“[…] Hanno vinto le corsie preferenziali
hanno vinto le metropolitane
hanno vinto le rotonde e i ponti a quadrifoglio […]
Hanno vinto i parcheggi in doppia fila […]
Hanno vinto i parcheggi in doppia fila […]
Le tangenziali alle otto di mattina e i centri commerciali
nel fine settimana
Gli alberi umani e le case popolari […]
Hanno vinto i superattici a tremila euro al mese […]
Ma ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità.
Abbiamo perso la voglia di aiutarci
nel fine settimana
Gli alberi umani e le case popolari […]
Hanno vinto i superattici a tremila euro al mese […]
Ma ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci
ha perso la città, ha perso la comunità.
Abbiamo perso la voglia di aiutarci
hanno vinto le catene dei negozi
le insegne luminose sui tetti dei palazzi
le luci lampeggianti dei semafori di notte […]
Le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
Le giornate a targhe alterne e le polveri sottili.
Hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
e ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci.
Ha perso la città, ha perso la comunità
Abbiamo perso la voglia di aiutarci. […]”
le insegne luminose sui tetti dei palazzi
le luci lampeggianti dei semafori di notte […]
Le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali
Le giornate a targhe alterne e le polveri sottili.
Hanno vinto le filiali delle banche, hanno perso i calzolai
e ha perso la città, ha perso un sogno
abbiamo perso il fiato per parlarci.
Ha perso la città, ha perso la comunità
Abbiamo perso la voglia di aiutarci. […]”
(Ha perso la città, N. Fabi, cit.)


















