mercoledì 6 aprile 2011

DUE ANNI DOPO, DURANTE O PRIMA: QUANDO POCO E' CAMBIATO

In corrispondenza di un anniversario pesante, rimane come verità che tutto è ancora come allora.
Dalle 3.32 di quel giorno di due anni fa molta acqua è passata sotto i ponti, ma pochissima è riuscita a scalfire il dolore dei rimasti ed ancora meno è riuscita a ridefinire nuovi argini di vivibilità per una città distrutta.
Le immagini provenienti dai (pochi) mezzi di informazione disponibili a fornire un quadro completo della situazione trasmettono un resoconto desolante ed impietrito ulteriormente dal tempo.
Ci fu un G8 fatto da potenti e promesse, troppe promesse. Ci furono luci e lustrini, disposti in maniera tale da far diventare propaganda ciò che avrebbe potuto essere gestione di un'emergenza straordinaria.
Ci furono imprenditori sciacalli che, la notte del terremoto, passarono sonni tranquilli corroborati da fragorose risate pensando al business imminente che avrebbe potuto realizzarsi; le loro inscrivibili parole sono reperibili da file audio rintracciabili su tutta la rete.
Per chi volesse rispolverare l'orrenda cronaca, una versione è disponibile all'indirizzo seguente:
http://www.youtube.com/watch?v=4C3cGOHOiPc
Servono stomaci forti e resistenti all'indignazione, si intende.
309 vittime, per un terremoto che con altre precauzioni costruttive avrebbe prodotto ben altro esito.
Si ricordano, da cronache, sabbia dentro i mattoni, progetti edili fatti con colonne portanti mancanti e troppo altro.
Da allora, purtroppo, L'Aquila è divenuta teatro: il ricordo va a individui cammuffati da giornalisti che, in piena notte, andavano a bussare ai vetri delle macchine dove terremotati cercavano un attimo di sonno al riparo da freddo ed intemperie.
Il ricordo va all'inseguimento delle cronache, alle retrospettive ed alle dietrologie promosse, senza colpo ferire, nei mesi successivi al catastrofico evento. Si parlò di new-town, così come poco tempo fa a Lampedusa qualcuno promise casinò, campi da golf e case da acquistare per goldoniane "smanie per la villeggiatura", o per più semplificanti bunga bunga.
Il ricordo va ad iniziative di cantanti ed artisti italiani, ammirevoli ma non ripetute nel tempo.
Questo 6 aprile è stato voluto come giorno senza show: a distanza di due anni, la fine delle illusioni è necessaria e doverosa. C'è di mezzo una qualche forma di dignità collettiva che ancora non so spiegare, si intenda.
A pochi giorni dall'anniversario, è intervenuto anche il carrozzone mediatico poi (per fortuna) smascherato: si rimanda a trasmissioni finte fino al midollo, dove teatranti e commedianti hanno inscenato il pubblico elogio a quanto fatto da un Governo che sta, a più riprese, esponendo l'Italia al pubblico ludibrio davanti al mondo.
Rimane una città divisa in zone colorate, ciascuna secondo un suo indice di totale o parziale abitabilità.
Rimangono associazioni nate per non dimenticare, rimangono passeggiate per un centro storico devastato e distrutto.
Rimangono sospetti più che fondati, secondo cui seguendo precisi piani di evacuazione e prevenzione un terremoto così avrebbe potuto produrre danni circoscritti e più limitati.
Rimangono carriere di studenti spezzate, sotto la pressione di una Casa sfaldatasi come sabbia asciutta sotto sole cocente. Da luglio sono ritornate le tasse da pagare, contemporaneamente sospese nella teatralità inscenata dal fenomeno Lampedusa.
Rimangono monumenti storici crollati, con 1328 persone che rimangono ancora in villeggiatura presso alberghi.
Dal prossimo novembre ritornerà, puntuale come un orologio svizzero, il pagamento degli arretrati (cumulati, ovviamente) per case e negozi anche distrutti dal sisma.
Su argomenti come questi, si sa, banche ed istituti di credito faranno valere sempre la loro perversa e legalizzata follia.
Stando alle cifre, altre 23mila vivono in alloggi a carico dello Stato (CASE, Map) per un totale di circa quasi 38mila persone complessivamente ancora in stato d'emergenza.
Nonostante questo, i soldi risultano essere l'ultimo dei problemi: il Presidente della Regione Abruzzo e Commissario straordinario per la Ricostruzione Gianni Chiodi riferisce di tre miliardi di Euro già spesi per circa 1,5, con previsto nel 2011 l'invio di un altra tranche pari a circa un altro miliardo e mezzo di Euro.
Rimane il ricordo, senza pretesa alcuna di fare show o di recitare parti troppo facili da inscenare.
Solo rispetto, corredato da più di qualche sospetto: siamo in Italia, appunto.

martedì 5 aprile 2011

QUESTIONE NUCLEARE: PROBLEMI (NON) RISOLTI TRA FUKUSHIMA E CHERNOBYL

Poco o nulla si capisce su quanto stia accadendo in quel di Fukushima: livelli differenti di radioattività vengono diffusi, di pari passo a livelli di allarme sempre meno percepiti. Quale è, solo ufficialmente, lo stato dei sei reattori della centrale di morte?
Se ne esponga un'analisi nel seguito:
  • Reattore 1: nocciolo gravemente danneggiato, con probabile ed avvenuta fusione. 50% circa del combustibile è scoperto e mescolato ad acqua dolce;
  • Reattore 2: nocciolo gravemente danneggiato, con probabile fusione. Crepa di 20 centimetri sta sversando acqua radioattiva senza controllo nel mare, 50% circa del combustibile è scoperto e mescolato ad acqua dolce;
  • Reattore 3: nocciolo danneggiato, con danni al contenitore. 50% del materiale radioattivo è scoperto, viene aggiunta anche qui acqua dolce. Zona ad altissimo rischio in quanto presente combustibile mox (uranio+plutonio), altamente nocivo;
  • Reattore 4: spento dal 30 novembre, con incendi verificatisi nella piscina di stoccaggio del combustibile esausto. Edifici gravemente danneggiati;
  • Reattore 5-6: in stato di manutenzione al momento del sisma, dopo un periodo di seria complessità non destano preoccupazioni particolari.
Il quadro di allerta prevede un allarme limitato ai 30 chilometri di raggio calcolabili dalla centrale di Fukushima Daiichi, con i residenti invitati a rimanere al chiuso.
L'ultima soluzione pensata dalla Tepco consiste nello sversare in mare 11500 tonnellate d'acqua già radioattiva per stoccare il liquido ancora più contaminato presente nel reattore 2. Di fronte a questa soluzione, si configura un nuovo tipo di scelta: individuare il male minore come scelta maggiormente praticabile. A cosa porterebbe lo sversamento in mare di così ingenti quantità di acqua contaminata? A detta della stessa Tepco, conseguenze minime o nulle sulla salute degli stessi giapponesi residenti nelle vicinanze di Fukushima.
Questa soluzione è l'ultima dopo una serie infinita di altri ripensamenti, proposte ed errori fatti dal gestore nucleare giapponese: andando dalle barriere all'isola artificiale, per finire ai tassi di radioattività misurati con ordini di grandezza completamente sballati.
Il passo successivo riguarda una domanda terribilmente semplice: è possibile fidarsi della Tepco e di quanto pensato per far fronte all'emergenza?
La stessa Aiea, nell'invocare più trasparenza, ha previsto l'invio di esperti internazionali per concertare con autorità ed esperti giapponesi soluzioni alla gravità della questioni emerse. Il conteggio sfollati è limitato a sole 200mila unità, fatte evacuare dalla famosa area a raggio 20 chilometri.
Nonostante ogni rassicurazione, ci sono statistiche contrarie ad invocare lo stato di calma apparente. La stampa nipponica, contrariamente a quanto indicato dalla Tepco, ha affermato che già lo scorso 2 aprile i tassi di radioattività presenti nell'acqua di mare vicina alla centrale di Fukushima erano di circa 7,5 milioni di volte superiori alla norma.
Sono partiti indennizzi rivolti agli abitanti colpiti da questa strage, oltrechè test di rilevamento radioattività a tappeto su scuole ed asili della zona afferente a quei 20 chilometri.
Se sia o meno possibile fidarsi della Tepco senza alcuna riserva, è una risposta purtroppo scontata.
Sversando altre quantità di tonnellate radioattive nell'acqua già terribilmente contaminata, nient'altro si farebbe che peggiorare ulteriormente la situazione.
Tenendo conto dell'estensione dell'Oceano Pacifico, è possibile poi fare anche altre tipologie di pensieri in merito.
Che si tratti di una nuova e diversa Chernobyl, ormai, è cosa scontata.
Le autorità governative propendono per la soluzione meno peggiore, giunti a questo punto.
L'informazione italiana, non monitorando costantemente e con urgenza la situazione, sta rendendo assolutamente nullo un problema che è di rilevanza mondiale.
I tentativi per rattoppare la falla del reattore 2 sono tutti quanti caduti nel vuoto, con un continuo ed inarrestabile sversamento di acqua radioattiva come sopra scritto.
Se al quadro Tepco si aggiungono le questioni di corruzione e di omessi controlli emerse durante l'emergenza, poco di positivo è possibile pensare.
Sulla fattibilità o meno dell'ipotesi nucleare, sembra che l'ora zero si stia lentamente avvicinando.
Nel mentre, si studiano nuove forme per (ri)mettere in sicurezza il reattore di Chernobyl.
Risulta infatti al limite della resitenza la gabbia di cemento imposta come condizione estrema di sicurezza al reattore 4 della centrale che da 25 anni continua a mietere pericolo e morte.
Su questo tema, l'ennesimo dubbio da sottoporre ai filo-nuclearisti: ciò che per l'uomo è tempo significativamente lungo, quanto è per le scorie radioattive che hanno tempi di dimezzamento assestati su migliaia di anni?
E' produttivo impegnare le future generazioni ad arrovellarsi su come mantenere in sicurezza scorie che impiegano moltissime migliaia di anni per ridurre la propria pericolosità?
Domande ignoranti, forse, ma significative.


Per saperne di più:
http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_05/radioattivita-mare-giappone_756624ba-5f54-11e0-a9b0-e35a83b9ad3b.shtml
http://www.libreidee.org/2011/04/fukushima-ora-zero-verso-una-catastrofe-planetaria/

nucleare munch

lunedì 4 aprile 2011

NATURA, MONDO ED UOMO: CIO' CHE I NATIVI AMERICANI SANNO ANCORA INSEGNARE

"Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete.
Il guerriero non é chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro.
Il guerriero per noi é chi sacrifica se stesso per il bene degli altri.
E' suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità."
(Toro Seduto)

"Ovunque tra il nostro popolo si pensa che il Creatore e tutta la Creazione sono un vasto e santo mistero: ma questo mistero può parlare ai nostri cuori se noi siamo preparati e se ascoltiamo."
(Saupaquant)

"Chi vuol essere un uomo giusto deve rispettare tutte le forme di vita su questa terra, il cielo, la luna, il sole, le stelle e quello che la natura ci dà.
Se a casa sua arriva qualcuno ed é povero, gli deve dare alloggio, da mangiare e da vestire. Così si dovrebbe comportare un uomo giusto."
(Dal compito scritto di un bambino di 12 anni: Kim Katsitsiosta)

"Pace non é solo il contrario di guerra, non é solo lo spazio temporale tra due guerre... Pace é di più. E' la Legge della vita.
E' quando noi agiamo in modo giusto e quando tra ogni singolo essere regna la giustizia."
(detto degli Irochesi)

"Vi e' molto di folle nella vostra cosiddetta civilta'.
Come pazzi voi uomini bianchi correte dietro al denaro, fino a che non ne avete così tanto, che non potete vivere abbastanza a lungo per spenderlo.
Voi saccheggiate i boschi e la terra, sprecate i combustibili naturali, come se dopo di voi non venisse piu' alcuna generazione, che ha altrettanto bisogno di tutto questo.
Voi parlate sempre di un mondo migliore, mentre costruite bombe sempre piu' potenti, per distruggere quel mondo che ora avete."
(Bufalo che Cammina, Stoney)

"La terra fu creata con l'aiuto del sole, e tale dovrebbe restare... La terra fu fatta senza linee di demarcazione, e non spetta all'uomo dividerla...
Io non ho mai detto che la terra è mia per farne ciò che mi pare.
L'unico che ha il diritto di disporne è chi l'ha creata.
Io chiedo il diritto di vivere sulla mia terra e di accordare a voi il privilegio di vivere sulla vostra."
(Capo Giuseppe)

"La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra.
Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato.
Anche noi siamo stati generati da questa grande forza.
Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra."
(Toro Seduto)

"Non lasciamo che i nostri ideali ci rendano soddisfatti di noi stessi.
Ognuno di noi, in scala più o meno grande contribuisce allo sfruttamento e alla distruzione della terra, allo spreco e all'inquinamento.
Abbiamo semplicemente la possibilità di camminare più vicino alla Buona Strada.
Non di colpo, ma tappa per tappa in questa direzione, finchè non riusciamo a tornare su questo sentiero.
Per coloro che sanno ascoltare, le voci parlano ancora."
(Saupaquant Wampanoag)

"L'uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere.
Ma si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto.
La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L'uomo non ha nè potere, nè privilegi.
Ha solamente responsabilità."
(Orens Lyons, Onondaga)


domenica 3 aprile 2011

STORIA DELL'ITALIANO E DELLA BARZELLETTA CHE GLI INSEGNO' A VOTARE

Immancabile ritorna, con splendide barzellette degne della miglior specie.
Una grande ironia caratterizza questo uomo qualunque, nonostante lui stesso finisca con il deprecare chi ama far ridere e raccontare aneddoti satirici:
"Non è vero che io racconto le barzellette, anzi disistimo chi lo fa."
(Ansa,27-9-2002 - Berlusconario pag.191)
Non troppo tardi, per fortuna, arriva a smentire con i fatti questi suoi annunci di tristezza e sconsolazione: dalla barzelletta in cui Rosy Bindi si trasforma da orchidea a bestemmia, fino ad arrivare al gesto del cucù fatto sulle più grandi tribune europee.
Gli annuari di questo piccolo pensionato annoverano decine di irriverenti parabole, molte delle quali sono (per fortuna) state dimenticate. Prima di procedere, è significativo ricordarne qualcuna:
  • Barzelletta n°1: Un malato di Aids va dal medico e gli chiede: "Dottore, cosa posso fare per la mia malattia?". Il medico risponde: "Faccia delle sabbiature." "Ma dottore, mi faranno veramente bene?" "Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra." (La Repubblica, 4-4-2000);
  • Barzelletta n°2: Come fanno a convivere nella stessa gabbia un lupo e un agnello? E' facile, ogni giorno si mette nella gabbia un nuovo agnello... (Ansa, 15-10-1997 - raccontata a Porta a Porta si presume nell'ilarità generale);
  • Barzelletta n°3: L'estrazione di un dente costa cara a Mosca, come mai? Beh, come noto non si può aprire bocca e quindi...bisogna operare dal basso. (Ansa, 15-10-1997);
  • in ordine sparso: Marx, Guardia di Finanza, Carabinieri, superdotati, inverno rigido, [ecc...].
Da qualsiasi punto di vista la si guardi, questa "comicità" compulsiva deve avere un fine magari elettorale. Mentre in questa Italia fa effetto l'irriverente prepotenza della malata ironia di questo pensionato, altrove larghe fette di società non trovano alcuna risposta alla domanda "Come è stato possibile?"
Si riporti qualche esempio nel seguito:

"Nell'Italia di B. niente è mai davvero finito. Lui è il tipo che spegne un fuoco e ne accende un altro.
Ama questo tipo di teatro. Ha un vero talento per distrarre il pubblico, e passa danzando da un disastro all'altro."
(Frank Bruni, The New York Times, 29-6-2003)

"Lo Stato a terra, la politica corrotta, l'economia dell'ultimo stadio. [...] E l'unico che avrebbe il potere di cambiare le cose è il capo del governo. Ma a lui interessano solo i suoi soldi. [...] Da 14 anni l'Italia è governata quasi ininterrottamente da un miliardario capriccioso imputato in 17 processi, il quale tuttavia gode di un'enorme maggioranza tra gli elettori. [...]
Allo stesso tempo l'Italia ha vissuto un periodo di drammatico declino: una delle più grandi storie di successo europee, è diventata una delle più deboli economie nazionali del continente."
(Alexander Stille, Sueddeutsche Zeitung, 13-2-2009)

Si potrebbe continuare per pagine e pagine, appunto.
Nonostante tutto e tutti questi scandali, lo zoccolo duro dell'elettorato (rispetto al 70% votante, nds) sembra non abbandonarlo più.
Senza il satiro B., il partito dell'amore finirebbe sicuramente o con l'implodere o con il perdere voti su voti.
La banalizzazione continua nella quale siamo immersi, ormai da troppo tempo, sta delineando un quadro ben definito nel quale sarà sempre più difficile muoversi.
Sarà sempre più complicato destreggiarsi in un clima istituzionale dove alle verità di un Paese fallito si vanno sostituendo barzellette e fanfaronate varie, sarà sempre più difficile muoversi in un Paese dove conflitti istituzionali e tra sfere di potere riempiono giornalmente le pagine dei quotidiani.
Sarà impossibile muoversi in un Paese ridotto all'incapacità di poter parlare d'altro, anche per l'assoluta inesistenza di un'alternativa credibile (ad oggi per molti versi risibile, nds).
Grazie alle continue barzellette, questo pensionato ha fuso insieme le figure del principe e del giullare tipiche delle corti rinascimentali. Brandendo costantemente l'arma di un consenso popolare inequivocabile (ed inspiegabile, nds), è stato fino ad oggi democraticamente autorizzato a farsi gli affari suoi.
Qualcuno lo vota perchè vorrebbe essere come lui, qualcun altro lo vota perchè ha fiducia in un cambiamento che tarda ad arrivare ormai da quasi 20 anni.
Dopo la barzelletta della mela girevole, poco altro è giustificabile.
p.s.: qualsiasi riferimento a persone, fatti o cose realmente accadute è puramente casuale, oltrechè frutto di un'evidente mente malata.

sabato 2 aprile 2011

TRA UOMO ED ENERGIA, COMPIENDO SCELTE DI COSTRUZIONE O DISTRUZIONE

La dimensione superiore nella quale vivevano gli Indiani d'America già qualche secolo fa faceva percepire segnali del tracollo inarrestabile a cui stiamo assistendo:
"Senza la Madre Terra non saremmo qui, eppure la stiamo uccidendo, stiamo distruggendo l'aria, l'acqua, stiamo prendendole tutti i suoi poteri naturali,poteri che possono essere un elemento devastante per la nostra vita, non solo quella dei Lakota, ma quella di tutti gli esseri umani."
Non si tratta di una questione passata e limitata ai soli Lakota, in quanto il pozzo senza fondo nel quale siamo precipitati è comune condizione di tutta l'umanità. Dal Giappone continuano ad arrivare notizie tanto allarmanti quanto imprecise, tanto pericolose quanto pericolanti.
Ci sono uomini che stanno lottanto contro quantità mortali di radiazioni, per raffreddare quattro reattori impazziti che hanno iniziato a spruzzare uranio e plutonio senza poter essere arginati o controllati.
Non esistono previsioni, nè affidabili piani di rientro dal pericolo. E' tutto in balia di una lucida casualità, di una qualche forma di buona sorte che dovrebbe lambire i nostri passi.
Per l'ennesima volta. L'informazione si concentra su lucide guerre fatte per il possesso dell'ultimo oleodotto disponibile, dell'ultimo petroldollaro da scambiare con il presunto diritto all'autodeterminazione dei popoli.
Distruggendo acqua ed aria finiremo con il contaminare la nostra stessa vita; abbatteremo probabilmente futuro e speranze delle nuove generazioni, senza lasciarle possibilità alcuna di immaginare qualcosa di diverso o migliore.
I poteri naturali, ogni tanto, tornano a ricordarci quanto sia per loro facile essere al contempo devastanti e determinanti per l'umanità intera.
Il sacro compito dell'uomo dovrebbe essere quello di semplificare al massimo possibile ciò che è pericoloso, di ridefinire con coerenza e lungimiranza nuove modalità di sfruttamento energetico.
In questo senso, citando Birgil Kills Straight, i poteri naturali della Madre Terra potrebbero venirci in aiuto.
In questi momenti, putroppo, i livelli di cloro radioattivo percepito spingono a pensare che processi di fissione incontrollati siano rincominciati. L'allarme è stato reso più forte, nonostante autorità continuino a descrivere una situazione sotto controllo.
Un semplice interessato alla scienza può capire poco di verità, in argomenti così complessi come questi.
Mai si vorrebbe vedere, tuttavia, un disordine mortale per questa piccola astronave sperduta.
Costruzione di qualcosa o distruzione di tutto: il nuovo bivio è questo, purtroppo.


" Quando togliamo qualcosa alla terra, dobbiamo anche restituirle qualcosa. Noi e la Terra dovremmo essere compagni con uguali diritti. Quello che noi rendiamo alla Terra puo' essere una cosa cosi' semplice e allo stesso tempo cosi' difficile come il rispetto."
(Jimmy Begay, Navajo)

venerdì 1 aprile 2011

ICARUS, PER DARE LE ALI ALLA CURIOSITA' UMANA

"L'animo con il quale un uomo lavora in questo campo...somiglia a quello delle persone religiose o innamorate; la ricerca quotidiana non nasce da un'intenzione o da un programma, ma dritto dal cuore."
E' questo un frammento tratto da Principles of Research, discorso che Albert Einstein tenne nel 1918 in occasione del sessantesimo compleanno di Max Planck.
Si tratta di un punto chiave ed essenziale, nel quale si mescolano alla perfezione gli istiniti di sentimento e consapevolezza che governano la scienza ed il progresso tecnologico. Non c'è miglioramento senza capacità, rigore e sostenibilità in chiave di tolleranza e rispetto per l'umanità e per l'astronave Terra.
Fare ricerca è, spesso, una forma d'amore tecnicamente applicata.
Presso i laboratori dell'INFN del Gran Sasso è stato presentato il progetto Icarus, finalizzato allo studio dell'ancora sconosciuta materia oscura. Progettato dal Premio Nobel Carlo Rubbia, servirà a fare luce ulteriore su questo mistero che affascina e pervade da sempre la comunità scientifica mondiale: "Icarus è innovazione, è scienza pura, è curiosità ed è sempre stata la curiosità a spingere l'uomo al progresso, ad andare sulla Luna. [...] sarà un cacciatore di materia oscura. La materia oscura è la cosa più straordinaria ancora da capire, è una parte della materia che ci attraversa, che ci domina e che noi non conosciamo."
La materia oscura è una delle cose più tremende ed affascinanti dell'universo intero; è, in estrema sintesi, tutta quella parte di materia che non emette luce visibile. Di essa è composto quasi tutto il vuoto attorno alla Terra ed alla nostra galassia, mentre il campo d'azione su cui l'umanità si è mossa è fatto di (poche) prove sperimentali e (molte) ipotesi funzionali matematico-geometriche.
Nonostante tutto, l'innamorata ricerca persegue i suoi fini di scoperta.
Messo in opera già da qualche tempo, il rilevatore è riuscito a catturare raggi cosmici ed interazioni tra neutrini, nel tentativo di fornire quell'ulteriore prova in più per questa così complessa questione.
In sintesi, Icarus è un enorme rilevatore contenente circa 600 tonnellate di Argon liquido: con il suo lavoro sarà possibile inoltre chiarificare anche un altro dubbio essenziale della scienza, relativamente alla stabilità della materia stessa.
In Icarus sono condensate tecnologie straordinariamente precise e potenti, frutto di un lavoro di perfezionamento durato oltre vent'anni. Il percorso di scoperta porterà ad un lavoro di cooperazione ed analisi tra esperti provenienti da tutta Italia: nonostante gli ultimi sfregi alla scienza ed alla cultura, qualcosa di grande continua a battere ed essere realizzato.
"Icarus permetterà di studiare in modo nuovo e originale le interazioni dovute ai neutrini, queste straordinarie particelle di fondamentale importanza per la conoscenza dell'universo. In particolare i neutrini potrebbero essere la causa principale dell'esistenza della materia oscura, una delle più grandi scoperte degli ultimi anni. La materia oscura ci indica che ciò di cui siamo fatti non è la forma principale della materia dell'universo. Il 95% dell'universo è ancora da scoprire."
Secondo l'opinione del Nobel e progettista Rubbia, ciò che conosciamo in tutto l'universo è pari a poco meno del 5%.
Grazie ad Icarus, forse, sarà possibile far mettere le ali all'umanità per qualche scoperta essenziale ed imprescindibile per il progresso del mondo intero. A proposito di amore, appunto.
L'astronave Terra ed i suoi abitanti aspettano, in trepidante attesa.

esperimento icarus di rubbia
 

mercoledì 30 marzo 2011

LUNGA VITA AL ROCK AND ROLL: FRAMMENTI D'ARCOBALENO



"At the end of a dream
If you know what I mean
When the mist just starts to clear
In a similar way
At the end of today
I could feel the sound of writing on the wall
It cries for you
It's the least that you can do
Like a spiral on the wind
I can hear it screamin' in my mind
Long live rock and roll
Long live rock n' roll
Long live rock and roll
In a different time
When the words didn't rhyme
You could never quite be sure
Then on with the change
It was simple but strange
And you knew the feeling seemed to say it all
It cries for you
It's the least that you can do
Like a spiral on the wind
I can hear it screamin' in my mind
Long live rock and roll
Long live rock n' roll
Long live rock and roll
If you suddenly see
What has happened to me
You should spread the word around
And tell everyone here
That it's perfectly clear
They can sail above it all on what they've found
It cries for you
It's the best that you can do
Like a sound that's everywhere
I can hear it screamin' through the air
Long live rock and roll
Long live rock n' roll
Long live rock and roll."

TRADUZIONE:

"Va bene, rock'n'roll, si
alla fine di un sogno
se sai cosa intendo
quando la foschia inizia a dissolversi
in un modo simile
alla fine del giorno
riesco a sentire il suono
dello scrivere sul muro
piange per te
è il minimo che tu possa fare
come una spirale nel vento
riesco a sentirlo urlare nella mia mente
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
lascia che viva
in un tempo diverso
quando le parole non facevano rima
non potevi mai essere abbastanza sicuro
poi si va avanti col cambiamento
è stato semplice ma strano
e tu sapevi che la sensazione
sembrava dirlo tutto
piange per te
è il minimo che tu possa fare
come una spirale nel vento
riesco a sentirlo urlare nella mia mente
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
sto perdendo il controllo
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
guarda...
se improvvisamente dovessi vedere
cosa mi è successo
dovresti diffondere la parola in giro
e dire a tutti qui che
è perfettamente chiaro
che possono governare tutto
quello che hanno trovato
piange per te
è il minimo che tu possa fare
come un suono che è ovunque
riesco a sentirlo urlare nell'aria
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
lascia che viva, lascia che viva...
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
striscioni tenuti in alto
con una maledizione e un urlo che è
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
lo senti attorno a te,
diffondilo, diventa quel che dovresti
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
vivrà, vivrà, vivrà...
il rock'n'roll vivrà a lungo [x3]
lascia che viva, lascia che viva...
il rock'n'roll vivrà a lungo. [x3]"

martedì 29 marzo 2011

(PRE)POTENZA DELLE PAROLE: CITANDO SAMUELE BERSANI



"Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate."

lunedì 28 marzo 2011

FRAMMENTI, DI LIBERTA', IN LIBERTA': CITANDO JOHN STUART MILL

"[...]E' sperabile siano passati, ormai, i tempi in cui bisognava difendere la <libertà di stampa> come una delle garanzie contro governi corrotti o tirannici.
Sarà ormai superfluo, immagino, mettersi a spiegare come non si possa permettere al legislatore o all'esecutivo che abbiano interessi diversi da quelli del popolo, di prescrivere alla gente quali opinioni avere o di decidere quali dottrine o quali argomenti sia lecito stare ad ascoltare.
Inoltre, i pensatori che mi hanno preceduto hanno così spesso e brillantemente convalidato quest'aspetto della questione, che non c'è bisogno di insistervi particolarmente [...] non ci sono seri rischi che venga applicata ai danni della discussione politica, se non in qualche momentaneo periodo di panico, quando la paura di un'insurrezione spinge ministri e giudici ad uscire dai propri binari; in generale non c'è da temere che in Paese a regime costituzionale il governo, sia esso o no completamente responsabile nei confronti del popolo, tenti con qualche frequenza di mettere sotto controllo l'espressione delle opinioni tranne quando, così facendo, voglia farsi interprete dell'intolleranza dell'intera popolazione. [...] Quand'anche l'intera umanità, ad eccezione di una sola persona, avesse una certa opinione, e quell'unica persona ne avesse una opposta, non per questo l'umanità potrebbe metterla a tacere: non avrebbe maggiori giustificazioni di quante ne avrebbe quell'unica persona per mettere a tacere l'umanità, avendone il potere. Se un'opinione fosse solo una proprietà privata, di nessun valore se non per chi la possiede, e se essere ostacolati nel godimento di questo bene fosse solo un danno privato, ci sarebbe una bella differenza fra infliggerlo a un pugno di persone o infliggerlo a tanti.
Ma ridurre al silenzio l'espressione di un'opinione è un male particolare, perchè deruba la specie umana: deruba tanto i posteri come la generazione attuale, deruba chi dissente da quell'opinione ancora più di coloro che la condividono.
Se l'opinione è giusta, li si priva dell'occasione di scambiare l'errore con la verità; se è sbagliata, perdono un beneficio quasi altrettanto grande, cioè quella percezione più chiara, quell'impronta più viva della verità, che abbiamo quando ci si scontra con l'errore. [...]"


(da "La libertà"- John Stuart Mill)

domenica 27 marzo 2011

EMERGENZA NUCLEARE: IL PEGGIO NON SEMBRA PASSATO

Il gioco dell'informazione riesce a distorcere l'aggravarsi di una terribile vicenda come quella giapponese; in questi momenti la situazione in prossimità della centrale di Fukushima sembra lontana secoli luce da una positiva risoluzione.
All'interno dei reattori maledetti gli indici di radioattività sono immensamente più alti della norma: all'interno del reattore 2 gli indici di radioattività sono superiori di circa dieci milioni di volte ai livelli normali.
Neppure i tecnici-eroi possono più nulla, di fronte a questa eventualità tragicamente verificatasi.
Il livello di componenti fissili come iodio e cesio è già largamente oltre gli indici di allerta, sia nelle acque che nelle vicinanze di questa centrale di morte.
Dalle ultime misurazioni disponibili indici di radioattività sono superiori di 1850 volte rispetto alla norma, mentre le tracce di iodio raggiungono livelli di 1250 volte più grandi della reputata normalità.
La stessa Aiea nutre, per bocca del direttore Yukiya Amano, fortissimi dubbi riguardo alla durata stessa di questo allarme: si potrebbe arrivare a raggiungere mesi interi di continuo pericolo, inseguendo un mai troppo sperato raffreddamento di queste gabbie di morte.
La tenuta stagna dei reattori sembra fortemente compromessa, così come sembra impossibile fare una stima effettiva delle quantità d'acqua presenti all'interno dei reattori ormai distrutti.
Il solo segno positivo  riguarda il parziale ristabilimento dell'energia elettrica all'interno della stessa centrale; rimane comunque scontato scrivere che ciò che si sta facendo è ancora troppo poco.
Nel frattempo, qualcuno riporta la tragedia di Chernobyl in triste attualità. Si faccia preliminare cenno alla scala Ines (International Nuclear Event Scale), ricordandola capace di esprimere e quantificare il grado di rischio derivante da eventi nucleari e radiologici.
Composta da 7 differenti indici di gravità, è così articolata:
  • indice 0: Deviazione (NON significativo per la sicurezza);
  • indice 1: Anomalia;
  • indice 2: Guasto;
  • indice 3: Guasto grave;
  • indice 4: Incidente con conseguenze locali;
  • indice 5: Incidente con conseguenze significative;
  • indice 6: Incidente grave;
  • indice 7: Incidente catastrofico.
E' di pochi giorni fa l'avvenuto passaggio al grado 6, relativamente all'emergenza nucleare di Fukushima.
Siamo quindi in oggettiva presenza di un incidente grave, sotto tutti i punti di vista normativi e tecnici riconosciuti dalla stessa AIEA.
Uno studio commissionato da Greenpeace aggiunge, tuttavia, altra benzina sull'incendio largamente divampato. Greenpeace Germania ha infatti incaricato l'esperto di sicurezza Helmut Hirsch di redigere un'analisi precisa riguardo a questa emergenza prepotentemente irrisolta.
Basandosi su dati pubblicati dall'Agenzia governativa francese per la protezione da radiazioni (Irsn) e dall'Istituto Centrale di Metereologia Austriaco (Zamg), l'esperto ha rilevato che la quantità di prodotto radioattivo (cesio+iodio) rilasciato a Fukushima tra l'11 e 13 marzo scorso equivale al triplo del valore minimo per poter classificare un incidente con il più alto livello di gravità possibile.
Greenpeace osserva che, laddove a Chernobyl si verificò l'incidente in un solo reattore, a Fukushima "si è avuto un rilascio di radioattività da quattro reattori. I reattori 1,2 e 3 hanno subito perdita di liquido refrigerante che ha portato alla fusione del combustibile nucleare. La piscina del reattore 4, contenente combustibile nucleare esausto, ha perso liquido refrigerante fino a produrre un incendio che ha coinvolto il combustibile. [...] Sommando i rilasci di radiazione da tutti i reattori dell'impianto di Fukushima-Daiichi, ovvio che sia raggiunto il livello 7 della scala Ines."
Con queste parole si conclude il rapporto presentato da Hirsch.
L'associazione si dimostra fortemente preoccupata per le potenziali conseguenze che la ricaduta radioattiva produrrà su uno Stato ad altà densità di popolazione come quello giapponese (800-1200 ab/km2, nds).
Stime di altri esperti rimangono, tuttavia, molto più caute.
La stessa Aiea afferma che le stime relative alle dispersioni ambientali nei giorni successivi all'incidente sono inferiori rispetto ai valori registrati a Chernobyl.
Eugenio Santoro, esperto Enea, è altrettanto a sostegno di questa tesi:
"Non è possibile dire che a contaminazione avvenuta a Fukushima sia massiva come lo è stata quella di Chernobyl. Nell'incidente di Chernobyl un'esplosione ha scagliato i materiali radioattivi  direttamente nell'atmosfera, dove sono stati trasportati insieme  alle masse d'aria.
Nel caso di Fukushima i radionuclidi non hanno mai raggiunto l'alta atmosfera, la diffusione è stata più limitata e con una dispersione di materiale radioattivo a livello locale."
Al momento sembra, purtroppo, confermata anche la fusione del nocciolo contenuto nel reattore 2: il peggio deve ancora arrivare?
Nel mentre, per risposta, si continuano a fare guerre per ragioni puramente energetiche.



Per saperne di più:
http://www.unita.it/mondo/greenpeace-a-fukushima-radioattivita-pari-a-chernobyl-1.279096
http://www.unita.it/mondo/giappone-esperti-fusione-parziale-del-nocciolo-1.279177
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/03/11/visualizza_new.html_1557212528.html

sabato 26 marzo 2011

TRA LIBERTA', UNITA' SOCIALE E PACE: CITANDO ALBERT EINSTEIN

"[...]Libertà spirituale degli individui ed unità sociale
E tuttavia solo l'individuo libero può meditare e conseguentemente creare nuovi valori sociali e stabilire nuovi valori etici attraverso i quali la società si perfeziona.
Senza personalità creatrici capaci di pensare e giudicare liberamente, lo sviluppo della società in senso progressivo è altrettanto poco immaginabile quanto lo sviluppo della personalità individuale senza l'ausilio vivificatore della società.
Una comunità sana è perciò legata tanto alla libertà degli individui quanto alla loro unione sociale.
E' stato detto con molta ragione che la civiltà greco-europeo-americana, ed in particolare il rifiorire della cultura del Rinascimento italiano subentrato alla stasi del Medio Evo in Europa, trovò soprattutto il suo fondamento nella libertà e nell'isolamento relativo dell'individuo.
Consideriamo ora la nostra epoca. In quali condizioni sono oggi la società e la personalità?
In rapporto al passato la popolazione dei paesi civilizzati è estremamente densa; l'Europa ospita all'incirca una popolazione tre volte maggiore di quella di cento anni fa.
Ma il numero di uomini dotati di temperamento geniale è diminuito senza proporzione.
Solo un esiguo numero di uomini, per le loro facoltà creatrici, sono conosciuti dalle masse come personalità.
In una certa misura l'organizzazione ha sostituito le qualità del genio nel campo della tecnica, ma anche, ed in misura notevolissima, nel campo scientifico.
La penuria di personalità si fa sentire in modo particolare nel campo artistico. La pittura e la musica sono oggi nettamente degenerate e suscitano nel popolo echi assai meno intensi.
La politica non manca solo di capi: l'indipendenza intellettuale ed il sentimento del diritto si sono profondamente abbassati nella borghesia e l'organizzazione democratica e parlamentare che poggia su quella indipendenza è stata sconvolta in molti paesi; sono nate dittature e sono state sopportate perchè il sentimento della dignità e del diritto non è più sufficientemente vivo.[...]"
"[...] La guerra
Questo argomento mi induce a parlare della peggiore fra le creazioni, quella delle masse armate, del regime militare voglio dire, che odio con tutto il cuore.
Disprezzo profondamente chi è felice di marciare nei ranghi e nelle formazioni al seguito di una musica: costui solo per errore ha ricevuto un cervello; un midollo spinale gli sarebbe più che sufficiente.
Bisogna sopprimere questa vergogna della civiltà il più rapidamente possibile. L'eroismo comandato, gli stupidi corpo a corpo, il nefasto spirito nazionalista, come odio tutto questo!
E quanto la guerra mi appare ignobile e spregevole! Sarei piuttosto disposto a farmi tagliare in pezzi che partecipare ad un azione così miserabile. Eppure, nonostante tutto, io stimo tanto l'umanità da essere persuaso che questo fantasma malefico sarebbe da lungo tempo scomparso se il buonsenso dei popoli non si fosse sistematicamente corrotto, per mezzo della scuola e della stampa, degli speculatori del mondo politico e del mondo degli affari.[...]"
"[...]Pace
Gli uomini veramente superiori delle generazioni passate hanno riconosciuto l'importanza degli sforzi per assicurare la pace internazionale. Ma ai nostri tempi lo sviluppodella tecnica ha fatto di questo pstulato etico una questione di esistenza per l'umanità civilizzata di oggi e la partecipazione attiva alla soluzione del problema della pace è considerata una questione di coscienza che nessun uomo coscienzioso può ignorare.
Bisogna rendersi conto che i potenti gruppi industriali interessati alla fabbricazione delle armi sono, in tutti i paesi, contrari al regolamento pacifico delle controversie internazionali e che i governanti non potranno realizzare questo scopo importante senza l'appoggio energico della maggioranza della popolazione.
In quest'epoca di regimi democratici, la sorte dei popoli dipende dai popoli stessi; questo fatto deve essere presente allo spirito di ciascuno in ogni momento.[...]"

da "Come io vedo il mondo" - Albert Einstein


venerdì 25 marzo 2011

"VENTO DIVINO" CONTRO IL MOSTRO NUCLEARE: CELEBRANDO GLI EROI DI FUKUSHIMA

Li hanno etichettati in ogni modo, da dead man walking  a morti viventi.
Ciò che conta è che stanno lottando, giorno dopo giorno, per provare ad accellerare le procedure di raffreddamento di quei reattori surriscaldati dentro la maledetta centrale di Fukushima.
Chiamateli martiri, chiamateli eroi moderni: costretti a darsi continuamente il cambio per resistere all'interno di quell'ambiente proibitivo, non stanno smettendo di provare ogni rimedio possibile per avviare un minimo raffreddamento.
Giocano anche con il rischio di espolosione derivante dalle immani pressioni che vanno registrandosi dentro i reattori; stanno monitorando costantemente ogni minimo parametro vitale della centrale divenuta spettrale.
Se ancora l'inevitabile è stato ritardato, larghissima parte del merito va a loro.
Incidenti periodici e continue emissioni di radiazioni stanno rallentando il processo; nel mentre si lotta per impedire la fuoriuscita di combustibile radioattivo.
Il rischio di contaminazione ambientale è immane, soprattutto se concentrato alla provincia di Tokyo che conta circa 35 milioni di persone. Tra combustibile d'uranio e cosiddetto mox, i rischi sono potenzialmente devastanti.
Il codice di emergenza è, proprio in questi momenti, al vaglio degli esperti: si sta infatti rivalutando la possibilità di immettere una pericolosità pari a 6, ricordando che il massimo di 7 venne raggiunto solo dalla tragedia di Chernobyl.
Sotto stretta sorveglianza rimane il reattore 3, contenente 170 tonnellate di combustibile nucleare formato da mix di plutonio ed uranio altamente radioattivi.
Pennacchi di fumo bianco e nero si innalzano dalla centrale della morte, mentre il tasso di radioattività sta esplodendo.
Sullo sfondo, questi eroi stanno provando con ogni mezzo a minimizzare il danno.
Solo ieri tre tecnici sono stati esposti a radiazioni di circa diecimila volte superiori a quelle già nocive contenute nell'acqua del reattore, in condizioni produttive ritenute normali: tutto questo per provare a diminuire la temperatura internamente al reattore 3. La domanda, a questo punto, è una sola: quanto rischiano questi eroi?
In termini reali e non efferati, la loro stessa vita. Si pensi semplicemente a questo: ipotizzando una radiazione media con quella registrata nel reattore 2 pari a circa 500mSv (millisievert, unità di misura dell'indice di radiazione), è possibile fare un confronto con altre quantità di radiazioni esercitate sul nostro corpo per attività normali.
Assumendo per esempio una normale radiografia, si registrano immissioni di radiazioni pari a circa 1/4 mSv.
Con una radioterapia, invece, si raggiungono indici di radiazione prossimi a circa 10/40 mSv.
Altro fattore preoccupante consiste nella quantità temporale di esposizione alla radiazione: stando alle ultime stime, servirà almeno un mese per avere la situazione sotto controllo: in questo contesto, questi silenziosi eroi marciano tra raffreddamenti e corrente elettrica da ripristinare.
L'allarme riguardo le zone da evacuare riguarda persone prossime ad un raggio di circa 30 chilometri dalla centrale: basti anche questo per pensare a ciò che potrà accadere a questi straordinari kamikaze (positivamente intesi, nds).
Si pensi che circa 4Sv assorbiti nell'arco temporale di una settimana conducono a morte sicura in almeno il 50% dei casi; si colleghi il tutto anche al fatto che il lavoro loro dovrebbe attestarsi attorno ad almeno 45-50 giorni.
Alla luce di ciò, qualsiasi risposta possibile è sprecata.
Sullo sfondo, la lotta straordinaria di questi temerari e stupendi volontari. Turnandosi non si risparmieranno esiti infausti: comunicano con il mondo attraverso internet, facendosi implorare dalle figlie su Twitter per un ritorno a casa.
Nonostante tutto, non mollano. Continuano a combattere, dentro questa centrale di morte.
Un pensiero, ai termini speriamo positivi di questa vicenda e dell'era nucleare, dovrà andare anche a loro.
Eroi straordinari, niente altro.
I kamikaze della centrale nucleare di Fukushima Daiichi

per saperne di più:
http://www.ecoblog.it/post/12329/a-fukushima-daiichi-ancora-un-mese-di-lavori-per-raffreddare-i-reattori-nucleari
http://www.galileonet.it/articles/4d8b179172b7ab25d1000017
http://www.ilpost.it/2011/03/25/a-fukushima-si-teme-la-rottura-di-un-reattore/

mercoledì 23 marzo 2011

TERREMOTI IN SUCCESSIONE: ESISTE QUALCHE CORRELAZIONE?

La domanda è interessante, anche se avvicinabile alle solite tinte complottiste che in casi come questi fanno incuriosire e riflettere. Analizzando in successione i terremoti verificatisi in questi ultimi anni, si nota una sequenza di date piuttosto lunga:
  • Terremoto di magnitudo 9,1 (Sumatra) il 26 dicembre 2004;
  • Terremoto di magnitudo 8,6 (Sumatra) il 28 marzo 2005;
  • Sisma di magnitudo 8,6 (Sumatra) il 12 settembre 2007;
  • Sisma di magnitudo 9,0 (Siberia) il 27 agosto 2008;
  • Terremoto di magnitudo 8,8 (Cile) il 27 febbraio 2010;
  • Sisma di magnitudo 9,1 (Giappone) l'11 marzo 2011.
Il conteggio parla chiaro, contando sei gravi terremoti in poco meno di sette anni. In aggiunta a ciò, si scriva che era da un largo numero di anni che non si registravano movimenti tellurici di grandissima entità.
Da poco tempo, invece, l'astronave Terra sembra essersi risvegliata.
La domanda, in parole povere, è la seguente: si tratta di una semplice fluttuazione statistica od esiste qualche correlazione?
A tale questione proveranno a dare risposta esperti che si riuniranno a Memphis dal 13 al 15 aprile prossimi. Tutto ciò avverrà in occasione dell'incontro annuale della società americana di sismologia.
La Storia del pianeta consegna alle cronache ed alle statistiche un'altra serie di terremoti che si verificarono tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso. L'elenco lasciato all'albo storico è il seguente:
  • Magnitudo 8,6 (Tibet) nel 1950;
  • Magnitudo 9,0 (Kamcatka-Russia) nel 1960;
  • Magnitudo 9,5 (Cile) nel 1960;
  • Magnitudo 8,5 (Isole Curili) nel 1963;
  • Magnitudo 9,2 (Alaska) nel 1964;
  • Magnitudo 8,7 (Alaska) nel 1965.
Allora, come oggi, si veniva da un periodo nel quale terremoti con intensità maggiore di 8,5 non si erano verificati in larga quantità. Come mai terremoti così forti in così breve tempo?
Non è importante trarre conclusion affretate, in quanto mancano serie storiche precedenti al secolo XX.
Scienziati come Aldo Zollo, sismologo dell'Università Federico II di Napoli, sostengono che la ciclicità statistica dei grandi terremoti sia un'ipotesi abbastanza fondata.
Il verificarsi di questi terremoti ha un luogo comune, concentrato nell'arco dell'Oceano Pacifico. Tale zona è ritenuta la più attiva a livello geofisico di tutto il Pianeta.
Mettendo in correlazione terremoti tra loro lontani come quelli avvenuti in Cile, Giappone e Sumatra, significa che potrebbe esserci una qualche forma di influenza a grande distanza. Al momento, tuttavia, di questa supposizione non c'è alcuna conferma empirica e scientifica.
Rimane tuttavia, al 2008, uno studio promosso dal sismologo californiano Taka'aki Taira.
A detta di costui le prove scientifiche per spiegare questa grande distanza esistono tutte: nello specifico, lo studio dell'esperto avrebbe evidenziato un aumento dell'attività sismica a grande distanza in relazione al terremoto avvenuto in Indonesia nel 2004.
Cosa simile sarebbe accaduta nel 1950, quando ad accendere la miccia sarebbe stato il terremoto avvenuto ad Assam, in Tibet. Il periodo di terremoti durò, allora, oltre 15 anni.
Se venissero confermate le ipotesi precedenti, si potrebbe dire di essere giunti circa a metà del ciclo.
Rimane il beneficio del dubbio, ovviamente. Complottisti a parte.


Per saperne di più: http://www.unita.it/scienza/notizie/sei-grandi-terremoti-in-sette-anni-br-c-e-una-correlazione-1.278054

lunedì 21 marzo 2011

QUINO: "DISEGNO PER CAPIRE GLI UMANI, SIAMO NOI IL VERO PROBLEMA"

Sul numero odierno de L'Unità c'è una bellissima intervista fatto a Joaquin Salvador Lavado, in arte Quino.
Se ne riporta di seguito qualche stralcio significativo:
"[...]D: Perchè disegnare? Per comprendere il mondo o per cambiarlo?
R: Per capirlo. Penso che sia davvero difficile cambiare la natura umana. Siamo noi il vero problema. E disegno anche per liberarmi dalle mie frustrazioni, per essere più leggero.
D: Come si spiega che, quarant'anni dopo, Mafalda sia ancora così viva nelle menti e nei cuori dei suoi lettori?
R: Non avrei mai potuto immaginare che, nonostante abbia smesso di disegnarla da così tanto tempo, Mafalda potesse avere ancora tutto questo successo, essere così attuale. Allo stesso tempo è tanto triste vedere come tutto sia rimasto uguale. Anzi, se qualcosa è cambiato, è in peggio.
D: Perchè allora smettere di disegnare?
R: Dopo quasi dieci anni, non ne potevo più di dire che tutto va male, mi ero stancato. [...]
D: Non ha mai avuto desiderio di ricominciare?
R: No. Mafalda è figlia del suo tempo. Il momento storico in cui è stata creata è irripetibile: la guerra in Vietnam, Papa Giovanni XXIII, il femminismo, i Beatles, l'idea dell'immaginazione al potere. Sembrava che il mondo potesse cambiare, invece no. Mafalda chiede perchè questo, perchè quello a suo padre: sono un pò io.
Peccato però che non ci sia un padre che abbia le risposte. [...]
D: Ma torniamo al disegno. Quali sono i suoi maestri?
R: Mi piacevano molto Jean-Maurice Bosc e Chaval, grandi disegnatori degli anni Sessanta. Poi c'è Schulz che considero il "mio" maestro. Ha cambiato sia il modo di fare fumentto che la mia visione del mondo.
D: Dai Peanuts arriva allora l'ispirazione di scegliere una bambina come protagonista delle sue strisce?
R: In realtà, Mafalda nasce come testimonial della campagna pubblicitaria della Mansfield, [...]
D: Cosa pensa del cambiamento introdotto dall'era digitale, sia nella creazione che nella fruizione delle immagini e dei testi?
R: I giovani autori hanno difficoltà a pubblicare, nell'editoria come sui giornali. Tutti allora si sono buttati in internet per far conoscere il proprio lavoro: ognuno ha il suo sito, il suo blog. Personalmente, non sono mai riuscito a disegnare con un computer. Ho bisogno di sentire la carta, di usare la matita, la gomma, l'inchiostro. E il libro, a fumetti o no, lo voglio sentire tra le mie mani. [...]"

(da "L'Unità" di lunedì 21 marzo 2011)

domenica 20 marzo 2011

DALL'AMERICA POTENZIALE PERICOLO NUCLEARE? VOCI COME SEMPRE POCO CHIARE

Il conteggio della strage naturale parla di 8133 vittime e 12272 dispersi, in quel mix fatale che è stato determinato dalla fusione tra terremoto e conseguente tsunami di portata apocalittica.
Esulando dalle cause attribuibili a Madre Natura, è lecito interrogarsi sul reale numero di vittime che potranno esserci a seguito della radioattività sprigionata dalla centrale morente di Fukushima.
E' stata rilevata la presenza di iodio radioattivo in prodotti alimentari (acqua, latte e spinaci) provenienti dalla zona di Fukushima. E' stato rilevato anche rischio di nube radioattiva, che potrebbe senza limiti viaggiare liberamente sui cieli del mondo: California e coste americane sono in questi momenti poste sotto strettissima sorveglianza.
I problemi derivanti da contaminazione radioattiva hanno un impatto devastante sul lungo termine; è impossibile valutare con efficacia un fenomeno come questo a soli nove giorni dall'evento scatenante.
Il peggio potrebbe arrivare tramite morti premature, tramite malformazioni nelle generazioni future o tramite svuotamento totale dei territori ritenuti contaminati, per un tempo assolutamente imprecisato ed indetermiabile.
E' impossibile guardare con certezza assoluta al fenomeno della radioattività.
In quel di Chernobyl riecheggiano ancora ricordi terribili, ad oltre 25 anni dall'evento. Nonostante i tentativi disperati per riportare in sicurezza questi maledetti reattori, è ormai un rischio incontrollabile quello della contaminazione?
I riferimenti giapponesi valutano un raggio di rischio prossimo ai 30 km, mentre quelli americani fanno riferimento a minimo 90 km da Fukushima.
La Tepco, ovvero la società elettrica che gestisce le centrali nipponiche, ha fatto pervenire scuse ufficiali all'intero Giappone. Predata dai file di Wikileaks ed ormai schiacciata dall'evidenza dei fatti, la società ha ritenuto opportuno dare scuse formali per bocca del suo director managing Akio Komiri.
Nel mentre, a macchia d'olio riemerge il rischio nucleare in tutte quelle altre potenze e super-potenze che fanno uso dell'energia atomica. Nella sola America, il Presidente Barack Obama aveva chiesto alla Nuclear Regulatory Commission (NRC) un aggiornamento sullo stato di salute dei reattori nelle centrali nucleari interne al Paese.

I controlli hanno portato notizie non buone, come era purtroppo ampliamente prevedibile: nel dettaglio, le centrali americane avrebbero al loro interno evidenti problemi di manutenzioneerrori di progettazione e scadenti controlli di sicurezza e prevenzione.
Nel solo 2010 la stessa NRC aveva rilevato in tutto l'insieme 14 gravi falle nella sicurezza, ritenute giustamente troppe per un'industria matura come quella dell'energia nucleare.

Si delineano altri potenziali rischi, tenendo conto degli altissimi rischi di sismicità esistenti in terra americana e dell'elevato numero di centrali più vecchie di dieci anni?
Esiste la possibilità di una nuova Fukushima anche nell'altro polo tecnologico mondiale?
Le domande sono troppe, le risposte come sempre troppo poche e poco chiare.

Per saperne di più:


sabato 19 marzo 2011

A PROPOSITO DI EROI MODERNI: CITANDO CAPAREZZA





 
Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io
sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere
Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.
Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe."

venerdì 18 marzo 2011

TRA UNIVERSO E SAMURAI CONTEMPORANEI: QUANDO SCIENZA E' VITA

Così preoccupata ad interrogarsi sul modo migliore per distruggere questo povero pianeta Terra, l'umanità intera non ha ancora imparato a districarsi tra la propria mediocrità per provare a comprendere qualcosa che riesca ad andare oltre il suo naso.
Quei pochissimi (fortunatissimi, nds) addetti a farlo, trovano linfa ed ispirazione nello studio di meravigliose scienze e nellam visione di spettacoli distanti anni luce dal nostro occhio. La missione di migliorare il mondo puntando gli sguardi ai confini dello scibile scientifico è una missione stupenda:
"L'animo con il quale un uomo lavora in questo campo...somiglia a quello delle persone religiose od innamorate; la ricerca quotidiana non nasce da un'intenzione o da un programma, ma dritto dal cuore."
E' l'opinione di Albert Einstein, non certo di uno qualunque. L'uomo interessato al divulgare scienza ha sempre una qualche forma d'amore dentro sè, preso più che mai ad addentrarsi dentro una razionalizzazione del non comprendibile.
La scienza presuppone addestramento, capacità di guardare oltre ciò che appare a prima vista.
Allo stesso modo, con pochissimi strumenti a disposizione, l'essere umano è riuscito a muoversi in un terreno buio e dissestato.
Dotato di intelligenza e ragione, ha saputo comunque farsi del male costruendo una società su pilastri cadenti od ormai pericolanti. A sua totale dissomiglianza, ha cercato di analizzare e carpire i misteri dell'Universo intero.
Puntando il suo occhio sempre un pò più su, ha vissuto Storia e scienza sconvolto da tutto ciò che era infinitamente più grande di lui. Allo stesso modo, è stato esasperato da tutto ciò che era infinitamente più piccolo di lui.
Ancora similmente è stato sorpreso da tutto quello che è dentro di lui.
Grazie ad una curiosità senza possibilità di paragone, l'uomo ha saputo porsi domande solo apparentemente irrisolvibili: Per chi e perchè sono qui? Cosa vuol dire destino?  Esiste qualcosa oltre quella che sono abituato a chiamare vita? Riesco davvero ad immaginare qualcosa che vada oltre l'abitudine?
Se l'Universo è infinito, come fa ad espandersi?
E' stata proprio la sua capacità di porsi infinite domande a dargli la possibilità di avere qualche risposta meno incerta delle altre. Tra le tante vicende che sopravvivono di paradossi, l'Universo è una di quelle più stupende ed affascinanti su cui indagare.
In questo tempo di terremoti e disastri naturali, l'essere umano dovrebbe cogliere l'occasione adatta per sentirsi ancora più piccolo di ciò che realmente sia. Solamente con un velo di relatività in più potrebbe riuscire ad evitare assurdi deliri di onnipotenza. Su questo fronte, dall'astronomia emergono notizie importanti.
Smarrendo la linea sottile che fa da confine tra filosofia ed esplorazione dell'universo, il telescopio Hubble ha avuto la conferma riguardo all'espansione di quella cosa che chiamiamo Universo.
Tra buchi neri, galassie e pulsar, è stata confermata la presenza di quell'energia oscura ed ancora sconosciuta che occuperebbe il 70% dell'universo intero.
Ciò equivale a dire che abbiamo esperienza su un miserrimo 30% del totale che compone ciò che c'è attorno a noi.
I nuovi dati, raccolti e pubblicati dall'Astrophysical Journal, spazzano via alcune delle teorie ritenute alternative sulla materia oscura.
Non siamo neppure, come si pensava, immersi in una vera e propria bolla cosmica estesa per 8 miliardi di anni luce.
Di fronte a queste cifre, un uomo ed un pianeta Terra pesano veramente poco.
Scrivendo, sorge spontanea un'altra domanda: Potrebbe esistere tra la materia oscura un rimedio al nostro senso di autodistruzione?
Un pensiero particolare va, in questi momenti, ai tecnici-eroi che stanno sacrificando in Giappone le loro vite per regalare al mondo intero qualche giorno di speranza in più.
In voi umanità e scienza sono fuse alla perfezione.
Dedicato a tutti voi, samurai contemporanei.

giovedì 17 marzo 2011

VOCI NORMALI DAL PAESE CENTOCINQUANTENARIO: PUNTARE GIA' AL 18 MARZO

"C'è un aspetto della nostra vita nella collettività di cui possiamo andar fieri? Non mi pare.
Viviamo in un Paese che è morto, ormai, senza futuro e senza speranza per i nostri figli.
Dappertutto è solo un cercare di fregare il prossimo e soddisfare le proprie aspettative. Il bello è che ci lamentiamo, ma siamo noi che abbiamo contribuito affinchè ci prendessero la vita e ce la gestissero come pareva a loro: [...]
<Mamma> mi dice la mia piccola di otto anni, <tanto se non vado bene a scuola posso sempre partecipare a un quiz in televisione e vincere tanti soldi.>
E tu che ti sei dannata per anni a spiegarle e a farle capire cosa significano il sacrificio, il sudore, la gioia nel raggiungere un obiettivo dopo anni di fatica, resti senza parole. Puf!
Tutto finito, in due battute."
(Stefania)

"Certe notti la macchina e calda e fuori c'è meno dieci, e la neve attutisce i rumori del mondo e rende magica anche una strada qualunque di una qualunque grande città del nord.
Certe volte ci si sente davvero gli unici esseri viventi sulla faccia della terra, ed anche se sei a settecento chilometri da quella che hai sempre chiamato casa, il calore di un sentimento, la musica nelle casse, la persona seduta accanto a te ti fanno sentire improvvisamente viva.
E a casa.
Non sai quand'è successo, che hai smesso di pensarti come un emigrante. Non sapresti descrivere il momento in cui la precarietà in cui vivi immersa da sempre ha iniziato a colorarsi di tinte diverse, come se una radice fossi finalmente riuscita a ficcarcela, in questa terraccia dura, e da lì stessi succhiando quel pò di nutrimento che ti serviva per fiorire.
Non lo sai com'è, che anche la sponda di ghiaia continua ad andare giù, tu sei poiù salda che mai, e a tratti felice, a tratti solo indaffarata, ma sempre viva.
Certe notti la neve se ne frega, e te ne freghi anche tu: che chiamino la tua una generazione di <bamboccioni>, anche se non le hanno mai lasciato neanche lo spazio sufficiente per tirare il fiato prima di tuffarsi nella mischia; che ti chiedano sacrifici continui, mentre chi dovrebbe dare l'esempio ruba aman bassa; che niente sembri bastare mai.
Te ne freghi, ascolti la radio, pensi che c'è tempo per preoccuparsi, e per ora va bene così.
Buonanotte, Italia."
(Alice)

"Ciao, sono Deborah. Sono sorda.
E questo non mi impedisce di ascoltare con la mano. Ascolto le vibrazioni delle casse che suonano, quelle del cuore quando inizia una canzone, quelle delle lacrime di entusiasmo dei miei amici, all'apertura di un concerto.
Si sente con le orecchie, si ascolta con il cuore!
Per questo non ho paura."
(Deborah)

(da libro "Niente Paura", autori Gay-Paterlini)

Sarà meglio viversela questa Italia, senza pensarla troppo.
Sarà meglio credere che possa essere ancora possibile cambiarla.
Sarà meglio sperare che possa essere possibile invertire il detto secondo il quale si stava meglio quando si stava peggio.
Sarà forse meglio azzerare l'eterno conto alla rovescia per un nuovo inizio; sarà meglio stare vicino a questo Paese senza farlo sentire troppo vecchio ed invecchiato.
Il freddo scende, la primavera arriverà.

mercoledì 16 marzo 2011

E' ORA DI FERMARSI: RIFLETTENDO SULL'(IN)UTILITA' DEL NUCLEARE

Il 29 marzo del 1986 il giornale The Economist affermava quanto segue rispetto al nucleare: "Una centrale nucleare è sicura come una fabbrica di cioccolata."
Con il senno di poi, quasi 26 anni dopo, il mondo sta rivivendo un incubo nel quale si è gettato per volontà di potenti che non hanno in alcun modo voluto guardare al lungo termine ed alle future generazioni. In tutta Europa, dopo la tragedia che si sta consumando in Giappone, i Governi stanno mettendo in discussione le loro scelte relativamente alle politiche energetiche.
Accorgendosi di non poter più cedere a facilitarismi di sorta su un caso tragicamente importante come questo, hanno programmato progressivi stop alle centrali nucleari tecnologicamente più obsolete ed aggiornamenti relativi ai criteri di sicurezza su cui impostare l'affidabilità delle centrali già in funzione: "Si tratta di rivalutare i rischi, in particolare quelli di tsunami, attacchi terroristici, terremoti e black out."
E' questa l'opinione del Commissario UE Gunther Oettinger, al termine della riunione d'emergenza convocata a Bruxelles.
Lo stesso ha definito la situazione giapponese come "un'apocalisse, un contesto nel quale praticamente tutto è fuori controllo." Il contesto presuppone, per l'umanità intera, un fortissimo punto di svolta.
In un momento nel quale contesto sociale e necessità scientifico-fisiche DEVONO intrecciarsi, è fondamentale perseguire quella strada che rende possibile ottenere energia potendo minimizzare, al contempo, i rischi per la salute dell'intero ecosistema e dell'essere umano stesso.
Pareri simili sono emersi dalle decisioni politiche immediate della stessa Cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo la quale "il disastro giapponese è uno spartiacque nella storia della tecnologia mondiale."
In condizioni così estreme, si potrebbe scrivere che per il Giappone e per il mondo intero il peggio debba ancora venire. Pochissimi pensano a quei cinquanta tecnici che, proprio in questi momenti, stanno facendo l'impossibile per scongiurare il realizzarsi dell'apocalisse preventivata dal Commissario UE stesso: turnandosi dentro gli uffici di controllo in condizioni proibitive, stanno compiendo fatiche inimmaginabili per far raffreddare quelle maledette barre di uranio senza compromettere la solidità dei noccioli protettivi.
In Italia, invece, stiamo a discutere sulla necessità di non farci prendere dall'emotività. Come è possibile non farsi prendere dall'emotività in momenti come questi, quando il futuro sociale ed energetico del mondo intero è impietosamente deformato verso un rischio terribile di implosione?
Servirebbero rispolverare pratiche parole del grandissimo scrittore italiano Manzoni, per tematiche fragili come queste:
"Il buon senso c'era, ma stava nascosto per paura del senso comune."
Il buon senso, su situazioni come queste, dovrebbe indirizzare l'uomo verso quelle soluzioni di pace e decrescita che potrebbero caratterizzarne una nuova fase di equilibrio ambientale e sociale?
In una Terra dove sprechi e squilibri energetici sono aumentati a dismisura, la Natura sta pensando a far accadere quelle eventualità che non erano state pensate per progettare il nostro sviluppo sostenibile.
La politica, da ogni parte, è solita cavalcare e strumentalizzare con estrema facilità l'incertezza e la paura che si generano (giustamente ed inevitabilmente, nds) in situazioni come queste.

Sulle scale di rischio si balla tra indici di pericolosità prossime a 5/6 punti su 7, delineando quindi concrete probabilità di collasso.

Sono stati posti sotto scacco i sistemi di controllo e contenimento della General Electric, diffusi in altre 32 reattori in tutto il mondo. I rischi vanno spargendosi senza controllo, tra una popolazione già provata da un terremoto senza precedenti.
Se poi si volesse essere precisi, si potrebbe chiedere cosa ne sarà del futuro anche economico del Giappone, provato da un debito pubblico immenso.
Essendo crollate le borse con indici giapponesi, le autorità governative stanno predisponendo acquisti a pioggia, tramite immense immissioni di liquidità. Potrebbero esserci pericoli di nuovi tracolli per l'economia mondiale, qualora la situazione dovesse aggravarsi maggiormente?
Domande come queste, seppur poste da ignoranti, mettono in relazione quelle strettissime relazioni che si sono create in questi anni tra le più disparate branche di scienza e conoscenza umane: relazioni che sono, inevitabilmente ed evidentemente, sfuggite al controllo dell'umanità intera.
Il grande fisico Ludwig Boltzmann seppe sintetizzare appieno la fibra minima di queste infinite questioni:
"La lotta per l'esistenza è la lotta per avere energia."
E' possibile lottare per un'esistenza tranquilla e, quindi, per un'energia senza rischi per l'umanità intera?
Può essere possibile riemergere senza conseguenze dalla polveriera nella quale ci siamo calati con più di un fiammifero acceso? E' eloquente l'opinione di Gianni Silvestrini, in un'intervista al numero odierno de L'Unità.
Se ne riporta di seguito qualche stralcio significativo:
"[...]D: Il governo ha deciso un taglio netto alle rinnovabili. Eppure il settore sembrava aver messo radici?
R: Questo tipo di energie hanno subito un'accellerazione piuttosto forte negli ultimi due anni. Si è arrivati a coprire il 22,1% dei consumi elettrici complessivi italiani. [...]
D:Può (il fotovoltaico) rappresentare un'alternativa alle fonti fossili e al nucleare?
R: Sul lungo periodo direi proprio di si. Diversi studi elaborati da industrie ed Università dimostrano come entro il 2050 si potrebbe coprire l'intero fabbisogno di energia.
D: il 100% dell'intera domanda di energia del pianeta?
R: Il 100% dell'intera domanda. L'ultimo rapporto redatto dalla Commissione ambientale tedesca, uscito un paio di settimane fa, ci dice che è tecnicamente fattibile. [...]
D: A livello di rinnovabili l'Italia come è messa?
R: L'Italia è il fanalino di coda in Europa. Dall'eolico produciamo circa 5mila megawatt, mentre dal fotovoltaico circa 6. Ma non è un problema di quantità. Il fatto è che l'Italia manca nella produzione di tecnologie. La nostra industria sulle rinnovabili è carente. In Germania occupa 350mila addetti, in Italia solo fra 50 e 70mila.
D:Intanto si vira sul nucelare...
R: Un binario morto. Lo si farà solo a fronte di forti incentivi. Pagati in bolletta."
Per chi non lo sapesse, Gianni Silvestrini è direttore scientifico del Kyoto Club, associazione di oltre 90 imprese, amministrazioni locali, categorie ed enti impegnati nel Protocollo internazionale per la riduzione dei gas serra. E' inoltre Coordinatore al Politecnico di Milano del Master in Energie Rinnovabili, decentramento, Efficienza energetica.
Il nucleare come binario morto, dunque? Dalle cronache si scopre che, sicuramente è in fase terminale.
Occorre ripensare al futuro energetico e vitale del Pianeta Terra, per evitare che possa morire anche l'ambiente stesso.
Citando il rapper Tupac Shakur, anche in musica si respirano temi come questi:
"[...]Dobbiamo fare un cambiamento…/E’ ora che noi, come popolo, cominciamo a fare dei cambiamenti/Cambiamo il modo di mangiare, cambiamo il modo di vivere/E cambiamo il modo in cui ci trattiamo l’un l’altro.[...]"
(Trad. da "Changes")
Cambiare, prima che sia troppo tardi.

martedì 15 marzo 2011

"WHAT'S UP": MONTI DI SPERANZE PER UNA DESTINAZIONE



"Twenty-five years and my life is still
Trying to get up that great big hill of hope
For a destination
And I realized quickly when I knew I should
That the world was made up of this brotherhood of man
For whatever that means
And so I cry sometimes
When I'm lying in bed
Just to get it all out
What's in my head
And I am feeling a little peculiar
And so I wake in the morning
And I step outside
And I take a deep breath and I get real high
And I scream at the top of my lungs
What's going on?
And I say, hey hey hey hey
I said hey, what's going on?
ooh, ooh ooh
and I try, oh my god do I try
I try all the time, in this institution
And I pray, oh my god do I pray
I pray every single day
For a revolution
And so I cry sometimes
When I'm lying in bed
Just to get it all out
What's in my head
And I am feeling a little peculiar
And so I wake in the morning
And I step outside
And I take a deep breath and I get real high
And I scream at the top of my lungs
What's going on?
And I say, hey hey hey hey
I said hey, what's going on?
Twenty-five years and my life is still
Trying to get up that great big hill of hope

For a destination"



"Venticinque anni e la mia piccola vita
sta ancora cercando di tirare su quel grande monte di speranze
per una destinazione
e ho velocemente realizzato che quando sapevo potevo
che il mondo era fatto di questi fratelli uomini
qualsiasi cosa voglia dire
e così a volte piango
quando giaccio nel letto
solo per uscire un po da tutto questo
Cosa c'è nella mia testa
E mi sento un pò strana
E così mi sveglio la mattina
E metto il piede fuori
Prendo un respiro profondo e vado veramente in alto
E urlo al massimo delle mie possibilità
Che cosa succede?
E dico, hey hey hey hey
E dico, che cosa succede?
ooh, ooh ooh
e ci provo ,oh mio dio se ci provo
ci provo tutto il tempo, in questa istituzione
e prego, oh mio dio se prego
prego ogni singolo giorno
per una rivoluzione
e così a volte piango
quando giaccio nel letto
solo per uscire un po da tutto questo
Cosa c'è nella mia testa
E mi sento un pò strana
E così mi sveglio la mattina
E metto il piede fuori
Prendo un respiro profondo e vado veramente in alto
E urlo al massimo delle mie possibilità
Che cosa succede?
E dico, hey hey hey hey
E dico, che cosa succede?
25 anni e la mia piccola vita
sta ancora cercando di tirare su quel grande monte di speranze
per una destinazione."