martedì 6 dicembre 2011

RIFLESSIONI (ESTESE) SUL CONCETTO DI DEFAULT


Le manovre in corso di opera, definizione ed aggiustamento dovrebbero salvare l'Italia dal fallimento. Di punto in bianco, quindi, una parola come default è entrata nella quotidianità veicolata all'opinione pubblica: ci siamo trovati a dover compiere sacrifici, calati dall'alto, per evitare quello che per moltissimi anni è stato uno spettro impossibile anche da nominare. Nel gergo attuale, quindi, il bivio è inevitabile: o approvazione o fallimento. 
Poco sembra importare di un'equità percepita sotto la suola delle scarpe, in un momento nel quale i 'soliti noti' hanno portafogli sempre più vuoti con necessità di essere protetti e salvaguardati. 
I veti incrociati si mescolano, nel tentativo di scomodare equamente tutte le forze politiche: tassa ridicola sui capitali scudati contrapposta ad un ripristino dell'ICI che la destra berlusconiana volle abolire in quello sciagurato 2008 è solo un esempio di confronto-scontro realizzabile. 
Il Governo tecnico di commissariamento Monti, pur essendosi fino ad ora presentato secoli luce lontano dall'indegno stile di coloro che lo hanno (purtroppo) preceduto, ha coagulato una serie di provvedimenti che sembrano voler coniugare rigore effettivo con equità e crescita solo potenziali. Saranno i giorni seguenti a definire le linee reali entro cui si potrà delineare il testo definitivo, già comunque firmato dal Presidente della Repubblica Napolitano: le discussioni nelle Commissioni pertinenti potranno chiarire alcuni punti caldi fino ad ora non considerati. 
Fra gli stessi, se ne ricordano alcuni: 
  • Aumento delle aliquote sugli scudati per sgravare (parzialmente o totalmente) il carico delle pensioni;
  • Mettere all'asta le frequenze televisive, ad oggi da assegnare tramite un semplicissimo "beauty contest";
  • Accesso sensibile ai dati finanziari, al fine di coniugare una sana forma di controllo per prevenire fenomeni di evasione fino ad oggi incontrollata.
Solo solo alcuni dei provvedimenti su cui sarebbe opportuno che le forze definitesi responsabilicercassero di far convergere i loro sforzi. La manovra rimane, per parola dello stesso Premier Monti, come un atto capace contemporaneamente di essere 'salva Italia' e 'salva Europa'. 
Ritorna, su questo fronte, la tanto temuta parola default
Cosa vuol dire concretamente questo impavido spettro
Il default è solo una condizione economica nella quale lo Stato si dichiara incapace di restituire il dovuto ai propri creditori od è una condizione che, a macchia di leopardo, può comparire in varie forme in una società complessa come quella moderna? L'approccio integrato e totalizzante con cui è doveroso osservare l'oggi presuppone la necessità di intraprendere, anche, questa ulteriore e tremendamente complessa riflessione. 
La parola è una, ma comprende infiniti significati: default
Scegliendone uno fra i troppi, è possibile citare quello afferente al campo informatico: 
"Impostazione che un sistema adotta in assenza di istruzioni specifiche da parte dell'utente o del programma."
(Fonte: dizionari.corriere.it)
Il default potrebbe quindi essere, in chiave allargata, anche l'impostazione degenerata adottata dalsistema società in assenza di direttive specifiche provenienti dall'utente/classe dirigente
In parole povere, infatti, la società è per convenzione una necessità per l'uomo, che richiede a sua volta una programmazione (politica, tecnica, ambientale, esistenziale, etica, morale, ...) capace di fornire soluzioni accettabili sul medio-lungo termine. Senza una società sostenibile per l'essere umano, infatti, tutta l'architettura preesistente è destinata a crollare. 
Nei giorni contemporanei, purtroppo, è netta la percezione che siano per troppo tempo mancate quelleistruzioni specifiche di cui sopra, capaci di dare impostazioni nuove e rinnovate al sistema totalmente inteso: è mancata un'Europa politicamente unita, così come sono infinite le programmazioni mancate in questa Italia. 
Nel contempo, quindi, è opportuno porsi una domanda: quali default sono attualmente in corso, anche se non rilevabili o sottovalutati? 
Rimanendo nel contesto della sola Italia, sono moltissimi i campi dove la manovra Monti potrebbe provare ad arrivare, imponendo misure strutturali potenzialmente capaci di riscrivere l'intero sistema. 
Dal fronte ambientale fino a quello energetico, da quello sociale fino a quello industriale, da quello etico fino a quello morale: se la crisi in corso è nata come economica, ha il dovere di morire curata con nuove consapevolezze e rinnovate visioni morali? 
Ritenere che esista un'unica forma di default evitabile è un qualche cosa di assolutamente riduttivo ed iniquo; forme di equità (non abusata, nds) potrebbero nascere dal considerare come fondamentali e prioritarie anche altri campi oggi trascurati o sottovalutati? 
L'"impostazione adottata in assenza di istruzioni specifiche da parte dell'utente o del programma" può condurre il sistema stesso a forme sbagliate di sopravvivenza: è il caso dell'economia ribelle, in una contemporaneità che ha visto la politica subordinarsi e cittadini di ogni nazione precaria pagare colpe che, volente o nolente, spettavano a ben altri. 
Riconsiderare e rivalutare molteplici concetti di default potrebbe essere forse una coagulazione di rimedi etici che possano contribuire a fare più luce verso un'uscita, meno dolorosa possibile, da questa crisi?
Le riflessioni sono aperte, a fronte di un tempo sempre meno flessibile per permetterle. 






domenica 4 dicembre 2011

TRA EQUITA' ED ECONOMIA: BINOMIO NON REALIZZABILE?


Prima di cominciare, è opportuno fornire una ripassata alle rassicurazioni fornite dai precedenti cialtroni che hanno 'governato' questo Paese: 
"Ciò che doveva accadere per banche e mercati è già accaduto. Chi doveva fallire ha fallito e tutti quelli che facevano speculazione non ci sono più. Oggi non ci sembra che ci siano altre situazioni che dobbiamo temere."
(Pensionato S.B., 4-7-2009)
"L'Italia sta meglio di altri Paesi ed è vaccinata da eventuali contagi.
(Giulio Tremonti, 6-5-2010)
"Il 2011 sarà l'anno della ripresa.
(Pensionato S.B., 24-12-2010)
A due anni di distanza, è sotto gli occhi di tutti la tremenda situazione nella quale siamo immersi fino al collo: l'Euro è a rischio di crollo, le banche addirittura in pericolo di liquidità. 
La disoccupazione giovanile cavalca verso altrirecord, le ore di cassa-integrazione sono diventate superiori a tre miliardi. 
Il contagio è avvenuto, contrariamente a quanto sostenuto e perorato da buffoni di cui è meglio dimenticarsi il più in fretta possibile: la speculazione sui debiti finanziari ha inciso talmente tanto da rendere necessario un commissariamento dell'autorità politica. 
Di fronte alle incombenze necessarie per non sfociare in quella che potrebbe essere un'ulteriore tragedia (inimmaginabile secondo molti esperti, nds), un Governo tecnocratico si appresta a varare l'ennesima manovra legata a vincoli dettati dalla necessità di apportare al Paese riforme strutturali. 
Il problema più evidente è, fatti alla mano, la ciclicità delle attuali situazioni: la politica del finanziamentoa debito non può produrre risultati eccellenti sul lungo termine, salvo avere sempre ed eternamente Governi dotati di una credibilità ferrea ed indistruttibile. Al di là delle necessarie revisioni da apporre all'impianto del Paese resta, di fondo, la necessità di ragionare su quanto fino ad ora ventilato per la manovra in corso di definizione: il Governo di tutela sta predisponendo misure che, fino ad ora, sono solo ufficiose. 
L'ufficialità dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, espletando formalità di diffusione Parlamentare e televisiva, nella quale il Premier Monti dovrà illustrare agli italiani quanto pensato. 
Al di là dei tecnicismi, le parole chiave su cui incentrare l'azione sono state tre: rigore, equità e crescita. 
Il rigore non presuppone salti nel vuoto, in un momento nel quale l'intera Europa danza su un baratro impietoso. 
La crescita è necessaria, per una serie infinita di motivi: ripagare creditori ed interessi maturati sul debito, garantire occupazione, tutelare il futuro e permettere respiro al sistema intero sono solo alcuni dei cardini su cui implementare un'azione seria. 
L'equità presuppone, non da ultimo, strutturali dinamiche di azione non più rimandabili: in sintesi estrema, non si può tagliare sempre alle spalle degli stessi. La manovra che seguirà peserà, fra tagli e tagli, circa 25 miliardi di Euro. 
Le misure sono ancora in alto mare, fra concertazioni e colloqui; manca una versione definitiva. 
Le macroaree su cui si muoveranno le decisioni dell'esecutivo sembrano, comunque, essere le seguenti: 
  • Aliquote IRPEF
  • Detrazioni: specialmente per famiglie con figli;
  • IVA;
  • Rendite casa;
  • Ritorno dell'ICI;
  • Patrimoniale;
  • Pensioni;
  • Sanità e ticket: anticipati i tagli al Fondo Sanitario Nazionale;
  • Barche: tassazione extra sullo stazionamento in porto.
Sembrano queste le linee guida impresse dall'azione dell'esecutivo. 
Potrebbero seguire liberalizzazioni e smantellamento del patrimonio pubblico. La sobrietà e l'accortezza del nuovo Governo non può giustificare, in nessuna forma, ulteriori aggressioni a chi ha già più di tantissimi altri scontato sulla propria pelle una crisi che ha radici assai lontane e non dimenticabili. 
Passato l'incubo B., rimane la necessità di fare una manovra stabilizzante
La domanda da porre a seguito sembra, purtroppo o per fortuna, un'altra: si tratta di misure promosse per restituire credibilità e dignità al Paese (anche sul fronte finanziario, nds) o fatte per cercare di restituire un futuro ad un Paese che non sembra averne più? Il problema è endemicamente diffuso, ed attaccato a larghissima parte della società civile. 
Cosa accadrà se le Regioni non potranno più sostenere i costi di sanità e, conseguentemente, dei trasporti? 
Si paventano, su questo fronte, ulteriori tasse indirette sulle spalle degli italiani. 
Un'altra domanda potrebbe essere, forse, un'altra: esistono metodi alternativi da perseguire per garantire liquidità cospicue ed immediate? In rete esistono esempi di potenziali virtuosismi promossi da Sindacati, Associazioni di Categoria, Associazioni Ambientaliste di rilievo nazionale. 
Su questo esempio, si riporta la manovra a stampo ecologico promossa da Legambiente. 
Nel seguito il link con le proposte formulate: 
http://www.repubblica.it/ambiente/2011/12/03/news/l_ambiente_contro_la_crisi-26014173/
Qualcuna di queste osservazioni è stata seguita? 
Qualcuna di queste misure è stata o verrà in futuro perseguita? 
La necessità di arrivare ad una conclusione positiva di questo incubo è condivisa per amor di patria da larghissima parte dei cittadini italiani: recenti sondaggi dimostrano però che l'intero Paese è percepito, a giusta ragione, come preda dei mercati
Il dubbio successivo è immediato: le manovre vengono fatte per sfamare queste bestie divoratrici di debito? 
I dubbi ulteriori sono infiniti, per chi vuole, da ignorante ed informato, provare a capire da dove partire per ricostruire questo Paese. Coniugare rigore, crescita ed equità è una missione così impossibile? 
Si attendono smentite, provvedimenti definitivi e decisioni concrete: i Partiti avranno lo scudodell'urgenza tragica da far fruttare nelle prossime campagne elettorali. 
Si riporti, per concludere ma non per esaurire l'argomento, una frase presente in un articolo di Don Ciotti su L'Unità di oggi: "Chi sta nel sociale lo sa bene: questa crisi non è uguale per tutti."
La frase è riportata nel seguito: 
"[...]I fatti sono eloquenti: è impensabile pensare di superare la crisi complessiva che attraversa il Paese (e l'intero Occidente) se non si parte dalla premessa che il valore economico è inscindibile dal valore sociale e che un'economia sganciata dai bisogni e dalle speranze delle persone [...] produce un sistema inaffidabile che provoca falsi valori.[...]"
L'equità, a fronte di un necessario approccio integrato a varie sfere della società, resta un miraggio così poco raggiungibile? Si attendono smentite, ovviamente. 

Per saperne di più: "Citazioni sui buffoni"
(http://www.lettera43.it/economia/finanza/21149/cav-ma-non-era-tutto-ok.htm)

venerdì 2 dicembre 2011

"ACCETTA IL CONSIGLIO, PER QUESTA VOLTA": DA "THE BIG KAHUNA"



"Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta."

giovedì 1 dicembre 2011

AIDS: OBIETTIVO ZERO?


In una giornata di lotta rimane chiaro l'obiettivo da provare a raggiungere: getting to zero
Zero morti per Aids, zero nuove infezioni e zero discriminazioni per chi già è affetto da questo tremendo male. 
Si tratta forse di obiettivi raggiungibili solo asintoticamente? Si tratta di questioni delicatissime che, purtroppo, vengono ricordate in una giornata all'anno che non sarà comunque mai sufficiente.
Il conteggio rimane, ad oggi, davvero molto lontano dallo zero: nel solo 2010 sono state 2,7 milioni le nuove infezioni, a fronte di circa 1,8 milioni di morti. Si tratta di cifre drammatiche che, tuttavia, mostrano miglioramenti: dal 1997 le infezioni sono diminuite del 21% circa, a fronte di una mortalità identicamente crollata dal 2005. 
Le formule per l'accesso alle cure vanno migliorando, a fronte di un notevole incremento delle campagne di prevenzione, dei test diagnostici e dei farmaci appositi; qualcosa di grande è in corso, ma è evidente che ancora non basta. 
La Giornata Mondiale ormai trascorsa può essere occasione di richiamo, riflessione e sensibilizzazione; in Italia è più che mai efficace il messaggio della Lila (Lega Italiana per la Lotta all'AIDS): "Aids. Proteggiti semplicemente."
In Italia è stata creata anche la prima applicazione multimediale per malati: HIV BookMark.
Le fondazioni stanno promuovendo progetti che rimangono vivi ed attivi costantemente, 365 giorni l'anno; è l'esempio del progetto promosso da Fondazione ASVI, "Free 10 anni di prevenzione materno-fetale dell'AIDS in Uganda". 
Tutte queste proposte procedono, a loro modo, nell'inseguimento di quell'obiettivo zero sopra citato. 
Nuovi scorci di terapie vengono da altrettanto nuove frontiere della medicina, allo scopo di debellare definitivamente questo male da troppo sopportato: cure sterilizzanti, cure funzionali e terapie geniche sembrano essere le nuove frontiere a cui è necessario porre lo sguardo. 
Tutto ciò andrà fatto andando oltre, comunque, alla sola giornata mondiale. 
Lavori in corso, dunque. 

Fonte: "Obiettivo 'zero' nella lotta all'AIDS", A.Bazzi, Corriere.it

martedì 29 novembre 2011

AMBIENTE E TERRA: VICINO IL PUNTO DI NON RITORNO?


Non si ricorda, a memoria storica, un periodo più caldo di questo.
Non sono impressioni, e neppure percezioni mal documentate. Quello che sembra testimoniare la nettissima e definitiva preoccupazione da parte degli esperti della Terra è la percezione che i mezzi di informazione riportano nel merito della 17^ Conferenza sul clima a Durban. 
Il contesto comune a tutte le opinioni emerse è riassunto e diffuso molto semplicemente: ci stiamo avvicinando (troppo?a cambiamenti irreversibili. Si tratta di convinzioni errate od immotivate? Assolutamente no, stando a quanto riportano articoli reperibili in Rete. Stando infatti alle parole del Segretario Generale della Wmo (Organizzazione Metereologica ONU, nds), è ormai più che asintotica la soglia di definitiva deriva: 
"[...]Le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto nuovi picchi e si stanno rapidamente avvicinando a livelli coerenti con una crescita di 2/2,4 gradi Celsius della temperatura media globale.[...]"
(Fonte: repubblica.it)
Esperti hanno a più riprese sottolineato che un aumento superiore ai 2 gradi potrebbe innescare cambiamenti irreversibili per il sistema terrestre. Nel mentre, per fortuna o purtroppo, rimangono dati di fatto ad innescare riflessioni: il periodo 2002-2011 ha eguagliato il record del recente 2001-2010, come decennio più caldo dall'inizio delle misurazioni storiche. 
Il Segretario Generale della Wmo, Michael Jarraud, rimane convinto sostenitore della fondatezza del legame abuso umano- degenerazione climatica
"[...]È nostro compito diffondere le conoscenze scientifiche che guidano l'azione di chi decide. La nostra scienza [...] è solida e dimostra in modo inequivocabile che il clima mondiale si sta riscaldando e che questo riscaldamento è dovuto alle attività umane. [...]"
(Fonte: repubblica.it)
Di qui a Durban, dunque, è partita l'ennesima discussione: il clima è influenzato in un qualche modo dalle gesta e dall'abuso umano? Lo sfruttamento eccessivo ed indiscriminato delle risorse conduce ad un deterioramento progressivo ed inarrestabile dell'astronave Terra
Nonostante tutto, la necessità di riequilibrare ed implementare quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto che rimane, ad oggi, il solo trattato internazionale 'vincolante' per la riduzione delle emissioni inquinanti. Si parla anche di predisporre, entro il 2020, un fondo straordinario di 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi poveri a compensare le perdite derivanti dai costi relativi alla riduzione delle emissioni di gas serra. 
Si può sperare in impegni costruttivi e realmente operativi, risparmiando promesse inutili ed ormai anche inutilizzabili?
Oltre alla miccia economico-finanziaria, anche quella ambientale rimane viva e pesante. 
Laddove l'ignorante ma interessato chiede, le autorità hanno (dovrebbero avere?) il dovere di fornire una risposta. 

Fonte: "Il decennio più caldo dal 1850- Rischio cambiamenti irreversibili", La Repubblica


lunedì 28 novembre 2011

"CUORE DI ALIANTE", CITANDO CLAUDIO BAGLIONI


"Io l'ombra che andò via 
costeggiando il muro o restando lì 
l'uomo che cercò la sua profezia 
dritto nel futuro e poi si smarrì 
suono di tam tam e io ci ballo su 
da tutta una vita fulminea 
come un viaggio in tram che ti siedi giù 
e è il capolinea 
io l'onda che si alzò 
su dal mare scuro dell'umanità 
l'urlo che si udì quando rimbalzò 
forte sul tamburo della libertà 
sogno di colei che è la mia follia 
e mai questa ferita rimargina 
e che dai libri miei ha strappato via 
l'ultima pagina 
sono acqua di foce ed è una croce 
non sapere mai se la mia voce 
è fiume o oceano e non c'è no fiume 
che due volte sia capace 
di bagnarmi e darmi pace 
perché il tempo se ne va e tutto tace 
io resto qua nell'irrealtà 
dell'immenso velo del mio cielo a metà 
sarà una nuova età o solo un'altra età 
il volo di un eterno istante 
nel mio cuore di aliante 
io l'indio che partì 
nel cammino duro di cercare sé 
l'arco che lanciò una freccia qui 
dentro un cuore puro luogo che non c'è 
sonno di amnesie che non dormo più 
ma non ho finito di esistere 
con queste energie cresco la virtù 
di resistere 
sono acqua di fonte che al suo monte 
non può ritornare e il mio orizzonte 
è solo vivere e vivere da solo 
come un sasso di un torrente 
che non ferma la corrente 
perché il tempo se ne va e lascia niente 
io resto qua nell'irrealtà 
dell'immenso raggio del mio viaggio a metà 
sarà una nuova età o solo un'altra età 
il volo di un eterno istante 
nel mio cuore di aliante 
a combattere il tempo come si fa 
si può battere solo 
a tempo di musica 
non ti abbattere al tempo che se ne va 
lo puoi battere ancora 
a tempo di musica sul tempo che va 
a tempo di musica nel tempo che va 
io resto qua nell'irrealtà 
dell'immenso fondo del mio mondo a metà 
sarà una nuova età o solo un'altra età 
il volo di un eterno istante 
nel mio cuore di aliante 
io a combattere il tempo 
l'ombra che andò via 
costeggiando il muro o restando lì 
l'uomo che cercò la sua profezia 
dritto nel futuro e poi si smarrì 
a tempo di musica."

sabato 26 novembre 2011

CROLLO DI EURO ED EUROPA... DI PUNTO IN BIANCO?


Gli allarmi, in questi ultimi giorni, si sono fatti anche ufficialmente più intensi; quella che prima era solamente cosa da pessimisti o complottisti rischia di trasformarsi, forse, in realtà. 
L'allarme principale, in questo campo, risuona a totale (sovrac)carico dell'Italia; è il nostro Stato, nei fatti, quello che rischia di dare il colpo di grazia al sistema Europa. Esperti ed addetti ai lavori concordano, al di là del futuro che ci attende, su un solo fatto: l'Italia ha un debito pubblico troppo grande per essere salvata. 
Non serviranno eternamente i tentativi promossi dalla BCE di acquistare Titoli di Stato, nel tentativo estremo dicalmierare il tragico effetto combinato tra speculazione e perdita di credibilità. Il Fondo salva Stati, pur essendo stato recentemente aumentato, sembra essere secoli-luce lontano dal poter garantire sostenibilità ed affidabilità a tutti gli Statiaffetti dal tracollo finanziario. 
La campagna europea del nuovo Governo ha prodotto un risultato di attesa nei confronti di misure impressionanti che, allo stato attuale, sono per l'opinione pubblica nebulose solamente fatte da concetti chiave assolutamente giusti: rigore, equità, crescita, tutela e sviluppo sono solo alcuni dei punti fino ad ora emersi. 
Il giudizio sul nostro Paese e sulla tenuta dell'Euro(pa) è, nei fatti, assai controverso. 
Si perviene, come massimo denominatore, al vedere Italia ed Europa legate intimamente l'una all'altra: 
"[...]L'Italia ha bisogno dell'Europa, ma l'Europa ha bisogno di un'Italia forte, attiva nel processo che deve portare ad un'unione economica più forte. (L'Italia) ha grandi possibilità di uscire da questa situazione negativa perchè ha fondamentali dell'economia solidi, un settore privato dinamico e molti talenti da sfruttare.[...]"
(Fonte: L'Unità, 26-11-2011)
Che ne sarà dell'Europa con un'Italia avviata verso la recessione? 
Che ne sarà dell'Europa con un'Italia afflitta da una fuga di cervelli e da un depauperamento di capitale umano senza precedenti? Che ne sarà dell'Europa con un'Italia nella quale la regia dei milionari Marchionne occulta la dignità ed il potere di spesa della base della piramide societaria? 
Che ne sarà dell'Euro senza l'Italia? 
Sullo sfondo rimangono, attualmente, proposte di (parziale?) risoluzione ancora in fase di ascolto: Eurobond e Tobin Tax sono solo alcune delle soluzioni al vaglio delle autorità competenti. 
Mettere i debiti pubblici dei vari Stati in un unico calderone potrebbe forse essere una soluzione percorribile per l'uscita dalla crisi tremenda e tremendamente in evoluzione? Qualunque ragionamento è inutile, per chi non si intende appieno della temibile disciplina economica. 
Nel mentre, purtroppo, alcuni di quelli che molti definiscono campanelli d'allarme sono già stati ampliamente sforati: rendimento dei Titoli di Stato tra 7% ed 8%, spread cavalcante e galoppante, quasi quotidiani rossi negli indici di borsa. 
Sullo sfondo, ma non troppo, rimane l'opinione fin troppo chiara di Fitch: "L'Italia è probabilmente già in recessione." 
L'equazione diventa, a questo punto, ancora più semplice ed immediata: se c'è recessione non c'è crescita; se manca la crescita è impossibile ripagare (a maggior ragione ad interessi così elevati, nds) gli investitori nei nostri titoli pubblici. 
Il contorno resta, contemporaneamente, confuso almeno quanto il centro delle questioni; tra salvezze attese e sperate, spunta impetuoso l'analisi apocalittica promossa dall'Economist. 
Quale futuro attende l'Europa intera di fronte a questa (finale?) crisi finanziaria contagiata ai debiti sovrani? 
"[...]L’area del mondo finanziariamente meglio integrata si lacererebbe tra default, fallimenti delle banche, nazionalizzazioni.[...] L’eurozona si ritroverebbe spezzettata o tuttalpiù divisa in due, un blocco settentrionale più o meno compatto e uno meridionale frammentato. Molti trattati verrebbero infranti. Le differenze di valore e prestazioni tra le monete delle aree più solide e quelle delle aree periferiche porterebbero con ogni probabilità allo svuotamento del mercato unico. La stessa sopravvivenza dell’Unione Europea sarebbe messa in discussione. [...]"
(Fonte: unita.it)
Di fronte ad uno scenario così, qualunque ulteriore commento è sprecato. 
Quali le tempistiche per arrivare a questo tracollo? L'Economist è ancora più chiaro: 
"[...]Non si può andare avanti così a lungo. [...] Senza drastici cambiamenti, da parte della BCE e dei leader europei, la moneta unica potrebbe distruggersi nel giro di poche settimane. L’evento scatenante può essere il fallimento di una grande banca, la caduta di un governo, un altro flop in un’asta di titoli.[...]" 
E l'Italia? Cosa attende l'Italia in questo scenario? La risposta appare, tristemente, scontata: 
"[...]L’ultima settimana di gennaio l’Italia dovrà rifinanziarsi piazzando titoli per 30 miliardi di euro. Se i mercati non risponderanno bene, e la BCE nemmeno, l’Italia si ritroverebbe a un passo dal default."
La missione del governo Monti, commissariante nei fatti la politica italiana, si mostra completamente in salita; a lui spetterà, sembra, l'estremo tentativo di evitare quello che per moltissimi sembra un tracollo conclamato. 
Tracollo conclamato...e già preventivato. Stando ai contenuti diffusi da molti organi di informazione, infatti, alcuni fra gli istituti di credito più grandi al mondo stanno vagliando l'ipotesi di una devastazione dell'Eurozona. 
Citando uno studio promosso dal New York Times, infatti, la disintegrazione dell'area Euro sembra per loro un'ipotesi sempre meno impossibile. 
Di pari passo, invece, "[...]Le banche in Francia e in Italia non stanno mettendo a punto piani di emergenza perché hanno concluso che una disintegrazione dell'area euro è impossibile.[...]" (Fonte:corriere.it)
Quali prospettive (più o meno immediate) attendono l'Europa intera? Cosa può accadere, in caso di default od uscita dall'Euro, nelle vite dei singoli cittadini di ogni altrettanto singolo Stato? 
Le domande sono moltissime, le criticità complicatissime da risolvere. 
Gli sforzi rimangono, comunque, protesi al garantire la tenuta di un sistema europeo forse mai davvero messo in opera.
Fra apocalisse e rinascita, è rinnovata la visione di un decisivo (tragico?) punto di svolta. 


giovedì 24 novembre 2011

"THE SHOW MUST GO ON", RICORDANDO FREDDIE MERCURY



"Empty spaces, what are we living for?
Abandoned places, I guess we know
the score
On and on
Does anybody know what we are looking for? 

Another hero, another mindless crime
Behind the curtain, in the pantomime
Hold the line
Does anybody want to take it anymore? 

The show must go on
The show must go on
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on 

Whatever happens, I'll leave it all to chance
Another heartache, another failed romance
On and on
Does anybody know what we are living for?
I guess I'm learning
I must be warmer now
I'll soon be turning round the corner now
Outside the dawn is breaking
But inside, in the dark, I'm aching to be free 

The show must go on
The show must go on, yeah
Oooh inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on
Yeah oh oh oh 

My soul is painted like the wings of butterflies
Fairy tales of yesterday will grow but never die
I can fly, my friends 

The show must go on, yeah
The show must go on
I'll face it with a grin
I'm never giving in
On with the show 

I'll top the bill
I'll overkill
I have to find the will to carry on
On with the
On with the show 

The show must go on."

TRADUZIONE: 

"Spazi vuoti – per cosa stiamo vivendo? 
luoghi abbandonati – suppongo che noi conosciamo il risultato 
Senza sosta, qualcuno sa cosa stiamo cercando? 
Un altro eroe, un altro stupido reato 
Dietro la tenda, nella commedia (farsa) 
Resta in linea, qualcuno lo vuole ancora? 

Lo spettacolo deve andare avanti, 
Lo spettacolo deve andare avanti, 
Dentro, il mio cuore è rotto 
Il mio trucco potrebbe scrostarsi 
Ma il mio sorriso regge ancora. 

Qualsiasi cosa succeda, lascerò tutto ciò per ri-schiare 
Un altro mal di cuore, un’altra storia fallita 
Senza sosta, qualcuno sa cosa stiamo cercando? 
Suppongo di stare imparando, devo essere più caloroso ora 
Presto sarò una svolta, gira l’angolo ora 
Fuori, l’alba sta scoppiando 
Ma dentro nel buio sto soffrendo per essere felice 

Lo spettacolo deve andare avanti, 
Lo spettacolo deve andare avanti, 
Dentro il mio cuore è rotto 
Il mio trucco potrebbe scrostarsi 
Ma il mio sorriso regge ancora. 

La mia anima è colorata come le ali delle farfalle 
Le fiabe di ieri invecchieranno, ma non mori-ranno mai 
Posso volare amici miei 

Lo spettacolo deve andare avanti, 
Lo spettacolo deve andare avanti, 
Lo affronterò con un sorriso 
Non sto mai cedendo 
Su con lo spettacolo 

Salderò il conto, esagererò 
Devo trovare la volontà di andare avanti 
Lo spettacolo deve andare avanti…"