"[...] Per capire come si possa ridurre la spesa pubblica in Italia senza causare 'danni collaterali', occorre [...] chiarire chi spende, quanto si spende e per cosa si spende. [...] una riduzione mirata della spesa pubblica può far bene all'economia italiana. [...]
La spesa pubblica in Italia ammontava nel 2013 (finora l'ultimo anno per cui l'Istat ha pubblicato dati definitivi) a 818 miliardi di Euro (un po' più della metà del Pil del Paese e circa 1700 Euro per ogni persona residente in Italia). Di questi, 78 miliardi sono interessi che le Pubbliche Amministrazioni pagano sul proprio debito.
Nel mio lavoro come commissario mi sono occupato della spesa al netto degli interessi, la cosiddetta spesa 'primaria' (i restanti 739 miliardi). [...] La spesa per interessi si può ridurre solo in due modi.
O ripagando il debito pubblico. Questo però richiede una riduzione delle spese primarie o un aumento delle tasse. O rifiutandosi di pagare gli interessi e di rimborsare il debito stesso (facendo default [...] o ripudiando il debito [...]).
Se un paese fa default perde credibilità e diventa più difficile in futuro prendere a prestito.
[...] Quindi fare default non è un'alternativa all'austerità se, come nel caso italiano, il debito è detenuto in gran parte da famiglie e imprese italiane o da paesi esteri molto integrati con l'economia nazionale [...]. Concentriamoci allora su questi 739 miliardi di spesa primaria. Chi li spende?
La parte del leone la fanno gli enti previdenziali [...] con [...] 320 miliardi, o il 43% del totale [...].
Si tratta soprattutto di pensioni ma anche di altri trasferimenti alle famiglie per forme i assistenza, o welfare [...].
Seguono le amministrazioni centrali dello Stato (ministeri e vari enti pubblici). Ma qui si scende [...] a un quarto della spesa (190 miliardi) [...].
Al terzo posto c'è la spesa delle regioni (138 miliardi [...]). Il grosso [...] è costituito dalla spesa sanitaria, un'altra voce del cosiddetto welfare. Quindi le due principali voci di welfare (previdenza e sanità) rappresentano insieme quasi il 60% della spesa totale.
Dominano la spesa pubblica. [...] la spesa dei Comuni rappresenta solo l'8% del totale (61 miliardi). Quella delle bistrattate Province [...] rappresenta poco più dell'1% [...] ed è in rapida discesa.
I restanti 21 miliardi sono spesi da enti classificati dall'Istat come 'locali' [...]"
Fonte citazione: "La spesa pubblica in Italia: chi, quanto e per cosa si spende?", "La lista della spesa - La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare", C.Cottarelli, Serie Bianca - Feltrinelli
La spesa pubblica in Italia ammontava nel 2013 (finora l'ultimo anno per cui l'Istat ha pubblicato dati definitivi) a 818 miliardi di Euro (un po' più della metà del Pil del Paese e circa 1700 Euro per ogni persona residente in Italia). Di questi, 78 miliardi sono interessi che le Pubbliche Amministrazioni pagano sul proprio debito.
Nel mio lavoro come commissario mi sono occupato della spesa al netto degli interessi, la cosiddetta spesa 'primaria' (i restanti 739 miliardi). [...] La spesa per interessi si può ridurre solo in due modi.
O ripagando il debito pubblico. Questo però richiede una riduzione delle spese primarie o un aumento delle tasse. O rifiutandosi di pagare gli interessi e di rimborsare il debito stesso (facendo default [...] o ripudiando il debito [...]).
Se un paese fa default perde credibilità e diventa più difficile in futuro prendere a prestito.
[...] Quindi fare default non è un'alternativa all'austerità se, come nel caso italiano, il debito è detenuto in gran parte da famiglie e imprese italiane o da paesi esteri molto integrati con l'economia nazionale [...]. Concentriamoci allora su questi 739 miliardi di spesa primaria. Chi li spende?
La parte del leone la fanno gli enti previdenziali [...] con [...] 320 miliardi, o il 43% del totale [...].
Si tratta soprattutto di pensioni ma anche di altri trasferimenti alle famiglie per forme i assistenza, o welfare [...].
Seguono le amministrazioni centrali dello Stato (ministeri e vari enti pubblici). Ma qui si scende [...] a un quarto della spesa (190 miliardi) [...].
Al terzo posto c'è la spesa delle regioni (138 miliardi [...]). Il grosso [...] è costituito dalla spesa sanitaria, un'altra voce del cosiddetto welfare. Quindi le due principali voci di welfare (previdenza e sanità) rappresentano insieme quasi il 60% della spesa totale.
Dominano la spesa pubblica. [...] la spesa dei Comuni rappresenta solo l'8% del totale (61 miliardi). Quella delle bistrattate Province [...] rappresenta poco più dell'1% [...] ed è in rapida discesa.
I restanti 21 miliardi sono spesi da enti classificati dall'Istat come 'locali' [...]"
Fonte citazione: "La spesa pubblica in Italia: chi, quanto e per cosa si spende?", "La lista della spesa - La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare", C.Cottarelli, Serie Bianca - Feltrinelli
Fonte immagine: datamanager.it

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