"[...] Chi studia è sempre un ribelle. Uno che si mette da un'altra parte rispetto al mondo e, a suo modo, ne contrasta la corsa. Chi studia si ferma e sta: così, si rende eversivo e contrario.
Forse, dietro, c'è sempre una scontentezza: di sè, o del mondo.
Ma non è mai una fuga.
È solo una ribellione silenziosa e, oggi più che mai, invisibile. [...]"
(P.Mastrocola, "La passione ribelle", cit.)

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