"[...] I capitali nei paradisi fiscali equivalgono a:
Come non ci si mette mai d'accordo sul numero dei paesi classificabili come 'paradisi', anche sul tesoro che custodiscono regna la massima incertezza.
Non a caso lo chiamano il 'buco nero dell'economia mondiale'. Le stime sul giro d'affari che ruota attorno a questo mondo sono molte [...].
Le differenze sono dovute alla mancanza di omogeneità nella definizione di paradiso fiscale, alle metodologie di calcolo adottate, ai gruppi di valori presi in considerazione: conti correnti, proprietà immobiliari, [...].
Ne deriva un guazzabuglio di cifre che difficilmente si conciliano tra loro.
Gabriel Zucman [...] nel suo studio sulla 'ricchezza scomparsa delle nazioni', ha calcolato in circa 6mila miliardi di dollari i capitali investiti nei paradisi fiscali. Secondo Boston Consulting Group [...] le ricchezze finanziarie custodite nei forzieri segreti si aggirano attorno agli 8500 miliardi di dollari.
[...] uno studio del Fondo Monetario Internazionale arriva alla conclusione che il valore dei principali centri offshore nel 2011 era pari a circa 16000 miliardi di dollari. Lo studio più approfondito è quello realizzato nel 2012 da James Henry, ex economista di McKinsey, [...] oggi collaboratore di Tax Justice, il network internazionale che ha fatto ella lotta all'evasione la sua ragione sociale.
Una ricerca [...] dal titolo The Price of Offshore Revisited.
Per metterla a punto, Henry ha utilizzato documenti della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, delle Nazioni Unite, delle banche centrali di mezzo mondo, ha consultato i dati sull'acquisto di oro e valuta pregiata e altre numerose fonti [...].
'Quello che ne deriva' afferma con orgoglio 'è il più rigoroso e completo conteggio dei flussi di capitali non registrati e dei patrimoni offshore fin qui realizzato.' Completo e soprattutto stupefacente nei risultati.
Secono i calcoli [...] nei paradisi ci sarebbe una montagna di soldi pari a trentaduemila miliardi di dollari.
Una stima decisamente superiore a qualunque altra mai fatta in precedenza. Ecco come la spiega lo stesso Henry:
'Una componente significativa della ricchezza finanziaria privata mondiale - almeno dai ventuno ai trentaduemila miliardi di dollari [...] dal 2010 - è stata investita praticamente esentasse in tutto il mondo, espandendo [...] il buco nero di oltre ottanta giurisdizioni segrete offshore.
Siamo convinti che questa sia una cifra prudenziale.
Teniamo presenti che si sta parlando solo di patrimoni finanziari: [...] molte altre cose [...] sono anch'esse possedute attraverso strutture offshore, ma questi elementi esulano dalla nostra ricerca.'
Un risultato accolto con un certo scetticismo dal mondo accademico ma in parte confermato da uno studio del Fondo Monetario Internazionale, che quantifica in diciottomila miliardi di dollari il giro d'affari offshore.
In questa stima [...] non è calcolata la Svizzera, che da sola 'vale' altri undicimila miliardi.
E dunque [...] la stima si avvicina molto a quella indicata da Henry.
La sua ricerca [...] non si limita ad analizzare le cifre ma le proietta nel contesto globale.
L'insieme dell'economia offshore [...] è abbastanza grande da avere un impatto rilevante, e molto negativo, sulle basi imponibili nazionali dei paesi di origine: i paesi da cui i capitali scappano per rifugiarsi nei paradisi fiscali [...] sono gli stessi che oggi fanno i conti con pesanti debiti pubblici, scarsi investimenti esteri, bassa crescita, ristagno dell'economia.
Il che [...] confermerebbe come crisi dell'economia globale e crescita del sistema offshore siano parenti stretti. [...]
Dunque, l'offshore è di gran lunga la prima e più florida economia del mondo? Stando a questi numeri, sembrerebbe di sì.
Quello che è sicuramente chiaro, è che si tratta di una quantità di denaro tale da modificare sostanzialmente tutti i calcoli ufficiali sul debito dei vari paesi, sull'equilibrio dei conti pubblici, sull'andamento delle disuguaglianze tra ricchi e poveri.
Una cifra che, se emergesse, ridisegnerebbe i confini dell'economia mondiale, proponendoli sotto una luce diversa.
E che, se fosse tassata, darebbe frutti interessanti: il solo rendimento del capitale complessivo, considerando un tasso minimo del 3% e un prelievo fiscale del 30%, garantirebbe un gettito attorno ai 280 miliardi l'anno.
Forse non risolverebbe la crisi mondiale, ma sarebbe sufficiente a cancellare malattie, denutrizione e povertà estrema in molte aree del pianeta. [...]"
(Fonte: Caccia al tesoro, Nunzia Penelope, Ponte alle Grazie)
- 20 anni di PIL italiano;
- 15 volte il nostro debito pubblico;
- 3000 volte i tesori del Vaticano.
Come non ci si mette mai d'accordo sul numero dei paesi classificabili come 'paradisi', anche sul tesoro che custodiscono regna la massima incertezza.
Non a caso lo chiamano il 'buco nero dell'economia mondiale'. Le stime sul giro d'affari che ruota attorno a questo mondo sono molte [...].
Le differenze sono dovute alla mancanza di omogeneità nella definizione di paradiso fiscale, alle metodologie di calcolo adottate, ai gruppi di valori presi in considerazione: conti correnti, proprietà immobiliari, [...].
Ne deriva un guazzabuglio di cifre che difficilmente si conciliano tra loro.
Gabriel Zucman [...] nel suo studio sulla 'ricchezza scomparsa delle nazioni', ha calcolato in circa 6mila miliardi di dollari i capitali investiti nei paradisi fiscali. Secondo Boston Consulting Group [...] le ricchezze finanziarie custodite nei forzieri segreti si aggirano attorno agli 8500 miliardi di dollari.
[...] uno studio del Fondo Monetario Internazionale arriva alla conclusione che il valore dei principali centri offshore nel 2011 era pari a circa 16000 miliardi di dollari. Lo studio più approfondito è quello realizzato nel 2012 da James Henry, ex economista di McKinsey, [...] oggi collaboratore di Tax Justice, il network internazionale che ha fatto ella lotta all'evasione la sua ragione sociale.
Una ricerca [...] dal titolo The Price of Offshore Revisited.
Per metterla a punto, Henry ha utilizzato documenti della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, delle Nazioni Unite, delle banche centrali di mezzo mondo, ha consultato i dati sull'acquisto di oro e valuta pregiata e altre numerose fonti [...].
'Quello che ne deriva' afferma con orgoglio 'è il più rigoroso e completo conteggio dei flussi di capitali non registrati e dei patrimoni offshore fin qui realizzato.' Completo e soprattutto stupefacente nei risultati.
Secono i calcoli [...] nei paradisi ci sarebbe una montagna di soldi pari a trentaduemila miliardi di dollari.
Una stima decisamente superiore a qualunque altra mai fatta in precedenza. Ecco come la spiega lo stesso Henry:
'Una componente significativa della ricchezza finanziaria privata mondiale - almeno dai ventuno ai trentaduemila miliardi di dollari [...] dal 2010 - è stata investita praticamente esentasse in tutto il mondo, espandendo [...] il buco nero di oltre ottanta giurisdizioni segrete offshore.
Siamo convinti che questa sia una cifra prudenziale.
Teniamo presenti che si sta parlando solo di patrimoni finanziari: [...] molte altre cose [...] sono anch'esse possedute attraverso strutture offshore, ma questi elementi esulano dalla nostra ricerca.'
Un risultato accolto con un certo scetticismo dal mondo accademico ma in parte confermato da uno studio del Fondo Monetario Internazionale, che quantifica in diciottomila miliardi di dollari il giro d'affari offshore.
In questa stima [...] non è calcolata la Svizzera, che da sola 'vale' altri undicimila miliardi.
E dunque [...] la stima si avvicina molto a quella indicata da Henry.
La sua ricerca [...] non si limita ad analizzare le cifre ma le proietta nel contesto globale.
L'insieme dell'economia offshore [...] è abbastanza grande da avere un impatto rilevante, e molto negativo, sulle basi imponibili nazionali dei paesi di origine: i paesi da cui i capitali scappano per rifugiarsi nei paradisi fiscali [...] sono gli stessi che oggi fanno i conti con pesanti debiti pubblici, scarsi investimenti esteri, bassa crescita, ristagno dell'economia.
Il che [...] confermerebbe come crisi dell'economia globale e crescita del sistema offshore siano parenti stretti. [...]
Dunque, l'offshore è di gran lunga la prima e più florida economia del mondo? Stando a questi numeri, sembrerebbe di sì.
Quello che è sicuramente chiaro, è che si tratta di una quantità di denaro tale da modificare sostanzialmente tutti i calcoli ufficiali sul debito dei vari paesi, sull'equilibrio dei conti pubblici, sull'andamento delle disuguaglianze tra ricchi e poveri.
Una cifra che, se emergesse, ridisegnerebbe i confini dell'economia mondiale, proponendoli sotto una luce diversa.
E che, se fosse tassata, darebbe frutti interessanti: il solo rendimento del capitale complessivo, considerando un tasso minimo del 3% e un prelievo fiscale del 30%, garantirebbe un gettito attorno ai 280 miliardi l'anno.
Forse non risolverebbe la crisi mondiale, ma sarebbe sufficiente a cancellare malattie, denutrizione e povertà estrema in molte aree del pianeta. [...]"
(Fonte: Caccia al tesoro, Nunzia Penelope, Ponte alle Grazie)

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