giovedì 3 ottobre 2013

ALLE "PORTE" DI LAMPEDUSA, FRA SPERANZA E VITE DISTRUTTE.

"Le nostre isole sono lontane e troppo spesso dimenticate per i loro bisogni, ma sono così belle e così amate da chi le abita e da chi le visita, che sarà sempre più difficile continuare a mortificarle nei diritti e a maltrattarle nell'ambiente e nel territorio.
Il mio augurio è che gli abitanti di Lampedusa e Linosa possano essere accolti in un quadro effettivo di coesione nazionale e pari opportunità, perchè essere vicini all'Africa non sia più un disagio o addirittura una colpa, ma una grande opportunità di sviluppo sostenibile per l'ambiente solidale verso tutte e tutti. 
La nostra speranza è che nessuno - donna, uomo, bambina o bambino - debba essere costretto ad arrivare fin qui con i barconi, trovando troppo spesso la morte in mare mentre cercava una vita."
(Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa)


"Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d’avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiorie tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.
Ero una tartaruga che barcollava
sotto il peso dell’amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.
Così, figli miei,una volta vi hanno buttato nell’acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell’acqua."
(Una volta sognai, Alda Merini)


Nessun commento: