giovedì 2 febbraio 2012

BOLOGNA, TRA NEVE E POESIA...

Rievocare lo splendore storico ed artistico del centro storico di una città come Bologna è cosa che molti, almeno una volta nella vita, avranno fatto o visto fare: le vie dipanate seguendo una pianta medievale comune a pochissime città al mondo, gli angoli sperduti nel centro storico dove sopravvivono (con sempre maggiore fatica, nds) negozi e ristoranti "di una volta"...questa è solamente una minima parte di ciò che di meraviglioso è possibile trovare e (ri)scoprire dentro il centro storico di Bologna. Pur vivendola molte volte, mai mi sono completamente accorto di quanto di meraviglioso questa città custodisca al suo interno.
Bologna è anche arte mescolata a poesia, nel ricordo di altrettanti protagonisti che hanno mosso pesanti passi all'interno delle sue mura. 
La città di Bologna è ammirata, amata e (purtroppo) anche maltrattata; si ricorda troppo poco spesso la bellissima strofa della canzone "omonima" fatta dall'eccezionale cantautore Samuele Bersani:"[...]A Bologna i portici tengono in piedi le case/ hanno i reumatismi e le artriti di braccia operaie/ fingono di essere sordi e di non sapere/ chi sta prendendo la città/ a calci nel sedere [...]"
Portici con artriti date da momenti di grande freddo e precipitazioni, all'insegna di quel "zagno" che il dialetto bolognese riesce a definire meglio di qualunque "italianismo".  
Con le precipitazioni nevose si aprono ogni volta dibattiti interminabili, nei quali si cerca ogni volta di puntare un dito: fra viali sporchi e spalaneve maldestri, sembra (alle volte a ragion veduta, nds) che nessuno riesca ogni volta a fare appieno il suo dovere
Nonostante le lamentele, la neve rimane lì: bianca, impassibile, odiosa. 
Resta e continua a cadere, minacciando poi di trasformarsi in ghiaccio alla prima occasione buona. Neve e ghiaccio su Bologna, dunque. 
Può questa essere, forse, un'immagine anche poetica con cui (ri)valutare la questione neve? 
Il margine di giudizio positivo è direttamente proporzionale al tempo libero di una persona: l'opinione del lavoratore sarà per forza differente dal bambino allontanato da scuola per ragioni dettate da cause di "forza maggiore". 
Nonostante tutto, l'odiosa neve rimane lì: trasforma e "ricicla" la bellezza di Bologna, mostrandola sotto una sempre inedita veste...anche se (speriamo) per pochi giorni l'anno.
Può essere anche questa una forma di poesia? La tradizione ricorda, per fortuna o purtroppo, che questa è una domanda con risposta positiva: 


"Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna, 
e il colle sopra il bianco di neve ride.
E' l'ora soave che il sol morituro saluta
le torri e 'l tempio, divo Petronio, tuo;
le torri in cui i merli tant'ala di secolo lambe, 
e del solenne tempio la solitaria cima. 
Il cielo in freddo fulgore adàmantino brilla;
e l'aer come velo d'argento giace
su'l fòro, lieve sfumando a torno le moli
che levò cupe il braccio clipeato de gli avi.
Su gli alti fastigi s'indugia il sole guardando
con un sorriso languido di viola, 
che ne la bigia nel fosco vermiglio mattone
par che risvegli l'anima de i secoli, 
e un desio mesto pe 'l rigido aere sveglia
di rossi maggi, di calde aulenti sere, 
quando le donne gentili danzavano in piazza
e co'i re vinti i consoli tornavano.
Tale la musa ride fuggente al verso in cui trema
un desiderio vano de la bellezza antica.

(Giosuè Carducci, Nella piazza di San Petronio)

Fra fiocco e fiocco, Bologna sa essere anche questo. 
Si spera sempre che questo sia un bianco mantello che la città voglia indossare, comunque, per il minor tempo possibile. 
Dopotutto, cronologicamente, sembra mancare poco al punto di forzato miglioramento:

"[...]che profumo Bologna di sera / le sere di maggio [...]"

Sia conto alla rovescia, dunque...sperando di vedere presto dismesso questo bianco e (per poco) affascinante mantello. 
Meglio fermarsi, anche perchè il rischio è sempre quello: 

"[...]Bologna, adesso voltati/ mi fai commuovere/ lo sai che esagero/ con le parole."



martedì 31 gennaio 2012

RITORNO AL PASSATO, MENTRE BRUCIA LA CRISI


I dati statistici confermano quel processo già da anni avviato ed aggravato dalla crisi economico-finanziaria che sta mettendo alla prova l'intero continente: la disoccupazione avanza, in maniera sempre più capillare e diffusa. 
La "categoria" sociale che più di ogni altra fa i conti con lo stato di disoccupato è, guarda caso, ancora una volta quella dei giovani: il 31% circa dei penalizzati è attualmente senza occupazione alcuna, con una crescita pari al 3% su base annua. 
L'Europa promette, coinvolgendo anche la malcapitata Italia, l'impiego di commissari ed esperti in materia di occupazione giovanile per cercare di rilanciare la corsa verso la tanto ricercata crescita. 
E' al vaglio anche l'ipotesi di poter ricorrere ad ulteriori fondi europei, al fine di costruire forme di accesso al lavoro duraturo e meno precario. Di pari passo, la disoccupazione in termini "generali" si attesta sulle più alte cifre mai registrate dall'inizio delle serie storiche mensili promosse dall'ISTAT: si riportano infatti percentuali prossime ad un 8,7% circa. 
La conta dei senza lavoro ammonta, nella sola Italia, a circa 2milioni e 300mila persone; su questo fronte si individuano le questioni spinose e delicatissime dei "non più giovani". 
Quanti, esclusi ad una certa età dal mercato, saranno impossibilitati a ritrovare un posto di lavoro per ragioni anagrafiche? Su questo scenario è proprio necessario ventilare la riforma (abrogazione?) dell'Articolo 18 come prioritaria per rilanciare a sufficiente velocità questo Paese? 
Che ne sarà dell'entità mostruosa del debito qualora manchino le premesse necessarie per estinguere, anno dopo anno, gli interessi ed i crediti maturati? La sfida coinvolge tutta l'Europa, trovando aggravamenti notevoli in altri Stati Europei: prima fra tutte la Spagna, con quasi un disoccupato ogni cinque abitanti. 
Con l'avvento della crisi sono stati bruciati, di fatto, più di dieci anni: i dati sulla disoccupazione sono, su base trimestrale, i più alti mai registrati dall'anno 2001. Tornando sempre più indietro, è scontato scrivere che sarà impossibile riuscire a guardare avanti con sufficiente consapevolezza: le riforme promosse come "salva" e "cresci" Italia riusciranno a salvaguardare anche questo devastante rischio ditsunami sociale? 
Si tratta di salvare, a fatti, l'economia anche su scala micro, oltrechè esclusivamente macro: regalare futuro è, forse, l'unico modo per scongiurare davvero qualunque pessimistica previsione. 
Ai posteri le ardue sentenze...e statistiche. 

Per saperne di più: 
"Lavoro, disoccupazione al 8.9%. Istat:"Italia a livello del 2001.""Repubblica.it
(http://www.repubblica.it/economia/2012/01/31/news/lavoro_disoccupazione_al_8_9_e_il_record_dal_2004-29061768/)

"Lavoro, boom di disoccupazione tra i giovani. Germania ai minimi storici al 6.7%", Corriere.it
(http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_31/disoccupazione-italia_5df1732e-4bea-11e1-8f5b-8c8dfe2e8330.shtml)







domenica 29 gennaio 2012

MUSICA...SENZA TEMPO: FRA BATTIATO E SUBSONICA



La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle…
alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena
potete stare a galla.
E non è colpa mia se esistono carnefici
se esiste l’imbecillità
se le panchine sono piene di gente che sta male.
Up patriots to arms, Engagez-Vous
la musica contemporanea, mi butta giù.
L’ayatollah Khomeini per molti è santità
abbocchi sempre all’amo
le barricate in piazza le fai per conto della borghesia
che crea falsi miti di progresso
Chi vi credete che noi siam, per i capelli che portiam,
noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre.
Up patriots to arms, Engagez-Vous
la musica contemporanea, mi butta giù.
L’Impero della musica è giunto fino a noi
carico di menzogne
mandiamoli in pensione i direttori artistici
gli addetti alla cultura…
e non è colpa mia se esistono spettacoli
eon fumi e raggi laser
se le pedane sono piene
di scemi che si muovono.
Up patriots to arms, Engagez-Vous
la musica contemporanea, mi butta giù.


(Cover, suonata il 1°maggio 2008)


venerdì 27 gennaio 2012

RINNOVARE UNA MEMORIA, SECONDO DOPO SECONDO

Certe parole dovrebbero risuonare, come macigni, nelle esistenze e nelle giornate intere di ognuno di noi.
I "giorni della memoria" dovrebbero diventare anche ore, minuti e secondi in cui, sopra tutto, sarebbe necessario capire quanto sia terribilmente vero il detto "ricordare per non dimenticare".
La prima a rinnovarsi dovrebbe essere la memoria della Storia, quella provata "sulla pelle" dalle persone che hanno vissuto certe tragedie.
Ricordi, opinioni e pensieri maturati durante certi momenti dovrebbero diventare il monito migliore per non rivivere certe indefinibili epoche. Il tributo più grande va maturato, secondo dopo secondo, senza spendere troppe parole solo una volta l'anno.
"Vedo il mondo mutarsi in un deserto, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo penso che questa spietata durezza cesserà." (dal diario di Anna Frank)
Quella spietata durezza dovrà cessare, ogni secondo di più, nel ricordo di quanti ancora camminano su questo mondo per raccontare: "La nostra voce, e quella dei nostri figli, devono servire a non dimenticare e a non accettare con indifferenza." (Elisa Springer)
Fare il possibile affinchè certi gesti non trovino più linfa vitale per esprimersi, consegnando all'umanità un'altra piccola possibilità in più di miglioramento. La palla passerà, sempre e per sempre, nelle mani di quanti avranno l'onere e l'onore di portare avanti testimonianze tremendamente pesanti come queste.
Sullo sfondo, rimarranno a grande rinforzo citazioni e letterature dall'inequivocabile significato:

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
 La malattia vi impedisca,
 I vostri nati torcano il viso da voi."
(Primo Levi, Se questo è un uomo)

Gli uomini passano, la Storia ha il dovere di restare per camminare sulle gambe di quanti vogliono rinnovare, di secondo in secondo, queste pesanti memorie. 




mercoledì 25 gennaio 2012

QUADRO (ECONOMICO-SOCIALE) D'ITALIA: COME STANNO LE FAMIGLIE?


Redditi che, al 2010, erano già allora inferiori a quelli percepiti nell'ormai lontano 1991. 
Una famiglia su tre che, sempre al 2010, reputava le proprie entrate insufficienti a ricoprire le n-esimespese a cui il cittadino medio è sottoposto, senza appello alcuno. Il 10% delle famiglie (dichiaranti?) possiede una ricchezza pari a circa la metà di quella totalmente dichiarata, con indici di crescita rispetto all'anno di pre-crisi 2008.
E' questa parte del quadro 'economico' che, con evidenti ripercussioni sulla sfera sociale, vivono le famiglie italiane secondo l'ultima indagine promossa dalla Banca d'Italia. 
Se a questo si aggiunge un lavoro precario e sull'onda di riforme che non dovrebbero tardare molto ad arrivare, le soluzioni da trovare dovranno essere più 'indolori' possibili. Chi lavora nel Sud e nelle Isole sta mediamente, e purtroppo ovviamente, peggio del 'collega' settentrionale.
Il quadro peggiora includendo quelle famiglie in cui il capofamiglia ha cittadinanza straniera: il loro reddito risulta mediamente inferiore di circa il 45% rispetto a quello delle famiglie 'italiane'. Il bene immobile è privato e diffuso, fra le famiglie, in quasi il 70% dei casi; un 21% circa rimane in affitto. 
Rimane piuttosto alta, a dispetto del tracollo finanziario assorbito dalla crisi finanziaria sui debiti sovrani, la quantità di risparmio privato 'cumulata' dalle famiglie: 8640miliardi di Euro circa. 
Tutto ciò è stato calcolato includendo le voci di spesa seguenti: 
  • attività reali: abitazioni, terreni, [...];
  • attività finanziarie: depositi, titoli, azioni, [...];
  • passività finanziarie: mutui, prestiti personali, [...].
Quadro d'Italia, appunto. Come riformare uno Stato già radicalmente deformato da una crisi economico-sociale senza precedenti? Ai tecnici l'ardua sentenza...con buona pace di 'certa' politica fino ad oggi 'insufficiente'.

Per saperne di più: 
"Bankitalia, cala il reddito delle famiglie", Repubblica.it
(http://www.repubblica.it/economia/2012/01/25/news/bankitalia_cala_il_reddito_delle_famiglie-28733314/)

"Il reddito delle famiglie italiane? Sotto il livello degli anni '90", Corriere.it
(http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_25/bankitalia_famiglie_indebitate_a5ec4db2-4743-11e1-8fa7-b2a5b83c8dfe.shtml)

"Redditi, l'Ocse: "L'Italia è sempre più divisainvestire sui singoli contro le disuguaglianze"", Repubblica.it
(http://www.repubblica.it/economia/2012/01/24/news/istat-28671975/?ref=HRER1-2)



lunedì 23 gennaio 2012

"TURISTI DEL DOLORE": QUANDO A MORIRE E' ANCHE L'INTELLIGENZA


Mobilitarsi e correre, in un freddo fine settimana di gennaio, per scattare fotografie e 'ricordi' nel luogo di un disastro dove migliaia di persone hanno rischiato di perdere la vita: è stato questo uno dei primi buoni propositi di questo inizio di 2012, per qualche italiano che definire disperato è scrivere poco.
C'è stato il turno di chi ha voluto scattare una 'fotoricordo' inquadrando, in lontananza, il relitto dell'ormai troppo famosa Concordia. Nonostante gli appelli ripetuti delle autorità al rimanere lontani per non ostacolare i soccorsi già complicatissimi, qualche italiano (e non solo, nds) è voluto sbarcare nell'ormai troppo conosciuta Isola del Giglio. 
La cosa più triste è che, forse, ancora tanti altri se ne conteranno nei giorni (mesi?) a venire: è tutto ascrivibile a quel malsano fenomeno che riempie di curiosità le scene di un omicidio, catapultate senza eccessiva premura alle attenzioni del grande pubblico. Il luogo e le storie dei sopravvissuti e dei deceduti si mescolano, senza sosta, in un fenomeno che è assimilabile ad uno show: traghetti pieni di uomini sono giunti, per immortalarsi accanto all'immobile carcassa marittima. 
Dentro a queste 'migrazioni', la voglia instancabile di condividere qualche cosa che non è riassumibile con 'belle' parole: postare le fotografie su qualche social network, in attesa del primo commento stile "Wow, fino a lì è giunta la tua follia!".
Conservare gli attimi collegati a quel 'sapore' di tragedia, respirare almeno un pò di quella atmosfera che rende meno morti in vita certi uomini: dietro a tutto questo, la volontà di poter urlare al (proprio) mondo "c'ero anche io". 
Uno dei ritratti di questa insana 'follia' è, per fortuna o purtroppo, anche questo: non assolutamente pago dell'overdose televisiva di testimonianze ed aggiornamenti, qualche 'disperato' accorre sul luogo del delitto.
Poco importa, in chiave altruistica, se la corsa allo scatto possa ostacolare in un qualche modo il lavoro infaticabile degli esperti: soccorritori, ingegneri, tecnici e forze dell'ordine consumano ore ad esplorare quel corridoio sommerso in più, cercando di preservare anche un meraviglioso ecosistema da una tragedia ambientale senza (purtroppo) pari per quei luoghi. Poco importa, a certi individui, di tutto questo: è meglio dirsi ed urlare agli altri "c'ero anche io". 
Spinti forse dalla volontà di ripagare la solidarietà degli abitanti del luogo contribuendo al turismo invernale dei luoghi, questi 'turisti' corrono:
"[...]Telefonate alla Pro loco per cercare case in affitto per trascorrere almeno una notte sull'isola che si è aperta per accogliere i naufraghi. C'é [...] chi vuole affittare una barca per arrivare il più vicino possibile al relitto o fare un tour nei luoghi divenuti simbolo della tragedia[...]. Tutti vogliono andare lì [...] e sfiorare con lo sguardo quel relitto, seguire le manovre dei soccorritori, osservare come nasce un servizio televisivo, spiare come lavorano i cronisti.[...]"
(Fonte: ansa.it)
Vedere persone chiedere, senza timore alcuno per la propria dignità, l'ora della messa in onda di un servizio televisivo in cui, 'finalmente', anche loro sono stati fra i 'protagonisti' della tragedia: sarà forse per avere un qualcosa di diverso da provare? Sarà per esibire qualcosa di nuovo da raccontare a colleghi ed amici ad inizio settimana? 
Il brivido di esserci sembra essere più forte di qualunque amor proprio: telefonini per filmarsi e fotografarsi, macchine fotografiche per immortalare le residue quantità neuronali presenti nei cervelli di queste 'incolpevoli' vittime. 
Ritornano alla mente, non troppo lontane, le file di individui presso le abitazioni di famiglie killer o le trepidanti attese consumate nelle Aule di Tribunale dove la Giustizia procede con il fare il proprio corso nei confronti di chi ha sbagliato qualcosa di grande-piccolo. Il pensiero è, purtroppo, anche quello di dire "dove è stata la televisione devo arrivare anche io". Se questi 'turisti' possono essere chiamati sciacalli lo sono, in primo luogo, della loro dignità.
"Sono disposto/a a tutto, pur di esserci."
Fregarsene di un'Isola freddata da una minaccia tutt'ora in corso di valutazione, solo con la voglia di poter dire a qualcuno "c'ero anche io, ho fatto di tutto per arrivare fino a lì."
Guardando a certi atti, lontano da qualunque forma di Concordia, un grido solo ai turisti del dolore: "Che vita vuota (la vostra, nds), che vuota vita (la vostra ancora, nds)."

p.s.: per distinguervi fra i 60milioni di italiani, un altro consiglio: vestitevi sempre di nero, a lutto. Così, finalmente, potrete far capire a tutti il decesso (più o meno parziale, nds) delle vostre intelligenze.



sabato 21 gennaio 2012

EMOZIONARSI, IN MUSICA...RICORDANDO ETTA JAMES


"Ognuno cantava un blues differente, e ne esistevano tanti. Erano i cantanti che determinavano come si dovesse cantare. Il blues nacque come musica che si cantava per le proprie esigenze, musica occasionale; questa fu la sua forza ed al contempo la sua debolezza." (LeRoy Jones)

venerdì 20 gennaio 2012

"VIAGGIO NELLA GRANDE CRISI", FRA DOMANDE E PERCHE'


Procedendo con lo scorrere del tempo, non sembra ancora vedersi una luce nitida dentro al tunnel. 
Gli anni hanno visto una crisi sempre più presente, aggravatasi ulteriormente con l'aggressione ai debiti sovrani che stanno compromettendo l'equilibrio finanziario degli Stati ritenuti maggiormente pericolanti
Per supplire agli 'imprevisti' (?), ogni Stato ritenuto a rischio ha dovuto ricorrere a tecnicismi governativi per assicurarsi aiuti e/o promesse di salvezza dal baratro: la (de)generata crisi ha messo in mostra una radicale debolezza dell'Europa politicamente intesa, di fronte ad un rigore economico imposto senza scampo dall'asse di 'ferro' Merkel-Sarkozy. 
Sono accaduti problemi in Stati che, come Spagna ed Italia, sembrano essere troppo grandi per poter essere salvati: salvo imprevisti, però, se dovessero crollare loro finirebbe l'Europa intera. 
Euro ed Europa stanno mostrando vincoli debolissimi, in quella che sembra essere la fine (morte?) di un sistema che ha retto in piedi le nostre economie per lungo tempo. L'Europa invecchia, laddove le nuove economie avanzano: l'Asia corre, a fronte di un altro continente divenuto, di nome e di fatto, veramente vecchio
I tentativi di salvezza promossi da ogni Stato 'affetto' da questi problemi hanno cercato di coniugare parole chiave apparentemente lontanissime fra loro, con provvedimenti dotati di un'efficacia anche dubbia e controversa: stabilità e rigore per garantire credibilità, crescita economica per garantire ripresa dei consumi e degli investimenti. 
Sono arrivate le agenzie di rating a 'suggerire' quali economie fossero più affidabili, affidando agli investitori la capacità di scelta fra valutazioni di AAA, A+, BBB, [ecc]. Dietro a tutti questi discorsi, continua un baratro che non riesce a vedere una luce decisa e definitiva: si è riparato all'economia facendo manovre capaci di compromettere, più o meno ipoteticamente, l'equilibrio sociale dei Paesi ritenuti già maggiormente 'a rischio'. 
Si è parlato di default controllati per gli Stati più compromessi, preannunciando per l'Italia un possibile rischio di default bancario. Di fronte a tutti questi scenari, la domanda migliore sembra essere una sola: da cosa è nato tutto? 
Il dramma italiano in itinere è causa solo di una classe dirigente (evidentemente) incapace o nasconde anche cause più profonde? Dietro al tracollo europeo, cosa si nasconde? A questo ed altre domande cerca di rispondere il libro digitale "Viaggio nella grande crisi - da Lehman Brothers al Governo Monti" promulgato da "La Stampa". 
Tramite una serie di articoli cronologicamente progressivi si cerca di fornire una risposta a queste assolutamente lecite domande. I capi principali della discussione sono i seguenti: 
  • "Le radici della crisi: Florida, il 'paziente zero' del contagio arrivato fino a noi", di Mario Calabresi;
  • "Quando Lehman fu lasciata morire: 'Siamo tutti figli di quel weekend'", di Francesco Guerrera;
  • "I tormenti dell'Euro sotto assedio: cosa rischia un continente diviso", di Stefano Lepri;
  • "Occidente, torna a crescere: un declino che parte da lontano", di Mario Deaglio;
  • "'PIIGS', come si diventa maiali d'Europa: squilibri finanziari e acronimi umilianti", di Tonia Mastrobuoni;
  • "Salvate le banche: gli istituti di credito e le falle di Eurolandia", di Gianluca Paolucci;
  • "Tanti nani, troppe tasse, pochi giganti", di Marco Alfieri;
  • "Tra Doom e Boom: dialogo sul mondo che verrà", di Gianni Riotta.
Rimane, a fronte delle statistiche attuali, solo la capacità di investigare sul passato affinchè certi problemi non si possano più ripresentare nel futuro: ripensare un'economia nuova, costruendo un avvenire maggiormente sostenibile ed improntato alla tutela di quel capitale umano fino ad oggi troppo represso. 
Per l'Italia, purtroppo, le previsioni sembrano dire che, almeno fino al 2013, non ci sarà speranza alcuna: che il 'viaggio' vero e più duro sia ancora da vivere? Ai posteri l'ardua sentenza...e dolore?




martedì 17 gennaio 2012

RAFFREDDARE LA TERRA NATURALMENTE: MISSIONE POSSIBILE?


E' stato infinite volte citato il surriscaldamento globale come ennesima conseguenza dell'abuso umano delle risorse presenti sull'astronave Terra, di pari passo alla necessità di trovare un rimedio efficace prima di giungere al punto di 'non ritorno'. 
Se ne sono scritte (e sperimentate) tante: ogni anno che arriva contribuisce, sembra, a 'peggiorare' le statistiche, con picchi di caldo stimati in maniera sempre maggiore. 
Il surriscaldamento globale sembra, a fatti, una delle minacce che potrebbero nel futuro peggiorare la vita degli esseri umani e delle specie animali e vegetali in generale: quali rimedi da mettere in campo per arginare quello che viene definito come fenomeno assolutamente da evitare? 
Stando a quanto riportato dal sito ansa.it, è stata trovata una 'particella del freddo' che potrebbe essere un rimedio naturale al problema sopra descritto. Stando ad un risultato divulgato e pubblicato dalla rivista Science, infatti, ricercatori dei Sandia National Laboratories e delle Università di Manchester e Bristol avrebbero rilevato definitivamente la presenza di una particella capace di raffreddare il pianeta. 
Questa molecola, che in gergo tecnico viene definita come facente parte degli 'Intermedi di Criegee', è stata per lungo tempo inseguita ma solamente ora catturata. In parole povere, stando a quanto divulgato dallo studio, riuscirebbe a compiere contemporaneamente (ed efficacemente?) due 'miracoli' per le concezioni moderne ed avanzate di Ingegneria e Fisica: eliminare gli inquinanti dall'atmosfera e ridurre la temperatura. 
Se tali 'particelle' fossero abbondanti e realmente efficaci, forse, si potrebbe avere un pianeta naturalmente più pulito e salvo? E' presto per dirlo con certezza: ciò che più colpisce, dietro ad ogni senso, è la tremenda efficacia di quella cosa che chiamiamo natura. Imitare certi processi è, da sempre, la cosa che più di ogni altra ha mosso l'essere umano nella ricerca di una qualche arte per 'addomesticare' il mondo. 
Al di là di ogni ragionamento, dunque, rimane una sola domanda: siamo davanti ad una missione possibile oppure no?

Per saperne di più: 
"La particella che raffredda la Terra", ansa.it
(http://ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2012/01/17/visualizza_new.html_45930338.html)

"La particella che può raffreddare la Terra", unita.it
(http://www.unita.it/notizie-flash/la-particella-che-puo-raffreddare-la-terra-1.372425)

domenica 15 gennaio 2012

PERDENDOSI NEL MONDO...IN MUSICA



"Il cantante girovago si porta appresso come guardie del corpo le sue canzoni, le poesie, gli spiritual, i blues, i canti da lavoro, gli inni, i grugniti, qualsiasi cosa che si possa scrivere in rima od in ritmo. Lui sa superare i confini della politica, del colore, delle convenzioni e delle superstizioni, scavalca le barriere dell'invidia e dell'odio cieco.
(Woodie Guthrie, Nato per vincere)

sabato 14 gennaio 2012

ITALIA 'DECLASSATA': QUALE FUTURO?


Italia declassata, in pochi mesi, per l'ennesima volta: secondo Standard&Poor's molti Paesi della zona Euro sono molto meno affidabili nel poter garantire i 'debiti' contratti con investitori. Le agenzie di rating, sulla cui attendibilità sarebbe opportuno fare 'qualche' ragionamento, sono solite misurare 'credibilità' e 'fondamentali economici' con cui uno Stato deve fare i conti per 'garantire' i propri livelli di debito pubblico (e non solo, nds).
L'Italia avrà, non solo da ieri, qualche problema in più con cui 'fare di conto' nel finanziarsi e ripagare investitori e creditori: gli elevatissimi interessi sui titoli pubblici a lunga scadenza rischiano di compromettere, fra i tanti altri problemi, seriamente la stabilità economica e sociale dello Stato, come l'ennesima Manovra varata dimostra. 
Le 'toppe' alle falle prodotte dalle voragini inaugurate negli anni scorsi sono state 'cucite' intersecando tasse e provvedimenti che hanno fatto rima stretta con la parola 'sacrificio'. Il quadro della prima Manovra 'salva-Italia' è stato infatti percepito come Sacrificio, auspicato come non ripetibile. 
Si è parlato e scritto, da ieri, di un'Italia arrivata in 'serie B'; il rating conquistato BBB+ rappresenta, infatti, una discesa in affidabilità senza precedenti. Seguendo la scala di S&P, infatti, si hanno vari livelli a cui guardare per promuovere (o rimandare) uno Stato; i livelli identificati sono, al dettaglio, i seguenti: 
"[...]Ecco la scala del rating S&P dal giudizio più alto di massima sicurezza a quello più basso: AAA, AA+, AA, AA-, A+, A, A-, BBB+, BBB, BBB- (fin qui il rating è "da investimento"), BB+, BB, BB-, B+, B, B-, CCC+, CCC, CCC-, CC, C, D (e questi altri 12 rating sono "speculativi" o "high risk" fino al default).[...]" (Fonte: Dizionario Economialastampa.it

A conti fatti siamo, ad oggi, a due passi dal cosiddetto livello 'spazzatura': oltre la soglia della triplaB, infatti, azioni e/o Titoli di Stato vengono 'indicate' come ad 'alto rischio': non è possibile garantire la solvibilità dei debiti contratti, interessi ovviamente inclusi. Inutile scrivere, in questo caso, cosa potrebbero 'consigliare' le agenzie di rating ad investitori.
Stando alle cronache (più o meno) recenti, il problema del declassamento sembra essersi trasformato in una spirale senza uscita: i crolli dell'economia e della finanza avranno ancora ripercussioni sul tessuto sociale dello Stato? 
La domanda immediatamente successiva è una sola: quali (altre) conseguenze attendono il Paese? 
Articoli reperibili in rete riportano un elenco di 'fattori' che potrebbero, a cascata, peggiorare ulteriormente la già tragica situazione in cui conti pubblici (ed economia reale) versano: Aziende, Amministrazioni e Banche sono i massimi comuni denominatori che più si avvicinano alle realtà vissute dai cittadini. 
La questione sembra, in aggiunta, di una complessità quasi estenuante e proibitiva per poter essere capita a fondo da 'non addetti ai lavori'. Nonostante tutto, comunque, rimangono gli stessi di cui sopra a fare i conti più salati per gli 'eventuali' errori derivanti da cattive politiche economico-finanziarie. 
Oltre questo, cosa significa esattamente BBB+ sulla 'scala rating' di S&P? 
Il 'voto' BBB+ corrisponde alla generica descrizione seguente: "titolo sensibile alle circostanze avverse- qualità media."
(Fonte: Il Sole24Ore
Questo significa, in altre parole, che sul 'lungo termine' eventi imprevisti potrebbero compromettere la stabilità e la solvibilità del debito pubblico italiano? Gli interessi mostruosi, oscillanti fra 6,5% e 7%, testimoniano più di ogni altra cosa questa tendenza: chi investe in Italia vuole, come 'cambiale' o garanzia, un guadagno notevole su quanto acquisito. 
Quali potranno essere, in un prossimo futuro, quelle 'circostanze avverse' che potrebbero compromettere ulteriormente questa già liberissima discesa? Quali sono le colpe e, domanda più importante, quali sono i colpevoli? 
Serviranno 'solo' due Manovre per salvare e far crescere l'Italia? 
Su questo tema il Governo Monti dovrebbe giocare una carta essenziale, in termini di credibilità nei confronti dei cittadini a cui sono stati fatti sottoscrivere Sacrifici senza quartiere: le buffonate e le tragicomiche dichiarazioni di chi è venuto prima dei tecnici dovranno diventare un (lontano?) ricordo. 
Inutile scrivere, ovviamente, di cosa potrebbe poi accadere in caso di ulteriore declassamento: si aprirebbero le porte della 'vulnerabilità' per i conti pubblici italiani. 
Ai posteri l'ardua sentenza...ma speriamo non più ardue responsabilità da far gravare loro sulle spalle. 

Per saperne di più: 

"Bot, Enti Locali, imprese e banche: così gli aumenti a catena sui costi", A.Greco, LaRepubblica 
(http://www.repubblica.it/economia/2012/01/14/news/effetti_taglio_rating-28078286/)

"Calcola il tuo rating", ildivulgatore.it
(http://www.ildivulgatore.it/pdf/2008/04-art4.pdf)

"Dizionario Economia - Il Sole 24Ore"

"I voti delle agenzie di rating e il loro significato", Il Sole 24Ore
(http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/Copy%20(2)%20of%20rating-significato.shtml?uuid=1128e604-5398-11df-aa0b-e7dd342ffe1a&DocRulesView=Libero)

E.J. Marey - "Discesa da un piano inclinato"

martedì 10 gennaio 2012

"DECAPITATI": ALLA RICERCA DEI LEADER PERDUTI


Cosa significa essere leader? Come si può governare o dirigere uno Stato in tempi tremendamente incerti come questi? Se un qualcosa (di troppo grande) in Italia continua a non funzionare, cosa è possibile fare? 
Chi è possibile chiamare in causa o 'colpevolizzare' per il punto a cui siamo arrivati? Su questi frangenti, pertanto, è opportuno discutere per (ri)definire il concetto di leader: attraverso quali capacità e competenze dovranno scorrere gli atti di quanti avranno l'onere e l'onore di amministrare beni pubblici e privati di questo Paese? 
Quale carattere dovrebbe avere il politico 'ideale' per amministrare consapevolmente uno Stato complesso e duramente provato come quello italiano? Sullo sfondo adatto a costruire un'immagine di futuro, rimane la ferma necessità di lottare nel presente per evitare pericolosi 'crolli incrociati' di settori: dall'ambiente all'economia, dalla politica alla scienza sono moltissimi i campi in cui è necessario fare qualcosa. 
Sia che si tratti di fare riforme strutturali o di imporre un nuovo 'codice etico', la figura del leader sembra essere fondamentale per poter garantire credibilità e continuità a progetti. Andando oltre qualsiasi possibile ragionamento, rimangono sempre da risolvere le classiche domande: cosa serve per essere leader? 
Si tratta di una formula magica di 'ingredienti' non spiegabili od è sufficiente essere onesti e radicalmente attaccati a concetti di abbondante analisi della realtà? 
Un leader dovrebbe, soprattutto in questi tempi, saper leggere il presente per codificare il futuro. 
Questo e molto altro viene trattato in "Decapitati", il nuovo libro di Giovanni Floris. L'eloquente sottotitolo chiarisce più di ogni altra cosa il probabile intento del libro: "perchè abbiamo la classe dirigente che NON ci meritiamo."
Se l'Italia intera è ridotta in queste condizioni sembra, purtroppo, che nessuno voglia addossarsi delle colpe specifiche: su questo fronte la tematica dello 'scaricabarile' non è ancora tramontata. 
La ricerca di un leader è un argomento che l'autore cerca di sviluppare ed inquadrare su più campi: prima di tutto, però, è doveroso guardare alla situazione attuale. Su questo fronte, pertanto, è necessario definire l'identikit di un fallimento. 
Analizzare ed analizzarsi, per impedire il ripetersi di certe situazioni: può essere questo il termine comune di analisi della realtà che attende questa Italia? 
Seguono poi, inevitabilmente, alcune parole che non dovrebbero essere 'vuote' per ogni leader che si rispetti: normalità, onestà e coerenza sono le caratteristiche di fondo identificate dall'autore come sostanziali per poter 'corrodere' i tristi esempi di condotte recenti. Sullo sfondo ma non troppo, un solo dubbio: se i migliori fossero ancora in panchina? 
Cosa potrebbe accadere se i più adatti a governare fossero ancora a scaldarsi prima di 'scendere in campo'? 
In un Paese dove il merito finisce spesso sotto la suola delle scarpe, potrebbe sembrare una cosa assolutamente normale. Eppure, se qualche 'nuovo' realizzasse i propri sogni le cose potrebbero iniziare a girare un pò meglio. 
Essendo la Storia fonte di memoria, per guardare il futuro è necessario anche guardare al passato: quali leader si sono caratterizzati, grazie al loro operato, come sorgenti di 'bene' e 'male'?
E' possibile, governando od amministrando, parlare di bene o male in termini assoluti? 
E' altrettanto lecito guardare con la massima dose di relativismo alla questione complicatissima come quella del 'leader'
Ne serve per davvero uno solo? Non sarebbe meglio averne tanti e capaci, su più differenti sfere? 
Il futuro, in questo senso, sembra che non perdonerà la mancanza di progettazione integrata: sono tantissime le sfere che sarà necessario fare incontrare per trovare soluzioni ai problemi tremendamente complessi di oggi. 
Economia ed ambiente potranno continuare a marciare separate come è stato fino ad oggi? 
Politica ed etica dovranno adoperarsi per (ri)scoprire un (nuovo) punto di incontro? 
Fra pensiero e futuro, si articola un trattato che cerca di fare luce sulle troppe questioni che non 'ingranano' in questo Paese. Essere 'decapitati' vuol dire anche, fino a prova contraria, essere inabilitati a decidere del nostro futuro. 
E' questo che meritano gli italiani?

sabato 7 gennaio 2012

EPATITE C: VERSO UN VACCINO?


La malattia dell'epatite C conta, in tutto il mondo, tra 170 e 200 milioni di ammalati. 
E' un'infezione causata da un virus subdolo, identificato genericamente con l'abbreviazione di HCV: contatto sessuale, trasfusioni ed operazioni pericolose vengono definiti come fattori che possono facilitare e rendere possibili contagi. 
Si tratta di un disturbo cronico, che può colpire una delle zone più importanti e fragili della macchina umana: il fegato. 
Cronicizzandosi, infatti, può arrivare nelle fasi 'terminali' a fenomeni quali cirrosi o tumore. 
Stando a Wikipedia, il male in questione è molto presente anche in Italia: il sito riferisce di circa 1,5 milioni di persone infette, mentre altri riferiscono di quantità prossime ad 1milione di individui. 
Si tratta di un male che non può essere, in alcun modo, sottovalutato o sminuito: quali consigli di cura e terapia si trova(va)no in rete per gli ammalati? A rigore di attendibilità, si riporti quanto segue: 
"[...]Avere delle abitudini igienico-sanitarie di qualità è essenziale per coloro che hanno l’epatite C, in particolare è necessario evitare alcolici e medicinali che possono stressare troppo il fegato. Anche se non esiste ancora una cura testata per l’epatite C, alcune persone traggono benefici dal trattamento farmacologico. [...]"
(Fonte: www.farmacoecura.it)
Righe ed opinioni come queste sono assai diffuse ma, forse, destinate presto ad essere superate da un nuovo traguardo raggiunto da scienza e conoscenza umane: stando a quanto riportato da mezzi di informazione, infatti, ricercatori italiani avrebbero messo a punto un vaccino che sembra efficace nella lotta a questa maledetta epatite C. E' quanto emerge da uno studio congiunto fra Oxford University e la società farmaceutica italiana Okairos: lo studio è pubblicato su Science Translational Medicine
Le fasi di questo esperimento giocano su un fattore essenzialmente vincente nell'aumentare le probabilità di distruzione del virus sopra citato: il merito attribuito al lavoro dei ricercatori consiste nell'aver individuato un farmaco capace di innescare e facilitare una reazione immunitaria in grado di combattere lo stesso HCV.
Serviranno mesi, forse anni di sperimentazione e convalida delle premesse, giudicate ottime, riscontrate fino ad oggi: lo spartiacque fra scienza ed illusione di progresso è, soprattutto su questi fronti, troppo caldo per poter essere giudicato o trattato in maniera esaustiva ed obiettiva. Sullo sfondo, comunque, si è accesa una nuova speranza.
E' possibile sperare in un vaccino un domani? Le parole del docente Paul Klenerman sono più che mai chiare:
I presupposti ad oggi ci sono. [...]Basta solo continuare a fare ricerca.
(Fonte: www.quotidianosanita.it)
Inutile spendere altre parole sul grande merito rivestito, anche in questo progetto, dalla componente scientifica made in Italy: quel 'continuare a fare ricerca' è un concetto che dovrebbe diventare prepotentemente di attualità, non solamente nelle questioni di interesse medico-sanitario. Sbagliando e riprovando, si sperimentano le possibilità di giungere ad immensi traguardi. Se sarà gloria o fallimento, solo tempo e sperimentazione potranno dirlo con certezza. 
Sullo sfondo, restano citazioni pesanti: 
"La pratica della medicina è assediata da un lato dalla ciarlataneria e dall'altro dalla scienza." (P.M.Lathan)
Comunque vada, appunto, ai posteri ed ammalati spetteranno le ardue sentenze: chi è ignorante ma interessato non smetterà mai di sperare. 

Per sapere di più: 
"Epatite C: vaccino, sintomi, cause, prevenzione.
(http://www.farmacoecura.it/malattie/epatite-c-vaccino-sintomi-cause-prevenzione/)

"Epatite C", Wikipedia
(http://it.wikipedia.org/wiki/Epatite_C)

"Vaccinazione anti-epatite C", www.fegato.com
(http://www.fegato.com/it/rubriche/benessere/epatite-c-dalla-a-alla-z/detail_1829_vaccinazione-anti-epatite-c.aspx?c2=5772)

"L'epatite C-HCV", www.epatitec.info
(http://www.epatitec.info/default.asp?id=1498)

"Epatite C: per il vaccino nuove speranze dall'Inghilterra.
(http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=6854)

"Vaccino epatite C ideato da italiani", ansa.it
(http://ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2012/01/05/visualizza_new.html_40599823.html)



mercoledì 4 gennaio 2012

2012 E RICERCA: SARA' L'ANNO DEL SORPASSO?


La ricerca scientifica sembra illustrare, soprattutto in divenire, quelli che saranno gli sviluppi dell'umanità intera su molteplici fronti: il progresso del continente asiatico risulta, anche su questo fronte, sempre più evidente rispetto alla precedente 'normalità'. Se la ricerca scientifica mette le basi migliori possibili per poter guardare al domani, è necessario promuovere alcune riflessioni di fondo sul futuro previsto relativamente agli investimenti messi in opera. 
Stando a quanto diffuso da un articolo de L'Unità, infatti, il rapporto '2012 Global R&D Global Forecast' conferma che l'umanità intera sembra credere nella necessità di (ri)costruire un'economia reale fondata sulla produzione di nuova conoscenza. A questo proposito, infatti, gli investimenti in ricerca complessivamente diffusi nel mondo raggiungeranno quote prossime a 1400miliardi di dollari. Si tratta di un dato in notevole ascesa rispetto al 2011 appena finito, con percentuali di aumento prossime al +5%circa
Il mondo investe, a conti fatti, circa il 2,0% della ricchezza che produce in ricerca e sviluppo. L'anno appena inaugurato segnerà, probabilmente, un altro sorpasso storico nei confronti di questo argomento: stando alle stime, infatti, il continente asiatico finirà per diventare quello che più al mondo investe in R&S.
In previsione, infatti, Asia finirà per battere l'America 514 a 506 (miliardi di dollari, nds). Allo stato attuale, a conferma di ciò, l'Asia ospita al suo interno il maggior numero di scienziati al mondo. Nelle classifiche statali, invece, agli investimenti USA (436 mld dollari) seguiranno quelli di Cina (199), Giappone (198) e Corea del Sud (56).
L'Italia, in questo campo, è data al dodicesimo posto con circa 24 miliardi di dollari in investimenti. 
Guardando all'intensità degli investimenti in rapporto al PIL, invece, si ha una classifica difforme: fra le tante si ricordano Israele (4,2% del PIL), Giappone (3,48%), Stati Uniti (2,85%), Germania (2,87%) e, molto lontano, l'Italia (1,3%). 
A fronte del paese italiano come sempre più tendente alla retroguardia, sorprende (ma non troppo, nds) il continente asiatico: la multipolarità della ricerca scientifica sembra essere ormai divenuta, per lo stesso, una solida realtà. 
L'asse del mondo economico-produttivo saluta l'Atlantico, per approdare al Pacifico.

Per saperne di più: 
"Ricerca scientifica: il 2012 sarà l'anno dell'Asia.", P.Greco, L'Unità
(http://www.unita.it/scienza/notizie/ricerca-scientifica-il-2012-br-sara-l-anno-dell-asia-1.368274)


domenica 1 gennaio 2012

FELICE ANNO NUOVO, RICORDANDO CHARLIE BROWN


Che sia cominciato con una risata, o che sia iniziato con qualche rimorso e rimpianto.
Che sia un anno prossimo alla felicità, o che sia un anno più vicino ad un concetto di umana e desiderabile serenità. Da qualunque punto di vista la si guardi, la garanzia assoluta di 'successo' sarà per sempre impossibile da avere.
Comunque vada, sarà un 2012 di sfide che attendono (più o meno) tutto il mondo: fra economia, politica e società è più che mai necessario adoperarsi per (ri)scrivere nuovi Universi.
I problemi sono, diversamente dalle soluzioni, sotto gli occhi di tutti: l'ambiente e l'astronave Terra sembrano risuonare sempre più un (inascoltato) ultimatum. Da qualunque punto di vista la si guardi, è necessario provarci. Ciascuno dovrebbe fare, nel suo soggettivo piccolo, la sua parte.
Dopotutto, infatti, "dobbiamo fare del nostro meglio. E' questa la nostra sacra responsabilità di esseri umani." (A.Einstein)
Fino a prova contraria, ovviamente.