giovedì 16 giugno 2011

CAMMINANDO SULLA LUNA (ANCHE IN TEMPO DI ECLISSI), CITANDO I POLICE





"Giant steps are what you take 
Walking on the moon 
I hope my legs don't break 
Walking on the moon 
We could walk forever 
Walking on the moon 
We could live together 
Walking on, walking on the moon 

Walking back from your house 
Walking on the moon 
Walking back from your house 
Walking on the moon 
Feet they hardly touch the ground 
Walking on the moon 
My feet don't hardly make no sound 
Walking on, walking on the moon 

Some may say 
I'm wishing my days away 
No way 
And if it's the price I pay 
Some say 
Tomorrow's another day 
You stay 
I may as well play 

Giant steps are what you take 
Walking on the moon 
I hope my legs don't break 
Walking on the moon 
We could walk forever 
Walking on the moon 
We could be together 
Walking on, walking on the moon 

Some may say 
I'm wishing my days away 
No way 
And if it's the price I pay 
Some say 
Tomorrow's another day 
You stay 
I may as well play 

Keep it up, keep it up."


TRADUZIONE:

"Passi da gigante sono quelli che hai fatto 
Camminando sulla luna 
Spero che le mie gambe non si rompano 
Camminando sulla luna 
Possiamo camminare per sempre 
Camminando sulla luna 
Possiamo vivere per sempre 
Camminando su, camminando sulla luna 

Ritornando a piedi da casa tua 
Camminando sulla luna 
Ritornando a piedi da casa tua 
Camminando sulla luna 
I piedi a stento toccano il suolo 
Camminando sulla luna 
I miei piedi facilmente on fanno rumore 
Camminando sulla luna 

Qualcuno può dire 
Io mi auguro di vivere a lungo 
Affatto 
E se questo è il prezzo che devo pagare 
Qualcuno si ferma 
Domani è un altro giorno 
Tu dici 
Posso giocare così bene 

Passi da gigante sono quelli che hai fatto 
Camminando sulla luna 
Spero che le mie gambe non si rompano 
Camminando sulla luna 
Possiamo camminare per sempre 
Camminando sulla luna 
Possiamo vivere per sempre 
Camminando su, camminando sulla luna 

Qualcuno può dire 
Io mi auguro di vivere a lungo 
Affatto 
E se questo è il prezzo che devo pagare 
Qualcuno si ferma 
Domani è un altro giorno 
Tu dici 
Posso giocare così bene."



mercoledì 15 giugno 2011

CARO BRUNETTA, L'ITALIA PEGGIORE LA RAPPRESENTI TU


Arroccati, assediati e bersagliati da questo senso di risveglio che prende quota e speranza nel Paese, igovernanti del fare si prendono il diritto di dimostrare e pontificare anche sull'esistenza di una presunta Italia peggiore
L'Italia messa peggio è, a detta del Ministro Brunetta, quella che è composta da precari e/o quella di quanti irrompono sistematicamente in convegni e dibattiti
Questi cialtroni sono quelli che vogliono la sburocratizzazione e l'informatizzazione delle Pubbliche Amministrazioni senza spendere alcun Euro per ammodernare sistemi informatici e gestionali di Stato ed Enti Locali. 
Questi cialtroni sono quelli che, se non fosse stato per la spinta vitale e propulsiva del Referendum, avrebbero lasciato scorie di uranio radioattivo per generazioni a partire da qui ai prossimi 300mila anni (circa). 
Questi cialtroni sono quelli che hanno riportato in patria capitali fuggiti all'estero, lasciando ladri impuniti e condonati da una misera multa pari al 5% del furto legalizzato
Questi governanti, di cui il Ministro Brunetta fa parte, hanno svilito e svuotato parole importanti quali amore e libertà. 
Questi cialtroni hanno preferito postporre l'istruzione ed il futuro delle nuove generazioni ai tagli necessari da imporre per garantire un rigore dei conti pubblici. 
Questi cialtroni ci lasciano in eredità un debito pubblico che è destinato a rompere la soglia critica dei 2000miliardi di Euro, lasciando a chi nascerà, da adesso in poi, un rosso pro-capite pari a circa 30mila Euro. 
Questi cialtroni hanno votato in Parlamento affinchè fosse fatto credere che Ruby fosse stata salvata in quanto reputata nipote di Mubarak, oltrechè per certificare la validità dell'ennesima legge ad-personam spazzata via da Referendum e Corte Costituzionale. 
L'Italia così definita peggiore è quella che lotta per pensare a quando e come arrivare alla fine del mese, è quella che cerca con ogni spasmo di prendersi tutto quell'ossigeno che voi, cialtroni, gli avete tolto. 
L'Italia che voi definite peggiore è quella fatta da giovani che scendono in piazza o scelgono di darsi a qualche forma di militanza, sperando di vedere prima o poi una destra od una sinistra intelligente che sappiano occuparsi di loro e dei loro diritti. 
L'Italia che voi definite peggiore è quella che vi ha consegnato alla Storia come categorie compassate, arroccate dentro i Palazzi a farvi difendere da buffoni cammuffati da presunti Responsabili
L'Italia che voi definite peggiore è quella dei cassintegrati, è formata da quei lavoratori che attendono una riforma economica che non passi solamente per l'abrogazione di un articolo costituzionale o per presunte frustate senza capo nè coda. L'Italia peggiore è quella che guarda con ammirazione e dedizione a Michele Santoro, a Giovanni Floris, a Milena Gabanelli o che vorrebbe vedere Beppe Grillo trasformato nuovamente in semplice comico. 
L'Italia che voi definite peggiore fa parte di quel corpo stupendo che Pasolini tanto amava, di pari passo ad amare quella cultura che voi avete tagliato senza quartiere e che lei, signor Brunetta, ha paragonato a flussi d'acqua uscenti da semplicissimi rubinetti di bilancio.
Per questi, e moltissimi altri motivi, l'Italia peggiore la rappresentate VOI.
Se vi è rimasto qualche embrione di dignità, abbiate il coraggio di riscoprire il valore della vergogna. 

p.s.: quanto scritto è assolutamente casuale, nonchè frutto di un'evidente mente malata.



martedì 14 giugno 2011

"UNA GRANDEZZA INTRISA DI GIOVENTU' ", CITANDO ROBERTO BENIGNI


"La storia del nostro Paese è una cosa memorabile. 
Memorabile è l'impresa che hanno compiuto quelle persone che hanno dato la vita per noi non in senso poetico, ma fisico.
Hanno fatto una cosa straordinaria. Il Risorgimento visto così, dall'alto, è un evento di grandezza impressionante. 
Tutto il mondo aveva gli occhi sull'Italia: siamo diventati in quel momento la storia del mondo, e lì è concentrata la nostra grandezza. Ma una grandezza senza pari, intrisa di gioventù. 
Davvero erano tutti ragazzi: [...] tutti ragazzi, tutti giovani, tutti morti a venticinque, ventisei, ventisette, ventotto anni. 
Hanno dato la vita per noi, ma in una maniera così alta che tutto il mondo ci guardava. 
E Garibaldi era un mito dovunque: altro che Che Guevara, Bono, Beatles e Rolling Stones...[...]Era detto "El Diablo", l'Eroe dei Due Mondi, [...] ed era ammirato dai più grandi scrittori dell'epoca, [...] C'era un tale fervore in quel momento:[...] l'Italia è l'unico paese al mondo dove è nata prima la cultura e poi la nazione: ci ha tenuto insieme la lingua. 
La lingua ed una cultura immensa. 
Il vero patriota non ritiene mai il proprio Paese il migliore di tutti: è pericoloso. 
Invece quell'allegria, quella gioia, quell'orgoglio gioioso e allegro di vivere in un luogo che uno ama e per cui dice: 'A me, insomma, mi piace proprio tanto.', quello è sano, sanissimo. 
E' il nazionalismo che è una malattia, il razzismo poi è una follia, mentre un sano patriottismo è la cosa più salutare che esista. [...] Un Paese che non proclama con forza i propri valori è pronto per l'oppressione e la servitù, e se non ci si ricorda del proprio passato, se non si capisce da dove si iene, non si sa neanche dove si va. [...] 
L'Italia era un corpo dilaniato, posseduto, stuprato, violentato, saccheggiato, il corpo più bello del mondo. [...] 
In tutti i musei del mondo ci sono chilometri di opere d'arte italiane: [...] è una gioia entrarci e poter dire: 'Io appartengo a questa grandezza, io sono uno che viene da lì.' [...]
Mameli, che aveva vent'anni, e Novaro, il musicista morto poverissimo, che ha scritto la musica dell'Inno e non ne ha ricaatu un soldo, erano persone straordinarie [...]. Una sera Novaro stava a Torino con degli scrittori ed altri patrioti. Arriva un pittore, Barzini, con un foglio in mano e gli dice: 'Guarda cosa ti manda Goffredo...' [...]
Allora Novaro lesse quei versi e disse: 'E' una cosa bellissima'. 
Si commosse, lo racconta lui stesso, andò a casa si buttò sul pianoforte, gli cadde la lanterna sul foglio, bruciò il pianoforte, bruciò il foglio, ma si ricordaa ogni nota a memoria. 
E da allora tutti cominciarono a cantare quell'Inno. [...] Perchè la poesia dà forza, i poeti, gli artisti ci mettono dentro il desiderio. [...] L'arte, la bellezza, la musica, la poesia danno una forza che non te la trovi dentro. [...]"

(Trascrizione di alcuni passaggi dell'esegesi televisiva dell'Inno d'Italia di Roberto Benigni al Festival della canzone italiana di Sanremo 2011)


domenica 12 giugno 2011

"QUANDO PARLA GABER": PENSIERI E PROVOCAZIONI PER L'ITALIA DI OGGI


Leggendo il libro "Quando parla Gaber" di Guido Harari si hanno ulteriori prove a sostegno della tesi che va per la maggiore in questo ultimo periodo: l'Italia è un paese fossilizzato su sè stesso, con problemi che si ripercuotono identicamente uguali a loro stessi da troppo tempo. 
Leggendo pensieri e citazioni di questo cane sciolto si trovano aspetti urticanti, indisponenti ed intolleranti nei confronti dell'allora tremendo status quo in cui versa(va) il nostro stivale. 
Opinioni capaci di fotografare l'Italia di ieri, per poter al meglio anticipare quella di oggi: dalla politica allo Stato, dalla Chiesa alla famiglia, dalla televisione al berlusconismo in noi
Leggendo frasi e citazioni datate tra i '70 ed '80 sembra di affogare ancora di più in questa oscena contemporaneità che ci pervade, sotto le più svariate tematiche. 
I contenuti dispersi in queste pagine seguono il filo logico dell'indignazione e della ribellione tipica dell'artista che, con coscienza, prova ad indicare la giusta strada da seguire senza perdersi in azioni incerte.
Il leitmotiv delle parole dell'artista sembra essere, in maniera quasi neoromantica, quella di riabilitare l'Italia e l'italiano ad un risveglio costante e graduale: tutto ciò al fine di migliorare il proprio Stato per poter riscrivere con consapevolezza il proprio futuro: "Vedo un'anestesia generale nella quale l'uomo ripete gesti già fatti...Non vive, sopravvive."
Ed è proprio quello spirito di semplice sopravvivenza che va combattuto, migliorato e trasformato inistinto di vita e partecipazione
Cogliendo anche qualche contraddizione e paradosso, una figura così complessa come quella dell'artista è stata rievocata attraverso capitoli e frammenti ancora oggi tremendamente attualizzabili. 
Nel seguito, qualche frammento di poesia e consapevolezza ripreso dalle pagine del libro:

"Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualistam se vogliamo un pò anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. [...] Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale. Ma la colpa non è certo degli italiani, ma dell'Italia che ha sempre avuto dei governi con uomini incapaci, deboli, arroganti, opportunisti, troppo spesso ladri e, in passato, addirittura assassini. Eppure gli italiani, non si sa con quale miracolo, sono riusciti a rendere questo paese accettabile, vivibile, addirittura allegro. Complimenti."

"[...]Il mio è il coraggio di chi sta fuori e osserva le cose che non funzionano e si sente in dovere di criticare, di muovere i suoi appunti ad un sistema che è ormai in cancrena. [...]Se uno ha qualcosa da dare o da dire, qualche soluzione da proporre, basta che la butti lì, che la offra agli altri e poi se ne vada. 
Il guaio è che non c'è nessuno che butti lì una cosa, gratuitamente, e poi se ne vada.
Ognuno, in cambio, vuole sempre la sua fetta di potere o di gratitudine. [...]" (1975)

"[...]Se arrivi alla coscienza del tuo stato, la rivoluzione diventa un'esigenza effettiva, non un astratto fatto ideologico. Rivalutiamo finalmente l'egoismo. Abbiamo bisogno di gente cosciente, non di vittime o di eroi.
Il sacrificio è frutto dell'educazione cattolica, ed io non rinuncio a un bel niente. [...]Vedo che ci stiamo tutti abituando al grigiore, alla piattezza, alla rassegnazione, e mi accorgo che il mio ruolo e il mio lavoro sono quelli di dire le cose che gli altri non dicono, quelle che i giornalisti non hanno più il coraggio di scrivere. [...]Destra, sinistra, centro sono etichette scomparse. Esistono uomini di destra, di sinistra o di centro. Il superamento della forma partitica significa questo: concedere alla gente di votare le persone. [...]"

"[...]In questo momento sono anche un pò ossessionato da una frase che in vita mia ho sempre cercato di evitare: <poi vedremo.> Il mondo in questo momento è tutto un <poi vedremo>. Cosa succederà alla biotecnologia? <Poi vedremo>. Cosa succederà all'ambiente? <Poi vedremo>. 
Cosa succederà all'immigrazione? Cosa succederà alla disoccupazione? 
Non esiste nessuna soluzione a nulla e questa aspettativa, totalmente passiva, mi provoca un forte senso di ansia. Mi sembra che si vada avanti alla giornata. Poi vedremo, ma vedremo cosa? [...]"

"[...]Non spaventatevi, sono ancora di sinistra. Di quelli di una volta, che credono che la verità sia rivoluzionaria. 
 Da parte della sinistra c'è sempre stata diffidenza nei confronti di chi non è allineato, secondo un'intolleranza che arriva da lontano, da Gramsci, dalla figura dell'intellettuale organico. 
Io sono di sinistra, ma non sono organico. Mai avuto tessere, mai iscritto ad un partito. Ho il privilegio di raccontare in palcoscenico quello che penso, che di per sè non è necessariamente nè di sinistra, nè di destra. [...] 
Ero e rimango un cane sciolto, scioltissimo. Uno dei tanti. 
Ormai siamo il terzo partito. Quelli che non ci credono e non votano, intendo. [...]"

Tra tantissime pagine proseguono, inarrestabili, i pensieri ed i frammenti di questo filosofo ignorante
"[...]La mia malattia esprime un malessere collettivo, le angosce caratteristiche di questo nostro tempo che, muovendosi a velocità incredibile, non è mai presente, non è mai oggi. 
E' già futuro nel momento stesso in cui esiste. A questi ritmi tutto si incrina, tutto cambia in fretta. 
Cambiano le persone, anche morfologicamente. Cambiano i rapporti umani, la loro durata, i loro significati.[...]"

Tra fede, dilemmi di stringente attualità e consapevolezze sull'Italia che abbiamo ereditato proseguono, inarrestabili, le citazioni e le contraddizioni di questa figura che ha sempre fatto discutere. 
Con l'obiettivo di veder crescere valori come libertà partecipazione si rievocano, senza quartiere, sentimenti che oggi mancano come acqua nel cuore dell'Italia bisognosa d'aiuto. 
Tra dichiarazioni di generazioni perdenti e domande sul disperato senso vita matura, non troppo silenziosamente, il ricordo di una voce libera che ancora oggi avrebbe molto da dire e spiegare. 
Sullo sfondo, un monito di comunque costante presenza: 
"[...]Dove esistono una voglia, un amore, una passione, lì ci sono anche io.[...]"

Dribblando complimenti all'autore ed ai collaboratori di una così prepotente opera, sembra bello chiudere con le riflessioni in incipit riportate del grandissimo Pier Paolo Pasolini:
"[...]l'Italia è un corpo stupendo, ma dovunque lo tocchi e lo guardi, vedi, attorcigliate, le spire viscide e nere di un serpente, l'altra Italia. Come si può far l'amore con un corpo tutto avvolto da un serpente? Così comincia la castità...[...]"

In maniera uguale ed opposta dovrebbero cominciare le spinte positive e propositive per riabilitare questo Paese al palo. 
Oggi più di allora, contrariamente all'incedere inarrestabile dei tempi. 


sabato 11 giugno 2011

STORIA DEL CONIGLIO SENZA ORECCHIE: REGALO DAL CILINDRO NUCLEARE O BUFALA TERRORISTICA?


Il Giappone ha paura, partendo da un piccolo coniglio nato malformato. 
E' in estrema sintesi questo il quadro degli eventi generatisi in queste ultime settimane. Mentre molti si interrogano ancora sulla sua veridicità o meno, il video di questo piccolo sta facendo il giro del mondo.
Le informazioni diffuse a primo impatto sono risalenti alla fine di maggio, quando un video diffuso in rete ha messo in allarme l'intera isola. 
La minaccia radioattiva tarderà ancora moltissimi anni ad arrestarsi completamente, nè è possibile ora quantificare con precisione la gravità dell'accaduto. 
Teoricamente, la bufala è smontabile guardando al tempo medio di gravidanza di un coniglio. 
Riportando un frammento dal sito www.agraria.org si legge quanto segue: 
"[...]La durata della gestazione è di 29-31 giorni con una media di 30 giorni in funzione del numero e della dimensione dei piccoli.[...]"
Essendo la minaccia radioattiva iniziata approssimativamente tra fine marzo ed inizio aprile, a seguito dell'accoppiata terremoto+tsunami dell'11 marzo scorso, è obiettivo chiedersi quanto segue: è lecito aspettarsi a fine maggio malformazioni su conigli a seguito di un incidente radioattivo accaduto circa due mesi prima? 
Ciò che colpisce, in aggiunta, è il luogo dove questo coniglio è stato ritrovato: il video postato si riferisce ad un utente collocato nella zona della città di Tsushima Namie, località collocata a nord-ovest dell’originale zona di 30 km di raggio istituita intorno alla centrale nucleare di Fukushima. 
Entro quel fatidico limite, quindi, nel quale la vita è stata, è e sarà sempre (su dimensioni umane, nds) proibita. 
Gli ultimi aggiornamenti provenienti dal Giappone sembrano, dal filtro delle notizie reperibili su internet, inibire parzialmente le probabilità di bufala o montaggio ad hoc
Stando alle informazioni riportate dal sito blogeko.iljournal.it, sembra che la verità del video trovi riscontri effettivi anche da fonti provenienti da altre agenzie di stampa. 
L'agenzia di stampa giapponese Jana News ha controllato l'effettiva verità sul cucciolo d'animale che sta terrorizzando il Sol Levante ed il mondo intero; stando alle rilevazioni, l'animale sarebbe nato effettivamente il 7 maggio scorso, a circa due mesi dal terremoto che ha devastato il Paese. 
Il sito precisa comunque, per citazioni, quanto segue:
"[...]L’esposizione alle radiazioni provoca mutazioni. Ovviamente non è possibile affermare che le radiazioni di Fukushima abbiano causato la deformità del coniglietto: potrebbe essere legata all’inquinamento chimico, ad esempio, o semplicemente dovuta al caso. Però guardacaso il luogo in cui è nato il coniglietto si trova al confine esterno della zona vietata di 30 chilometri attorno a Fukushima.[...] Secondo l’agenzia Jana, il coniglietto appartiene a Yuko Sugimoto, 56 anni, che abita a Namie, cioè a circa 30 chilometri dal confine dell’area di esclusione attorno a Fukushima.
A Namie le autorità giapponesi hano accertato una concentrazione di stronzio radioattivo nel terreno pari a 1.500 becquerel al chilo, e una radioattività (nei primi giorni dell’incidente) pari a 161 microsiviert all’ora.
Negli ultimi fotogrammi del filmato, il coniglietto viene ripreso nella sua gabbia accanto ad un dosimetro che indica 3,5 microsiviert all’ora.[...]"
Sapendo che le radiazioni influiscono sulla sequenzialità del DNA producendo mutazioni e tumori, è lecito chiedersi se esistano effettivamente altre cause per generare fenomeni così sospetti
Altre informazioni si hanno a proposito, con un elenco di possibili altre cause riguardo alla mutazione (vera o presunta, nds). Si guardi pertanto al seguito:
  • cause legate all'inquinamento chimico od a semplice casualità;
  • probabile malformazione legata ad albinismo, definito nel seguente modo: "spesso coesistono altre anomalie quali difetti visivi, epilessia, deficit intellettivo, sordomutismo, nanismo o altre anomalie scheletriche."
E' comunque lecito, per il Giappone, avere paura per un disastro che impiegherà decenni a certificare appieno la propria gravità. Se fosse opera di qualche cialtrone terrorista, si tratterebbe di una pessima sorpresa. 
L'incubo della radioattività è paragonabile ad un male che, incontrollato, si sparge a macchia d'olio rimanendo radicato dovunque. 
Dalla centrale della morte le notizie giungono frammentate, lacunose ed oscurate. 
Per avere un quadro meno incompleto della situazione occorre fare una continua opera di assemblaggio e filtraggio giornalistico, rischiando di commettere sicuramente imprecisioni ed errori. 
Nel mentre, forse giustamente, il mondo intero può vantare i diritti di avere paura ed informarsi. 



mercoledì 8 giugno 2011

REFERENDUM, QUANDO L'IMPORTANTE E' (ANCHE) PARTECIPARE


Non si smetterà di dirlo e/o scriverlo mai abbastanza: nei giorni 12 e 13 giugno tutti gli italiani saranno chiamati al voto per dire la loro su pagine importanti per il futuro dell'Italia intera. 
Al di là di ogni possibile convinzione personale, oltre il sì od il no sarà necessario fare i conti con il tanto odiato/ammirato quorum. Ciò che viene deciso alle urne sarà valido solo se presenziato dal 50%+1 degli aventi diritto al voto. 
Qualsiasi tentativo possibile è in corso da parte dei mass-media per lo svilimento e l'inibizione di questo evento: dallo slittamento di date nei telegiornali ai messaggi autogestiti mandati in orari non cardine, l'impossibile si è fatto per affossare la partecipazione. 
Il Governo ha presentato ricorsi su ricorsi, nel tentativo di eliminare la voce nucleare dai quesiti posti all'attenzione degli italiani. L'onda emozionale del post-Fukushima potrebbe, secondo moltissimi, facilitare il raggiungimento del quorum sopra citato.
In cosa consistono, nel dettaglio, i quattro quesiti che verranno proposti dopo la conferma definitiva della Corte Costituzionale? Siano elencati nel seguito, in richiamo al colore delle singole schede che costituiranno, i quesiti di questo importante appuntamento elettorale:
  • Nucleare ed Energie Alternative - Scheda grigia: si propone di abrogare i commi 1 ed 8 dell'Art.5 del Decreto Legge 31-03-2011 n°34, convertito con modificazioni della Legge 75/2011. Si tratta delle norme che consentiranno la realizzazione di centrali nucleari. I commi da abrogare sono i seguenti: "[...]1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.[...] 8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorità e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell’energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell’Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali.[...]"

  • Legittimo impedimento - Scheda verde: legge ad-personam per eccellenza, si richiede di abrogare l'Art.1, commi 1,2,3,5,6 nonchè l'Art.2 della Legge 51/2010 (comunque modificati dalla Consulta, nds) prevedenti il rinvio delle udienze per il premier e i ministri se impediti da attività di governo. I commi proposti per l'abrogazione sono i seguenti: "[...]Art.1 :1. Per il Presidente del Consiglio dei Ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo. 2. Per i Ministri l’esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati. 3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti rinvia il processo ad altra udienza. [...] 5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per l’intera durata del rinvio, secondo quanto previsto dell’articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale. 6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.[...] Art. 2 .1. Le disposizioni di cui all’articolo 1 si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali e, comunque, non oltre diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvi i casi previsti dall’articolo 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge.  2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.[...]"

  • L'acqua ai privati - Scheda gialla: viene proposta l'abrogazione dell'Art.23bis della legge 133/2008, prevedente l'affidamento della gestione a privati attraverso gara o a società a capitale misto (con quota privata NON inferiore al 40%). L'articolo sottoposto ad abrogazione è il seguente: "[...]1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche' di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili. 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità. 3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l'affidamento può avvenire nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria. 4. Nei casi di cui al comma 3, l'ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un'analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l'espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione. 5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati. 6. E' consentito l'affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa. In questo caso la durata dell'affidamento, unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore. 7. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze e d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini di gara per i diversi servizi, in maniera da consentire lo sfruttamento delle economie di scala e di scopo e favorire una maggiore efficienza ed efficacia nell'espletamento dei servizi, nonche' l'integrazione di servizi a domanda debole nel quadro di servizi più redditizi, garantendo il raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello di impianto per più soggetti gestori e la copertura degli obblighi di servizio universale. 8. Salvo quanto previsto dal comma 10, lettera e) le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall'evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante. Sono escluse dalla cessazione le concessioni affidate ai sensi del comma 3. 9. I soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante le procedure competitive di cui al comma 2, nonche' i soggetti cui e' affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall'attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, ne' svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, ne' direttamente, ne' tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, ne' partecipando a gare. Il divieto di cui al periodo precedente non si applica alle società quotate in mercati regolamentati. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l'affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato. In ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l'affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica. 10. Il Governo, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni ed entro centottanta giorni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nonche' le competenti Commissioni parlamentari, emana uno o più regolamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di:
      b) prevedere, in attuazione dei principi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, che i comuni con un limitato numero di residenti possano svolgere le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata; 
     c) prevedere una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi pubblici locali, anche attraverso la revisione della disciplina sulle incompatibilità;
     d) armonizzare la nuova disciplina e quella di settore applicabile ai diversi servizi pubblici locali, individuando le norme applicabili in via generale per l'affidamento di tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche' in materia di acqua; 
    e) disciplinare, per i settori diversi da quello idrico, fermo restando il limite massimo stabilito dall'ordinamento di ciascun settore per la cessazione degli affidamenti effettuati con procedure diverse dall'evidenza pubblica o da quella di cui al comma 3, la fase transitoria, ai fini del progressivo allineamento delle gestioni in essere alle disposizioni di cui al presente articolo, prevedendo tempi differenziati e che gli affidamenti diretti in essere debbano cessare alla scadenza, con esclusione di ogni proroga o rinnovo; 
    f) prevedere l'applicazione del principio di reciprocità ai fini dell'ammissione alle gare di imprese estere; 
    g) limitare, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale e razionalità economica, i casi di gestione in regime d'esclusiva dei servizi pubblici locali, liberalizzando le altre attività economiche di prestazione di servizi di interesse generale in ambito locale compatibili con le garanzie di universalità ed accessibilità del servizio pubblico locale; 
    h) prevedere nella disciplina degli affidamenti idonee forme di ammortamento degli investimenti e una durata degli affidamenti strettamente proporzionale e mai superiore ai tempi di recupero degli investimenti; 
    i) disciplinare, in ogni caso di subentro, la cessione dei beni, di proprietà del precedente gestore, necessari per la prosecuzione del servizio; 
    l) prevedere adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale anche con riguardo agli utenti dei servizi;
     m) individuare espressamente le norme abrogate ai sensi del presente articolo. 11. L'articolo 113 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e' abrogato nelle parti incompatibili con le disposizioni di cui al presente articolo. 12. Restano salve le procedure di affidamento già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.[...]" (Art. 23bis- Servizi pubblici locali di rilevanza economica);
      a) prevedere l'assoggettamento dei soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l'osservanza da parte delle società in house e delle società a partecipazione mista pubblica e privata di procedure ad evidenza pubblica per l'acquisto di beni e servizi e l'assunzione di personale;

  • I profitti nella bolletta -Scheda rossa: viene proposta l'abrogazione dell'Art.154 del DLgs 152/2006, nella parte che consente al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti caricando sulla bolletta un 7% a remunerazione del capitale investito. L'Articolo proposto per l'abrogazione è il seguente: "[...]1. La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed e' determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonche' di una quota parte dei costi di funzionamento dell'Autorità d'ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio "chi inquina paga". Tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo. 2. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, su proposta dell'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, tenuto conto della necessità di recuperare i costi ambientali anche secondo il principio "chi inquina paga", definisce con decreto le componenti di costo per la determinazione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell'acqua. 3. Al fine di assicurare un'omogenea disciplina sul territorio nazionale, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sono stabiliti i criteri generali per la determinazione, da parte delle regioni, dei canoni di concessione per l'utenza di acqua pubblica, tenendo conto dei costi ambientali e dei costi della risorsa e prevedendo altresì riduzioni del canone nell'ipotesi in cui il concessionario attui un riuso delle acque reimpiegando le acque risultanti a valle del processo produttivo o di una parte dello stesso o, ancora, restituisca le acque di scarico con le medesime caratteristiche qualitative di quelle prelevate. L'aggiornamento dei canoni ha cadenza triennale. 4. L'Autorità d'ambito, al fine della predisposizione del Piano finanziario di cui all'articolo 149, comma 1, lettera c), determina la tariffa di base, nell'osservanza delle disposizioni contenute nel decreto di cui al comma 2, comunicandola all'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti ed al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. 5. La tariffa e' applicata dai soggetti gestori, nel rispetto della Convenzione e del relativo disciplinare. 6. Nella modulazione della tariffa sono assicurate, anche mediante compensazioni per altri tipi di consumi, agevolazioni per quelli domestici essenziali, nonche' per i consumi di determinate categorie, secondo prefissati scaglioni di reddito. Per conseguire obiettivi di equa redistribuzione dei costi sono ammesse maggiorazioni di tariffa per le residenze secondarie, per gli impianti ricettivi stagionali, nonche' per le aziende artigianali, commerciali e industriali. 7. L'eventuale modulazione della tariffa tra i comuni tiene conto degli investimenti pro capite per residente effettuati dai comuni medesimi che risultino utili ai fini dell'organizzazione del servizio idrico integrato.[...]"          (Art.154 - Tariffa del Servizio Idrico integrato)

Al di là di ogni pensiero, l'importante è partecipare: "Qualcuno mi ha spiegato la differenza tra democrazia e democrazia popolare. E' la stessa differenza che passa tra una camicia ed una camicia di forza." (Ronald Reagan)



domenica 5 giugno 2011

TRA MISERIA E SPLENDORE: RIFLESSIONE SUI VALORI DEL CALCIO


Può il calcio stupire sempre di più l'Italia precipitando sempre più in basso nelle scale dei valori e della dignità? 
Senza alcun esito nella risposta, senza dubbio sì. 
Prima ci fu la Calciopoli del 2006, dalla quale una nazionale riuscì a mitigare l'indignazione di un Paese vincendo un Mondiale mai più necessario di allora. Il calcio può essere definito, in molti dei suoi tratti, una metafora della vita? 
Nonostante possa sembrare eccessivo, certo calcio può rievocare quella musicalità che nella vita di tutti i giorni viene a mancare. 
Per fissare bene nella mente la pesantezza di questo concetto, basti pensare ai fraseggi ed ai passaggi che l'ultimo Barcellona riesce a mettere in campo. Partita dopo partita. 
Fuoriclasse e giocatori di quantità destinati a scrivere pagine importanti, fatte di gol ed assist. 
Il calcio è lo sport dove il pareggio può ancora contare qualcosa,dove è lecito scendere in campo per vedersi dribblare da un Messi destinato a superare la fama di un Maradona. 
Il calcio è anche un luogo colmo di contraddizioni, dove individui vengono pagati milioni di Euro per prendere a calci un pallone; come lo facciano non importa, ciò che serve è farli diventare simili a divinità per tifosi esaltati. 
Si ritrovano così ragazzi tra i 20 ed i 30 anni pietosamente consumati, alla ricerca di una ricchezza e di una popolarità che arriva solamente per pochi: quasi nessuno scrive di quei tanti che, senza trovare più una squadra dove giocare, varcano le soglie di età importanti senza più avere alcuna possibilità per rimettersi in gioco. Il calcio è anche un mondo dove, specialmente in Italia, le differenze economiche sono accentuate sulla base delle Serie dove si gioca; dalla Serie A alla Serie B c'è oggi più di un abisso di differenza. 
Sono i diritti televisivi e gli sponsor a lucrare, spesso, sui nomi di squadre reputate più titolate di altre. 
Il calcio, alla luce di oggettivi fatti come questi, può rievocare le disparità di questo mondo? 
In un'intervista bellissima di Maurizio Crosetti su La Repubblica, lo scrittore Eduardo Galeano si trova a ricordare anche oggi questo sport come commistione efficace di splendore miseria.
Ricordando un paragone con tempi ormai andati, lo scrittore trova efficaci analogie con la miseria contemporanea
"[...]Sto seguendo l'ultimo scandalo che ha colpito il vostro sport. Tristissimo, veramente. Ma è la conferma che il calcio non è un'isola: non genera da sé violenza, corruzione, miseria morale, bensì le condivide con una società senza riferimenti, dove i potenti ingannano, rubano, mentono. Il football non è un capro espiatorio. C'è di peggio, credetemi, di un portiere che vende le partite o droga i compagni di squadra.[...]"
Può la società, svuotandosi di moralità, contaminare anche il calcio? 
Può un calcio malato essere un sintomo tangibile del disagio in cui versa una società?
Ripensando allo sport più in generale, è possibile fare riferimento anche a tutti quegli atleti di altre discipline che, pur impegnandosi attivamente nell'inseguire sogni ed obiettivi anche per l'onore tricolore, sono costretti a fare la fame rispetto ai loro colleghi calciatori. 
Il calcio è stato, è ancora e sarà per molti ancora sogno; basti pensare a quanti bambini, in Paesi senza fortuna, coltivano il sogno di poter un giorno militare in squadre importanti partendo dalla polvere difavelas  o villaggi dispersi nel tempo e nella memoria. 
Per questo ed altri motivi, forse, fare calcio è regalare ragioni di vita.
Sul grande potere consolatorio del calcio lo stesso Galeno è davvero chiaro: 
"[...]Siamo mendicanti di bellezza, e il calcio ci riempie gli occhi. Lionel Messi è l'unico vero messia in un mondo che inganna. Il Barcellona è splendore, certamente. Amo questa squadra solidale, creativa, piena di gioia di giocare, che non cerca atleti grandi e grossi e dà invece pieni poteri alla fantasia. La finale di Coppa dei Campioni contro il Manchester United è stata meravigliosa.[...]"
Il calciatore dovrebbe essere modello salvifico ed ispiratore per le nuove generazioni, data la sua immensa possibilità di arrivare alle masse.
Alla luce di tutto, quindi, il calcio sembra essere lo sport giusto inserito nel mondo sbagliato. 
Alla luce di queste situazioni, l'Italia si vede prossima a respirare nuovamente l'atmosfera di quellacalciopoli sopra citata.
Calciatori ed ex-calciatori sembrano legati in un giro di scommesse che, a breve, sembra regalerà nuove paure a squadre altolocate. 
Il peggio, da quanto emerge, deve ancora venire; nonostante questo, però, a molti sembra di aver già visto tutto ciò che era possibile vedere: atleti che drogano compagni di squadra, studi di commercialisti trasformati in bische clandestine per inseguire l'ultima puntata, idoli evergreen di tifosi scoperti malati di un disagio incurabile. 
Dietro a fenomeni come questi si nascondono ragioni che vengono, a torto, tenute lontane dai riflettori degli stadi e dei media. Si vedranno giornalisti pronti ad indignarsi e puntare il dito, salvo evitare di spiegarsi le ragioni per le quali un tale disagio è venuto a maturare. 
Così come ai tempi della Cupola fu colpa solo di pochi, ai tempi di oggi sarà ancora più facile fare distinzione tra eroi ed appestati. Le ragioni dell'atleta ubriacato dal successo, annebbiate, finiranno per disperdersi nel buco nero dell'indignazione e della mancanza di buonsenso comune. 
Un calcio fatto di consapevolezza dovrebbe interrogarsi sulle ragioni di un tale sfacelo, provando ad includere anche motivazioni non solo sportive. 
Nessuno vorrebbe mai, un giorno, rivedere passate anche le parole del grandissimo Pasolini: 
"Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. 
Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro."
Senza teatro e calcio, che mondo sarebbe? 
Chiedere al pallone ed alla polvere. 



Per saperne di più:


sabato 4 giugno 2011

RITRATTO D'ITALIA(NO), RICORDANDO RINO GAETANO


"Chi vive in baracca, chi suda il salario 
chi ama l'amore e i sogni di gloria 
chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria 
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio 
chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo 
chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno 
Chi ama la zia chi va a Porta Pia 
chi trova scontato, chi come ha trovato 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... 
Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 
chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano 
chi fa il contadino, chi spazza i cortili 
chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... 
Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca 
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori 
chi legge la mano, chi regna sovrano 
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta 
chi gli manca la casa, chi vive da solo 
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco 
chi vive in Calabria, chi vive d'amore 
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta 
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu 
Chi è assicurato, chi è stato multato 
chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia 
chi è morto di invidia o di gelosia 
chi ha torto o ragione,chi è Napoleone 
chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto 
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri 
chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto 
chi mangia una volta,chi vuole l'aumento 
chi cambia la barca felice e contento 
chi come ha trovato,chi tutto sommato 
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo 
chi è stato multato, chi odia i terroni 
chi canta Prévert, chi copia Baglioni 
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia 
chi è morto d'invidia o di gelosia 
chi legge la mano, chi vende amuleti 
chi scrive poesie, chi tira le reti 
chi mangia patate, chi beve un bicchiere 
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..[...]
 Chi vive col padre, chi fa la rapina, 
chi sposa la Gina, chi ha rotto con tutti, 
chi vince a Merano, chi cerca il petrolio, 
chi dipinge ad olio, chi chiede un lavoro... 
Chi mangia patate, chi beve un bicchiere 
chi fuma un toscano, chi vive cent'anni 
chi ha seguito una strada, chi ha fatto carriera 
chi perde la calma, chi non sembra più lui 
chi lamenta un dolore, chi chiede un lavoro 
chi torna sui passi, chi ha visto Onassis 
chi ha preso un diretto, chi canta in falsetto 
na na na na na na na, na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu 
Chi vive in baracca, chi suda il salario 
chi ama l'amore, chi tira al bersaglio 
chi sogna la gloria, chi ha scarsa memoria, 
chi gioca a Sanremo, chi va sotto un treno... 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
Ma il cielo è sempre più blu 
chi ama la zia, chi va a Porta Pia 
chi come ha provato, chi tutto sommato 
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
Ma il cielo è sempre più blu 
chi è stato multato, chi odia i terroni 
chi canta Prévert, chi odia Baglioni 
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia 
chi è morto d'invidia o di gelosia 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
Ma il cielo è sempre più blu 
chi legge la mano, chi vende amuleti 
chi scrive poesia, chi tira le reti 
chi mangia patate, chi beve un bicchiere 
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere 
chi mangia patate, chi beve un bicchiere 
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere 
chi mangia una volta, chi vuole l'aumento 
chi cambia la barca felice e contento 
chi ama la zia, chi va a Porta Pia... 
chi come ha provato, chi tutto sommato 
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo 
chi è stato multato, chi odia i terroni 
chi canta Prévert, chi odia Baglioni 
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia 
chi è morto d'invidia o di gelosia."