mercoledì 18 maggio 2011

FARE SPORT E CORSA: ELOGIO AL MOVIMENTO


"Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose: dove va, cosa fa, dove è stata."
Non serve essere atleti professionisti o chiamarsi Forrest Gump per correre o praticare una sufficiente attività sportiva; fare movimento aiuta moltissimo a ritemprare corpo e a riequilibrare la mente. 
Allo stesso modo in cui Charlie Brown prendeva la via del sogno e del verde di parchi sterminati durante corse in cui la fatica scompariva, ogni uomo può, allenandosi con costanza, ottenere risultati importanti sotto molti punti di vista. 
Lo confermavano anche gli antichi, d'altronde. Secondo loro era inevitabile coltivare, di pari passo, l'equilibrio del corpo e della mente: mens sana in corpore sano, appunto.
Lo sport aiuta a mantenere attivo il corpo e meno satura la mente; combattendo l'insorgenza di fenomeni quali stress e simili, l'attività fisica disciplina contemporaneamente un gran numero di benefici ed effetti positivi:
  • efficiente controllo del peso corporeo, soprattutto con l'avanzare dell'età: correre fa consumare molto, anche in termini calorici;
  • controllo della pressione arteriosa: correndo si migliora la circolazione sanguigna e, di conseguenza, è possibile prevenire numerose malattie cardiovascolari;
  • riduzione del colesterolo: correndo si contribuisce a migliorare l'indice di rischio del colesterolo, migliorando i rapporti che intercorrono tra parte buona e parte cattiva dello stesso;
  • riduzione della concentrazione di trigliceridi: correndo è possibile mitigare la concentrazione di grasso nel sangue, con possibilità di prevenire il rischio di patologie coronariche;
  • riduzione del rischio di cardiopatie e trombosi: secondo calcoli medico-scientifici fare movimento riduce di 1/3 - 2/3 la probabilità di incorrere in patologie debilitanti;
  • controllo della glicemia e prevenzione del diabete;
  • riduzione del rischio di tumori;
  • aumento delle difese immunitarie;
  • mantenimento dell'efficienza muscolo-scheletrica: correre significa mantere attiva la muscolatura e contrastare la riduzione dei minerali nel sistema scheletrico;
  • prevenzione di piccole patologie;
  • rallentamento del processo di (inevitabile) invecchiamento: un'attività sportiva intensa consente di aumentare la produzione dell'ormone della crescita, limitando sul lungo andare gli effetti dell'invecchiamento rispetto ad un sedentario.
Mens sana, si scriveva prima. Correre e/o fare sport riequilibra anche la mente, muovendosi su un contesto di molteplici effetti positivi:
  • aumento della forza di volontà e di sopportazione;
  • maggiore fiducia ed autostima in sè stessi;
  • migliore gestione del proprio tempo a disposizione;
  • migliore concentrazione e maggiore fiducia nella risoluzione dei problemi.
Studi recenti hanno confermato che camminare quantomeno velocemente o correre per almeno mezz'ora quattro-cinque volte a settimana abbatte del 25% il rischio di ricadute per chi già ha avuto un infarto: sarebbe, forse, un parziale sostitutivo per le terapie farmacologiche. 
Fare esercizio fisico, dunque, per ridurre il rischio di nuovi infarti: tutto ciò in quanto con la corsa è possibile diminuire la frequenza cardiaca aumentando, al tempo stesso, la forza del cuore. 
Sulle qualità antidepressive e sulle possibilità di riduzione dei grassi nel sangue molto è già stato scritto.
E corsa sia, dunque, con delle scarpe capaci di far capire molto sulla nostra vita. 


martedì 17 maggio 2011

THE WIND OF CHANGE?


"Le elezioni sono sì amministrative ma hanno molta importanza politica. Dobbiamo vincere anche per confermare e sostenere il governo nazionale.
Furono queste le parole pronunciate dal pensionato più potente d'Italia, lo scorso 12 maggio; sua fu anche la scelta di trasformare elezioni di rilevanza locale in un megafono, colossale, sulla sua figura. 
Una sconfitta così tremenda rende merito ad una semplice questione: l'Italia vuole andare oltreBerlusconi, oltre le buffonate quotidiane ed oltre gli orrendi toni a cui, da troppo tempo, siamo costretti ad assistere. 
A (quasi) nessuno importa più dei complotti (eventuali) di una magistratura contro lui solo, a (quasi) nessuno importa più di candidati al Consiglio Comunale che inneggiano a Brigate Rosse fuori da Procure. 
A (quasi) nessuno interessa la politica dello scontro continuo, del conflitto perenne sui politici prima che sui temi per immaginare uno Stato, una Regione, una città od un paese sul medio-lungo termine. 
In (quasi) nessuno è presente più quella fiducia sterminata nella politica del "ghe pensi mi", così come nell'allestimento di una squadra di calcio con investimenti ultra-milionari per rilancare l'azione politica. 
Qualcosa si è rotto, od almeno incrinato: è oggettivo affermarlo. 
Sia che ci sia bisogno di una sinistra stagna od aperta all'influenza di una moderazione, sia che ci sia bisogno di una destra lontana secoli luce da quella onlus ad-personam che tira a campare oggi. 
I ballottaggi confermeranno, forse, la tendenza comunque certificata da questi primi turni: il voto disgiunto che ha condotto De Magistris al secondo turno è un'altra netta ed opportuna distinzione sull'influenza esercitata dai partiti in una fase di Seconda Repubblica declinante. 
In una situazione di gravissima emergenza, è sincero ammettere che chiunque si sarebbe aspettato di perdere il capoluogo campano. L'essere arrivati al ballottaggio è un segnale forte, capace di confermare i coni d'ombra che aleggiano sul centrodestra locale. 
La scelta di trasformare queste elezioni in un confronto politico nazionale è stata fatta da chi, dati alla mano, ha fragorosamente perso una battaglia fondamentale per avvicinarsi alla vittoria della guerra(toni esasperati a parte, nds).
L'esito di queste elezioni conferma, qualora servisse ribadirlo, la necessità prioritaria di avere un centrosinistra unito e compatto per defenestrare pensionati incollati a poltrone. 
Ne è convinto Giuseppe Civati, Consigliere Regionale della Lombardia: 
"Vince il Pd, vince il centrosinistra classico. Il cambiamento soprattutto al Nord va preso sul serio, il Pd e il centrosinistra devono sentire la responsabilità puntando su temi come l'innovazione e l'ambiente."
C'è dunque bisogno di contaminazioni terzopoliste? E' davvero un'iniezione di moderazione che serve all'Italia in questa fase storica di ricostruzione prepotente da innescare?
Sarà divertentissimo, tra qualche anno, vedere i sostenitori berlusconiani parlare di necessità di ricostruzione del Paese, dopo l'overdose di volgarità e banalità commessa dal Presidente del Consiglio: sarà, appunto, l'ennesimo calcio in faccia alla loro stessa dignità e coerenza. 
Da qualsiasi punto la si guardi, è verso la sinistra che l'Italia punta il dito per costruire qualcosa di nuovo e migliore. 
E' stato così da sempre, salvo che ora sembra avvicinarsi davvero il momento del tocca a noi
Saranno necessari, comunque, piani di aderenza a nuove forme di politica: maggiore attenzione ai programmi, con minor riguardo nei confronti di tutto ciò che è posti d'onore o poltrone ad-personamper soddisfare logiche di partito, comunque alle volte accettabili avere migliore governabilità. 
L'italiano medio ha sete di sinistra, così come chi al vertice avrà il dovere, ormai inderogabile, di esprimere una linea netta senza perdere troppo tempo ad attendere chi voglia ricostruire dalle fondamenta un'identità politica lontana, su certi temi, secoli-luce dalla nostra. 
Servirà, da parte di chi ha maggiore esperienza politica, cercare una linea politica per ritrovare un dialogo con chi ha scelto e da troppo sceglie di non votare. Su questa linea, invece, è opportuno fare una riflessione sul ruolo esercitato dal Movimento Cinque Stelle. 
Bollato da larga parte della politica come movimento di semplice anti-politica, sta continuando a crescere indisturbato: il quasi 10% conquistato a Bologna è un segnale da non lasciar passare invano. 
Ignorandone potenza e prepotenza si finirà per fare lo stesso gioco di chi, come Grillo, affermi che in Italia tutta la politica sia uguale e tutta la politica faccia schifo. 
Smentirsi per smentire quello che, forse sommariamente (ma non troppo, nds), denunciano. La presenza di Grillo sullo scenario politico nazionale non è causa, ma sintomo di un diffuso mal-essere della politica italiana. 
Il Sindaco uscente di Torino Sergio Chiamparino ribadisce con chiarezza la linea d'azione capace di smembrare i sospetti su questo grillismo inconsistente: "[...]non è un dato soprendente; i grillini rappresentano un elettorato rispettabile, critico."
Nel panorama di una politica rinnovata e decontaminata dagli orrori berlusconiani servirà guardare con occhio critico a questo terzo polo nascente, politico ma anti-politico al tempo stesso. 
Ad elettori ed eletti del M5S servirà capire che, per migliorare un sistema, demolirlo interamente produce più danni che effetti positivi. Allo stesso modo bollare come uguali vecchi tutti coloro che lottano su strade simili ma parallele alla loro non porterà a nulla. 
Ciò che conta, al margine di questi primi turni, è l'aver avvertito il primo soffio di questo vento del cambiamento. 
Citando gli Scorpions, servirà un "[...]vento del cambiamento/(che) soffi diritto in faccia al tempo/come una tempesta che suonerà la campana della libertà/per la pace della mente[...]" e dell'Italia intera. 
L'Italia ha già voltato pagina, da tempo: tocca alla politica nazionale percepire il cambio di marcia necessario ad imprimere una svolta. 

lunedì 16 maggio 2011

"COULD YOU BE LOVED", RICORDANDO BOB MARLEY




"Could you be loved and be loved? 
Could you be loved and be loved? 

Don't let them fool ya, 
Or even try to school ya! Oh, no! 
We've got a mind of our own, 
So go to hell if what you're thinking is not right! 
Love would never leave us alone, 
A-yin the darkness there must come out to light. 

Could you be loved and be loved? 
Could you be loved, wo now! - and be loved? 

(The road of life is rocky and you may stumble too, 
So while you point your fingers someone else is judging you) 
Love your brotherman! 
(Could you be - could you be - could you be loved? 
Could you be - could you be loved? 
Could you be - could you be - could you be loved? 
Could you be - could you be loved?) 

Don't let them change ya, oh! - 
Or even rearrange ya! Oh, no! 
We've got a life to live. 
They say: only - only - 
only the fittest of the fittest shall survive - 
Stay alive! Eh! 

Could you be loved and be loved? 
Could you be loved, wo now! - and be loved? 

(You ain't gonna miss your water until your well runs dry; 
No matter how you treat him, the man will never be satisfied.) 
Say something! (Could you be - could you be - could you be loved? 
Could you be - could you be loved?) 
Say something! Say something! 
(Could you be - could you be - could you be loved?) 
Say something! (Could you be - could you be loved?) 
Say something! Say something! (Say something!) 
[...]
Say something! (Could you be loved?) 
Say something! Uh! 
Say something! Come on! 
[...]
Say something! (Could you be - could you be loved?) "

TRADUZIONE: 

"Potresti essere amato 
ed amato? 
potresti essere amato 
ed amato? 

Non permettere loro di trattarti da stupido, 
o persino di istruirti, 
oh,no! 
noi abbiamo già la nostra mente 
così al diavolo se state pensando che ciò non sia giusto, 
l'amore non ci lascerebbe mai soli. 
Nell'oscurità deve pur filtrare una luce. 

Potresti essere amato ed amato? 
potresti essere amato ed amato? 

La strada della vita è rocciosa 
e tu potresti anche cadere. 
E mentre tu punti le tue dita, 
qualcun'altro già ti sta giudicando. 

Potresti essere,potresti essere,potresti essere amato ed amato? 
potresti essere,potresti essere amato ed amato? 
potresti essere,potresti essere,potresti essere amato ed amato? 
potresti essere,potresti essere amato ed amato? 

Non permettere che loro ti cambino, 
o addirittura ti corrompano. 
oh no! 
Abbiamo una vita da vivere, 
loro dicono che soltanto,soltanto, 
il migliore dei migliori può sopravvivere, 
può rimanere vivo. 

Potresti essere amato 
ed amato? 
potresti essere amato ed amato? 

Non ti sta mancando la tua acqua 
fino a che non sei ben asciutto. 
Non importa come tu lo tratti, 
l'uomo non sarà mai soddisfatto. 

Potresti essere amato ed amato? 
potresti essere amato ed amato? 
Dì qualcosa..."

venerdì 13 maggio 2011

TRA STUDI, BENDANDI E TERREMOTI: RIFLESSIONI SUL FARE SCIENZA


Possono i terremoti essere prevedibili? Può un fenomeno naturale essere catturabile e ricollegabile ad altri fenomeni naturali che si realizzano a grande distanza dal pianeta Terra? Negli aspetti della scienza che l'uomo ancora non conosce fanno la comparsa fenomeni come complottismo e tesi (apparentemente o completamente, nds) assurde.
Dietro ad altrettante dimensioni di incertezza si nascondono potenziali psicosi di massa, fenomeni di paura dentro i quali è doveroso provare a fare luce.
La scienza è una materia in divenire, che ha avuto un punto di partenza con il metodo sperimentale galileiano ma che forse mai troverà un punto di arrivo. 
Poco è stato scoperto od esplorato, nonostante quei tanti successi che già oggi l'umanità è riuscita a raggiungere con costanza e consapevolezza. Fare scienza equivale, in parole non troppo povere, a descrivere il mondo in termini comprensibili per l'essere umano stesso.
Cosa sia la scienza prova a ricordarlo Galileo Galilei:
"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto."
Senza la luce prodotta da scoperte ed esperimenti, pertanto, il mondo rimarrebbe molto più labirintico di come realmente appaia al giorno d'oggi.
A questi (pochi) sfondi di certezza si affiancano le congetture di uomini come Raffaele Bendandi, secondo cui anche le zolle terrestri sarebbero, in maniera similare alle maree, soggette ed influenzate dai moti lunari e planetari. 
Da qui, a quanto sembra, emerge spontanea la connessione terremoti-spostamenti planetari
E' davvero possibile prevedere movimenti tellurici studiando le posizioni occupate dai pianeti (e/o dalle stelle) nel loro girare vorticoso nel Sistema solare? Il fulcro della sua teoria "sismogenica" era proprio attinente a questo campo: luna e pianeti sono i principali responsabili dei movimenti della crosta terrestre, a causa del loro moto periodico ed inarrestabile. 
Nella sua storia di uomo prima che di studioso, molti furono i coni d'ombra di fronte ad altrettanti "successi" o coincidenze, che scriver si voglia. 
Studiando da autodidatta, riuscì a trovare connessioni con fenomeni apparentemente slegati gli uni dagli altri.
A prescindere dalla veridicità o meno di certe teorie, il fascino nei confronti di una figura così misteriosa rimane per il mondo intero immutata da moltissimo tempo. Poco può dire con certezza l'uomo nei confronti di tutto ciò che è reale e tutto ciò che è davvero mondo, vista anche la debole lente attraverso cui è possibile codificare l'universo circostante: 
"Ho imparato una cosa nella mia lunga vita, e cioè che rispetto alla realtà tutta la nostra scienza è primitiva ed infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo."
Le parole di Albert Einstein testimoniano appieno quello che dovrebbe essere il senso con cui guardare alla scienza, al progresso scientifico ed ai fatti naturali. 
Tutto è evoluzione, così come evolutivi dovrebbero essere i modi con cui guardare al fare scienza
Incappare nell'errore di valutare il raggiunto come stabilmente certo è un qualcosa che l'umanità non può più permettersi di fare; già nella fisica classica le regole teorizzate in secoli di primitive elaborazioni erano state smontate dalle geniali intuizioni di un fisico che, nell'occasione, prestava servizio in un anonimo ufficio brevetti.
Il fare scienza è una cosa tremendamente complessa, capace di richiedere grandi sforzi a chi si adopera con coraggio per tracciare nuove strade su cui fare muovere l'umanità: 
"Non trovo il tempo di scrivere perchè mi sto occupando di faccende davvero grandiose. Giorno e notte mi spremo il cervello per cercare di penetrare più a fondo in ciò che sono andato scoprendo negli ultimi due anni, e che rappresenta un progresso senza precedenti per i problemi fondamentali della fisica."
(Lettera ad Elsa Lowenthal, febbraio 1914, sui lavori compiuti da Einsteini per ampliare la teoria della gravitazione)
Le difficoltà, se enormi per Einstein, saranno altrettanto complesse per uomini comuni costretti a studiare realtà così complesse. 
Su questa strada risulta troppo facile, però, seminare pregiudizi e false convinzioni. Proprio per questi motivi, appunto, la figura di Bendandi coincise con plurime definizioni: da studioso a visionario, da scienziato ad oscurantista. 
Nonostante tutto, trovare una verità oggettiva è impossibile, se non facendo ricerca
E' proprio nella ricerca che si consultano rimedi ai terremoti, rendendo più sicuri edifici e costruzioni di ingegneria civile o strutturale. 
E' con la ricerca che è maggiormente possibile fiaccare quelle voci che continuano a vedere nella validità di certe tesi una scientificità assoluta ed assolutamente irrevocabile. 
Nonostante tutto, purtroppo, fenomeni di psicosi collettiva sono i primi a manifestarsi e gli ultimi a scomparire. 
Certe notizie riescono a fare il giro del mondo, mettendo in connessione il mancato terremoto di Roma con l'accaduto sisma spagnolo. Fare terrorismo risulta facile, così come risulta per le persone estremamente semplice informarsi su verità presunte come queste. Poco importa di tante altre verità tenute, forse abilmente, troppo nascoste: dai referendum fatti saltare alla tragedia nucleare ad intermittenza, sono tantissime le questioni su cui la scienza non è ancora riuscita a trovare un preciso punto d'incontro con la deformazione dell'informazione. 
I laboratori scientifici sono rimasti aperti il giorno del (presunto) sisma, appunto per mostrare con civiltà e rigore la falsità di tesi capaci di fare paura.
Fare scienza significa prestare fede e stima a chi, sbagliando od agendo correttamente, ha prestato comunque un'intera vita per la ricerca di un bene comune per l'umanità intera.
Fare scienza potrebbe significare, un giorno più o meno lontano, trovare qualcuno che sappia confermare con rigore ed obiettività le tesi oggi balzane ed apocalittiche di Bendandi?
Ogni risposta è possibile, di fronte a scenari in costante evoluzione come quelli scientifici.
Per la cronaca, comunque, la giornata dell'11 maggio 2011 è stata di notevole sismicità anche per l'Italia stessa. 
Pur non distruggendo nulla, sono avvenuti in un sol giorno 37 terremoti differenti di magnitudo inferiore a 3 gradi della scala Richter. 
Su vicende come queste un'informazione meno deformata avrebbe potuto fare maggiore luce. 
La penisola italiana è, come tutte le altre zone del mondo, dotata di costante sismicità anche se non sempre percepibile. 
Fare scienza significherebbe anche ascoltare tutte quelle voci di chi predica maggiore attenzione ed aiuto nello studio dei fenomeni che governano il mondo.
Tra terremoti prevedibili o meno, la scienza continua a pulsare indisturbata. Meglio pensarla così, al di là di ogni potenziale ed imprevedibile terremoto.

mercoledì 11 maggio 2011

CINA E GELSOMINO: STORIE DI ORDINARIA CENSURA


"Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.
Citando Pablo Neruda, si spera di vedere prima o poi certe poetiche riflessioni trasformarsi in concrete e prepotenti realtà utili per il progresso civile e morale del mondo intero. 
Nonostante ogni buona intenzione, in Cina sembra stiano cercando di reprimere qualsiasi potenziale possibilità di mondo nuovo. Il gelsomino, fiore divenuto simbolo della tunisina rivoluzione contro Ben Alì che ha infiammato tutta l'Africa con un moto umano senza precedenti, è stato messo al bando ecensurato pietosamente, quasi come fosse maledizione rievocatrice di istinti che è inopportuno rivelare. 
Nonostante queste ragioni, nella Cina che tutto il mondo ufficialmente conosce il gelsomino era un fiore usato e riconosciuto in ogni dove: usato per profumare tè, cibi o marmellate, era celebrato addirittura da una canzone popolare intonata alle Olimpiadi del 2008, ogni qualvolta la nazionale cinese riusciva a vincere una medaglia. 
Gelsomino come parte di identità e culto nazionale, dunque. 
Nonostante questo, è piovuta inappellabile la censura. Tutto iniziò da febbraio scorso, quando i primi messaggi che internet faceva trapelare riguardo alla neonata rivoluzione del gelsomino
In quel periodo, larga parte dei messaggi furono ripetutamente bloccati e respinti "al mittente". 
Cancellati dalla rete i video in cui politici intonavano la canzone di cui sopra, oltrechè rimosso dalle festività nazionali il "Festival Internazionale del Gelsomino". 
A niente serve scrivere anche delle difficoltà che i coltivatori di gelsomino stanno riscontrando in un Paese che, senza colpo ferire, si sta preoccupando più di ogni altra cosa di respingere e soffocare un fiore. 
I prezzi sono crollati da marzo, in alcune località e mercati della capitale ne è addirittura stata proibita la vendita. 
Il Governo si è rifiutato di dare spiegazioni su queste misteriose decisioni, anche alla luce del fatto che gran parte del popolo è stato tenuto all'oscuro di questi moti rivoluzionari. 
Fiorai sono stati visitati e minacciati da forze di polizia, altrettanti sono stati ufficialmente incaricati di impedire la vendita dei maledetti gelsomini. 
Fiore al bando con un'informazione latente e latitante. 
Un gelsomino può impedire davvero il libero flusso di intenti e libertà? 
Devono essere i popoli a crederci più di ogni altra cosa al mondo, anche per avvallare il realizzarsi di quella nuova primavera umana pensata dal grandissimo Neruda. 

martedì 10 maggio 2011

TRA CICLISMO E BANDITI, RICORDANDO IL CAMPIONE WOUTER WEYLANDT




"Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta 
un'unica passione per la bicicletta 
un incrocio di destini in una strana storia 
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria 
una storia d'altri tempi, di prima del motore 
quando si correva per rabbia o per amore 
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce 
e chi sarà il campione già si capisce 
Vai Girardengo, vai grande campione 
nessuno ti segue su quello stradone 
Vai Girardengo, non si vede più Sante 
è dietro a quella curva, è sempre più distante. 

E dietro alla curva del tempo che vola 
c'è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola 
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale 
Sante il bandito ha una mira eccezionale 
e lo sanno le banche e lo sa la questura 
Sante il bandito mette proprio paura 
e non servono le taglie e non basta il coraggio 
Sante il bandito ha troppo vantaggio. 

Fu antica miseria o un torto subito 
a fare del ragazzo un feroce bandito 
ma al proprio destino nessuno gli sfugge 
cercavi giustizia ma trovasti la Legge. 

Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere 
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere 
e ti fece cadere la tua grande passione 
di aspettare l'arrivo dell'amico campione 
quel traguardo volante ti vide in manette 
brillavano al sole come due biciclette 
Sante Pollastri il tuo Giro è finito 
e già si racconta che qualcuno ha tradito. 

Vai Girardengo, vai grande campione 
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante…

Vai Girardengo, non si vede più Sante
Sempre più lontano, sempre più distante."

Sempre più lontano, sempre più distante dal mondo. 
Che la Terra ti sia lieve. 


lunedì 9 maggio 2011

TRA BEPPE GRILLO, GRILLISMO E COMPLOTTISMO: E' FORSE QUESTA PARTE DELL'ITALIA CHE CI SIAMO MERITATI?


In periodo di campagna elettorale rovente infiammano gli ultimi giorni di schermaglie ed offese tra reciproci schieramenti e coalizioni. Secondo l'idea di politica introdotta in questi ultimi anni, si tratta di una cosa assolutamente normale: non fa più effetto, tra le tante cose, sentire un Presidente del Consiglio affermare che parte dei Pubblici Ministeri siano un immenso cancro da estirpare violentemente. 
Il conflitto tra Poteri è diventato ordinario e cronico, in un'Italia che soprattutto per questi motivi sta diventando malata terminale.
Mentre c'è un Paese paralizzato sulle stesse questioni da decenni, impazzano le offese e le campagne elettorali
In mezzo all'ordinaria divisione partitica si è innestata da qualche tempo la figura di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle. 
Forte di una carriera da comico esiliato, quest'uomo di indubbia portanza comunicativa ha impostato un modo particolare di vedere le questioni italiane, lo Stato ed il Paese intero. 
Si tratta di un modo di fare che, in realtà, è vecchio come il mondo ma ha da sempre riscosso un successo notevole in tutta l'umanità: il caro vecchio complottismo
Prima di procedere, credo sia opportuno definire i contorni di questa parola così malcelata.
Il complottismo può assumere varie forme, alcune delle quali subdole ed altre più dichiarate. Spaziando dalle verità nascoste ai piani occulti con cui schiere minime di potenti tengono sotto scacco miliardi di persone, le tinte complottiste si insinuano nella mente umana. 
Inoltrandosi nel cervello, possono occultare le dinamiche di ragionamento e filtraggio delle corrette informazioni.
Nessuno vuole scrivere che le tesi complottiste siano, in tutto e per tutto, largamente sbagliate; la difficoltà più grande è mantenere, nei confronti di occulto e non verificabile, atteggiamenti di criticità e relativismo notevoli. 
Può succedere che alle volte verità occultate confermino la veridicità imposta dai complotti: si pensi alle influenze suina, aviaria ed ai vaccini che hanno fatto dilapidare fortune agli Stati che hanno scelto l'acquisto di vaccini spacciati per panacee. 
Il complottismo, tuttavia, può anche essere una cosa pericolosa. Si tratta di installare una specie didetonatore nelle menti di persone aventi obiettiva volontà e necessità di informarsi. 
A piacimento, lo spargitore di tesi complottiste può liberamente oscurare o rischiarare le volontà di uomini che, per l'occasione, hanno scelto di trasformarsi in potenziali adepti per una sola fonte, ritenuta per l'occasione la sola vera. 
Vera, però, anche se non verificabile. Quasi sempre, infatti, chi legge od assimila certe notizie non si trova nelle condizioni di poter testare con concretezza il contenuto di certe affermazioni. 
Così come, però, non si trova neppure nelle condizioni di poter testare efficacemente le verità impostedai poteri forti di una società. Il complottismo può, alla lunga, diventare una questione terribilmente seria per l'equilibrio mentale e psicologico di chi accede senza filtro a certi flussi indiscriminati di informazione. 
Si riporti, ad esempio, quanto segue:
"[...]il termine "complottista" è meritato per una forma mentis ben precisa che rasenta la paranoia. Invece di ragionare, dubitare e ricercare, invece di proporre ipotesi, il complottista vede complotti e trame oscure in ogni cosa, anche la più banale [...] ed è inossidabilmente convinto dell'esistenza del complotto. O di più complotti,[...] Questo è quello che intendo per complottista: il rifiuto totale di ogni dialogo costruttivo. Ed è per questo, e per tanti altri casi come questo, che continuerò a usare senza esitazioni questo termine. Chi vuole offendersi s'offenda: la gente seria si rimbocchi le maniche e cominci a lavorare, se vuole guadagnarsi l'appellativo diricercatore.[...]" 
Si tratta, dunque, di distinguere tra creare complotti fare ricerca. Così agendo, pertanto, chi è soggetto a flusso indiscriminato di informazioni può diventare, nei fatti, malato. 
Può arrivare a non fidarsi più di niente e nessuno, reputando veritiera qualunque cosa venga detto di e su individui che lottino per il bene pubblico in maniera differente da chi prova a cambiarlo demolendo tutto. 
Accedendo indiscriminatamente a tesi complottiste, si finisce con il perdere di vista qualunque cosa o persona sia disposta ad effettuare, criticamente e riflessivamente, percorsi di costruzione alternativa rispetto ad uno status quo che non soddisfa nessuno. 
Altre discussioni prevedono il complottismo come vera e propria malattia mentale; per qualsiasi altra discussione, è opportuno rimandare ai siti che seguono:


Scritto questo, come pervenire alle tesi annunciate dal Beppe Grillo nazionale?
L'Italia è, in tutto e per tutto, un Paese con un'atmosfera perfetta per innescare complotti esplosivi: tra P2 e massoneria, tra politica e lontananza dalla pancia degli italiani, tra politiche energetiche con profitti in mano a pochi fortunati ed ambiente massacrato, il nostro stivale è il luogo più adatto per descrivere certe questioni. 
Tra le tante cose dette, sicuramente, qualcuna è anche vera. 
In tutto questo magma vulcanico di concetti insondabili, credo che il modo di fare di Grillo e le tematiche del M5S si incastrino perfettamente. 
In un Paese dove la politica pare aver fossilizzato uno Stato intero, ritengo sia corretto vedere una nuova classe di politici parlare di semplici ma fondamentali tematiche:
  • fuori i condannati dalla politica;
  • fissare un tetto agli esorbitanti stipendi (od indennità, nds) della massima classe dirigente, uniformandosi a quanto certificato e già esistente nelle altre realtà europee;
  • rivedere la legge elettorale, al fine di impedire la costruzione di un parlamento di esclusivi nominati da vertici di Partito;
  • vedere una politica più vicina ai bisogni del cittadino, imponendo nuove logiche di percezione e strutturazione della massima classe dirigente.
I punti programmatici sarebbero pochi, così come altissima è la percezione nella gente che la classe politica non riesca ad affrontare nettamente quel senso di svolta sulle tematiche sopra esposte, che sono solo alcune infinitesimali tra le moltissime citabili. 
L'altro fattore su cui l'informazione di Grillo si innesta riguarda, a parer mio, la terribile complessità delle tematiche affrontate: debito pubblico, accordi tra Stati per la vendita di debito come perdita di sovranità popolare, legami tra multinazionali farmaceutiche per finanziare opere concretamente volte alla speculazione ed altrettante questioni su cui è impossibile sapere la verità reale. 
Su queste questioni è nata e si è costruita la figura del Grillo politico, anche se lo stesso si ostini a dire che il suo Movimento di politica non ne vorrà mai fare. Politica che è nata dal basso, ideando meetup(Associazioni di attivisti, nds) disposti a discutere ed elaborare programmi ed idee da territorio a territorio.
Il mantra sembra, sempre e comunque, fidarsi di tutto ciò che il leader maximo annuncia. 
Tale visione ricorda forse qualcosa? A mia opinione, credo di si. 
Tale concetto richiama le idee fondanti del berlusconismo esasperato, sul quale è stata costruita e fatta proliferare la figura del leader imperante, onnipotente ed onnipresente. 
In un'Italia fertile per far germogliare queste radici, la figura di Grillo si configura come l'altra faccia della medaglia relativamente alla figura del leader deformata dal quasi ventennio berlusconiano. 
Il peso acquistato dal suo movimento dovrebbe incutere serie riflessioni riguardo alla politica che, a parole, vuole migliorare e cambiare radicalmente il Paese. Affrontando con coerenza e coscienza quanto annunciato a ripetizione ma non percepito dagli italiani, forse, spingerebbe la figura del Grillo nazionale nuovamente ai margini della pura comicità. 
Vedere una politica che non cambia la propria linea d'azione per cercare un dialogo con il fenomeno dell'astensione regala al Movimento 5 Stelle nuovo terreno per proliferare indisturbato. 
Il M5S non dovrebbe essere visto come un nemico da larga parte della classe politica, ma come unsintomo capace di muovere serie riflessioni sulla linea politica e sullo status quo del Paese. 
E' impossibile per una persona normale o mediamente informata sapere la verità assoluta sulle tematiche universalmente affrontate dal comico divenuto politico. 
Rimane, allo stesso modo, più di un cono d'ombra sui mezzi che abbiano condotto Grillo ad essere così popolare e ricercato: un blog tra i più visitati al mondo, un sito capace di reperire informazioni in ogni dove ed una rete di contatti invidiabile per chiunque voglia approfondire tematiche insidiose ai più. 
Come ha fatto ad arrivare a questo la persona che professa la tematica essenziale dell'"uno vale uno"? 
Se così fosse davvero, non avrebbe potuto ottenere molti più risultati in solitaria? 
Sarebbe opportuno dilungarsi sulla figura della Casaleggio Associati, sulle ideologie che vedono il web come nuova frontiera per la personalizzazione e per il libero flusso di informazioni vere (anche se non verificabili, nds). 
Da questo orizzonte si scorgerebbero nuove tesi care ai complottisti, su cui per mancanza di informazioni è opportuno non esprimere opinioni definitive: NWO, nuova frontiera dell'informazione, e quanto altro. 
Per informazioni è possibile consultare quanto segue:


E tanto altro è reperibile in rete cercando quanto citato in soggetto. 
Scritto questo, come ricercare la più completa validità sul mantra politico citato del cosiddetto "uno vale uno"? E' una politica che porterebbe a sane conseguenze per un Paese già distrutto per gli interessi di tanti uno che hanno avuto appoggi economici (e non solo, nds) per arrivare fin dove sono arrivati? 
In tutto questo marasma, è opportuno risolvere tutto con tantissimi ed urlati vaffanculo
Per cambiare un sistema, ci sono due strade possibili: quella della demolizione totale o quella delcambiamento graduale
Demolendo tutto e tutti, attaccando a destra e manca distribuendo offese a chiunque è una maniera completamente sbagliata di procedere. 
Così come è il male ad inoltrarsi dovunque, in altrettanta maniera forme di bene possono cercare di modificare lo status quo del sistema che il grillismo vuole distruggere definitivamente. 
Si tratta di due percorsi paralleli ma, per etica e controllo, destinati a non incontrarsi mai. La sola strada risulta, forse, quella di provare con coerenza e gradualità a modificare quasi-staticamente le cose. 
Così come il PdL nulla sarebbe senza Berlusconi, cosa rimarrebbe del M5S senza il flusso carismatico e trascinatore del Grillo nazionale? 
Essere catalizzatore e collettore di insulti e cattiverie non aiuta a realizzare quello stesso bene che Beppe Grillo dice, a più riprese, di voler perseguire. 
Grande ed assoluto rispetto rimane, tuttavia, nei confronti di quegli italiani che hanno scelto di mettersi in gioco per cambiare le carte in tavola, anche se nelle fila del M5S. A loro dovrebbe essere consegnata la svolta dai toni di perenne demolizione usati dal comico nazionale, prevedendo una maggior pacatezza nell'elaborazione dei concetti e delle intenzioni programmatiche. 
In moltissime città e regioni, infatti, uomini e donne con conoscenza pratica dei problemi delle loro località si ritrovano in liste purificate dal sigillo dei Partiti (come se dietro ad ogni schieramento ci fosse sempre la stessa maledizione, nds). Plauso va fatto nei loro confronti, anche per la costante operazione di monitoraggio sugli sprechi e sulle inutilità di certe forme di politica sui territori (caso Civis nella bellissima Bologna su tutte, nds).
Sarebbe (in)degno di una classe politica completamente miope sottovalutare questa massa di informazioni e di militanti provenienti dalla rete. 
In un'Italia decente, una figura come quella di Grillo rimarrebbe (forse volentieri?) quella di un semplice comico. 
La colpa della fama acquistata da questo uomo (comico e complottista?, nds) risiede nella politica stessa e non certo nel populismo e nella perenne demolizione da lui portate avanti a gran giornate. 
In un'Italia normale, sarebbe opportuno dare ascolto ai fenomeni di insoddisfazione ed astensione dilagante. 
Altro discorso si potrebbe fare nei confronti del ruolo dell'informazione, malata ed alle volte complice della degenerazione del sistema Italia e mondo. Per brevità, si omettano anche ovvie considerazioni. 
Deliri di un folle? Probabile, ma non complottista.
Così come voi non vi arrenderete MAI, sappiate anche che NOI NON SIAMO TUTTI UGUALI come voi ufficialmente professate. 

p.s.: sulla vera o presunta offesa fatta da Beppe Grillo a Nichi Vendola, solo il diretto interessato saprà quali fossero state le sue reali intenzioni. In caso di reale offesa, la vergogna ed il senso di indignazione sarebbero una tra le tante gocce da aggiungere allo scandaloso oceano nel quale stiamo navigando. A titolo di completezza ed obiettività, si riporti nel seguito un frammento tratto da una nota fatta dal Candidato Sindaco per il M5S Massimo Bugani riguardo all'episodio:
"[...]Il Corriere della Sera chiude l’articolo sulla giornata citando la battuta finale di Beppe “at salut Buson”con questa allusione: “Sfoggio di dialetto bolognese per ingraziarsi la folla? O un riferimento alla dichiarata omosessualità di chi poche ore dopo avrebbe arringato la stessa piazza?” Credo che la pochezza di queste parole si commenti da sola.
Per le persone obiettive ci tengo a far sapere che io e Beppe quando ci salutiamo al telefono usiamo spesso la parola “Brott’ Busan” che a Bologna, come è noto, significa “Che fortunato che sei”."
Se così fosse, forse, troppo rumore per nulla? Ai posteri l'ardua sentenza.