La citazione impressa nel retro dell'ultimo libro di Roberto Saviano è chiarissima a proposito degli scopi che si prefigge tale opera:
"Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo."
Allungando lo sguardo oltre questa "farina del terzo tipo" è possibile immaginare un universo fatto di persone, tremende abitudini, vite distrutte. In ogni luogo del mondo, in ogni tempo ed in ogni attimo qualcuno la sta consumando: quasi come fosse un vero e proprio viaggio attorno al mondo, lo scrittore rende protagonista il lettore di un "pellegrinaggio" da incubo attorno a quella che sembra essere (forse) una vera e propria ossessione.
Lo stesso Saviano sembra essere consapevole delle cause che possano trascinare ad una ricerca così meticolosa:
"[...] Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non puoi più farne a meno. [...] E ti si ficcano in testa, finchè un'altra [...] prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza accecanti. [...] Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa.
C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in SudAmerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque.[...]"
Il viaggio intrapreso dietro alla polvere portatrice di morte conduce il lettore, mano nella mano con lo scrittore, in un percorso senza sosta attorno ai percorsi di questa sostanza: dai narcos agli omicidi, dalle sparizioni allo spaccio, dall'Italia alla Russia, dalla mafia ai consumatori abituali.
Questa "farina" ha un elenco pressochè infinito di denominazioni segrete, nascoste, sconosciute od occultate: krava, farlopa, she, her, white lady, cocco, neive, schnee, branquinha, big bloke, [...].
Dietro ad ogni differente veste, rimane sempre lei.
Dietro a lei, restano corpi divenuti tragicamente dipendenti da questa stessa bianca polvere.
Qualsiasi sia il nome, il suo "atteggiamento" nei confronti degli utilizzatori finali sembra non cambiare mai:
"[...] lei è nient'altro che lei stessa e basta.Lei consuma i suoi nomi come consuma i suoi amanti [...] puoi chiamarla come ti piace, lei risponderà sempre alla tua chiamata. [...]"
Chi la va cercando, sin dal più piccolo utilizzatore, contribuisce a far muovere un'economia devastante, una (pre)potenza che rischia di essere tragicamente schiacciante per gli equilibri anche finanziari dell'intero pianeta:
"[...] Una recente inchiesta [...] ha rivelato che il 97.4% degli introiti provenienti dal narcotraffico in Colombia viene puntualmente riciclato da circuiti bancari di Stati Uniti ed Europa attraverso varie operazioni finanziarie. Centinaia di miliardi di dollari. [...] Alcune banche si sono salvate solo grazie a questi soldi.
Gran parte [...] è stata assorbita dal sistema economico legale, perfettamente riciclata.[...]"
Quando lei si sente chiamata, non tarda ad arrivare.
Arriva in fretta, prodotta e lavorata da uomini le cui esistenze sono appese ad un filo piccolo e labile quanto una "striscia" microscopica di questa mortifera farina. Si aprono e si scoprono storie di uomini e donne sradicate da idee di vita normali, costrette (anche volutamente) ad avere tempi e ritmi di vita cadenzati dai rintocchi causati da questa polvere bianca. A prescindere da chiunque la invochi, lei c'è.
Rimane lì, quasi fosse perennemente in attesa, alla ricerca della prossima crisi d'astinenza o della più vicina voglia di stordirsi. Resta lì, immobile ed invisibile.
E' così invisibile che, per essere raccontata e descritta, deve lasciare solchi profondi anche nell'anima di chi cerca di penetrare a fondo per scoprirne segreti e storie sepolte:
"Non l'amore, non i soldi, non la fama, datemi la verità."
Riprendendo una massima di H.D. Thoreau, l'uomo Saviano sembra inquadrare la propria anima come prepontentemente provata dal meticoloso lavoro di documentazione svolto nella stesura del libro.
Quanto può costare in termini umani questa perenne ricerca di verità e percorsi occult(tat)i?
Come può trasformare la conoscenza consapevole di elementi così terribili?
Come possono cambiare emozioni, caratteri ed interiorità di chi scrive?
Quali trasformazioni possono essere ascrivibili e riconducibili a chi legge?
La battaglia per la verità rischia di essere vinta lasciando, purtroppo, sul campo dei vinti il desiderio di una vita pienamente normale:
"[...] Sono un mostro, com'è mostro chiunque si è sacrificato per qualcosa che ha creduto superiore.
Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge.
Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. [...]
Leggere, sentire, studiare, capire è l'unico modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita.
[...] Conoscere è iniziare a cambiare. A chi queste storie non le butta via, non le tralascia, le sente proprie, a queste persone va il mio rispetto. [...]"
Leggere per consapevolezza, leggere per conoscenza, leggere per cultura ed impegno.
Leggere per rispetto, sia degli altri che di sè stessi.

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