato Commissario alla revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli e pubblicato da Feltrinelli per la collana Serie Bianca.
Il presente testo si richiama direttamente alla prima opera redatta dall'ex Commissario, intitolata "La lista della spesa - La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare" e pubblicata nell'anno 2015. L'intento e la volontà di trasmettere qualche idea molto utile riguarda alla complicatissima situazione italiana sono rese esplicite sin dalla copertina del libro:

"[...] Sono decenni che gli italiani lo sanno: il debito pubblico è un problema spaventosamente grande, tanto che sembra troppo enorme per essere affrontato.
Solo Carlo Cottarelli può riuscire a raccontare in termini chiari e trasparenti come stanno davvero le cose, spiegando i concetti fondamentali senza tecnicismi e utilizzando una miriade di esempi che nascono dalla sua esperienza di dirigente al Fondo Monetario Internazionale e di Commissario per la Revisione della spesa. [...] Cottarelli torna [...] ad illuminare i conti pubblici italiani, puntando l'attenzione sul debito: come si forma? Perché è così difficile ridurlo? 
Come mai è così importante per l'economia delle nazioni? Ci si può convivere, e in che modo? 
Cottarelli ha avuto esperienza diretta di molte crisi generate dal debito pubblico [...] e può quindi illustrare rischi e opportunità delle varie, possibili soluzioni del problema: da quella più combattiva (non ti pago!) a quella più ortodossa (l'austerità), fino al cauto ottimismo di una possibile via di buon senso, fatta di credibilità, crescita e attenzione al lungo periodo. [...]"

Si definiranno varie pieghe fra le pagine del libro, anticipando possibili soluzioni e definendo quali fra quelle proposte possano risultare più o meno percorribili.
La propaganda di una soluzione viaggia molto oltre la ricerca di una serie di misure reali che sappiano cercare di causare al sistema Italia il male minore fra quelli possibili, sapendo appunto che non è praticamente possibile prendere misure che sappiano generare solo effetti benefici.
Specialmente nel breve e medio termine. I passi mediante i quali si articola l'opera sono specificamente richiamati nel seguito della presente trattazione:

  • Quantificazione del debito pubblico italiano e delle situazioni che ne hanno condotto ad una elevata generazione;
  • Contesti nei quali il debito pubblico riesce a generare crisi finanziarie e cali di crescita economica;
  • Possibili soluzioni impostabili, sia sul breve che sul medio-lungo termine: sovranità monetaria, ripudio del debito, soluzioni intermedie, definizione di errori e di scelte passate;
  • Riflessioni sul patrimonio pubblico e su forme di austerità differenti da quelle usualmente note nel dibattito pubblico; 
  • Descrizione del regime di regole fiscali ed economiche che costituiscono il corpus normativo a cui sia l'Italia che l'Europa devono adeguarsi nel contesto continentale;
  • Definizione degli effetti producibili dalla crescita economica in rapporto al potenziale calo degli indici di debito pubblico.
Leggerne per (cercare di) capirne e comprenderne di più.


martedì 24 maggio 2016

SU UMANITA', DIALOGO ED ONORE...FRA ARTE E LETTERATURA

"[...] Per concludere, insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; [...] dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l'uomo. [...]"
(J.J. Rosseau, cit.)

Le tre età dell'uomo, C.D. Friedrich

sabato 21 maggio 2016

CERCANDO E GUARDANDO STELLE, DA DIMENSIONE UMANA


"[...] mi piace calcolare le distanze [...] 
proiettarmi nello spazio siderale [...]
ho conosciuto la costellazione  [...] 
senza mai guardare dentro un cannocchiale 
Perché la mia vista vede, è una lente naturale 
E ho fantasia e posso anche volare 
La fantasia lo sai ti fa volare [...]
Una speranza sospesa, tra la scienza e la guerra [...]"
(Guardastelle, Bungaro, cit.)

mercoledì 18 maggio 2016

FRA VENTI DI GUERRA E DI UMANITA', CERCANDO PACE

"[...] How many roads must a man walk down
Before you call him a man? [...]
how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand? [...]
how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer [...] is blowin' in the wind [...]"
(Blowing in the wind, Bob Dylan, cit.)

Il Carnaio, P.Picasso

domenica 15 maggio 2016

FRA VITTORIE E SCONFITTE...BILANCIANDO LA VOLUTA RINUNCIA

"[...] Distendo le vene/ e apro piano le mani./ Cerco di non trattenere più nulla./ Lascio tutto fluire/ l'aria dal naso arriva ai polmoni./ 
Le palpitazioni tornano battiti./ La testa torna al suo peso normale./ 
La salvezza non si controlla./ 
Vince chi molla. [...]"
(Vince chi molla, N.Fabi, cit.)

Immagine tratta dall'album del cantautore. 

sabato 14 maggio 2016

"KOBANE CALLING", LEGGENDO UN DIARIO MISTO FRA GUERRA E VITE

Frammenti di un diario di viaggio, capace di trasmettere anche se tramite fumetto una serie notevole di sensazioni, paradossi e durissime realtà.
Diario di viaggio che, fra spontaneità e schegge di ironia fatta per r-esistere, finisce per trasformarsi in un eloquente diario di vita. Frammenti di viaggio che vengono fatti coincidere con attimi di vita; il tutto viene raccontato e descritto da una penna con quel poco di accento romano che non guasta mai.
Queste sono le linee guida con le quali è stata costruita "Kobane Calling", ultima opera del fumettista Zerocalcare edita da Bao publishing. Il tratto fondante di un libro come questo è definito da poche parole riportate nel retro della copertina dell'opera:

"[...] Un diario di viaggio tra Turchia, Siria e Iraq, verso una coraggiosa utopia possibile: il Rojava. [...]"

Esulando dal definire cosa e come sia affrontato il Rojava nelle descrizioni fatte dagli occhi dell'autore, è possibile chiedersi quale sia il punto di vista grazie al quale questo viaggio sia articolato. Diario di viaggio scritto con capacità e consapevolezza analitica; valori come questi sono, però, ricondotti inevitabilmente all'esperienza ed alle doti nascoste di alcuni uomini.
Uomini che, in questo caso, si identificano proprio con Zerocalcare. E' lo stesso a descrivere il controverso rapporto maturato nell'opera in oggetto:

"[...] A me risulta difficile concepire un'appartenenza diversa dal mio quartiere. Forse però ci sono altre cose che trascendono la geografia e parlano ad altre corde, che manco sappiamo di avere. [...]"

Questa opera si (pro)pone l'obiettivo fondante di parlare proprio a quelle corde nascoste che ognuno di noi ha ma non sa fino in fondo di possedere. Vi sono corde che hanno la metafora di cuori rotti e sconosciuti, altre ancora si ritrovano nei volti disegnati di persone che quotidianamente affrontano realtà estreme. Vi sono ancora corde vibranti impersonate da armadilli che fungono da amici immaginari, od ancora corde rappresentate da mammut e/o da proboscidati non meglio identificati aventi scopi di costruttiva interferenza con il vignettista/protagonista dell'opera.
Si ritrova nei meandri di questa testimonianza una serie di storie che non riescono a trovare esaurimento fra le sole pagine del libro, in quanto ancorate ad una realtà che a tutt'oggi è ancora dentro un'evoluzione fra il rapido ed il torbido:

"[...] E' difficile stabilire quando finisce un libro, se provi a raccontarci dentro la vita vera. 
Perché quella continua a scorrere in un'infinita sequenza di eventi concatenati, e un punto non ce lo puoi mai mettere. [...]"

E' inevitabile scrivere che la vita (ed il sangue, date le crudeltà quotidianamente commesse e raccontate fra le pagine) continuerà(nno) a grondare, scendendo inarrestabile ed oltrepassando il confine giocoforza imposto dalle pagine del libro.
Vi rimangono baratri impossibili da qualificare, dolori che non si possono quantificare come si dovrebbe. In molte di queste pagine sono racchiuse esistenze cessate, vite costrette ad incandescenti "morti in vita", altrettante testimonianze figlie di una realtà che non lascia sconti o margini a ciò che è sostanzialmente tanto imprevedibile quanto durissimo da sopportare.
Queste sono solo alcune delle linee di un racconto che non può essere eccessivamente sintetizzato e, quindi, sminuito della sua costruttiva (pre)potenza. Così come non può essere svilito del suo pe(n)sante significato. Trattasi di racconto immerso in una realtà resa tramite tratto di penna e fumetto:

"[...] Facce, parole e scarabocchi da Rebibbia al confine turco-siriano. [...]"

Leggerne, mantenendosi il più ricettivi e sentimentalmente aperti possibile.


mercoledì 11 maggio 2016

FRA UOMO E LOTTA(RE) PER ALLONTANARE LE PRIVAZIONI


"[...]  Io non mi privo e manifesto
amico fai presto
che il nostro futuro
ce lo portano via.
E di colpo… il politico di turno
si atteggia, sorride in tv
con i suoi occhi da furbo
tra applausi finti e frasi fatte 
ci vende il suo fumo 
ma non quel fumo che qualcuno vorrebbe.
E di colpo, un raggio di sole
che per metà ti brucia
e per l’altra metà ti commuove
in quel momento, in un paese sfinito
lotti in silenzio perché credi che non sia tutto perduto [...]"

lunedì 9 maggio 2016

FRA NATURA, INDUSTRIALIZZAZIONE...E PATRIMONI PERDUTI (PER SEMPRE?)

"[...] Mio caro amico, disse,/ qui sono nato,/ in questa strada/ ora lascio il mio cuore./ Ma come fai a non capire,/ è una fortuna, per voi che restate/ a piedi nudi a giocare nei prati,/ mentre là in centro respiro il cemento. [...] Solo case su case,/ catrame e cemento./ Là dove c'era l'erba ora c'è/ una città,/ e quella casa in mezzo al verde ormai/ dove sarà./ Non so, non so perché,/ perché continuano/ a costruire, le case/ e non lasciano l'erba [...]"
(Il ragazzo della via Gluck, A.Celentano, cit.)


venerdì 6 maggio 2016

FRA MANI SU OCCHI...SU ANIMA E SU CUORE


"[...] E non pensare che poi tutto capiti a noi
è solo un piatto di spine [...]
Tu insegni il silenzio, in tutte le lingue del mondo, 
io scrivo d'amore, ma poi mi nascondo
Mi hai visto correre nella pioggia
inseguire un giornale in spiaggia, 
una ricongiunzione, 
la mia assoluzione. [...]
Mi hai visto grasso toccare il fondo, 
hai visto tutte quelle cose di cui io mi vergogno.
Hai fatto finta di non vedere quando tradivo, 
giocavo e imbrogliavo. [...]
Ancora adesso stringiamo i pugni 
e non ce ne andiamo da qui
Conosci tutti quelli che amo, la loro vita e la mia, 
alcuni li hai visti arrivare, altri andarsene via. [...]"

giovedì 5 maggio 2016

FRA DEBITO PUBBLICO ED ITALIA, CITANDO L'ECONOMIA...

"[...] Quanto è alto il debito pubblico rispetto al passato? [...] La serie storica del rapporto tra debito e PIL è stata ricostruita dalla Banca d'Italia dal 1861 [...] cioè dall'Unità d'Italia.
Da allora, il rapporto tra debito e PIL ha ecceduto la soglia del 130% tra il 1919 e il 1924, per effetto degli alti deficit accumulati durante la Prima Guerra Mondiale [...]
Il Regno d'Italia iniziò la sua vita con un debito piuttosto basso, intorno al 40% del PIL, ma poi il debito iniziò a crescere per effetto delle spese causate dall'unificazione del Paese e dall'aumento delle infrastrutture pubbliche, sfiorando appunto il 130% de PIL verso la fine del secolo. 
La crescita fu quasi continua [...]. Inizia poi una discesa fino a un minimo del 77% del PIL prima della Grande Guerra. Ma con il conflitto bellico il debito esplode, sfiorando un picco storico del 160% nel 1920. La discesa successiva viene interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale, in cui [...] il debito sale 'solo' al 100% del PIL. 
L'inflazione del secondo dopoguerra erode il valore del debito pubblico, che crolla sotto il 20% del PIL nel 1947. [...] Siamo virtuosi per circa due decenni: il debito resta su livelli bassi (25-35% del PIL) fino alla fine degli anni Sessanta, quando il rapporto ricomincia a crescere [...] superando il 120% [...] nel 1994. Inizia poi una lenta discesa, ma il debito non scende mai sotto il 100% del PIL. 
La discesa è interrotta dalla crisi economica del 2008 che spinge il rapporto oltre i 130% [...]"

Fonte: "Il debito pubblico italiano: una cifra astronomica...", "Il macigno - Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene", C.Cottarelli, Feltrinelli Editore

Fonte immagine: "1990-2010: vent'anni, tanto debito e poca crescita", Linkiesta.it
http://www.linkiesta.it/it/article/2011/11/10/1990-2010-ventanni-tanto-debito-e-poca-crescita/2343/

lunedì 2 maggio 2016

FRA TRENI E VAPORE, PERSEGUENDO UMANE DIMENSIONI


"[...] Come i treni a vapore 
come i treni a vapore 
di stazione in stazione 
e di porta in porta 
e di pioggia in pioggia 
e di dolore in dolore 
il dolore passerà [...]"
(I treni a vapore, cit.)

domenica 1 maggio 2016

"LA REALTA' NON E' COME CI APPARE", CON OCCHIO CRITICO VERSO SCIENZA ED UMANITA'

Come possono matematica, fisica e scienza cercare di leggere al meglio possibile la realtà circostante? L'obiettivo principale della conoscenza scientifica dovrebbe essere quello di (pre)occuparsi su come qualificare il mondo esterno, rendendolo maggiormente adatto a prospettive favorevoli per l'essere umano.
Le specificità su cui strutturare un percorso simile sono state caratterizzate, nella storia, da una serie di parole e concetti chiave: ricerca, opportunità, disciplina, metodo scientifico, sperimentazione.
Sullo sfondo è spesso rimasta la necessità di dover prima o poi ridiscutere (più o meno) completamente modelli ritenuti fino a poco prima insindacabili, adeguandosi a redigere nuove forme di conoscenza alla luce di quanto appreso o nuovamente sperimentato.
Scienza, mondo e visione dell'essere umano vengono a legarsi in un percorso capace di raggiungere specifici traguardi con cui inaugurare nuovi potenziali percorsi; ad ognuno di questi spettano molteplici possibilità per migliorare ed amplificare le opportunità che l'umanità ha di rendere maggiormente comprensibile questa Terra e tutto l'Universo circostante.
Vi sono state teorie così come vi sono stati errori.
Errori fatti per far compiere all'umanità intera passi avanti, nella speranza di ottenere miglioramenti con cui (provare a) costruire progresso e futuro.
Sarebbe possibile redigere un diario di viaggio per l'umanità intera, nel quale fossero racchiusi volti e progetti che hanno contribuito a costruire nuove versioni di realtà e d'Universo?
Di quali e quante pagine potrebbe essere fatto un percorso così grande ed imponente?
A queste domande cerca di rispondere l'opera "La realtà non è come appare - La struttura elementare delle cose", scritto da Carlo Rovelli e pubblicato da Raffaello Cortina Editore - Collana Scienza e Idee. Gli scopi della presente opera sono richiamati esplicitamente nella copertina dello stesso libro:

"[...] Tempo, spazio e materia appaiono generati da un pullulare di eventi quantistici elementari. Comprendere questa tessitura profonda della realtà è l'obiettivo della ricerca in gravità quantistica, la sfida della scienza contemporanea dove tutto il nostro sapere sulla natura viene rimesso in questione. Carlo Rovelli, uno dei principali protagonisti di questa avventura, conduce il lettore al cuore dell'indagine in modo semplice e avvincente. [...]"

Le modalità scelte per completare un racconto così ambizioso convergono verso la necessità di definire concretamente quali uomini e quali idee fondanti abbiano contribuito a costruire il percorso unico che l'umanità ha avuto fino a questo momento.
In questo viaggio l'autore sceglie una modalità di racconto e discussione degli elementi fondanti della narrazione capace di rendere merito a protagonisti esistiti ed errori commessi:

"[...] [L'autore] Racconta come sia cambiata la nostra immagine del mondo dall'Antichità alle scoperte più recenti: l'evaporazione dei buchi neri, l'Universo prima del big bang, la struttura granulare dello spazio, il ruolo dell'informazione e l'assenza dl tempo in fisica fondamentale. [...]"

Le modalità per comprendere ed articolare questo viaggio devono scorrere mediante il concetto chiave di divulgazione; l'arte consapevole di rendere semplice e trasmissibile ciò che è difficile o poco comprensibile è un mestiere che non si apprende in poco tempo.
Tale competenza dovrebbe essere vincolante e necessaria quando si cerca di fare scienza in maniera costruttiva ed istruttiva per il prossimo. E' dentro questo cuneo che l'autore cerca di impostare un confronto con il lettore:

"[...] L'autore disegna un vasto affresco della visione fisica del mondo, chiarisce il contenuto di teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, ci porto al bordo del sapere attuale e offre una versione originale e articolata delle principali questioni oggi aperte. 
Soprattutto, comunica il fascino di questa ricerca, la passione che la anima e la bellezza della nuova prospettiva sul mondo che la scienza svela ai nostri occhi. [...]"

Le potenzialità offerte dalla scienza e dal progresso nei confronti dell'essere umano esprimono un metodo concreto con cui potersi adoperare per costruire progresso in termini concreti.
Per queste ragioni i passi del libro si articolano seguendo un percorso finalizzato a costruire un'impronta storica con cui valutare i passi in avanti fatti compiere da scienza e tecnologia all'umanità intera. I passi compiuti vengono redatti ed analizzati dall'autore mediante capitoli e paragrafi specifici, finalizzati al definire margini per creare interesse ed attenzione.
Concetti e parole chiave impiegate vengono definite, semplificate e divulgate nella consapevolezza di dover tratteggiare un viaggio importantissimo: divisibilità, natura delle cose, rivoluzione della relatività, evoluzioni di matematica e fisica, quanti, campi e particelle, spazio quantistico, tempo relazionale, (in)esistenza del tempo in rapporto alle concezioni umane, big bang e segnali dalla natura circostante. Sullo sfondo buchi neri
I tentativi di esplorazione e scoperta del mondo convergono verso la necessità di definire un quadro che sappia essere utile per rendere merito a quanta strada l'umanità sia riuscita a percorrere fino ad oggi. Sullo sfondo emerge un enorme consapevolezza di divulgazione concreta e coerente:

"[...] In questo libro racconto lo stato attuale della ricerca di questa [...] immagine del mondo, così come lo capisco oggi, cercando di metterne a fuoco i nodi essenziali e i nessi logici. 
Come lo si racconterebbe a un collega e amico che ti chiedesse 'Ma tu, come pensi che stiano davvero le cose?', camminando lungo il mare in una lunga notte d'estate. [...]"

Leggerne per saperne di più, confutarne od apprendere qualcosa di più.





mercoledì 27 aprile 2016

FRA UMANITA', ALTRUISMI, PRESENZE ED ASSENZE...CITANDO "IL PICCOLO PRINCIPE"

"[...] Quest’uomo, si disse il piccolo principe, quest’uomo sarebbe disprezzato da tutti, dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d’affari. Tuttavia è il solo che non mi sembri ridicolo. 
Forse perché si occupa di altro che non di se stesso. [...]"
(Il piccolo Principe, cit.)