sabato 17 dicembre 2011

ETERNIT E 'RIMBORSO': GIUSTIZIA SARA' COMUNQUE FATTA?


Le casse di Comuni ed Enti Locali non sono forse mai state allo stremo come adesso, alla luce di tagli e manovre che stanno continuamente aggiustando l'entità stratosferica del nostro debito pubblico sotto attacco di onde speculative (?). 
E' altrettanto verificata l'esigenza degli Enti Locali di dover fare cassa, essendo costretti a garantire gli stessi servizi ai cittadini con risorse economiche sempre minori a disposizione. 
Nonostante tutto, però, ci sono alcuni limiti che devono rimanere invalicabili per garantire entrate
Sembra invece che, purtroppo, qualche barriera a volte venga oltrepassata; è il caso dell'Ordine del Giorno approvato nel Comune di Casale Monferrato, nella giornata del 16-12-2011: 
"Proposta Becon A.G. - Atto di indirizzo."
Scritta così, come riportato nella convocazione al Consiglio Comunale della Seduta in oggetto, poco è evidente. 
Guardando oltre le righe, collegandosi a quanto riportato dai mezzi di informazione e dalle Associazioni (purtroppo) interessate alla questione, si scopre un episodio destinato a far riflettere: il Comune ha accettato la proposta fatta dal magnate svizzero Stefan Schmidheiny, imputato nella tragedia Eternit, tramite la società Becon, appartenente come ovvio alla galassia Eternit. 
La proposta consisteva, secondo quanto riportato, in un accordo economico condizionato a precisi vincoli giudiziari: in parole povere, si tratterebbe di un risarcimento pari a 18,3 milioni di Euro a condizione necessaria di accettare quanto riassunto bene dal sito Repubblica.it: 
"[...]Accettare l'offerta [...] per la Città di Casale Monferrato comporta il ritiro della costituzione a parte civile e la rinuncia a intraprendere, in futuro, qualsiasi azione legale.[...]" (Fonte: Repubblica.it)
Il problema è, purtroppo, estremamente semplice: Casale Monferrato è una delle città a livello nazionale più colpite dalla silenziosa tragedia Eternit-Amianto, che solo lì ha causato (purtroppo fino ad oggi, nds) oltre 1800 morti. 
I problemi derivanti dall'eternit per il corpo umano sono infatti sordi e lenti ma, se si presentano, implacabili e pressochè impossibili da guarire. Latitano per decenni, alle volte anche per mezzo secolo: quando però colpiscono, non c'è più niente da fare. Mesotelioma, asbestosi, placche pleuriche, tumori e quant'altro sono solo alcuni dei disturbi che l'inalazione (quanto prolungata non è del tutto chiaro, nds) di fibre di amianto provocano nel corpo umano. 
A Casale una fabbrica ha operato, per troppo tempo, costringendo vite intere a spezzarsi per delle maledette fibre aerodisperse. Negli anni, da tristi statistiche alla mano, quasi 1800 persone sono decedute: non solo lavoratori, ma anche cittadini normali costretti a respirare infinitesime fibre di quel maledetto materiale composito
Se i due proprietari oggi hanno il lusso di potersi chiamare miliardari o magnati lo devono, per larghissima parte, al cumularsi di questa tragedia senza fine: è inappropriato dire che ogni singolo Euro di quei 18,3 milioni di 'rimborso' deriva dal sudore e dal lavoro compiuto da uomini le cui vite sono state spezzate? 
Il magnate che ha proposto ora investimenti e rimborsi nulla sapeva dell'altissima pericolosità del materiale? 
Chi ha lucrato e guadagnato negli anni su queste lavorazioni non si era davvero accorto di niente? 
Le domande sono tante, a fronte di una sola verità: Casale Monferrato ha accettato, con 19 favorevoli ed 11 contrari, soldi in cambio di quanto precedentemente riportato. 
E' stata una decisione giusta o sbagliata? Le voci sono destinate ad infittirsi, di pari passo alle polemiche riscontrate nella Seduta avuta nella giornata di ieri. Le vittime dell'amianto non si contano, nè forse mai smetteranno di essere contate, sulle dita di una o due mani. 
L'impossibilità di intraprendere qualsiasi tipo di azioni legali rappresenterebbe, se verificata, un'offesa impareggiabile per ogni singolo deceduto. Resta più di un dubbio nel merito, per una tragedia che non finirà mai di spaventare. 
Rispetto alla voce di Casale, si scontrano i punti di vista: 
"Non è giusto che il Comune si tiri indietro con un gesto che alleggerirà la posizione dell’imputato che ha avanzato la proposta. [...] Qui non si parla solo di un danno economico. Cosa deve succedere perché venga applicato il principio di giustizia? Devono morire tutti?" (Bruno Pesce, Coordinatore vertenza amianto, www.ilfattoquotidiano.it)
"Trent’anni di lotta, iniziata dopo la morte di mio marito, il primo di cinque familiari uccisi dall’amianto. Lotta per la giustizia, perché la strage di Casale non si ripeta mai più in nessuna parte del mondo. Stasera qualcuno voterà a favore e altri contro, io ho la coscienza a posto."
(Romana Blasotti Pavesi, Presidente Associazione Familiari vittime Amianto, www.ilfattoquotidiano.it)
Le ragioni dell'Amministrazione sono state perorate dal Sindaco Giorgio Demezzi: 
"[...]Ci sono momenti in cui è difficile fare il sindaco di tutti, e me ne dispiace, [...] ma bisogna fare delle scelte. La nostra è stata una scelta sofferta. Non siamo in malafede, non siamo avidi e non siamo assassini”. Accettare il denaro [...] “non vuol dire far saltare il processo o perdonare”, anzi “siamo i primi a volere giustizia”, aveva fatto sapere Demezzi nei giorni scorsi tramite il sito del Comune : “La transazione non influenzerà il corso del processo, permetterà di investire subito nella ricerca, nel sostegno alle famiglie, nelle attività di bonifica. È arrivato il momento per tutti noi di pensare a un futuro diverso, di puntare a una ripresa economica e sociale.[...]" (Fonte: www.ilfattoquotidiano.it)
Il dramma rimane, a fatti, da affrontare più che da discutere: saranno altrettanti infiniti prefabbricati e costruzioni che, in tutta Italia, dovranno essere bonificate e trattate per il deterioramento dei materiali fatti di questo malefico materiale. 
L'amianto causa solamente malattie di tipo professionale? Verranno colpiti solamente gli individui che hanno, purtroppo, avuto contatti lavorativi con quelle indegne fibre? 
Queste sono solo alcune delle domande che si nascondono dietro a questo rimborso
La tragedia ha il dovere di spingere le autorità competenti a promuovere precisi piani di manutenzione, bonifica e smaltimento: le fibre di amianto, per volare, non aspettano nessun Via!
Casale Monferrato rappresenta, purtroppo, l'ennesima conferma di una tragedia continua di cui, purtroppo, nessuno ha coraggio/ tempo/ forza/ disponibilità/ conoscenza/ formazione/ competenza/ autorità [...] di affrontare. 
Casale Monferrato e 18 milioni di Euro: è questo il miglior conto da mettere in pratica nell'analisi costi-benefici dello scandalo Eternit? Il dubbio, purtroppo, rimane e rimarrà. 

Per saperne di più: 
  • "Casale dice sì ai soldi di Mr Eternit", A.Giambartolomei, www.ilfattoquotidiano.it  (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/17/casale-monferrato-dice-soldi-eternit-unoffesa-alla-memoria-1800-deceduti/178242/);
  • "Morti Eternit, Casale dice sì all'indennizzo", Repubblica.it(http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/17/news/morti_eternit_casale_dice_s_all_indennizzo-26755122/);
  • "A Casale la maledizione dell'amianto: ne ha uccisi moltissimi per ottant'anni", G.Bobbio, www.ilnostrotempo.it (http://www.ilnostrotempo.it/drupal/?q=node/363);
  • Le Osservazioni del Sindaco: (http://www.comune.casale-monferrato.al.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1758)

 
Fonte: Repubblica.it

mercoledì 14 dicembre 2011

BOSONE DI HIGGS: VERSO UNA NUOVA REALTA'?


Sono moltissime le scoperte che stanno sconvolgendo la scienza e l'umanità in questo periodo: prima i neutrini sfuggiti al limite imposto dalla velocità della luce ed ora, forse, la conferma dell'esistenza del tanto decantato bosone di Higgs
Definito a più riprese come sola particella capace di giustificare l'attribuzione di un valore di massa alle cose, ha un'importanza spiegabile senza mezzi termini guardando al frammento di articolo citato nel seguito: 
"Il bosone di Higgs [...] è l'ultimo mattone necessario per confermare la teoria che costituisce il pilastro della fisica contemporanea [...]" (Fonte: corriere.it
L'ultimo risultato diffuso, ma ancora giustamente non esaltato, consiste nell'aver riscontrato durante l'ennesimo esperimento valori simili a quelli previsti dai modelli utilizzati per la sua teorizzazione, rendendo di fatto meno scoscesa la strada verso una definitiva scoperta del bosone
Se dovesse essere scoperto e documentato in maniera definitiva, la fisica contemporanea diventerebbe un pilastro ancora più solido su cui costruire nuove basi per la decifrazione del mondo circostante. 
Sullo sfondo di una scoperta in giusto divenire, è comunque assolutamente necessario mantenere toni bassi: i traguardi più grandi maturano con lentezza, coscienza e consapevolezza della (pre)potenza di un obiettivo divenuto un pò meno lontano. 
Se dovesse materializzarsi la fondatezza di una particella così importante, il citato "Oh my God!" pronunciato dallo stesso Higgs potrebbe acquistare un peso sempre più fondato e radicato. Su questo fronte, solamente tempo, ricerca e dedizione potranno dire la loro. 
In un terreno dove scienza e religione si fondono in un tutt'uno rimane, saldissima, la convinzione motivata che anche l'Italia sia stata in questo campo essenziale. 
Le parole del Presidente INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) Fernando Ferroni sono più chiare di qualsiasi altra possibile: "Questo risultato, significativo  anche se non definitivo, è stato conseguito da esperimenti guidati da italiani che, al pari di quelli che dirigono tutti gli altri esperimenti di LhC(acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, nds) vengono dalla grande fucina dell'Infn, dalla scuola italiana di fisica." (Fonte: L'Unità, 14-12-2011)
Significative ma tristi, infine, le parole di una delle ricercatrici coinvolte nel progetto, Fabiola Gianotti: 
"[...]Dei sei esperimenti in corso al Cern in questo momento, cinque sono guidati da italiani. Non so se sia un caso, ma posso assicurarle che nel campo della fisica delle particelle la scuola italiana è una delle più avanzate al mondo. [...] 
D: Domanda personale: da dove viene? 
R: Sono romana, laureata a Milano e sono venuta a Ginevra con una borsa di studio per giovani laureati. 
D: Tornerà in Italia?
R: Prima o poi sì, ma in questo momento non mi allontano nemmeno dietro tortura. E' troppo affascinante quello che sto facendo." (Fonte: L'Unità, 14-12-2011)

Ennesime testimonianze, non troppo a corredo, di una quantità inestimabile di capitale umano bruciato. 
Cronache della recente Italia, del resto. 

Per saperne di più: 
"Cos'è il bosone di Higgs?", corriere.it
"Svolta sull'esistenza della particella di Dio- Prossimi alla scoperta.", C.Pulcinelli, L'Unità, 14-12-2011
Intervista a Fabiola Gianotti, L.Landò, L'Unità, 14-12-2011

lunedì 12 dicembre 2011

ONESTA', COERENZA ED ALTRUISMO: CITANDO SANDRO PERTINI


"[...] I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.
E' con questo animo quindi, giovani che mi rivolgo a voi: ascoltatemi vi prego: non armate la vostra mano.
Armate il vostro animo.
Non armate la vostra mano, giovani, non ricorrete alla violenza, perchè la violenza fa risorgere dal fondo dell'animo dell'uomo gli istinti primordiali, fa prevalere la bestia sull'uomo ed anche quando si usa in istato di legittima difesa essa lascia sempre l'amaro in bocca.
No, giovani, armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purchè la vostra scelta, presupponga il principio di libertà, se non lo presuppone voi dovete respingerla, altrimenti vi mettereste su una strada senza ritorno, una strada al cui termine starebbe la vostra morale servitù: sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto ad essere sempre degli uomini in piedi, padroni dei vostri sentimenti e dei vostri pensieri se non volete, che la vostra vita scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea. [...]"

(Sandro Pertini, Messaggio di fine anno agli italiani, 31 dicembre 1978)



sabato 10 dicembre 2011

DURBAN 2011: IL TEMPO STRINGE, L'AMBIENTE NON ASPETTA


In una marea di notizie di matrice economico-finanziaria sembra dimenticata un'altra grande emergenza che è stata, colpevolmente e per troppo tempo, sottovalutata: la questione ambientale. 
Gli infiniti accordi con molteplici scaloni con date e date sempre differenti non rendono giusto paragone con la necessità assoluta di dover risolvere questo terribile problema. 
Ambiente e clima non sono artificiali e neppure re-inventabili, come l'economia o la finanza. 
Ambiente e clima non ubbidiscono a leggi umane, come avrebbero dovuto fare in origine economia e finanza. 
Su questi fronti, da troppo tempo a questa parte, si preferisce non insistere. 
La conferenza climatica in corso in questi istanti a Durban rischia di diventare, forse, l'ennesimo buco nell'acqua fatto di accordi e promesse scalonate su date da destinarsi. I mezzi di informazione riportano la necessità di dover trovare, entro breve tempo, una qualche forma di accordo essenziale a garantire la sopravvivenza del pianeta Terra: è evidente da moltissimi aspetti la sofferenza di questa piccola astronave sulla quale siamo costretti a viaggiare, in questo Universo infinito.
La lunga notte di trattative ha prodotto l'ennesima bozza, la mai sopita necessità di trovare un compromesso che sappia rendere equamente soddisfatti tutti gli Stati ed i Paesi in gioco. 
Il nodo fondamentale, stando a quanto reperibile in rete, è sempre lo stesso: la scadenza al 2020 come data ultima per l'entrata in vigore di un nuovo trattato da sottoscrivere entro il 2015. 
L'ipotesi di un Kyoto2 è quella attualmente più considerata, soprattutto alla luce di tutti gli attriti fra i grandi Paesi che rendono impossibile una perfetta quadratura del cerchio. Alcune proposte da far firmare agli Stati partecipanti convergono verso la necessità, percepita come ormai improrogabile, di provare a salvare quello che ormai sembra etichettabile come salvabile: l'aumento della temperatura media globale è uno dei vincoli su cui è opportuno provare ad intervenire, ferme lasciando le difficoltà di quantificare e misurare precisamente tale intervallo. 
Se la corsa è contro il tempo, deve essere fatta a favore del pianeta Terra prima che dell'essere umano.
Sarà anche retorica scriverlo,  ma giunti a questo punto qualsiasi intervento è lecito.
Per il resto, il rischio flop è ancora evidente: Durban 2011- cronaca di un accordo (mancato?).

Per saperne di più: 
"Clima: a Durban è corsa contro il tempo per arrivare ad un accordo.", Sole24Ore
(http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-10/clima-durban-corsa-contro-112138.shtml?uuid=AaoEf1SE)

"Rinviata a stamattina la riunione finale", Ansa.it
(http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2011/12/09/visualizza_new.html_11759066.html)

"Congresso di Durban: il testo c'è, ma manca l'accordo", ecologiae.com
(http://www.ecologiae.com/congresso-durban-testo-accordo/51601/)



giovedì 8 dicembre 2011

"WHEN WE STAND TOGETHER", DAI NICKELBACK



"One more depending on a prayer
and we all look away
people pretending everywhere
it’s just another day

there’s bullets flying through the air
and they still carry on
we watch it happen over there
and then just turn it off

we must stand together
there’s no getting even
hand in hand forever
that’s when we all win
that’s, that’s, that’s when we all win
that’s, that’s, that’s when we all win

they tell us everything’s alright
and we just go along
how can we fall asleep at night
when something’s clearly wrong

when we could feed a starving world
with what we throw away
but all we serve are empty words
that always taste the same

we must stand together
there’s no getting even
hand in hand forever
that’s when we all win
that’s, that’s, that’s when we all win
that’s, that’s, that’s when we all win

the right thing to guide us
is right here inside us
no one can divide us
when the light is leading on
but just like a heartbeat
the drumbeat carries on…
and the drumbeat carries on…

we must stand together
there’s no getting even
hand in hand forever
that’s when we all win
that’s, that’s, that’s when we all win
that’s, that’s, that’s when we all win."

TRADUZIONE: 

"Un altro che si affida a una preghiera
e tutti noi guardiamo altrove
la gente dappertutto finge
è solo un altro giorno

ci sono proiettili che attraversano l’aria
e loro vanno avanti ancora
noi lo guardiamo succedere laggiù
e poi spegniamo soltanto

dobbiamo stare in piedi tutti insieme
non siamo alla pari
mano nella mano per sempre
ecco quando vinciamo tutti
ecco, ecco, ecco quando vinciamo tutti
ecco, ecco, ecco quando vinciamo tutti

ci dicono che va tutto bene
e noi lo accettiamo e basta
come possiamo addormentarci la notte
quando qualcosa è chiaramente sbagliato

quando potremmo nutrire un mondo affamato
con ciò che buttiamo via
ma tutto quel che diamo sono parole vuote
che hanno sempre lo stesso sapore

dobbiamo stare in piedi tutti insieme
non siamo alla pari
mano nella mano per sempre
ecco quando vinciamo tutti
ecco, ecco, ecco quando vinciamo tutti
ecco, ecco, ecco quando vinciamo tutti

la cosa giusta che ci guida
è proprio qui dentro di noi
nessuno può dividerci
quando la luce ci inganna
ma proprio come un battito del cuore
il tamburo continua a suonare
e il tamburo continua a suonare…

dobbiamo stare in piedi tutti insieme
non siamo alla pari
mano nella mano per sempre
ecco quando vinciamo tutti
ecco, ecco, ecco quando vinciamo tutti
ecco, ecco, ecco quando vinciamo tutti."

martedì 6 dicembre 2011

RIFLESSIONI (ESTESE) SUL CONCETTO DI DEFAULT


Le manovre in corso di opera, definizione ed aggiustamento dovrebbero salvare l'Italia dal fallimento. Di punto in bianco, quindi, una parola come default è entrata nella quotidianità veicolata all'opinione pubblica: ci siamo trovati a dover compiere sacrifici, calati dall'alto, per evitare quello che per moltissimi anni è stato uno spettro impossibile anche da nominare. Nel gergo attuale, quindi, il bivio è inevitabile: o approvazione o fallimento. 
Poco sembra importare di un'equità percepita sotto la suola delle scarpe, in un momento nel quale i 'soliti noti' hanno portafogli sempre più vuoti con necessità di essere protetti e salvaguardati. 
I veti incrociati si mescolano, nel tentativo di scomodare equamente tutte le forze politiche: tassa ridicola sui capitali scudati contrapposta ad un ripristino dell'ICI che la destra berlusconiana volle abolire in quello sciagurato 2008 è solo un esempio di confronto-scontro realizzabile. 
Il Governo tecnico di commissariamento Monti, pur essendosi fino ad ora presentato secoli luce lontano dall'indegno stile di coloro che lo hanno (purtroppo) preceduto, ha coagulato una serie di provvedimenti che sembrano voler coniugare rigore effettivo con equità e crescita solo potenziali. Saranno i giorni seguenti a definire le linee reali entro cui si potrà delineare il testo definitivo, già comunque firmato dal Presidente della Repubblica Napolitano: le discussioni nelle Commissioni pertinenti potranno chiarire alcuni punti caldi fino ad ora non considerati. 
Fra gli stessi, se ne ricordano alcuni: 
  • Aumento delle aliquote sugli scudati per sgravare (parzialmente o totalmente) il carico delle pensioni;
  • Mettere all'asta le frequenze televisive, ad oggi da assegnare tramite un semplicissimo "beauty contest";
  • Accesso sensibile ai dati finanziari, al fine di coniugare una sana forma di controllo per prevenire fenomeni di evasione fino ad oggi incontrollata.
Solo solo alcuni dei provvedimenti su cui sarebbe opportuno che le forze definitesi responsabilicercassero di far convergere i loro sforzi. La manovra rimane, per parola dello stesso Premier Monti, come un atto capace contemporaneamente di essere 'salva Italia' e 'salva Europa'. 
Ritorna, su questo fronte, la tanto temuta parola default
Cosa vuol dire concretamente questo impavido spettro
Il default è solo una condizione economica nella quale lo Stato si dichiara incapace di restituire il dovuto ai propri creditori od è una condizione che, a macchia di leopardo, può comparire in varie forme in una società complessa come quella moderna? L'approccio integrato e totalizzante con cui è doveroso osservare l'oggi presuppone la necessità di intraprendere, anche, questa ulteriore e tremendamente complessa riflessione. 
La parola è una, ma comprende infiniti significati: default
Scegliendone uno fra i troppi, è possibile citare quello afferente al campo informatico: 
"Impostazione che un sistema adotta in assenza di istruzioni specifiche da parte dell'utente o del programma."
(Fonte: dizionari.corriere.it)
Il default potrebbe quindi essere, in chiave allargata, anche l'impostazione degenerata adottata dalsistema società in assenza di direttive specifiche provenienti dall'utente/classe dirigente
In parole povere, infatti, la società è per convenzione una necessità per l'uomo, che richiede a sua volta una programmazione (politica, tecnica, ambientale, esistenziale, etica, morale, ...) capace di fornire soluzioni accettabili sul medio-lungo termine. Senza una società sostenibile per l'essere umano, infatti, tutta l'architettura preesistente è destinata a crollare. 
Nei giorni contemporanei, purtroppo, è netta la percezione che siano per troppo tempo mancate quelleistruzioni specifiche di cui sopra, capaci di dare impostazioni nuove e rinnovate al sistema totalmente inteso: è mancata un'Europa politicamente unita, così come sono infinite le programmazioni mancate in questa Italia. 
Nel contempo, quindi, è opportuno porsi una domanda: quali default sono attualmente in corso, anche se non rilevabili o sottovalutati? 
Rimanendo nel contesto della sola Italia, sono moltissimi i campi dove la manovra Monti potrebbe provare ad arrivare, imponendo misure strutturali potenzialmente capaci di riscrivere l'intero sistema. 
Dal fronte ambientale fino a quello energetico, da quello sociale fino a quello industriale, da quello etico fino a quello morale: se la crisi in corso è nata come economica, ha il dovere di morire curata con nuove consapevolezze e rinnovate visioni morali? 
Ritenere che esista un'unica forma di default evitabile è un qualche cosa di assolutamente riduttivo ed iniquo; forme di equità (non abusata, nds) potrebbero nascere dal considerare come fondamentali e prioritarie anche altri campi oggi trascurati o sottovalutati? 
L'"impostazione adottata in assenza di istruzioni specifiche da parte dell'utente o del programma" può condurre il sistema stesso a forme sbagliate di sopravvivenza: è il caso dell'economia ribelle, in una contemporaneità che ha visto la politica subordinarsi e cittadini di ogni nazione precaria pagare colpe che, volente o nolente, spettavano a ben altri. 
Riconsiderare e rivalutare molteplici concetti di default potrebbe essere forse una coagulazione di rimedi etici che possano contribuire a fare più luce verso un'uscita, meno dolorosa possibile, da questa crisi?
Le riflessioni sono aperte, a fronte di un tempo sempre meno flessibile per permetterle. 






domenica 4 dicembre 2011

TRA EQUITA' ED ECONOMIA: BINOMIO NON REALIZZABILE?


Prima di cominciare, è opportuno fornire una ripassata alle rassicurazioni fornite dai precedenti cialtroni che hanno 'governato' questo Paese: 
"Ciò che doveva accadere per banche e mercati è già accaduto. Chi doveva fallire ha fallito e tutti quelli che facevano speculazione non ci sono più. Oggi non ci sembra che ci siano altre situazioni che dobbiamo temere."
(Pensionato S.B., 4-7-2009)
"L'Italia sta meglio di altri Paesi ed è vaccinata da eventuali contagi.
(Giulio Tremonti, 6-5-2010)
"Il 2011 sarà l'anno della ripresa.
(Pensionato S.B., 24-12-2010)
A due anni di distanza, è sotto gli occhi di tutti la tremenda situazione nella quale siamo immersi fino al collo: l'Euro è a rischio di crollo, le banche addirittura in pericolo di liquidità. 
La disoccupazione giovanile cavalca verso altrirecord, le ore di cassa-integrazione sono diventate superiori a tre miliardi. 
Il contagio è avvenuto, contrariamente a quanto sostenuto e perorato da buffoni di cui è meglio dimenticarsi il più in fretta possibile: la speculazione sui debiti finanziari ha inciso talmente tanto da rendere necessario un commissariamento dell'autorità politica. 
Di fronte alle incombenze necessarie per non sfociare in quella che potrebbe essere un'ulteriore tragedia (inimmaginabile secondo molti esperti, nds), un Governo tecnocratico si appresta a varare l'ennesima manovra legata a vincoli dettati dalla necessità di apportare al Paese riforme strutturali. 
Il problema più evidente è, fatti alla mano, la ciclicità delle attuali situazioni: la politica del finanziamentoa debito non può produrre risultati eccellenti sul lungo termine, salvo avere sempre ed eternamente Governi dotati di una credibilità ferrea ed indistruttibile. Al di là delle necessarie revisioni da apporre all'impianto del Paese resta, di fondo, la necessità di ragionare su quanto fino ad ora ventilato per la manovra in corso di definizione: il Governo di tutela sta predisponendo misure che, fino ad ora, sono solo ufficiose. 
L'ufficialità dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, espletando formalità di diffusione Parlamentare e televisiva, nella quale il Premier Monti dovrà illustrare agli italiani quanto pensato. 
Al di là dei tecnicismi, le parole chiave su cui incentrare l'azione sono state tre: rigore, equità e crescita. 
Il rigore non presuppone salti nel vuoto, in un momento nel quale l'intera Europa danza su un baratro impietoso. 
La crescita è necessaria, per una serie infinita di motivi: ripagare creditori ed interessi maturati sul debito, garantire occupazione, tutelare il futuro e permettere respiro al sistema intero sono solo alcuni dei cardini su cui implementare un'azione seria. 
L'equità presuppone, non da ultimo, strutturali dinamiche di azione non più rimandabili: in sintesi estrema, non si può tagliare sempre alle spalle degli stessi. La manovra che seguirà peserà, fra tagli e tagli, circa 25 miliardi di Euro. 
Le misure sono ancora in alto mare, fra concertazioni e colloqui; manca una versione definitiva. 
Le macroaree su cui si muoveranno le decisioni dell'esecutivo sembrano, comunque, essere le seguenti: 
  • Aliquote IRPEF
  • Detrazioni: specialmente per famiglie con figli;
  • IVA;
  • Rendite casa;
  • Ritorno dell'ICI;
  • Patrimoniale;
  • Pensioni;
  • Sanità e ticket: anticipati i tagli al Fondo Sanitario Nazionale;
  • Barche: tassazione extra sullo stazionamento in porto.
Sembrano queste le linee guida impresse dall'azione dell'esecutivo. 
Potrebbero seguire liberalizzazioni e smantellamento del patrimonio pubblico. La sobrietà e l'accortezza del nuovo Governo non può giustificare, in nessuna forma, ulteriori aggressioni a chi ha già più di tantissimi altri scontato sulla propria pelle una crisi che ha radici assai lontane e non dimenticabili. 
Passato l'incubo B., rimane la necessità di fare una manovra stabilizzante
La domanda da porre a seguito sembra, purtroppo o per fortuna, un'altra: si tratta di misure promosse per restituire credibilità e dignità al Paese (anche sul fronte finanziario, nds) o fatte per cercare di restituire un futuro ad un Paese che non sembra averne più? Il problema è endemicamente diffuso, ed attaccato a larghissima parte della società civile. 
Cosa accadrà se le Regioni non potranno più sostenere i costi di sanità e, conseguentemente, dei trasporti? 
Si paventano, su questo fronte, ulteriori tasse indirette sulle spalle degli italiani. 
Un'altra domanda potrebbe essere, forse, un'altra: esistono metodi alternativi da perseguire per garantire liquidità cospicue ed immediate? In rete esistono esempi di potenziali virtuosismi promossi da Sindacati, Associazioni di Categoria, Associazioni Ambientaliste di rilievo nazionale. 
Su questo esempio, si riporta la manovra a stampo ecologico promossa da Legambiente. 
Nel seguito il link con le proposte formulate: 
http://www.repubblica.it/ambiente/2011/12/03/news/l_ambiente_contro_la_crisi-26014173/
Qualcuna di queste osservazioni è stata seguita? 
Qualcuna di queste misure è stata o verrà in futuro perseguita? 
La necessità di arrivare ad una conclusione positiva di questo incubo è condivisa per amor di patria da larghissima parte dei cittadini italiani: recenti sondaggi dimostrano però che l'intero Paese è percepito, a giusta ragione, come preda dei mercati
Il dubbio successivo è immediato: le manovre vengono fatte per sfamare queste bestie divoratrici di debito? 
I dubbi ulteriori sono infiniti, per chi vuole, da ignorante ed informato, provare a capire da dove partire per ricostruire questo Paese. Coniugare rigore, crescita ed equità è una missione così impossibile? 
Si attendono smentite, provvedimenti definitivi e decisioni concrete: i Partiti avranno lo scudodell'urgenza tragica da far fruttare nelle prossime campagne elettorali. 
Si riporti, per concludere ma non per esaurire l'argomento, una frase presente in un articolo di Don Ciotti su L'Unità di oggi: "Chi sta nel sociale lo sa bene: questa crisi non è uguale per tutti."
La frase è riportata nel seguito: 
"[...]I fatti sono eloquenti: è impensabile pensare di superare la crisi complessiva che attraversa il Paese (e l'intero Occidente) se non si parte dalla premessa che il valore economico è inscindibile dal valore sociale e che un'economia sganciata dai bisogni e dalle speranze delle persone [...] produce un sistema inaffidabile che provoca falsi valori.[...]"
L'equità, a fronte di un necessario approccio integrato a varie sfere della società, resta un miraggio così poco raggiungibile? Si attendono smentite, ovviamente. 

Per saperne di più: "Citazioni sui buffoni"
(http://www.lettera43.it/economia/finanza/21149/cav-ma-non-era-tutto-ok.htm)

venerdì 2 dicembre 2011

"ACCETTA IL CONSIGLIO, PER QUESTA VOLTA": DA "THE BIG KAHUNA"



"Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta."

giovedì 1 dicembre 2011

AIDS: OBIETTIVO ZERO?


In una giornata di lotta rimane chiaro l'obiettivo da provare a raggiungere: getting to zero
Zero morti per Aids, zero nuove infezioni e zero discriminazioni per chi già è affetto da questo tremendo male. 
Si tratta forse di obiettivi raggiungibili solo asintoticamente? Si tratta di questioni delicatissime che, purtroppo, vengono ricordate in una giornata all'anno che non sarà comunque mai sufficiente.
Il conteggio rimane, ad oggi, davvero molto lontano dallo zero: nel solo 2010 sono state 2,7 milioni le nuove infezioni, a fronte di circa 1,8 milioni di morti. Si tratta di cifre drammatiche che, tuttavia, mostrano miglioramenti: dal 1997 le infezioni sono diminuite del 21% circa, a fronte di una mortalità identicamente crollata dal 2005. 
Le formule per l'accesso alle cure vanno migliorando, a fronte di un notevole incremento delle campagne di prevenzione, dei test diagnostici e dei farmaci appositi; qualcosa di grande è in corso, ma è evidente che ancora non basta. 
La Giornata Mondiale ormai trascorsa può essere occasione di richiamo, riflessione e sensibilizzazione; in Italia è più che mai efficace il messaggio della Lila (Lega Italiana per la Lotta all'AIDS): "Aids. Proteggiti semplicemente."
In Italia è stata creata anche la prima applicazione multimediale per malati: HIV BookMark.
Le fondazioni stanno promuovendo progetti che rimangono vivi ed attivi costantemente, 365 giorni l'anno; è l'esempio del progetto promosso da Fondazione ASVI, "Free 10 anni di prevenzione materno-fetale dell'AIDS in Uganda". 
Tutte queste proposte procedono, a loro modo, nell'inseguimento di quell'obiettivo zero sopra citato. 
Nuovi scorci di terapie vengono da altrettanto nuove frontiere della medicina, allo scopo di debellare definitivamente questo male da troppo sopportato: cure sterilizzanti, cure funzionali e terapie geniche sembrano essere le nuove frontiere a cui è necessario porre lo sguardo. 
Tutto ciò andrà fatto andando oltre, comunque, alla sola giornata mondiale. 
Lavori in corso, dunque. 

Fonte: "Obiettivo 'zero' nella lotta all'AIDS", A.Bazzi, Corriere.it