lunedì 9 maggio 2011

TRA BEPPE GRILLO, GRILLISMO E COMPLOTTISMO: E' FORSE QUESTA PARTE DELL'ITALIA CHE CI SIAMO MERITATI?


In periodo di campagna elettorale rovente infiammano gli ultimi giorni di schermaglie ed offese tra reciproci schieramenti e coalizioni. Secondo l'idea di politica introdotta in questi ultimi anni, si tratta di una cosa assolutamente normale: non fa più effetto, tra le tante cose, sentire un Presidente del Consiglio affermare che parte dei Pubblici Ministeri siano un immenso cancro da estirpare violentemente. 
Il conflitto tra Poteri è diventato ordinario e cronico, in un'Italia che soprattutto per questi motivi sta diventando malata terminale.
Mentre c'è un Paese paralizzato sulle stesse questioni da decenni, impazzano le offese e le campagne elettorali
In mezzo all'ordinaria divisione partitica si è innestata da qualche tempo la figura di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle. 
Forte di una carriera da comico esiliato, quest'uomo di indubbia portanza comunicativa ha impostato un modo particolare di vedere le questioni italiane, lo Stato ed il Paese intero. 
Si tratta di un modo di fare che, in realtà, è vecchio come il mondo ma ha da sempre riscosso un successo notevole in tutta l'umanità: il caro vecchio complottismo
Prima di procedere, credo sia opportuno definire i contorni di questa parola così malcelata.
Il complottismo può assumere varie forme, alcune delle quali subdole ed altre più dichiarate. Spaziando dalle verità nascoste ai piani occulti con cui schiere minime di potenti tengono sotto scacco miliardi di persone, le tinte complottiste si insinuano nella mente umana. 
Inoltrandosi nel cervello, possono occultare le dinamiche di ragionamento e filtraggio delle corrette informazioni.
Nessuno vuole scrivere che le tesi complottiste siano, in tutto e per tutto, largamente sbagliate; la difficoltà più grande è mantenere, nei confronti di occulto e non verificabile, atteggiamenti di criticità e relativismo notevoli. 
Può succedere che alle volte verità occultate confermino la veridicità imposta dai complotti: si pensi alle influenze suina, aviaria ed ai vaccini che hanno fatto dilapidare fortune agli Stati che hanno scelto l'acquisto di vaccini spacciati per panacee. 
Il complottismo, tuttavia, può anche essere una cosa pericolosa. Si tratta di installare una specie didetonatore nelle menti di persone aventi obiettiva volontà e necessità di informarsi. 
A piacimento, lo spargitore di tesi complottiste può liberamente oscurare o rischiarare le volontà di uomini che, per l'occasione, hanno scelto di trasformarsi in potenziali adepti per una sola fonte, ritenuta per l'occasione la sola vera. 
Vera, però, anche se non verificabile. Quasi sempre, infatti, chi legge od assimila certe notizie non si trova nelle condizioni di poter testare con concretezza il contenuto di certe affermazioni. 
Così come, però, non si trova neppure nelle condizioni di poter testare efficacemente le verità impostedai poteri forti di una società. Il complottismo può, alla lunga, diventare una questione terribilmente seria per l'equilibrio mentale e psicologico di chi accede senza filtro a certi flussi indiscriminati di informazione. 
Si riporti, ad esempio, quanto segue:
"[...]il termine "complottista" è meritato per una forma mentis ben precisa che rasenta la paranoia. Invece di ragionare, dubitare e ricercare, invece di proporre ipotesi, il complottista vede complotti e trame oscure in ogni cosa, anche la più banale [...] ed è inossidabilmente convinto dell'esistenza del complotto. O di più complotti,[...] Questo è quello che intendo per complottista: il rifiuto totale di ogni dialogo costruttivo. Ed è per questo, e per tanti altri casi come questo, che continuerò a usare senza esitazioni questo termine. Chi vuole offendersi s'offenda: la gente seria si rimbocchi le maniche e cominci a lavorare, se vuole guadagnarsi l'appellativo diricercatore.[...]" 
Si tratta, dunque, di distinguere tra creare complotti fare ricerca. Così agendo, pertanto, chi è soggetto a flusso indiscriminato di informazioni può diventare, nei fatti, malato. 
Può arrivare a non fidarsi più di niente e nessuno, reputando veritiera qualunque cosa venga detto di e su individui che lottino per il bene pubblico in maniera differente da chi prova a cambiarlo demolendo tutto. 
Accedendo indiscriminatamente a tesi complottiste, si finisce con il perdere di vista qualunque cosa o persona sia disposta ad effettuare, criticamente e riflessivamente, percorsi di costruzione alternativa rispetto ad uno status quo che non soddisfa nessuno. 
Altre discussioni prevedono il complottismo come vera e propria malattia mentale; per qualsiasi altra discussione, è opportuno rimandare ai siti che seguono:


Scritto questo, come pervenire alle tesi annunciate dal Beppe Grillo nazionale?
L'Italia è, in tutto e per tutto, un Paese con un'atmosfera perfetta per innescare complotti esplosivi: tra P2 e massoneria, tra politica e lontananza dalla pancia degli italiani, tra politiche energetiche con profitti in mano a pochi fortunati ed ambiente massacrato, il nostro stivale è il luogo più adatto per descrivere certe questioni. 
Tra le tante cose dette, sicuramente, qualcuna è anche vera. 
In tutto questo magma vulcanico di concetti insondabili, credo che il modo di fare di Grillo e le tematiche del M5S si incastrino perfettamente. 
In un Paese dove la politica pare aver fossilizzato uno Stato intero, ritengo sia corretto vedere una nuova classe di politici parlare di semplici ma fondamentali tematiche:
  • fuori i condannati dalla politica;
  • fissare un tetto agli esorbitanti stipendi (od indennità, nds) della massima classe dirigente, uniformandosi a quanto certificato e già esistente nelle altre realtà europee;
  • rivedere la legge elettorale, al fine di impedire la costruzione di un parlamento di esclusivi nominati da vertici di Partito;
  • vedere una politica più vicina ai bisogni del cittadino, imponendo nuove logiche di percezione e strutturazione della massima classe dirigente.
I punti programmatici sarebbero pochi, così come altissima è la percezione nella gente che la classe politica non riesca ad affrontare nettamente quel senso di svolta sulle tematiche sopra esposte, che sono solo alcune infinitesimali tra le moltissime citabili. 
L'altro fattore su cui l'informazione di Grillo si innesta riguarda, a parer mio, la terribile complessità delle tematiche affrontate: debito pubblico, accordi tra Stati per la vendita di debito come perdita di sovranità popolare, legami tra multinazionali farmaceutiche per finanziare opere concretamente volte alla speculazione ed altrettante questioni su cui è impossibile sapere la verità reale. 
Su queste questioni è nata e si è costruita la figura del Grillo politico, anche se lo stesso si ostini a dire che il suo Movimento di politica non ne vorrà mai fare. Politica che è nata dal basso, ideando meetup(Associazioni di attivisti, nds) disposti a discutere ed elaborare programmi ed idee da territorio a territorio.
Il mantra sembra, sempre e comunque, fidarsi di tutto ciò che il leader maximo annuncia. 
Tale visione ricorda forse qualcosa? A mia opinione, credo di si. 
Tale concetto richiama le idee fondanti del berlusconismo esasperato, sul quale è stata costruita e fatta proliferare la figura del leader imperante, onnipotente ed onnipresente. 
In un'Italia fertile per far germogliare queste radici, la figura di Grillo si configura come l'altra faccia della medaglia relativamente alla figura del leader deformata dal quasi ventennio berlusconiano. 
Il peso acquistato dal suo movimento dovrebbe incutere serie riflessioni riguardo alla politica che, a parole, vuole migliorare e cambiare radicalmente il Paese. Affrontando con coerenza e coscienza quanto annunciato a ripetizione ma non percepito dagli italiani, forse, spingerebbe la figura del Grillo nazionale nuovamente ai margini della pura comicità. 
Vedere una politica che non cambia la propria linea d'azione per cercare un dialogo con il fenomeno dell'astensione regala al Movimento 5 Stelle nuovo terreno per proliferare indisturbato. 
Il M5S non dovrebbe essere visto come un nemico da larga parte della classe politica, ma come unsintomo capace di muovere serie riflessioni sulla linea politica e sullo status quo del Paese. 
E' impossibile per una persona normale o mediamente informata sapere la verità assoluta sulle tematiche universalmente affrontate dal comico divenuto politico. 
Rimane, allo stesso modo, più di un cono d'ombra sui mezzi che abbiano condotto Grillo ad essere così popolare e ricercato: un blog tra i più visitati al mondo, un sito capace di reperire informazioni in ogni dove ed una rete di contatti invidiabile per chiunque voglia approfondire tematiche insidiose ai più. 
Come ha fatto ad arrivare a questo la persona che professa la tematica essenziale dell'"uno vale uno"? 
Se così fosse davvero, non avrebbe potuto ottenere molti più risultati in solitaria? 
Sarebbe opportuno dilungarsi sulla figura della Casaleggio Associati, sulle ideologie che vedono il web come nuova frontiera per la personalizzazione e per il libero flusso di informazioni vere (anche se non verificabili, nds). 
Da questo orizzonte si scorgerebbero nuove tesi care ai complottisti, su cui per mancanza di informazioni è opportuno non esprimere opinioni definitive: NWO, nuova frontiera dell'informazione, e quanto altro. 
Per informazioni è possibile consultare quanto segue:


E tanto altro è reperibile in rete cercando quanto citato in soggetto. 
Scritto questo, come ricercare la più completa validità sul mantra politico citato del cosiddetto "uno vale uno"? E' una politica che porterebbe a sane conseguenze per un Paese già distrutto per gli interessi di tanti uno che hanno avuto appoggi economici (e non solo, nds) per arrivare fin dove sono arrivati? 
In tutto questo marasma, è opportuno risolvere tutto con tantissimi ed urlati vaffanculo
Per cambiare un sistema, ci sono due strade possibili: quella della demolizione totale o quella delcambiamento graduale
Demolendo tutto e tutti, attaccando a destra e manca distribuendo offese a chiunque è una maniera completamente sbagliata di procedere. 
Così come è il male ad inoltrarsi dovunque, in altrettanta maniera forme di bene possono cercare di modificare lo status quo del sistema che il grillismo vuole distruggere definitivamente. 
Si tratta di due percorsi paralleli ma, per etica e controllo, destinati a non incontrarsi mai. La sola strada risulta, forse, quella di provare con coerenza e gradualità a modificare quasi-staticamente le cose. 
Così come il PdL nulla sarebbe senza Berlusconi, cosa rimarrebbe del M5S senza il flusso carismatico e trascinatore del Grillo nazionale? 
Essere catalizzatore e collettore di insulti e cattiverie non aiuta a realizzare quello stesso bene che Beppe Grillo dice, a più riprese, di voler perseguire. 
Grande ed assoluto rispetto rimane, tuttavia, nei confronti di quegli italiani che hanno scelto di mettersi in gioco per cambiare le carte in tavola, anche se nelle fila del M5S. A loro dovrebbe essere consegnata la svolta dai toni di perenne demolizione usati dal comico nazionale, prevedendo una maggior pacatezza nell'elaborazione dei concetti e delle intenzioni programmatiche. 
In moltissime città e regioni, infatti, uomini e donne con conoscenza pratica dei problemi delle loro località si ritrovano in liste purificate dal sigillo dei Partiti (come se dietro ad ogni schieramento ci fosse sempre la stessa maledizione, nds). Plauso va fatto nei loro confronti, anche per la costante operazione di monitoraggio sugli sprechi e sulle inutilità di certe forme di politica sui territori (caso Civis nella bellissima Bologna su tutte, nds).
Sarebbe (in)degno di una classe politica completamente miope sottovalutare questa massa di informazioni e di militanti provenienti dalla rete. 
In un'Italia decente, una figura come quella di Grillo rimarrebbe (forse volentieri?) quella di un semplice comico. 
La colpa della fama acquistata da questo uomo (comico e complottista?, nds) risiede nella politica stessa e non certo nel populismo e nella perenne demolizione da lui portate avanti a gran giornate. 
In un'Italia normale, sarebbe opportuno dare ascolto ai fenomeni di insoddisfazione ed astensione dilagante. 
Altro discorso si potrebbe fare nei confronti del ruolo dell'informazione, malata ed alle volte complice della degenerazione del sistema Italia e mondo. Per brevità, si omettano anche ovvie considerazioni. 
Deliri di un folle? Probabile, ma non complottista.
Così come voi non vi arrenderete MAI, sappiate anche che NOI NON SIAMO TUTTI UGUALI come voi ufficialmente professate. 

p.s.: sulla vera o presunta offesa fatta da Beppe Grillo a Nichi Vendola, solo il diretto interessato saprà quali fossero state le sue reali intenzioni. In caso di reale offesa, la vergogna ed il senso di indignazione sarebbero una tra le tante gocce da aggiungere allo scandaloso oceano nel quale stiamo navigando. A titolo di completezza ed obiettività, si riporti nel seguito un frammento tratto da una nota fatta dal Candidato Sindaco per il M5S Massimo Bugani riguardo all'episodio:
"[...]Il Corriere della Sera chiude l’articolo sulla giornata citando la battuta finale di Beppe “at salut Buson”con questa allusione: “Sfoggio di dialetto bolognese per ingraziarsi la folla? O un riferimento alla dichiarata omosessualità di chi poche ore dopo avrebbe arringato la stessa piazza?” Credo che la pochezza di queste parole si commenti da sola.
Per le persone obiettive ci tengo a far sapere che io e Beppe quando ci salutiamo al telefono usiamo spesso la parola “Brott’ Busan” che a Bologna, come è noto, significa “Che fortunato che sei”."
Se così fosse, forse, troppo rumore per nulla? Ai posteri l'ardua sentenza.



sabato 7 maggio 2011

VITA COME SINFONIA DOLCEAMARA, CITANDO I VERVE




'Cause it's a bittersweet symphony, this life 
Trying to make ends meet 
You're a slave to money then you die 
I'll take you down the only road I've ever been down 
You know the one that takes you to the places 
where all the veins meet yeah 


No change, I can't change 
I can't change, I can't change 
But I'm here in my mind 
I am here in my mind 
But I'm a million different people 
from one day to the next 
I can't change my mind 
No, no, no, no, no, no, no,no,no,no,no,no(fading away) 


Well I never pray 
But tonight I'm on my knees yeah 
I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah 
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now 
But the airways are clean and there's nobody singing to me now 


No change, I can't change 
I can't change, I can't change 
But I'm here in my mind 
I am here in my mind 
And I'm a million different people 
from one day to the next 
I can't change my mind 
No, no, no, no, no, no, no 
I can't change 
I can't change it 


'Cause it's a bittersweet symphony, this life 
Trying to make ends meet 
Trying to find some money then you die 
I'll take you down the only road I've ever been down 
You know the one that takes you to the places 
where all the veins meet yeah 


You know I can't change, I can't change 
I can't change, I can't change 
But I'm here in my mind 
I am here in my mind 
And I'm a million different people 
from one day to the next 
I can't change my mind 
No, no, no, no, no 


I can't change my mind 
no, no, no, no, no, 
I can't change 
Can't change my body, 
no, no, no 


I'll take you down the only road I've ever been down 
I'll take you down the only road I've ever been down 
Been down 
Ever been down 
Ever been down 
Ever been down
Ever been down 
That you've ever been down 
That you've ever been down."

TRADUZIONE: 

"E' una sinfonia dolcemara questa vita 
che cerca di far coincidere gli estremi 
che ti fà diventare schiavo del denaro e poi morire 
ti porterò sull'unica strada che io abbia mai percorso 
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui 
tutte le cose si ritrovano 

Nessun cambiamento, io non posso cambiare 
io non posso cambiare, io non posso cambiare 
ma io sono qui fermo nella mia posizione 
io sono qui fermo nella mia posizione 
ma io sono tra un milione di persone diverse 
giorno dopo giorno 
io non posso cambiare la mia posizione 
No, no, no, no, no 

io non pregherò mai 
ma stanotte sono in ginocchio 
ho bisogno di udire alcuni suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c'è in me 
lascio che la mia melodia risplenda, che purifichi la mia anima, mi sento libero ora 
ma le strade sono pulite e non c'è nessuno che canti per me 

Nessun cambiamento, io non posso cambiare 
io non posso cambiare, io non posso cambiare 
ma io sono qui fermo nella mia posizione 
io sono qui fermo nella mia posizione 
sono tra un milione di persone diverse 
giorno dopo giorno 
io non posso cambiare la mia posizione 
No, no, no, no, no 

E' una sinfonia dolcemara questa vita 
che cerca di far coincidere gli estremi 
che ti fà diventare schiavo del denaro e poi morire 
ti porterò sull'unica strada che io abbia mai percorso 
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui 
tutte le cose si ritrovano 

Nessun cambiamento, io non posso cambiare 
io non posso cambiare, io non posso cambiare 
ma io sono qui fermo nella mia posizione 
io sono qui fermo nella mia posizione 
sono tra un milione di persone diverse 
giorno dopo giorno 
io non posso cambiare la mia posizione 
No, no, no, no, no 

non posso cambiare la mia posizione 
no, no, no, no, no, 
non posso cambiare 
non posso cambiare il mio corpo 
no, no, no 

ti porterò sull'unica strada che io abbia mai percorso 
ti porterò sull'unica strada che io abbia mai percorso 
su cui sei mai stata."

venerdì 6 maggio 2011

ITALIA ED (IR)RESPONSABILITA' NAZIONALE: ATTACCANDOSI ALLE POLTRONE


E rimpasto fu, dunque. Senza se e senza ma.  
In un momento in cui l'Italia ha bisogno di stampelle, arriva il Governo del Fare ad aggiungere poltrone e comodi sottosegretariati per accontentare il deputato vicino, bisognoso di considerazione e ricompensa. 
Qualcuno potrebbe, forse inavvertitamente, scrivere di uomini passati alla cassa senza colpo ferire. Essere responsabili coincide con l'aumento del proprio peso specifico all'interno di un Governo forse più distrutto del Paese che si trova ad amministrare. 
Il giorno precedente ad uno sciopero generale che dovrebbe forse scuotere l'Italia sono arrivate le nomine per alcuni tanto ambite ed agognate. Nuove caselle sono state riempite per consegnare il Paese alla strategia del compromesso politico, sintetizzato dall'equazione seguente: dai voto, prendi incarico (o compenso?, nds).
L'informazione italiana è paralizzata e costretta a focalizzare le proprie attenzioni su questa politica fatta di accordi, compromessi, sottosegretariati o viceministeri. 
In un qualsiasi altro Paese, senza dubbio, un Presidente del Consiglio si sarebbe dimesso senza bisogno di un 14 dicembre. Se si potesse scrivere la sceneggiatura di un film sulla tristezza dell'attuale situazione politica, servirebbe un titolo semplice ma significativo: "All'incasso ed incollati alla poltrona."
Parte del (de)merito di questa situazione va, come sempre, ad un'alternativa che ancora non sa dove indirizzare le proprie antenne. 
Tra le nuove poltrone, importanti deleghe sono state assegnate ai responsabili di questo Governo:
  • agricoltura;
  • welfare;
  • sviluppo economico;
  • economia;
  • infrastrutture;
  • beni culturali;
  • ambiente.
Il trucco è estremamente semplice: distribuire poltrone per avere la certezza di sopravvivere. 
Nel mentre, rimangono come costante parole tradite e quasi divenute anticostituzionali. Viene da pensare, ogni tanto, a cosa potrebbero pensare di questa politica  gli uomini che hanno fatto grande la Storia dell'Italia passata.
Non c'è più una politica, infatti. Tutto è pro contro lo stesso uomo che dal 1994 impera su cronache e gossip prima che su riforme. 
Altrettanta responsabilità va a tutti coloro che continuano a permettere il perpetuarsi di questa sventura. 
Al di là di ogni Iniziativa Responsabile pensabile e possibile, l'indignazione in un Paese ferito aumenta. 
Le persone capaci, anche incluse nello schieramento attualmente di maggioranza, stanno scalpitando per costruirsi un futuro una volta che questo pensionato avrà dato l'addio alle scene politiche (od avrà ottenuto un comodo salvacondotto?, nds). 
Non serviranno delfini nè eredi, per poter uscire a testa alta da questa fase. 
Servirà quella dignità che molti hanno già venduto, certi di ottenere poltrone e stipendi garantiti. Servirebbe anche un colpo di reni da parte di qualche impensabile: un velo di ribellione in più, qualche voto in meno quando viene chiesto di certificare che Ruby sia la nipote di Mubarak. 
Qualcuno nella maggioranza lancia segnali pessimistici sul futuro, anche più immediato: "A questo governo per andare avanti altri due anni servono dieci nuovi sottosegretari."
Faranno diventare responsabili anche le poltrone delle due Camere, se sarà necessario a garantire stabilità e governabilità. Nel mentre, sembrano dimenticarsi di una disoccupazione galoppante. 
Chiusi nei palazzi certificano curriculum, oppure smaltiscono le delusioni per le poltrone ambite ma non assegnate. 
Sullo sfondo, facendo una rima, la costante alternativa che non arriva. 
Rimane chi attende, speranzoso e militante. Sia mai che, un giorno non lontano, la responsabilità nazionale torni a girare veramente dalle parti di chi lotta per qualcosa di grande. 
Un pensiero, infine, a quanti nella giornata di oggi hanno scelto di scioperare. E' in loro che si dimostra anche responsabilità per un futuro migliore, di pari passo ad una dignità dotata ancora di peso specifico: "Tra i lavoratori ho trovato un bisogno straordinario, molto più grande di quello di avere un alto salario, di diventare persone libere, di conoscere." (Bruno Trentin, sindacalista, politico e partigiano italiano)
p.s.: quanto scritto è assolutamente casuale, oltrechè frutto di una mente palesemente malata e distorta. 

 

giovedì 5 maggio 2011

DISTORSIONE SPAZIO-TEMPORALE E CONFERME DAL FRONTE TERRESTRE


Sono serviti anni di complicato ed infinitesimale lavoro, ma le teorie di Albert Einstein hanno trovato un'altra grande conferma sperimentale. 
Trattando di relatività generale e ristretta, più di un cenno deve essere fatto nei confronti del grande lavoro scoperto da questo incredibile scienziato. Un'opera durata anni è riuscita a demolire, tramite semplicissime intuizioni, le assolute convinzioni di una fisica classica e millenaria. 
A distanza di moltissimi anni arrivano anche oggi straordinarie conferme sperimentali su quanto pensato dallo stesso Einstein. E' di pochi giorni fa, infatti, la conferma che le teorie di distorsione spazio-temporali pensate per i corpi in galleggiamento nell'universo sono concretamente riscontrabili anche sul pianeta Terra. 
Muovendosi nei suoi moti principali di rotazione, rivoluzione e gravitazione, l'astronave sulla quale viaggiamo ubbidisce alle leggi impresse a caratteri cubitali nella storia dal grande fisico. 
A dispetto di una famosa affermazione di Einstein, secondo la quale "ho imparato una cosa nella mia lunga vita, e cioè che rispetto alla realtà tutta la nostra scienza è primitiva e infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo", è stato confermato quello che era racchiuso tra esclusivi caratteri matematici. 
Pur primitivamente ed infantilmente, l'esperimento Gravity Probe B gestito in collaborazione tra Stanford University e dalla NASA è riuscito appieno nella missione di misurare e quantificare la deformazione spazio-tempo attorno alla Terra.
Tale missione, iniziata nel 2004, ha impiegato 7 anni per giungere ad una prima e fondamentale scoperta. 
Collocando quattro giroscopi dalla precisione impeccabile in posizioni adatte, sono state quantificate ed identificate le grandezze seguenti:
  • effetto geodetico, ossia la deformazione dello spazio-tempo attorno ad un corpo massiccio;
  • effetto di trascinamento, per il quale la Terra modifica il proprio spazio temporale anche con il suo stesso moto di rotazione. 
Tralasciando le complicatissime modalità dell'esperimento compiuto, il GP-B è riuscito nell'impresa di misurare questi valori con una precisione incredibile: si tratta di uno spostamento quantificabile in pochissime migliaia di cosiddetti milliarcosecondi.
"Un milliarcosecondo è lo spessore di un capello umano visto da 10 miglia di distanza, è un angolo davvero minuscolo, e questa è l'accuratezza che doveva raggiungere Gravity Probe B." è l'opinione riportata da Francis Everitt, primo firmatario dell'articolo riportato su Physical Review Letters
E' possibile effettuare un paragone più comprensibile riguardo alla scoperta fatta? Lo stesso Everitt chiarisce con un semplice esempio l'idea complessa di distorsione spazio-temporale: "Immaginiamo come se la Terra fosse immersa nel miele. Quando il pianeta ruota attorno al proprio asse e orbita attorno al Sole, il miele si deforma e crea dei vortici, e lo stesso avviene con lo spazio-tempo.
Tra Terra e miele, comunque, un grande traguardo è stato raggiunto con numeri infinitamente precisi. 
Seppur primitiva ed infantile, spesso, la scienza sa regalare grandissime ambizioni ed impensabili traguardi all'essere umano. Quali le conseguenze potenziali di questa scoperta?
"GP-B ha confermato due delle più profonde previsioni dell'universo di Einstein, con notevoli implicazioni sulla ricerca astrofisica", ha detto Everitt.
I ricercatori del team sono dello stesso avviso: "I risultati della missione avranno un effetto a lungo termine sul lavoro dei fisici teorici negli anni a venire. Qualsiasi futura sfida alla teoria di Einstein della relatività generale dovrà confrontarsi misurazioni più precise di quelle egregiamente eseguite da GP-B."
Il meglio dell'opera, sembra, dovrà ancora venire.


martedì 3 maggio 2011

SARA' DAVVERO UN MONDO MIGLIORE SENZA IL PRINCIPE DEL TERRORE? QUALCHE RIFLESSIONE IN MERITO...

Ai più giovani, purtroppo, le figure di Bin Laden ed Al Qaeda ricorderanno per sempre quella data di settembre in cui, citando Samuele Bersani, è aumentato in tutta l'umanità quel senso corrisposto del sospetto tanto temuto ancora oggi.
La missione è il risultato di un lavoro di intelligence complicatissimo, durato oltre 4 anni e portato a termine dal Team Six delle Seal (Naval Special Warfare development group), team ad elevata specializzazione istituito nel 1980.
E' stata festa in tutto il mondo, per una data che nel bene o nel male si imprimerà a caratteri cubitali nella Storia.
Il primo annuncio al mondo è giunto in diretta Twitter, dal profilo dell'informatico Sohaib Athar:
"Un elicottero sorvola Abbottabad all'una. E' un evento raro. Va via prima che io tiri fuori il mio scacciamosche. [...] Un grande boato ha fatto vibrare la finestra. Spero che questo non sia l'inizio di qualcosa di brutto.[...]"
Che si tratti di una vittoria o meno, solo il tempo potrà dirlo.
Dipenderà da tutto cò che saprà diventare Al Qaeda dopo la morte di quella che, almeno ufficialmente, è stata fino a ieri la sua mente. Chi ha fatto tremare il mondo può essere stato in realtà qualcun altro, volutamente rimasto nell'ombra?
Le domande, in casi come questi, purtroppo non si sprecano affatto.
Ciò che è successo darà una svolta all'allarme terrorismo, che paradossalmente proprio ora dovrà guardarsi le spalle con maggior forza di quanto facesse prima. Che sia o meno una vittoria, è troppo presto per dirlo.
"Ora abbiamo giustizia per le lacrime dei figli e il dolore dei genitori", è l'opinione del grande Presidente Barack Obama.
Parzialmente vero, alla luce delle troppe persone ingiustamente morte dentro quel buio periodo fatto da guerre ed attentati ai luoghi simbolo del Paese più sicuro al mondo.
Ciò che non è certo ma solo potenziale, purtroppo, è la visione prospettata da Obama riguardo al futuro che ci attende:
"[...]Oggi il mondo è un luogo più sicuro, è un posto migliore perchè è morto Osama Bin Laden.[...]"
Si può parlare di mondo più sicuro per la morte di un solo uomo che, forse, già da tempo non era più incisivo all'interno della stessa Al Qaeda (nè lo era forse mai stato davvero, nds)?
Rimangono tanti altri tentacoli che, presto, potrebbero rifarsi vivi nei confronti di un Occidente da tempo ferito.
E' stato ucciso un uomo-simbolo del male, in un momento storico in cui è palese a tutti la crisi delle icone e degli idoli di un mondo devastato.
Qualcuno dovrà, un giorno, spiegare al mondo i tanti perchè che, forse, rimarranno per sempre insoluti: come mai una sepoltura in mare paventando dubbi "riti islamici", per un corpo che mai verrà forse davvero mostrato al mondo.
Che poi potrà esserci mistero è, purtroppo, una questione scontata.
In un articolo apparso su La Repubblica di oggi il grande giornalista Vittorio Zucconi commenta con le seguenti parole il futuro che ci attende, mediaticamente intendendo:
"[...]Qualche prova visiva dovrà essere esibita, oltre a quei pochi secondi di video della stanza da letto che dimostrano soltanto che i <Seals> hanno ripreso l'assalto e non possono non aver scattato immagini del super terrorista ucciso, dunque fanno crescere la curiosità. Ma ogni imagine rischia il destino dell'immaginetta sacra per i fanatici del terrorismo che chiederanno vendetta per la vendetta e agiteranno le menti più torbide, così come l'assenza di prove creò leggende e miti attorni ai pochi resti carbonizzati di Adolf Hitler fuori dalla Cancelleria di Berlino.
Il momento dell'immagine pubblica, che verrà, sarà un momento delicatissimo. Per quanto enormi siano infatti le colpe dell'ucciso, un moto umano di ribrezzo e repulsione afferra sempre chi vede i risultati della violenza sull'uomo.[...]"
Attesa, dunque, per proclamare l'inizio di un mondo migliore.

domenica 1 maggio 2011

E PRIMO MAGGIO SIA...


Primo Maggio sia, dunque. Che sia festa per tutti i lavoratori, che sia festa per una Repubblica fondata sul lavoro e non su politiche e parlamenti distanti secoli luce dai tanti italiani medi che sopravvivono, incuranti dell'incedere delle mensilità sempre più scarse e precarie. Che sia festa per i precari, che sia festa per tutti gli altri mezzi lavoratori dispersi in questo paese desolato.
Che sia meno festa per gli accordi separati, che possa esserci meno da celebrare per la dittatura imposta dal modello-Marchionne e per quant'altro appartenente a quell'impossibile che puntualmente troverà realizzazione, solo in terra italica.
La sola promessa che la classe dirigente può fare ad elettori è votanti potrebbe essere quella di occuparsi maggiormente di ciò che realmente conta per la base, senza dilungarsi in inutili mozioni e prese di posizione.
Che sia festa per i sindacati nuovamente uniti, affinchè il lavoro possa diventare maggiormente strutturato e sempre meno deformato.
Molti vorrebbero un'Italia nuova, capace di lottare contro quella mappa del lavoro distrutta da un tracollo quantificabile in 533mila posti di lavoro persi tra 2009 e 2010.
Che sia una festa per tutti coloro che si candideranno a diventare aspiranti precari, che sia festa per tutte le casse integrazioni che dovranno essere rinnovate per uno Stato al palo.
Che sia festa per i reality show del Nuovo Millennio, fatti su misura per licenziati, sfruttati e senza diritti di ogni genere.
Che sia festa per un mondo del lavoro distrutto, affinchè sia possibile attuare concrete politiche di revisione e riconversione industriale.
Che sia festa per le tantissime mobilità, omaggiate da spiccioli mensili per sentire la pancia un pò meno vuota del solito.
Che sia festa per la musica, quella vera, associata alla cultura come unico patrimonio dell'universalità italiana.
Scritto questo, politica e lavoro si ricordino di mettere in pratica le tante buone intenzioni mostrate.
C'è un'Italia che chiede e pretende rispetto, sempre meglio non dimenticarlo.
Scritto questo, buon secondo maggio a tutti.