martedì 8 marzo 2011

DONNE, (RI)DATE DIGNITA' AL MONDO

In un'Italia decadente, l'urlo di tantissimi "Se non ora, quando?" colora i giorni e riprova a dare peso specifico ad un Paese distrutto. Così come è impossibile trovare fiducia in una politica dissestata, al tempo stesso è possibile muovere un messaggio intriso di speranza in una giornata che, anche retoricamente, deve essere diversa dalle altre.
Combattendo il vento della quotidiana mediocrità, si scopre che a dover essere riabilitata in queste giornate è anche la figura del maschio.
In una società corrotta da un'ottica machista e maschilista che si è, per troppo tempo, mossa indisturbata, trovano posto statistiche prepotentemente capaci di sbatterci in faccia certe crude verità che spesso facciamo finta di non sapere:
  • 60,1% dei laureati italiani sono donne, capaci di terminare in corso i loro studi a dispetto di maschi eccessivamente ritardatari;
  • 48,6% il tasso di inattività delle donne italiane, avvalorato da un 10% di disoccupazione femminile persistente;
  • un misero 20% dei manager con potenzialità dirigenziali sono donne;
  • tasso di occupazione per le donne senza figli, in fascia 25-64 anni, è pari al 63,9% (media UE 75,8%).
Al di là di ovvie e troppo facili strumentalizzazioni politiche, è essenziale dare qualche segno forte prima dell'inevitabile abisso. Cosa sarebbe successo se le donne avessero avuto più influenza e possibilità nel mondo?
Sarebbe cambiato qualcosa più rapidamente? Staremmo forse un pò meglio di come stiamo ora?
Esisterebbe il detto "si stava meglio quando si stava peggio" o potremmo dire "scopriremo di stare ancora meglio guardando avanti"?
Le donne, nonostante ogni pronostico, sono sempre pronte a combattere contro quel vento di mediocrità sopra descritto. L'uomo pensa a fare la guerra, a laurearsi in ritardo od a denunciare prostituzione di cui egli stesso è spesso parte integrante.
Se il sistema è malato terminale, forse è per larga parte colpa nostra. Nonostante tutto, le donne rimangono vicino a noi per reclamare spazio. Non hanno bisogno di voci, in quanto ne possiedono moltissime e bellissime.
Il mondo andrà forse meglio quando vedremo una "Festa dell'uomo" sostituirsi alle troppe "Feste della donna" celebrate e ritualizzate senza alcun gesto concreto? Grazie alle sole celebrazioni, l'Italia è disastrata dal punto di vista dell'emancipazione femminile, qualora ci sia ancora bisogno al 2011 di invocare l'assoluta necessità di "Pari Opportunità":
  • 87esimo posto nel mondo per la partecipazione al lavoro retribuito;
  • 121esimi per quanto riguarda forme di eguaglianza retributiva;
  • 97simo per la presenza n posti di responsabilità amministrativa e di comando;
  • 74esimo nel trattamento generale delle donne.
Il report tratto dal World Economic Forum è impietoso, anche nelle sentenze:
"L’Italia continua a essere una delle nazioni peggio classificate e la sua situazione si è deteriorata negli ultimi due anni."
Se esiste un problema, nel reale la teoria filosofica della causa incausata non tiene.
Se esiste una soluzione, quel rimedio va cercato in fretta.
Sullo sfondo si rischia di pagare un prezzo troppo preciso: lo sfascio totale del mondo da consegnare a chi verrà dopo di noi. Psiconani e deliranti politici a parte, è sempre l'ora migliore per ribadire la necessità di migliorare questo tremendo status quo. Affidarsi di più alle donne, può essere una delle soluzioni migliori per provare a raddrizzare il timone.
Dopotutto, ci sarà un perchè se rimangono ancora qui vicino a noi ad urlare, ad implorare più spazio, rispetto e considerazione. Se è vero che "dietro ad ogni uomo c'è sempre una grande donna", è ingegneristicamente e filosoficamente corretto affermare che "dietro ad ogni umanità maschile c'è sempre una grande umanità femminile."
All'uomo servirebbero convinzioni per riconoscere sbagli colossali commessi, consapevolezze per riequilibrarsi in mezzo a questo vento di mediocrità così opprimente.
Per tutto il tempo che rimane, assieme a corpi bellissimi con menti sublimi per resistere.
Per tornare al mondo migliore, decorandolo ancora d'amore vero: "[...] proprio per questo gli uomini rispettosi, quelli che trattano le donne come loro stessi vorrebbero essere trattati, devono farsi sentire senza sosta per non essere confusi con gli altri: quelli che ancora non si sono resi conto nè delle dimensioni del loro crimine, nè di quanto diventano sporchi nell'ignorare che le donne non sono cose e hanno pienezza di diritti: [...] uguali davanti alla legge, uguali nei diritti e nei doveri, tanto in casa quanto nel lavoro e nel governo comune della società. [...]"
(frammento dalla lettera di Pilar Del Rio Saramago, moglie del defunto scrittore Josè Saramago)
Deliri di un folle? A costoro sia riportata la frase seguente:
"Tutto ciò che è stato scritto dagli uomini sulle donne deve essere ritenuto sospetto dal momento che essi sono ad un tempo giudici e parti in causa." (Immanuel Kant)
Firmato, un giudice-parte in causa.
(Il più parziale possibile, nds)

lunedì 7 marzo 2011

TRA GENIALITA' E GELO SENTIMENTALE: FRAMMENTO DA "WILL HUNTING"



"Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti.
Michelangelo.
Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali; tutto quanto vero?
Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina.
Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto...mai visto.
Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici.
Sei uno tosto.
E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh?
Ancora una volta sulla breccia cari amici??
Ma non ne hai mai sfiorata una.
Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l'ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto.Se ti chiedessi sull'amore probabilmente mi diresti un sonetto.
Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile.
Non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell'inferno.
Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro.
Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d'ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine "orario delle visite" non si applica a te.
Non sai cos'è la vera perdita, perché; questa si verifica solo quando ami qualcosa più di te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto.
Io ti guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un bulletto che si caga sotto dalla paura.
Ma, sei un genio Will, chi lo nega questo.
Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo.
Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo?
Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto Oliver Twist?
Basta questo ad incasellarti?
Personalmente, me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa, non c'è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo.
A meno che tu non voglia parlare di te. Di chi sei.
Allora la cosa mi affascina. Ci sto.
Ma tu non vuoi farlo vero Campione?
Sei terrorizzato da quello che diresti; a te la mossa Capo."

domenica 6 marzo 2011

NON E' UN'UNIVERSITA' PER GIOVANI: ALL'INSEGNA DEL DATATO

Che l'Italia fosse un Paese con lo sguardo rivolto al passato, già si sapeva.
Che l'Italia fosse un Paese preda di baronati e logiche lobbistico-massoniche applicate alla politica, già si sospettava.
I recenti dati divulgati dalle fonti universitarie confermano che anche l'Università stessa non smentisce le logiche del Paese nel quale si ritrova immersa.
Inquadrando il problema non solo dal punto di vista dei fuoricorso e delle lauree che da triennali e biennali si dilatano temporalmente abbracciando durate medie anche superiori (giustamente, nds) al lustro, il popolo universitario dei docenti si conferma ampliamente al passo con le tendenzialità.
I docenti si attardano sulle cattedre, non volendo mollare l'osso, costringendo le nuove generazioni a farsi da parte sotto l'ombra di tutoraggi e perenne precariato. I professori italiani sono mediamente i più anziani d'Europa, dal momento che solo un misero 16% ha in media meno di quarant'anni. Stando ai dati diffusi dall'Osservatorio su "Gli italiani, la scienza e le tecnologie digitali" contenute nella nuova edizione dell'Annuario Scienza e Società 2011, i docenti con più di 50 anni raggiungono percentuali prossime al 55% del totale. Questo dato avrebbe, a detta degli esperti, influenza sull'approccio che il mondo universitario realizza nei confronti di tematiche all'avanguardia come innovazione e ricerca.
Rimangono stime e valutazioni di massima: da qualsiasi punto di vista la si guardi, infatti, rimangono comunque dentro il sistema universitario eccelse realtà che riescono ancora a non farci sprofondare completamente.
Il rischio più grande riguarda il rischio di scoraggiamento delle nuove generazioni: in un Paese normale Università e ricerca dovrebbero essere, infatti, traino per dar forza e vigore al sistema intero.
I dati sulla potenziale occupabilità degli appassionati di scienza ci collocano agli ultimi posti, sia per realtà che per credibilità della questione (47% contro il 73% raggiunto dalla Svezia).
Il quadro generale muove risultati ancora più negativi nei confronti del numero medio di ricercatori sul totale degli occupati: nell'Italia si arriva ad una media di 4 ricercatori ogni mille occupati.
In questo quadro moltissimi altri Paesi già provvedono a mangiarci sopra la testa: la media UE si attesta infatti ad un valore di circa 7 su mille, con picchi che in Finlandia raggiungono addirittura quota 16.
Nonostante il poco personale addetto, la ricerca italiana èquella che riesce più di tutte le altre ad accedere a fondi di finanziamento extra-italiani; a conti fatti, con grande sopresa, l'Italia è tra i Paesi che riescono maggiormente ad accedere ai fondi messi a disposizione dall'European Research Council.
Sullo sfondo, rimangono politiche lontane e riforme fatte per smantellare anche queste punte di diamante.

Per saperne di più: http://www.universita.it/annuario-scienza-docenti-anziani-ricerca-estero/

sabato 5 marzo 2011

"IL MONDO ABOLISCA I SOLDATI DI VENTURA": UN APPELLO PER UN FUTURO MIGLIORE

"Al governo italiano, all’ Unione Europea, al Segretario Generale dell’ ONU : appello internazionale

Assistiamo con sgomento e indignazione al continuo massacro di civili innocenti da parte di milizie mercenarie al servizio della dittatura di Gheddafi. Ma le esecuzioni di massa, gli arresti arbitrari, le torture e le mutilazioni inflitte a chiunque osi opporsi al regime che domina illegalmente la Libia non devono restare impunite.
Le forze mercenarie che operano in Libia devono essere fermate, e il ripetersi di simili crimini deve essere impedito. Vi chiediamo di fare il possibile perchè ogni violazione della Convenzione Onu contro i mercenari e il mercenarismo sia accertata e punita.
La suddetta Convenzione è entrata in vigore nel 2001, ma presenta molti punti deboli e non è stata adottata dai paesi da cui provengono le principali compagnie di ventura. Le atrocità commesse in Libia, d’altra pare, reclamano l’ adozione di uno strumento legale più radicale ed efficace contro la piaga delle milizie mercenarie. Le attività mercenarie sono una minaccia alla pace e alla sicurezza di tutti noi, e vanno considerate alla stregua del genocidio, della pirateria e degli assassini di massa, cioè crimini contro l’umanità. Il mercenarismo deve essere proibito in tutte le sue manifestazioni, e in modo particolare quando si maschera sotto la veste delle cosiddette “imprese militari e della sicurezza private” attive in Libia, Africa, Afghanistan, Iraq ed altri teatri di conflitto, dove si stanno distinguendo per crudeltà, assenza di controlli e violazione massiccia dei codici penali civili e militari. Vi chiediamo con forza, perciò, di adoperarvi per la creazione una nuova Convenzione internazionale che:
1) proibisca e punisca con la massima severità chiunque recluti, organizzi, usi, addestri e finanzi mercenari in ogni parte del pianeta;
2) vieti rigorosamente agli Stati di delegare o subappaltare a privati le proprie funzioni in tema di sicurezza e di monopolio della violenza fisica;
3) obblighi gli Stati firmatari a bandire qualunque attività militare all’estero intrapresa da proprie imprese e cittadini, nonché il reclutamento di questi ultimi da parte di compagnie mercenarie;
4) preveda la messa in opera di adeguati programmi di assistenza per le vittime del mercenarismo e dei traffici criminali ad esso collegati."

DA:   http://www.unita.it/mondo/appello-a-onu-e-ue-stop-ai-mercenari-di-guerra-1.275324

venerdì 4 marzo 2011

EMERGENZA RIFIUTI? PAGABILE, A COMODE RATE, IN BOLLETTA!

Per fronteggiare l'emergenza rifiuti esplosa e mai risolta in Campania, la Regione potrà trovare la copertura economica necessaria predisponendo aumenti relativi alle tasse pagate per l'energia elettrica.
Questa ennesima, potenziale, tassa occulta è una delle tante variazioni di bilancio contenute nel decreto Milleproroghe approvato in quel del Senato lo scorso 16 febbraio. Passando in sordina mille mila rimborsi e tasse posticipate, si sono scippati soldi al fondo per i malati oncologici e si è dato mandato reale per mettere le mani in tasca a popolazioni già massacrate.
Riguardo alla questione rifiuti, è sublime ripassare le parole che Roberto Saviano scrisse su Repubblica, solo tre anni fa:
È un territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione.
Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo.
Vivere senza dovere avere l’ossessione di emigrare o di arruolarsi. [...]
Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. 
Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro.
Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale.
La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all’opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese.
Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. [...] non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business.
Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo.[...] 
Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle “sacchette” di spazzatura a subire danno.
Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate.
Il futuro stesso è compromesso.
Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare.
L’80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate. Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l’eroe epico che strappa le braccia all’Orco che appestava la Danimarca: “il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla”.
Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla."
(Roberto Saviano per "La Repubblica", 5 gennaio 2008)
Il problema, prima che politico, è umano ed improntato a degenerare sul lungo termine.
Saranno le generazioni future a subirne lo scotto, quando il posto dei politicanti oggi appesi alle poltrone sarà già confuso tra polvere e tomba.
Ciò che è sufficiente sarà tamponare temporaneamente il problema prendendo, in proroga ed in sordina, soldi ai cittadini già devastati da allucinanti status quo.
A tale allarme si aggiungono le proteste fatte dai dirigenti del REBA (Registro Europeo per le Bombe Ambientali, nds): secondo costoro sarebbe allucinante l'assenza assoluta di un piano valido per il trattamento integrato del ciclo dei rifiuti.
Rimangono infatti, a capo delle filiere di smaltimento, inceneritori e termovalorizzatori.
Consentendo questi ultimi un ritorno energetico sottoforma di elettricità, successivamente alle procedure di smaltimento, è lecito avere un ritorno economico dall'eventuale messa in rete di questa energia.
Il processo per ottenere energia, tramite apposite operazioni di pressatura ed essiccatura rifiuti, risulta in realtà molto diseconomico e dispendioso in rapporto alla quantità totale di energia richiesta per il funzionamento degli stessi impianti.
In aggiunta a ciò, l'energia ricavata dai termovalorizzatori viene venduta ad un costo pri a circa il triplo di quello vigente normalmente dalle logiche di mercato.
Il costo extra su tali svarioni di costo viene liquidato dalle tasche dei contribuenti, in ottemperanza a rimborsi che la società ottiene dalle casse statali in virtù della delibera identificata come Cip6. Stando a stime promosse dall'Autorità per l'Energia, il costo totale di questo rimborso occulto sarebbe quantificabile in circa 1,8 miliardi di Euro.
Al di là dei numeri, l'Europa e le Commissioni competenti premono sempre più per vederci chiaro e nitido.
Come ha scritto Roberto Saviano, "il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla."
Di questo passo, alle future popolazioni sarà tolta pure la vita.
Di fronte a questa ipotesi, viene da chiedersi se sia troppo furbo il nemico o se sia ora di dire davvero "Tocca a noi".
Personalmente, propendo per la seconda. Per il resto, ai lettori l'ardua sentenza.
Chi volesse smentire è, ovviamente, benvenuto ed autorizzato a motivare.

Per saperne di più:
http://www.galileonet.it/articles/4d6fa82172b7ab4e55000086

http://altocasertano.wordpress.com/2008/01/07/rifiuti-roberto-saviano-e-un-territorio-che-non-trovera-soluzioni/

giovedì 3 marzo 2011

TRA CLINT EASTWOOD E MUSICA, CITANDO I GORILLAZ



"I ain't happy, I'm feeling glad
I got sunshine, in a bag
I'm useless,but not for long
The future is coming on
I ain't happy, I'm feeling glad
I got sunshine, in a bag
I'm useless, but not for long
The future is coming on
It's coming on
It's coming on
It's coming on
Yeah... Ha Ha!
Finally someone let me out of my cage
Now, time for me is nothing cos I'm counting no age
Now I couldn't be there
Now you shouldn't be scared
I'm good at repairs
And I'm under each snare
Intangible
Bet you didn't think so I command you to
Panoramic view
Look I'll make it all manageable
Pick and choose
Sit and lose
All you different crews
Chicks and dudes
Who you think is really kickin' tunes?
Picture you gettin' down in a picture tube
Like you lit the fuse
You think it's fictional
Mystical? Maybe
Spiritual
Hearable
What appears in you is a clearer view cos you're too crazy
Lifeless
To know the definition for what life is
Priceless
For you because I put you on the hype shit
You like it?
Gunsmokin' righteous with one token
Psychic among those
Possess you with one go
I ain't happy, I'm feeling glad
I got sunshine, in a bag
I'm useless,but not for long
The future is coming on
I ain't happy, I'm feeling glad
I got sunshine, in a bag
I'm useless, but not for long
The future is coming on
It's coming on
It's coming on
It's coming on
The essence the basics
Without it you make it
Allow me to make this
Child, like in nature
Rhythm
You have it or you don't that's a fallacy
I'm in them
Every sprouting tree
Every child apiece
Every cloud you see
You see with your eyes
I see destruction and demise
Corruption in disguise
From this fuckin' enterprise
Now I'm sucking to your lies
Through Russ, though not his muscles but the percussion he provides
with me as a guide
But y'all can see me now cos you don't see with your eye
You perceive with your mind
That's the inner
So I'm gonna stick around with Russ and be a mentor
With a few rhymes so mother fuckers
Remember where the thought is
I brought all this
So you can survive when law is lawless
Feelings, sensations that you thought were dead
No squealing, remember
(that it's all in your head)
I ain't happy, I'm feeling glad
I got sunshine, in a bag
I'm useless, but not for long
The future is coming on
I ain't happy, I'm feeling glad
I got sunshine, in a bag
I'm useless, but not for long
My future is coming on
It's coming on
It's coming on
It's coming on
It's coming on
My future is coming on[...]"

TRADUZIONE:

"Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
sta arrivando
Finalmente qualcuno mi ha lasciato uscire dalla gabbia
ora il tempo per me non significa nulla perchè io non conto gli anni
ora io potrei non esserci
non dovresti essere spaventato
sono bravo a rimediare
sono esposto ad ogni insidia
intangibile
scommetto che tu non la pensi così
così io ti ordino di avere una visione ampia
guarda, io sarò docile
prendi e scegli
siedi e abbandona
tutte le tue combriccole
ragazzini e dandy
chi credi che stia veramente creando queste armonie?
il ritratto che tu stai estraendo da un tubetto di pittura
proprio come quando accendi una miccia
credi che sia romanzato
mistico? forse
sprituale
esaudibile
ciò che appare in te è una chiara visione perchè tu sei troppo insano
senza vita
per conoscere la definizione del termine vita
senza prezzo
per te, perchè io ti ho abituato alle stravaganze più esagerate
ti piace?
Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
sta arrivando
l'essenza, le basi
riesci a vivere senza
permettimi di esserlo
bambino, come in natura
ritmo
lo hai o non lo hai, è una credenza errata
ci sono in mezzo
ogni albero germogliante
ogni bambino in sè
ogni nuvola che vedi
la vedi con i tuoi occhi
vedo la distruzione e la morte
la corruzione nell'inganno
derivante da questa maledetta impresa
ora sto credendo alle tue maledette bugie
attraverso Russ, benchè non siano i suoi muscoli ma le percosse che da
con me come guida
ma tutti voi potete vedermi ora perchè non guardate con i vostri occhi
percepite con la vostra mente
che è la parte più profonda
così me ne vado in giro con Russ e sono un mentore
con poche maledette rime
ricorda dove ha sede il pensiero
io li ho analizzati tutti
perciò tu non puoi sopravvivere qaundo la legge è senza legge
sentimenti, sensazioni che tu pensavi fossero morte
non strillare, ricorda
(che è tutto nella tua testa)

Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
sta arrivando[...]"

mercoledì 2 marzo 2011

LA FORZA DELLA BANDA: TESTIMONIANZE DA UN'ITALIA SCONVOLTA E DISPERSA

"Credo che ognuno di noi abbia il diritto ed il dovere di credere in qualcosa.
Credo che se trent'anni fa un muratore riusciva a portare avanti una famiglia di cinque persone ed oggi due ricercatori arrivano con difficoltà alla fine del mese, allora qualcosa che non va c'è, eccome.
Credo che se il mio Paese non aprirà gli occhi quanto prima, il risvegio sarà molto, molto duro.
Ma credo anche che noi siamo il nostro Paese e se qualche volta cominciassimo a dire <guarda cosa non ho fatto> invece di <guarda che cosa hanno fatto>, forse le cose non sarebbero totalmente diverse, ma un pò si.
Credo che difficilmente una canzone possa cambiare il mondo, ma se quando l'ascolti senti un brivido nella schiena, il suo dovere l'ha fatto alla grande."
(Claudia)

"Vivendo in Italia, ed essendo nata in questo paese, credo sia impossibile non amarlo. Per la bellezza che conserva, per la freschezza della gente, per la storia che ha scritto.
Ma è sempre più difficile amare un Paese che non è in grado di garantirti un futuro, che si rovina con le proprie mani, che ha sempre avuto bisogno di alleati per superare le difficoltà.
L'Italia è stanca, vecchia, incapace di funzionare bene, di rinnovarsi. Taglia sull'istruzione e sulla ricerca (e l'articolo 9 della Costituzione?), vede maree di avvocati a spasso, aspiranti insegnanti già sulla soglia dei quaranta sbattuti su è giù lungo la pensiola, e posti occupati sempre dalle solite facce o da cognomi che sono sempre troppo uguali a se stessi.
Io credo che qualcosa debba per forza cambiare; credo che tutti noi possiamo muovere qualcosa.
Basta crederci."
(Marianna)

"Credo in me stesso, credo che se voglio qualcosa e mi impegno per realizzare un sogno posso farcela. Credo nell'amicizia e credo nell'amore, anche se a volte il vero amore è difficile da trovare.
Credo nell'Italia, credo nell'essere italiano, ma credo che questa non sia un'Italia gestita bene: non mi piacciono per niente le cose che succedono a volte in questo paese.
Credo che quando sei sul campo, anche con tanta gente attorno puoi sentirti solo, con tutte le responsabilità addosso, ma credo anche che sia una bella cosa, capace di farti sentire importante, e credo che nella vita c'è bisogno di essere importanti per qualcuno.
Credo che sapere di poter contare su un'altra persona sia la cosa più bella della vita, sapere che quella persona ci sarà sempre. Credo che un giorno mi troverò davanti ad altre scelte, ad altri sogni che potrei realizzare e sono sicuro che quel giorno ce la metterò tutta.
Ci credo e basta, e non mi vengono più le parole, ragazzi."
(Stefano)

(dal libro allegato a "Niente Paura", del duo Gay-Paterlini)

martedì 1 marzo 2011

GIOVANI E DISOCCUPAZIONE: SEMPRE PEGGIO, SEMPRE PIU' IN BASSO

Sempre più solitari, sempre più distratti, sempre più disoccupati.
Pare essere questo il leit motiv della questione giovanile in questo primo scorcio di millennio.
Se dati e numeri vogliono dire qualche cosa, quello che è certo è che le situazioni vanno sempre peggio. Mettendo in comunicazione il difficile canale tra economia e società, i dati Istat parlano purtroppo chiaro: il tasso dei disoccupazione giovanile non si arresta, non ha risentito di freno alcuno.
Vittime di una politica deragliata ed impossibilitata al discutere di riforme utili per indurre un risveglio progressivo, le nuove generazioni si qualificano come incolpevoli ed inconsapevoli masse di senza futuro.
Tra minorenni, federalismo fecale e bunga bunga la situazione va incrinandosi sempre più: a gennaio disoccupazione giovanile lanciata verso il 29,4%, conseguendo quindi il peggior risultato dall'avvento delle stime su frequenza mensile (2004, nds).
Su base annua la disoccupazione generalmente intesa registra una crescita dello 0,2%, attestandosi su uno sconsolante 8,6%. I disoccupati sono circa 2 milioni e 145mila, raggiungendo una crescita dello 0,1% rispetto al mese precedente.
Su base annua, il numero di disoccupati è in crescita del 2,8%.
Nel mentre, continuano le conversazioni sul nulla, così tremendamente ed autenticamente italico.
Potrebbe essere addirittura un marchio di fabbrica, viste le capacità di certa classe cosiddetta dirigente.

lunedì 28 febbraio 2011

CERCANDO UNA RIVOLUZIONE, RICORDANDO TRACY CHAPMAN




"Don't you know
They're talkin' bout a revolution
It sounds like a whisper
Don't you know
They're talkin' about a revolution
It sounds like a whisper

While they're standing in the welfare lines
Crying at the doorsteps of those armies of salvation
Wasting time in the unemployment lines
Sitting around waiting for a promotion

Poor people gonna rise up
And get their share
Poor people gonna rise up
And take what's theirs

Don't you know
You better run, run, run...
Oh I said you better Run, run, run...
Finally the tables are starting to turn

Talkin' bout a revolution."

TRADUZIONE:

"Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro
Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro

Mentre fanno la coda per il sussidio
Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza
Sprecando tempo agli uffici di collocamento
Aspettando una promozione

La povera gente si ribellerà
E si prenderà la sua parte
La povera gente si ribellerà
E si prenderà ciò che le appartiene

Non lo sai faresti meglio a correre, correre, correre
Ho detto che dovresti
Correre, correre, correre
Finalmente la situazione si capovolgerà
Parlando di Rivoluzione."


domenica 27 febbraio 2011

UN DOMANI TOCCHERA' A LORO: DALL'UNICEF CRONACHE DEI "SENZA SPERANZA"

Sarebbe bello ricordare certe cronache, indegne per la dignità culturale ed esistenziale di questa astronave Terra.
Il desolante spettacolo offerto da leader politici che irridono a tutto campo la scuola pubblica di fronte a platee di cosiddetti cristiani riformisti (?) non rende l'idea del contesto nel quale l'istruzione e la condizione giovanile va precipitando, senza appiglio alcuno. Tra i venti ed i trenta hai un passato ma non hai futuro, tra i dieci ed i venti non hai nè presente nè avvenire.
Sotto i dieci anni, neanche perdere tempo a parlarne.
Nella sola Italia saranno fortunati i bambini a nascere con un debito pubblico pro-capite di 30mila Euro, pendenti come spade di Damocle su teste incolpevoli ed inconsapevoli.
Saranno fieri di bruciare i primi anni di lavoro pagando le colpe di errori commessi da altri, da quelle stesse persone che un tempo qualcuno chiamava massima classe dirigente.
Al di fuori dello stivale, la condizione giovanile non migliora affatto.
Stando al rapporto presentato dall'Unicef per il 2011 appena inaugurato, un quinto degli abitanti al mondo sono adolescenti di età compresa tra i 10 ed i 19 anni. Sono un esercito, un popolo che attende il proprio turno sperando di essere danneggiato il meno possibile da chi governa ed amministra il bene pubblico in questi tempi.
La condizione collettiva di questa enorme tribù vede 1,2 miliardi di persone con in mano fiori e semi di speranza per loro stessi e per il mondo che li circonda. Il rapporto è emblematicamente intitolato "Adolescenza: il tempo delle opportunità".
Adolescenza come opportunità, appunto: "L'adolescenza è proprio l'età dell'opportunità, quella in cui si può consolidare i progressi compiuti nella prima infanzia." è l'opinione di Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef.
E' necessario fare il possibile per svegliare queste occasioni potenziali, trasformandole in certezze.
La visione del mondo in affitto però manca, da tanto e troppo tempo; mancano quelle necessità di salvaguardia e tutela per le quali i giovanissimi non devono essere costretti ad inseguire chimere.
Sarebbe necessario recuperare il terreno da condizioni di povertà, sfruttamento, abuso e violenza su chi non ha voce per difendere sè stesso ed il proprio avvenire.
La voce di chi può parlare ed arrivare nel mondo deve farsi sentire, deve prendere posizioni per denunciare questo osceno e perenne sciacallaggio a cui gli indifesi sono sottoposti.
Stando al rapporto Unicef, sono stati intrapresi e realizzati miglioramenti essenziali per i bambini fino ai 10 anni: meno mortalità infantile, più tutele per salvare giovani vite.
Molto è ancora da fare, invece, sul fronte di scuola ed emancipazione femminile.
Il monito principale sembra essere quello di salvare le bambine da matrimoni precoci ed episodi qualificati come fucina per eslcusioni sociali. Oltre 70 milioni di adolescenti in età da scuola media non frequentano alcun tipo di istruzione, mentre le ragazze patiscono tassi più elevati di violenza domestica e sessuale, incorrendo nel rischio da Hiv.
La stragrande maggioranza degli adolescenti di oggi (88%) vive in Paesi in via di sviluppo.
150 milioni di giovanissimi sono costretti al lavoro minorile, tralasciando futuro scolastico e speranze di domani migliore.
Un adolescente su cinque sembra soffra di problemi di salute mentale o comportamentali.
Nel solo 2009 i giovanni hanno infine toccato il picco di disoccupazione, arrivando a sfiorare l'indice di 81milioni.
Qualcosa è stato fatto, troppo è ancora da fare.
Un domani toccherà a loro, è risaputo.
A noi la missione di dargli abbastanza forza per governare l'astronave.
Ne saremo capaci, ne sono sicuro.


sabato 26 febbraio 2011

TRA QUOTE LATTE E MALATI ONCOLOGICI: MANDARE I CIALTRONI A CASA

Qualche mese fa, in uno dei suoi tanto amati deliri di onnipotenza, lo psiconano ebbe a cuore l'indegna accortezza di fare una dichiarazione allucinante riguardo allo stato di disagio di quell'Italia purtroppo interessata alle malattie tumorali.
L'indegna speranza venne regalata nella Piazza del tradizionale concerto del Primo Maggio, nella data del 20 marzo 2010. Preso forse dal risveglio ormonale dettato dall'imminente primavera, il Premier spese un obiettivo necessario da raggiungere nei tre anni che mancavano alla fine della legislatura, attualmente in stato vegetativo permanente:
"[...] Vogliamo anche vincere il cancro, che colpisce ogni anno 250mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri concittadini. [...]"
L'ennesimo miracolo a parole del governo del fare si è consumato a fatti con un investimento in ricerca e sviluppo raffazzonato a percentuali minime rispetto ad un PIL divorato ogni anno dal debito pubblico cavalcante.
A distanza di quasi un anno, quanto è stato mantenuto di quella così roboante e stupenda promessa?
Si è parlato di legge bavaglio, di decreto sulle intercettazioni, di riforma della giustizia e di leggi, ovviamente, ad personam.
Si è rastrellato nel barile di un bilancio devastato per trovare qualche Euro utile a fare manovre strumentali a ritardare il default totale, si è visto un Governo del Fare (schifo) arroccarsi per difendere un nano ed il suo osceno machismo.
Con il decreto Milleproroghe approvato ieri grazie allo stupendo amor di patria dimostrato dal Movimento di Responsabilità Nazionale, si sono accumulate altre vergogne da sbandierare sulla pubblica piazza.
Tra le "indegnità" concesse ad uno stato senza più un soldo utile da spendere, sono state trovate risorse e coperture finanziarie per soddisfare il ricatto elettorale giornalmente esercitato dalla Lega Nord su un governo clinicamente morto sepolto; ci si riferisce nel dettaglio ad una cifra prossima a 5 milioni di Euro trasferita dal fondo malati oncologici alla copertura per permettere agli allevatori interessati di avere sei mesi di tempo in più per pagare le multe relative allo sforamento delle quote latte.
In parole povere, purtroppo, al fondo per i tumori è stata preferita la solidità e la validità del rapporto-ricatto con la Lega Nord. Avverso ormai a buona parte della sua base elettorale, il Carroccio è costretto a ramazzare dove può provvedimenti ed emendamenti significativi a garantirsi uno scudo utile ad alleviare le difficoltà riscontrate per l'approvazione del federalismo fecale.
Delirio di un folle? Improbabile, leggendo le dichiarazioni fatte da esponenti governativi ed addetti al settore:

"La questione delle quote latte è vergognosa e tutt´altro che chiusa e il ministro Galan, se fosse coerente, dovrebbe dimettersi o dedicarsi ad altri compiti." (Nicodemo Oliverio, capogruppo democratico nella commissione Agricoltura alla Camera)


"[...] Anche le organizzazioni degli agricoltori vanno all´attacco: «Un ennesimo regalo ai furbetti»[...]"
(Giuseppe Politi, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori)
Le opposizioni sono insorte, rendendo la battaglia inutile sia sul tardi che sul mai. La soddisfazione dell'elettorato leghista correlato allo slittamento dei pagamenti per sei mesi potrà permettere qualche voto utile in più all'insegna del "Fottiamo Roma Ladrona!!".
Tra un altro semestre, in caso di altro slittamento, da quale fondo prenderanno i soldi?
Si attendono risposte e furti, magari nei fondi dedicati ai malati di SLA?
Il valore miserrimo di 5milioni di Euro può rendere anche sufficiente idea di come sia finanziariamente devastato lo stato italiano: in un bilancio che genera ogni anno miliardi di Euro, è complicato rastrellare qualche milioncino per far contento qualche furbetto.
Poco importa se, giusto l'anno scorso, il Governo del Fare (schifo) abbia avvallato una spesa di 300milioni di Euro per l'acquisto di inutili ed inutilizzati vaccini contro la presunta pandemia da influenza A. Parte di quei soldi non potevano essere riutilizzati in altro modo?

Allo stato attuale, per bocca dello psiconano, 250mila malati e 2 milioni di nostri concittadini hanno subito un immane schiaffo in faccia.

Al sole di questo ennesimo scandalo italiano, ci si chiede come potrà il nano magnate rendere conto di questa oscenità divenuta già questione chiusa per il Ministro alle Politiche Agricole Giancarlo Galan.
Non svegliate la Lega dormiente (e pure razzista, nds).
Mandare i cialtroni a casa sarebbe una delle soluzioni possibili, ma rifiutata da quella responsabilità nazionale che consente il perpetuarsi di queste oscenità.
Si attendono smentite.
Se fosse tutto vero e confermato da crifre di bilancio, trovate il coraggio di farvi almeno un pò schifo.


Per saperne di più: http://www.dirittiglobali.it/index.php?view=article&catid=21:politica-a-istituzioni&id=10941:qle-risorse-per-le-quote-latte-dal-fondo-malati-oncologiciq-&format=pdf&ml=2&mlt=yoo_explorer&tmpl=component

venerdì 25 febbraio 2011

IN UN PAESE NORMALE PREVALGONO LE RAGIONI DELL'ACCOGLIENZA: RICORDANDO ENZO BIAGI

"[...]Le notizie arrivano a cadenza ravvicinata: <12 morti nel mare dell'indifferenza>. Poi: <Affonda la barca, strage di immigrati>. <Primo bilancio: 14 morti, 92 sopravvissuti>, <si cercano altri corpi>.
E domenica 22 settembre: <Altri nordafricani gettati in mare presso Scoglitti (Ragusa): altri 14 annegati>. Erano clandestini: si erano affidati a scafisti, dissanguandosi per pagare il prezzo della traversata, la caccia a un lavoro o a un pò di fortuna: partono dalla Tunisia o dal Nord Africa, lasciano una vita drammatica e scompaiono nella tragedia.
E' brutto chiamare gli stranieri vucumprà o è anche un pò affettuoso? Sono troppi, non sappiamo come sistemarli, ma non si potrebbe anche tentare di conciliare una regola giusta con un comportamento umano? Proprio noi che mandavamo in giro i nostri compatrioti con il passaporto rosso, niente tasse purchè se ne andassero via, ammucchiati su miroscafi che li portavano in <terre assai luntane>.
Quante offese avevano sopportato i piccoli siciliani e napoletani, sbarcati con la valigia di fibra e il bottiglione dell'olio a Ellis Island, l'avanposto di New York e dell'America.
Li chiamavano <testa di brillantina>, per quei capelli lucidi e divisi dalla riga come li portava Rodolfo Valentino nel Figlio dello sceicco: dago, che ha un'origine incerta, o macaroni, che non ha bisogno di spiegazioni.
Un ragazzo su cento andava a scuola, gli altri crescevano sui marciapiedi di Hell's Kitchen, picchiandosi coi polacchi e gli irlandesi, andavano a rubare alla ferrovia o nei carrettini di frutta.
Avevano saputo che in America, ma anche altrove per la verità, senza soldi non sei nulla, non conti. Qualcuno ne volle tanti e alla svelta. Molti non sapevano nè leggere nè scrivere.
Molti di loro- i vecchi- dicono ancora adesso carusi per i bambini, giobbo per lavoro.
Ma non siamo tutti uguali e negli Stati Uniti ci mandammo anche Enrico Fermi e Al Capone, e pazienza: ci sono stati anche un Dillinger e una coppia Bonnie & Clyde e non erano di Castellammare del Golfo.
Pensavo a queste storie seguendo le cronache del Parlamento e anche quelle della malavita: e mentre davo il solito obolo al solito giovanottone dalla pelle scura che ti offre l'accendino.
Anche tra loro ci saranno tipi di ogni genere: spacciatori di droga, cialtroni e possibili violenti, ma circolano dei lavamacchine che hanno una laurea in ingegneria e conoscono tre lingue, cameriere e colf che hanno un diploma e persino una laurea in chimica.
Certo, è una massa di disperati che cercano di sopravvivere; so, quasi sempre, da dove vengono, quali tragedie hanno alle spalle. Buttarli fuori è una crudeltà, ma lo è anche lasciarli alla ventura quando c'è una mezza Italia che è una grande Harlem, o la periferia di Washington, o le bidonville delle città americane con tante antenne Tv, e centinaia di migliaia di vucumprà bianchi che sono dei fratelli.
Si dice <fame> e si pensa a una sensazione quasi astratta, o a un romanzo del Nobel norvegese Knut Hamsun, ma è una condizione non solo letteraria,è reale.
Un giorno di Pasqua, a Ferrara, su una strada del centro, c'è un uomo rattristato, vestito di stracci, che ha appeso al collo un piccolo pezzo di cartone con una scritta tracciata col pennarello: <Ho fame, aiutatemi>.
Nessuno si accorge che sta morendo. Potrebbe rivolgersi a qualche ufficio di assistenza o ad un ospedale, ma rifiuta ogni contatto con questa <società>. Fanno l'autopsia: meno di cinquant'anni, forse ucciso dall'inedia.
Il buon samaritano non scende più da cavallo. Siamo quasi sei miliardi su questo globo: quasi un miliardo non ha da mangiare, e cresce meno erba sulla terra e ci sono meno pesci nel mare.
Solo l'indifferenza dilaga.
Ma, come dice il saggio villano Bertoldo, <l'acqua cheta e l'uomo che tace non mi piace>.
Ho conosciuto due preti che parlano e agiscono per questi infelici: padre Alex Zanotelli, faro delle associazioni di volontariato e cooperazione con il Terzo Mondo, e il vescovo della diocesi di Rumback in Sudan, monsignor Cesare Mazzolari.
Sono missionari che onorano Dio consolando gli uomini anche con un pezzo di pane.[...]"

(Enzo Biagi, da "Consigli per un Paese normale")

mercoledì 23 febbraio 2011

TERREMOTI, SPIAGGIAMENTI E CAMPI MAGNETICI: ESISTE QUALCHE RELAZIONE?

Il terremoto avvenuto in Nuova Zelanda è, per parte della scienza esperta, anomalo rispetto a molti altri per svariate ragioni; la voce degli addetti ai lavori si è espressa per bocca di Robert Yeats, membro della Oregon State University.
A detta sua, la scossa di magnitudo 6,3 riscontrata nient'altro è stata che una semplice scossa di assestamento derivata dal recente terremoto del settembre scorso (7,1 magnitudo, nds).
La cosa relativamente preoccupante è che, a livello geologico, la faglia interessata a questi smottamenti mai era stata coinvolta in riassetti od assestamenti. E' più che mai chiaro l'esperto intervistato:
"[...]L'ultimo terremoto in Nuova Zelanda ha colpito un'area che non si sapeva essere interessata da una faglia prima di settembre: non si era mossa per migliaia di anni. Ma se si combina la profondità ridotta, la vicinanza a una città e le caratteristiche del suolo si capisce che i danni possono essere immensi. [...] Le stesse caratteristiche che hanno causato questa distruzione e tanti morti a Christchurch sono simili a quelle che si ritrovano di fronte a Portland, Seattle, parte della Bay Area e molte altre città della costa occidentale degli Stati Uniti. [...] E' importante tenere a mente che la Nuova Zelanda ha alcune delle norme di costruzione degli edifici più avanzate al mondo. Sono molto meglio preparati di quanto lo siano molte città degli Stati Uniti."
Il rischio del ripetersi di fenomeni simili è, quindi, tutt'altro che da sottovalutare. Cosa avrebbe fatto un terremoto della stessa intensità in un Paese non all'avanguardia costruttiva come la Nuova Zelanda?
Ciò che conta è che, al di là delle formalità, con fenomeni tellurici simili sarebbero in troppi a rischiare.
Rischiare molto più di quanto avvenuto in Nuova Zelanda, appunto.
Al terremoto si è aggiunto un altro fenomeno per il quale risulta incerto parlare di semplice coincidenza; l'inesattezza o la possibilità di sbagliare in campi come questi hanno probabilità tremendamente alte, dal momento che anche la scienza si sta interrogando su un eventuale collegamento.
Nella distesa di Cavalier Creek, nella neozelandese Isola di Stewart, è avvenuto qualche giorno fa lo spiaggiamento di 107 balene; molte di queste sono poi morte a causa delle proibitive condizioni climatiche e di sopravvivenza.
Ragionando sulla causa di una tale strage, parte delle potenziali ipotesi hanno mostrato convergenze verso una variazione imprevista e rapida dei campi magnetici:
"[...]Secondo Jim Berkland, geologo, gli spiaggiamenti delle balene sarebbero da correlarsi ai cambiamenti del campo magnetico, evento che si verificherebbe (gli studi sono ancora in corso) prima di un terremoto. A risentirne, fino a 1-2 giorni prima, sopratutto gli animali che si orientano per le loro migrazioni, ma anche cani e gatti."
Può un terremoto avere come cartina di tornasole la variazione percepita di campi magnetici?
La sola che può rispondere è, al momento, la scienza.
Ciò che è certo è che, se animali guidati dai campi magnetici come le balene perdono la strada, è lecito interrogarsi su eventualità. E' assolutamente ammessa la possibilità di sbagliare, sostenuta da una fervida speranza di errore.
E' altrettanto ammessa la necessità di cambiare mentalità con cui analizzare il mondo, sfruttando purtroppo occasioni come queste. Nessun essere umano vorrebbe trovarsi al punto di considerare realtà la massima indiana seguente:
"Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro." (Toro Seduto)



Per saperne di più:
http://www.ecoblog.it/post/12094/nuova-zelanda-terremoto-magnitudo-63-e-107-balene-spiaggiate-eventi-correlati

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_terremoto_di_Christchurch_preoccupa_i_geologi_statunitensi/1346871#Szene_1


martedì 22 febbraio 2011

TRA CITES, ITALIA E WWF: SALVAGUARDANDO IL MONDO ANIMALE

La Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle Specie di fauna e flora minacciate di estinzione, altresì siglata come CITES, ha stilato un bilancio relativo alla condizione del commercio internazionale (soprattutto illegale, nds) di piante ed animali in via di estinzione.
Nella sola Italia, il passato 2010 ha consegnato alla Forestale una quantità di sequestri di oltre il 90% superiori a quelli dell'anno precedente (1500accertamenti in territorio nazionale e 39mila in località doganali).
La CITES controlla direttiva e commercio di circa 30mila specie, di cui approssimativamente 25mila sono piante.
Alla presentazione del bilancio, il Presidente WWF Fulco Pratesi ha ricordato come per migliaia di specie animali e vegetali il commercio sia la prima minaccia di estinzione; il mercato mondiale ha un valore di circa 240miliardi di Euro l'anno tra legname, animali vivi, pelli di rettili e pellicce di mammiferi, caviale e piante medicinali ed ornamentali. All'interno della sola Europa ha un valore stimato di 100 miliardi di dollari/anno.
Cosa rimane da fare nella sola Italia? Massimiliano Rocco, Responsabile di WWF Italia, ha direttive chiare:
"Per la tutela delle specie protette non si deve abbassare la guardia. Occorre destinare alla applicazione  puntuale della CITES adeguate risorse e strumenti operativi efficienti e innovativi perché la Convenzione resta uno degli strumenti più importanti per la tutela della biodiversità e delle risorse naturali.[...] L’Italia deve arrivare quanto prima a promuovere un piano di azione nazionale, lavorare con i paesi terzi per promuovere i piani di gestione per le specie maggiormente interessate dal commercio illegale e dedicare più attenzione alla gestione degli animali vivi sequestrati al commercio illegale . Lo Stato deve garantire, come si è impegnato a fare, adeguati centri di recupero per offrire una vita migliore a chi già crudelmente è stato privato della sua libertà."
L'Italia è il primo mercato al mondo per commercio di pelli di rettile: tale business si quantifica in circa 1,5 miliardi di Euro l'anno.
Salvare la biodiversità significa intervenire in campi come questi, tutelando habitat ed ecosistemi: fermare i processi di deforestazione, arrestare la cementificazione dei nostri territori e contrastare il mercato illegale di wildlife, di cui l’Italia è prima al mondo e incentivare l’uso sostenibile di queste risorse.
"I risultati raggiunti nel 2010 dagli uomini del Servizio CITES del Corpo Forestale sono incoraggianti e ci fanno ben sperare. Mostrano come volendo si può cercare di fermare il commercio illegale di specie, come dimostra il lavoro congiunto tra gli uomini del CFS e l’Ufficio TRAFFIC del WWF.[...]L’impegno che il WWF chiede al Ministero dell’Ambiente e al Ministero Politiche agricole è per lo sviluppo di un programma LIFE congiunto per la tutela e la salvaguardia della popolazione residua." è l'opinione di Fulco Pratesi.
Per saperne di più: http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=27044&parent=11628&content=1

lunedì 21 febbraio 2011

"WE WEREN'T BORN TO FOLLOW": BUONI PROPOSITI DA BON JOVI



"This one goes out to man who mines for miracles
This one goes out to the ones in need
This one goes out to the sinner and the cynical
This ain't about no apology

This road was paved by the hopeless and the hungry
This road was paved by the winds of change
Walking beside the guilty and the innocent
How will you raise your hand when they call your name

Yeah, yeah, yeah

We weren't born to follow
Come on and get up off your knees
When life is a bitter pill to swallow
You gotta hold on to what you believe
Believe that the sun will shine tomorrow
And that saints and sinners bleed
We weren't born to follow
You gotta stand up for what you believe
Let me here you say yeah, yeah, yeah, oh yeah

This one's about anyone who does it differently
This one's about the one who curses and spits
This ain't about our livin in a fantasy
This ain't about givin up or giving in

Yeah, Yeah, Yeah

We weren't born to follow
Come on and get up off your knees
When life is a bitter pill to swallow
You gotta hold on to what you believe
Believe that the sun will shine tomorrow
And that saints and sinners bleed
We weren't born to follow
You gotta stand up for what you believe
Let me hear you say yeah, yeah, yeah, oh Yeah
Let me hear you say yeah, yeah, yeah, oh yeah

Guitar!

(Guitar Solo)

We weren't born to follow
Come on and get up off your knees
When life is a bitter pill to swallow
You gotta hold on to what you believe
Believe that the sun will shine tomorrow
And that saints and sinners bleed
We weren't born to follow
You gotta stand up for what you believe
Let me here you say yeah, yeah, yeah, oh yeah
Let me here you say yeah, yeah, yeah, oh yeah
We weren't born to follow, oh yeah
We weren't born to follow, oh yeah."

TRADUZIONE:

"Questa è per l’uomo che fa miracoli
Questa è per chi ha bisogno
Questa è per i peccatori e i cinici
Questa non è per chiedere scusa

Questa strada fu pavimentata
Dalle persone senza speranza e dagli affamati
Questa strada fu pavimentata
Dai venti del cambiamento
Camminando vicino ai colpevoli e agli innocenti
Come alzerai la mano quando
Chiameranno il tuo nome?

Si, si, si

Non siamo nati per seguire qualcuno
Vieni qua e alzati dalle tue ginocchia
Quando la vita è una pillola amara da ingoiare
Devi fissarti su quello in cui credi
Credi che il sole domani splenderà
E che i santi e i peccatori hanno sanguinato
Non siamo nati per seguire qualcuno
Devi lottare per quello in cui credi
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."

Questa è su chiunque lo faccia in modo diverso
Questa è su quello che impreca e sputa
Questa non è sul nostro vivere in una fantasia
Questa non è sul darsi per vinto o sull’arrendersi

Si, si, si

Non siamo nati per seguire qualcuno
Vieni qua e alzati dalle tue ginocchia
Quando la vita è una pillola amara da ingoiare
Devi fissarti su quello in cui credi
Credi che il sole domani splenderà
E che i santi e i peccatori hanno sanguinato
Non siamo nati per seguire qualcuno
Devi lottare per quello in cui credi
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."

Chitarra!

Non siamo nati per seguire qualcuno
Vieni qua e alzati dalle tue ginocchia
Quando la vita è una pillola amara da ingoiare
Devi fissarti su quello in cui credi
Credi che il sole domani splenderà
E che i santi e i peccatori hanno sanguinato
Non siamo nati per seguire qualcuno
Devi lottare per quello in cui credi
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."

Non siamo nati per seguire qualcuno
Non siamo nati per seguire qualcuno."

domenica 20 febbraio 2011

CHIAMALA ITALIA, DANDOLE AMORE: GRAZIE ROBERTO

Se la musica può rappresentare il tessuto sociale e l'anima di una collettività, con la vittoria di Roberto Vecchioni a Sanremo si intravede qualche speranza in più per l'asfittico panorama nazionale.
In un contesto che ha come massime espressioni le passate vittorie dei cantanti da talent-show, il trionfo di uno dei più grandi cantautori rimasti rilascia davvero una certificazione oggettiva sullo stato di cose in terra nostrana.
Si è rivisto al vertice un testo impegnato, rafforzato da un congiunto premio di quella parte critica che in musica è solita non fare sconti a nessuno.
"Chiamami ancora amore" è un testo capace di rievocare tematiche molteplici, fluidificate alla perfezione da una musicalità simile ma non identica ad altre meravigliose opere del cantautore milanese.
E' una canzone che rievoca quei poeti e naviganti infiniti capaci di muovere i fiumi con il pensiero e parlare con il cielo, citando la canzone che sa essere perfetta cesura tra gioventù e bisogno di sognare un futuro migliore.
Dal testo ritorna un amore onnipresente ma non onnipotente, desideroso di riequilibrare le sorti di un'Italia che sembra condannata ad un tramonto perenne.
Si legge di poeti, di studenti con in mano libri branditi come armi affilatissime; si rievocano bastardi e signori del dolore ben noti a tutti, che hanno saputo buttare all'aria tutto il nostro passato ed il nostro futuro. Persa la memoria comune, infatti, mancano evidenti strumenti con cui correggere i binari del nostro presente.
"Chiamami ancora amore" è una canzone che vuole difendere l'umanità generalmente intesa, usando qualunque strumento: sia esso silenzio o tuono, non importa.
Qualunque cosa va bene per rompere questo velo di Maya che ci impedisce di guardare diritti verso il domani.
"Chiamami ancora amore" è una canzone che fa amare alla follia idee e pensieri: inafferrabili, ineffabili ed irraggiungibili come farfalle. Al tempo stesso è una canzone che si pone l'obiettivo di dare un nuovo buongiorno all'Italia, dopo troppe infinite ed odiate cattive notti.
E' una canzone per i giovani, capace di ridare spinta ad un paese fermo al palo e senza più sguardo sul futuro.
"Chiamami ancora amore" è una canzone progettata per riempire con musica e parole questo osceno silenzio assordante che ci pervade.
Continuamente. "Chiamami ancora amore" è una infinitesima porzione di quella musica vera, di cui tanto ha bisogno questo paese.
Musica vera che il vincitore di questo Sanremo ha definito con queste parole:
"[...]la musica ha una particolarità che i greci hanno scoperto, e che forse non sappiamo tutti, che non è un'arte a sè: è l'arte delle arti. La musica entra in tutte le arti perchè è un secondo linguaggio. Perchè la nostra anima ha bisogno di due modi di ricevere e la musica è come un controcanto a quello che succede.
E' un controcanto alle parole quando va sulla poesia, [...] nella polis esisteva sempre. Non si vive senza musica. [...] La scuola deve assolutamente trovare uno spazio per raccontare ai ragazzi come si legge, non come si ascolticchia. Come si legge la canzone che noi chiamiamo d'autore, ma anche la canzone in generale... [...]La canzone d'autore è un trampolino, può servire ad educare i ragazzi a scoprire la difficoltà bellissima e meravigliosa dell'intendere poesia. [...] Qullo che tocca a noi è formare delle persone, qualcosa che personat, cioè aumenta il suono che si ha dentro mandandolo fuori, qualcosa di simile alla maschera greca che amplificava a mo' di imbuto. Quello che hai dentro, che è piccolo, deve diventare grandissimo perchè la belleza e la felicità stanno anche nel capirsi. E quando finalmente ci si capisce, attraverso il bello, si è sicuramente più felici.[...]"
(da tavola rotonda con Roberto Vecchioni, tratta dal libro "Il suono e l'inchiostro- poesia e canzone nell'Italia contemporanea")
"Chiamami ancora amore" è una canzone figlia di una mente e di una persona stupenda.
Qualora non bastassero i complimenti ricevuti, un altro piccolo grazie Roberto.
Firmato, un tuo grande fan.

sabato 19 febbraio 2011

SOLE, ERUZIONI SOLARI ED UMANITA': RISCHIO DI APOCALISSE TECNOLOGICA?

Il contesto con cui il Sole vive e fa vivere l'intero pianeta Terra è costituito, essenzialmente, da un'infinita serie di reazioni termonucleari dotate di una potenza sconosciuta a qualsiasi mente o strumento umano.
Le proibitive condizioni di temperatura e pressione all'interno del nucleo contribuiscono a potenziare le reazioni e ad accellerarne la velocità, permettendo alla stella di irradiare la propria energia in tutto il sistema Solare.
Grazie a tutti questi fattori, quella che conosciamo come vita è dotata di forte peso specifico.
Bruciando combustibile ed esaurendo riserve, il Sole compie anche maestose eruzioni: è il caso specifico di enormi fuoriuscite di materia che fuggono dalla superficie della stella.
Per avere un'idea della loro potenza, si conti che ciascuna di queste ha al suo interno un'energia pari a quella prodotta da decine di milioni di bombe atomiche.
E' evidente che, sotto quest'ottica, per l'umanità essere ancora viva grazie al Sole sul pianeta Terra è questione di pura fortuna; con ciò si dovrebbero svilire ed esaurire immaturi ed osceni deliri di onnipotenza, ma questo è un altro discorso.
Le eruzioni solari sono maestose e spaventose al tempo stesso, causate sembra da variazioni relative all'andamento dei campi magnetici interni alla nostra stella.
Esplodendo, un brillamento disperde nell'Universo miriadi infinite di particelle energetiche che contribuiscono a comporre quei fenomeni che tutti riconosciamo come aurore australi e boreali:


Sapendo essere spettacolo, il Sole deve anche suscitare in qualche modo forme di paura.
E' il caso di questi giorni, in cui la stessa NASA ha dato notizia di un aumento notevole dei fenomeni di eruzione solare; tutto il pericolo deriva dal fatto che quelle particelle energetiche sopra citate potrebbero mettere a tacere completamente tutto ciò che concerne elettricità e tecnologia in seno al nostro pianeta.
In dettagli scientifici, gli astronomi hanno riscontrato nel giorno 16 febbraio un'immensa vampata di raggi X; tale esplosione è stata classificata con codice R3 (forte), rapportata ad un'intensità che non si palesava da oltre 4 anni.
A ciò si è aggiunto, nella giornata precedente, un cosiddetto CME (Coronal Mass Ejection, nds). In poche parole, dal Sole si è sprigionata un'immensa espulsione di materia composta da protoni ed elettroni.
Tale fenomeno potrebbe, se incrementato, mettere in serio pericolo tutto ciò che ha a che fare con progresso ed elettronica. La NASA ha sottolineato che si tratta di un'eventualità remota; data l'imprevedibilità del Sole e dei fenomeni naturali in generale, è più che lecito interrogarsi. Proprio in questi momenti, infatti, le particelle sprigionate dall'unione combinata di questi due fenomeni stanno giungendo o sono già giunte sulla Terra: si consideri che la nube di particelle sprigionate viaggia alla media velocità di 900 km/secondo.
In mezzo a tutto questo, la necessità di riequilibrare il nostro precario concetto di umanità:
"L'astronomia costringe l'anima a guardare oltre e ci conduce da un mondo ad un altro."  (Platone)
I protagonisti dell'astronomia ci catapultano, a maggior ragione, in una dimensione di idee completamente estranea alla comune precarietà.
Se solo volesse, questo Sole...

venerdì 18 febbraio 2011

TRA CENTROSINISTRA, VENDOLA E GRILLO: QUANTO CORRISPONDE A VERITA'?

Nel mosaico (spaccato) del Centrosinistra italiano guardare ad un'alternativa per l'Italia è in certi momenti un'impresa titanica. Dispersi tra primarie volute e poi respinte dallo stesso Pd, guardando a terzi poli di dubbia consistenza.
Il confine di un'alternativa va confondendosi con un recinto nel quale collocare con orgoglio il concetto di puro anti-berlusconismo.
Il dubbio è chiedersi se, data la particolare natura dello psiconano, muoversi specularmente a lui sia una mossa vincente.
In mezzo a sante alleanze dal dubbio contesto, cerchiamo di raggiungere un italiano su sei per portare semplicemente uno speranzoso messaggio di dimissioni per il nano magnate. Poco importa se poi un segnale chiaro e concreto si poteva dare, a fatti, in occasione del voto sullo scudo fiscale avvenuto il 2 ottobre del 2009.
(per info: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/fisco-2/bagarre-in-aula/bagarre-in-aula.html)
In un contesto opposto al berlusconismo fatto da personalità sicuramente più affidabili e maggiormente rispettose del ruolo istituzionale a confronto con la pochezza destrorsa, ci si chiede quali possano essere le individualità più giuste (o meno sbagliate, nds) per inaugurare la nascente Terza Repubblica.
Partendo da tragiche condizioni al contorno, sarà opportuno individuare personalità dotate di pragmatismo, coerenza e sensibilità istituzionalmente ineccepibili. Per l'italiano medio, ad esempio, è eticamente inaccettabile equiparare pensionamenti maturati con 40 anni di lavoro sottopagato con anzianità conseguite dopo due sole legislature passate ad oltre 12mila Euro/mese.
Dovendo individuare nuovi cardini di sostenibilità economica e comunicativa, sarà più che mai opportuno per il centrosinistra tornare per davvero alla testa di quel Quarto Stato che Pellizza da Volpedo ottimamente rappresentò.
Al comando del maggior partito d'opposizione rimane qualche stratega dalle troppe sconfitte politiche maturate, mentre le piazze in fermento continuano a reclamare a gran voce qualcuno degno (e capace, nds) di circoscrivere un programma capace di venire incontro a bisogni e necessità dell'Italia intera.
In questo senso, venire incontro a qualche rottamato potrebbe fare anche comodo.
Tra le personalità che più hanno affascinato parte dell'Italia, spicca il governatore della Puglia Nichi Vendola.
Osteggiato dallo stesso Partito Democratico in più riprese, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà ha dimostrato con parole di avere ottime possibilità di rappresentare veramente parte di quel cambiamento che l'Italia vuole.
Oggi più che mai. Consapevole del proprio potenziale successo a livello di base elettorale, si candida ufficialmente da molto tempo in pole position per quelle eventuali primarie che dovrebbero aprire ufficialmente quel cantiere che l'alternativa da troppo promette.
Lo stile abile di narrazione e la straordinaria padronanza lessicale ne fanno, a pieno titolo, un grande comunicatore. Tale capacità di presa è testimoniata allo stesso modo da quei sondaggi tanto amati e temuti, che hanno visto il partito del Presidente pugliese raggiungere consensi prossimi al 10% dell'elettorato sensibile.
Nichi Vendola come fenomeno mediatico o Nichi Vendola come reale tassello da collocare nel mosaico dell'alternativa?
E' questa, forse, la domanda attorno alla quale ruotano le tattiche del cantiere del centrosinistra.
Dalla lettura del libro "Vendola- Il voltonuovo della sinistra" molto è emerso relativamente a suoi aspetti anche potenzialmente controversi tra loro:
"Nichi Vendola. Una storia di passioni. Una persona unica. Una speranza, per la sinistra e per l'Italia.
Nichi Vendola.L'estremista. Il professionista di partito. Il comunicatore senza sostanza.
Chi è il vero Vendola? [...]"
E' questo il fulcro attorno al quale ruotano i ragionamenti, le interviste e le riflessioni fatte dal duo Cosentino-Rosciarelli.
L'immagine complessa di quello che può essere definito homo maggiormente novus di altri è un'analisi alquanto impossibile, destinata ad essere perennemente imprecisa.
Nel libro moltissimi elargiscono complimenti e belle parole per questo, potenziale, protagonista su scala nazionale. Una testimonianza tra le tante è data dallo straordinario Don Luigi Ciotti:
"[...]La nostra amicizia si è rafforzata attraverso i tanti progetti che ci hanno visto fianco a fianco: nella lotta alle mafie, nelle politiche sociali, nella denuncia contro le discriminazioni, nei percorsi educativi e culturali, nella costruzione di realtà aperte e plurali, desiderose di saldare il sociale con la dimensione politica. [...]Nichi (è capace di stimolare passione ed evocare alternative, nds) pechè è una persona appassionata, una persona viva. I giovani lo sentono, ed è per questo che la sua figura e le sue parole hanno molta presa su di loro. [...]"
Nichi Vendola sa quindi, più di molte altre cariatidi, colpire direttamente il futuro dell'Italia intera.
Per questo e moltissimi altri motivi, è opportuno che dietro alle sue parole ci siano comportamenti capaci di tradurre in realtà pomposi discorsi.
Sul vero Vendola è intervenuta ieri la voce di Beppe Grillo. Pur rimanendo fedele alla vocazione rottamatrice assoluta, ha scritto un intervento sul suo blog colmo di accuse nei confronti di quello che definisce SuperVendola:
"[...]Io non ho nulla contro Vendola, semplicemente non mi va di essere stato preso in giro. [...] Prima delle elezioni regionali del 2010 Vendola chiese il sostegno del MoVimento 5 Stelle (che non si presentava in Puglia) in un video. Mi telefonò. Fece delle promesse puntuali sull'acqua pubblica. Dopo quasi un anno la gestione dell'acqua è ancora privata, gestita da una SpA. Le scuse stanno a zero e con il suo linguaggio tra il pretesco e il barocco [...] Nichi nega per ammettere e ammette per negare. [...] Può fare inceneritori insieme alla Marcegaglia, oggi tre, domani cinque e dopodomani chissà. Può paragonare la sua Regione alla virtuosa California mentre la percentuale di RACCOLTA DIFFERENZIATA in Puglia a tutto il 2010 è del 15,3%, in Campania a livello regionale, per fare un esempio è oltre il 25% con 160 Comuni che riciclano oltre il 50%. Può destinare 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele Mediterraneo che vede socio Don Luigi Maria Verzé, padre spirituale di Berlusconi. Ci sono tre tipi di persone. Chi fa i fatti e non lo dice. Chi fa i fatti e lo dice. Chi dice e si fa i fatti suoi. Vendola appartiene alla terza categoria. [...]"
Alla voce di Beppe Grillo risponde soprattutto il pensiero comune di larghissima parte di tutti coloro che non credono più nella politica e nei politici professionalmente intesi. Alla voce di Beppe Grillo, per quanto critica, distruttiva o non condivisibile possa essere, risponde una buona parte di domande a cui il cittadino italiano vuole risposte assolutamente precise ed eticamente ineccepibili.
Il movimento di (anti?)politica promosso dal comico (che fu?) presuppone accuse piuttosto serie nei confronti del vero Vendola. L'Italia che guarda con interesse e speranza ad un futuro con freccia a sinistra attende risposte, a prescindere da schieramenti che nel contesto moderno vogliono dire poco o nulla.
Scritto tutto ciò, ovviamente, da parte di uno che spera ancora ardentemente di vedere il cantiere non trasformarsi in discarica.

giovedì 17 febbraio 2011

STRUMENTALIZZANDO LA PAROLA RESPONSABILITA': QUANDO TUTTI GLI UOMINI HANNO UN PREZZO

Prima di definire qualunque ipotesi in merito alla tragicomica situazione che sta trascinando l'Italia in un infinito piano inclinato, è interessante rivedere le conclusioni esposte nel libro di Alexander Stille, "Citizen Berlusconi- Il Cavalier Miracolo".
Attraverso una fase di oggettive e verificabili vicende e testimonianze, l'autore cerca di trarre definizioni obiettive relativamente al futuro dello Stato affidato all'uomo del fare Silvio Berlusconi:
"[...]I problemi dell'Italia naturalmente non si riducono a Berlusconi. Molti esponenti del centrosinistra e del centrodestra mettono in guardia contro i pericoli di una demonizzazione del premier. Ma il terzo mandato di Berlusconi, una ininterrotta sequenza di scandali e controversie, ha già chiarito che l'Italia, sotto Berlusconi, è semplicemente ingovernabile.
In primo luogo a causa degli enormi conflitti d'interessi che Berlusconi incarna: il monopolista della televisione privata che gestisce il proprio principale concorrente, un imputato di processi penali che gestisce il sistema giudiziario, uno dei maggiori attori in campo finanziario, assicureativo e immobiliare che regolamenta questi stessi settori, l'imputato in molti processi nei quali, come Presidente del Consiglio, è anche parte lesa e parte civile.
Sulla strada di qualsiasi governo, sono macigni che non si possono aggirare. Ogni legge che Berlusconi propone o prova a bloccare- [...] -emana immediatamente un odore sospetto, perchè si è costretti a chiedersi subito chi ne benefici e quale potrebbe essere l'impatto su Berlusconi. 
Questo sarebbe vero anche se Berlusconi fosse l'altruista illuminato che sembra convinto di essere. E' un problema strutturale, non personale.
La democrazia moderna è semplicemente antitetica rispetto al governo monarchico del leader assoluto."
Essendo autorizzato dal voto popolare a governare, è altrettanto tenuto a capire da quando una situazione come questa si è fatta insostenibile ed irrespirabile.
Nella terra formata dal Parlamento dei nominati, chi è nominato da cinque segretari di Partito si sente autorizzato a seguire il proprio personale interesse. Così procedendo, purtroppo, si vanno formando, come vagoni merci, bastimenti di responsabili disposti a tutelare il bene dell'Italia.
E' oggettivo chiedersi quale bene possano mai voler tutelare; vorranno forse difendere quel sistema politico che ha regalato un debito procapite di 30mila Euro sulle nuove generazioni?
Vorranno forse difendere quel sistema politico che regala all'Italia lo scudo fiscale secondo cui è possibile importare quote di capitale versando un miserrimo 5% come multa?
Vorranno forse mostrare responsabilità per non lasciare un Paese intero in balia diella speculazione internazionale che già vede vendere fette del nostro debito pubblico a Paesi interessati ad inoltrare in terra nostrana interessi e compromessi?
Dovremo un giorno ringraziare tutti questi Razzi, Scilipoti e Pionati?
Potremmo un giorno renderli aderenti, seguendo sveviana memoria, alla tematica dell'inetto perfetto capace in realtà di imprimere vere svolte al destino del mondo?
Potranno loro difendere con (quale?, nds) coraggio questo Governo del fare?
Vogliono difendere un Paese intero o proteggere il berlusconismo dal suo declino naturale? Avranno un giorno altrettanta responsabilità nel dire che si erano sbagliati nel difendere un pensionato che volle salvarsi facendo bruciare una Roma composta da 60milioni di persone?
La responsabilità è una parola che, oggi come oggi, a questi individui non si addice per niente; citando dall'imperfetta ma sempre disponibile Wikipedia, si trova una definizione concettuale particolare di responsabilità:
"La responsabilità può essere definita come la possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione.[...]La responsabilità presuppone una situazione di libertà, in cui la persona può scegliere quale comportamento tenere; ove tale scelta non gli fosse possibile, infatti, anche laddove fosse in grado di prevedere le conseguenze delle sue azioni, non potrebbe comunque adottare un diverso comportamento alla luce della sua previsione. D'altra parte, affinché si possa parlare di responsabilità, è necessario che la persona si trovi in una situazione di libertà limitata, in cui i comportamenti che può tenere non sono del tutto indifferenti giacché, altrimenti, non vi sarebbe ragione di scegliere l'uno piuttosto che l'altro sulla base delle conseguenze previste.[...]"
Questi responsabili vanno pensando alle conseguenze dei loro (futuri) voti?
Dicendo (ieri) di odiare politicamente Berlusconi e l'Italia da lui plasmata, come potranno (domani) sostenerne l'azione ed implicitamente anche qualsivoglia salvacondotto per evitare il giudizio di giudici comunisti e toghe rosse?
E' questa una definizione di responsabilità applicata ad un contesto italiano già tragicamente compromesso?
Tutti gli uomini hanno un prezzo, appunto...anche dato dalla presunta responsabilità.
Si spera che nessuno farà mai capire loro il prezzo da pagare per una scelta definita, a posteriori, sbagliata.
Nel mentre, il calciomercato impazza.