L'Italia spende lo 0,8% del PIL in Università e Ricerca; la media UE si attesta a circa l'1,3%.
Questo semplice rendiconto conferma una tendenzialità che non vede nel futuro una risorsa prioritaria su cui investire. Concetti quali capitale umano, capitale sociale e formazione passano, colpevolmente, in secondo piano.
Se l'Europa ed il mondo non corrono, è comunque vero che camminano molto più veloce dell'azzoppata Italia.
Per conformarsi agli obiettivi di crescita e ripresa delineati dall'Europa, l'Italia dovrebbe entro il 2020 raddoppiare il numero dei propri laureati. Neppure respiro ci sarà fintanto che, a formazione terminata, moltissimi cervelli vedano la fuga come sola opzione di crescita, carriera e valorizzazione. Investire in capitale umano comporta sacrifici che, nell'immediato, non sono capaci di fornire alcun resoconto tangibile.
La fuga all'estero sta diventando un dramma per l'intero Stato che ha, per fortuna o purtroppo, necessità urgente di crescita. Su questo fronte, pertanto, si configura come fondamentale l'apporto che di anno in anno le nuove leve forniscono al sistema universitario e formativo.
Nella dotta Bologna, contrariamente ai tristi tempi, qualche speranza rimane viva ed attiva: nel nuovo anno accademico il boom di matricole ha registrato un aumento del 4,9%.
Le facoltà più gettonate sono chimica ed informatica, seguita a ruota da Agraria. Non perdono neppure appeal il Dams (da 487 a 591 iscritti, nds), così come la tremenda ma affascinante Ingegneria.
Se abbondano gli studenti, però, mancano spazi adeguati: aule e laboratori sembrano essere al momento insufficienti a soddisfare le esigenze richieste.
In aumento, di pari passo, le iscrizioni ai corsi di Laurea Specialistica e Magistrale: garantire una formazione avanzata e specifica è il tassello essenziale per (ri)costruire fette importanti di Paese.
L'Italia che guarda al futuro, nonostante tutto, bussa alle porte del grado di Istruzione più alto tra quelli esistenti.
Alla politica ed alle classi dirigenti, per l'ennesima volta, il compito estremo di non bruciare questa immensa potenzialità che chiamiamo capitale umano.
Fonte:
"Boom di matricole all'Alma Mater", I.Venturi, La Repubblica - Bologna
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