mercoledì 23 febbraio 2011

TERREMOTI, SPIAGGIAMENTI E CAMPI MAGNETICI: ESISTE QUALCHE RELAZIONE?

Il terremoto avvenuto in Nuova Zelanda è, per parte della scienza esperta, anomalo rispetto a molti altri per svariate ragioni; la voce degli addetti ai lavori si è espressa per bocca di Robert Yeats, membro della Oregon State University.
A detta sua, la scossa di magnitudo 6,3 riscontrata nient'altro è stata che una semplice scossa di assestamento derivata dal recente terremoto del settembre scorso (7,1 magnitudo, nds).
La cosa relativamente preoccupante è che, a livello geologico, la faglia interessata a questi smottamenti mai era stata coinvolta in riassetti od assestamenti. E' più che mai chiaro l'esperto intervistato:
"[...]L'ultimo terremoto in Nuova Zelanda ha colpito un'area che non si sapeva essere interessata da una faglia prima di settembre: non si era mossa per migliaia di anni. Ma se si combina la profondità ridotta, la vicinanza a una città e le caratteristiche del suolo si capisce che i danni possono essere immensi. [...] Le stesse caratteristiche che hanno causato questa distruzione e tanti morti a Christchurch sono simili a quelle che si ritrovano di fronte a Portland, Seattle, parte della Bay Area e molte altre città della costa occidentale degli Stati Uniti. [...] E' importante tenere a mente che la Nuova Zelanda ha alcune delle norme di costruzione degli edifici più avanzate al mondo. Sono molto meglio preparati di quanto lo siano molte città degli Stati Uniti."
Il rischio del ripetersi di fenomeni simili è, quindi, tutt'altro che da sottovalutare. Cosa avrebbe fatto un terremoto della stessa intensità in un Paese non all'avanguardia costruttiva come la Nuova Zelanda?
Ciò che conta è che, al di là delle formalità, con fenomeni tellurici simili sarebbero in troppi a rischiare.
Rischiare molto più di quanto avvenuto in Nuova Zelanda, appunto.
Al terremoto si è aggiunto un altro fenomeno per il quale risulta incerto parlare di semplice coincidenza; l'inesattezza o la possibilità di sbagliare in campi come questi hanno probabilità tremendamente alte, dal momento che anche la scienza si sta interrogando su un eventuale collegamento.
Nella distesa di Cavalier Creek, nella neozelandese Isola di Stewart, è avvenuto qualche giorno fa lo spiaggiamento di 107 balene; molte di queste sono poi morte a causa delle proibitive condizioni climatiche e di sopravvivenza.
Ragionando sulla causa di una tale strage, parte delle potenziali ipotesi hanno mostrato convergenze verso una variazione imprevista e rapida dei campi magnetici:
"[...]Secondo Jim Berkland, geologo, gli spiaggiamenti delle balene sarebbero da correlarsi ai cambiamenti del campo magnetico, evento che si verificherebbe (gli studi sono ancora in corso) prima di un terremoto. A risentirne, fino a 1-2 giorni prima, sopratutto gli animali che si orientano per le loro migrazioni, ma anche cani e gatti."
Può un terremoto avere come cartina di tornasole la variazione percepita di campi magnetici?
La sola che può rispondere è, al momento, la scienza.
Ciò che è certo è che, se animali guidati dai campi magnetici come le balene perdono la strada, è lecito interrogarsi su eventualità. E' assolutamente ammessa la possibilità di sbagliare, sostenuta da una fervida speranza di errore.
E' altrettanto ammessa la necessità di cambiare mentalità con cui analizzare il mondo, sfruttando purtroppo occasioni come queste. Nessun essere umano vorrebbe trovarsi al punto di considerare realtà la massima indiana seguente:
"Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro." (Toro Seduto)



Per saperne di più:
http://www.ecoblog.it/post/12094/nuova-zelanda-terremoto-magnitudo-63-e-107-balene-spiaggiate-eventi-correlati

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_terremoto_di_Christchurch_preoccupa_i_geologi_statunitensi/1346871#Szene_1


martedì 22 febbraio 2011

TRA CITES, ITALIA E WWF: SALVAGUARDANDO IL MONDO ANIMALE

La Convenzione di Washington sul Commercio Internazionale delle Specie di fauna e flora minacciate di estinzione, altresì siglata come CITES, ha stilato un bilancio relativo alla condizione del commercio internazionale (soprattutto illegale, nds) di piante ed animali in via di estinzione.
Nella sola Italia, il passato 2010 ha consegnato alla Forestale una quantità di sequestri di oltre il 90% superiori a quelli dell'anno precedente (1500accertamenti in territorio nazionale e 39mila in località doganali).
La CITES controlla direttiva e commercio di circa 30mila specie, di cui approssimativamente 25mila sono piante.
Alla presentazione del bilancio, il Presidente WWF Fulco Pratesi ha ricordato come per migliaia di specie animali e vegetali il commercio sia la prima minaccia di estinzione; il mercato mondiale ha un valore di circa 240miliardi di Euro l'anno tra legname, animali vivi, pelli di rettili e pellicce di mammiferi, caviale e piante medicinali ed ornamentali. All'interno della sola Europa ha un valore stimato di 100 miliardi di dollari/anno.
Cosa rimane da fare nella sola Italia? Massimiliano Rocco, Responsabile di WWF Italia, ha direttive chiare:
"Per la tutela delle specie protette non si deve abbassare la guardia. Occorre destinare alla applicazione  puntuale della CITES adeguate risorse e strumenti operativi efficienti e innovativi perché la Convenzione resta uno degli strumenti più importanti per la tutela della biodiversità e delle risorse naturali.[...] L’Italia deve arrivare quanto prima a promuovere un piano di azione nazionale, lavorare con i paesi terzi per promuovere i piani di gestione per le specie maggiormente interessate dal commercio illegale e dedicare più attenzione alla gestione degli animali vivi sequestrati al commercio illegale . Lo Stato deve garantire, come si è impegnato a fare, adeguati centri di recupero per offrire una vita migliore a chi già crudelmente è stato privato della sua libertà."
L'Italia è il primo mercato al mondo per commercio di pelli di rettile: tale business si quantifica in circa 1,5 miliardi di Euro l'anno.
Salvare la biodiversità significa intervenire in campi come questi, tutelando habitat ed ecosistemi: fermare i processi di deforestazione, arrestare la cementificazione dei nostri territori e contrastare il mercato illegale di wildlife, di cui l’Italia è prima al mondo e incentivare l’uso sostenibile di queste risorse.
"I risultati raggiunti nel 2010 dagli uomini del Servizio CITES del Corpo Forestale sono incoraggianti e ci fanno ben sperare. Mostrano come volendo si può cercare di fermare il commercio illegale di specie, come dimostra il lavoro congiunto tra gli uomini del CFS e l’Ufficio TRAFFIC del WWF.[...]L’impegno che il WWF chiede al Ministero dell’Ambiente e al Ministero Politiche agricole è per lo sviluppo di un programma LIFE congiunto per la tutela e la salvaguardia della popolazione residua." è l'opinione di Fulco Pratesi.
Per saperne di più: http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=27044&parent=11628&content=1

lunedì 21 febbraio 2011

"WE WEREN'T BORN TO FOLLOW": BUONI PROPOSITI DA BON JOVI



"This one goes out to man who mines for miracles
This one goes out to the ones in need
This one goes out to the sinner and the cynical
This ain't about no apology

This road was paved by the hopeless and the hungry
This road was paved by the winds of change
Walking beside the guilty and the innocent
How will you raise your hand when they call your name

Yeah, yeah, yeah

We weren't born to follow
Come on and get up off your knees
When life is a bitter pill to swallow
You gotta hold on to what you believe
Believe that the sun will shine tomorrow
And that saints and sinners bleed
We weren't born to follow
You gotta stand up for what you believe
Let me here you say yeah, yeah, yeah, oh yeah

This one's about anyone who does it differently
This one's about the one who curses and spits
This ain't about our livin in a fantasy
This ain't about givin up or giving in

Yeah, Yeah, Yeah

We weren't born to follow
Come on and get up off your knees
When life is a bitter pill to swallow
You gotta hold on to what you believe
Believe that the sun will shine tomorrow
And that saints and sinners bleed
We weren't born to follow
You gotta stand up for what you believe
Let me hear you say yeah, yeah, yeah, oh Yeah
Let me hear you say yeah, yeah, yeah, oh yeah

Guitar!

(Guitar Solo)

We weren't born to follow
Come on and get up off your knees
When life is a bitter pill to swallow
You gotta hold on to what you believe
Believe that the sun will shine tomorrow
And that saints and sinners bleed
We weren't born to follow
You gotta stand up for what you believe
Let me here you say yeah, yeah, yeah, oh yeah
Let me here you say yeah, yeah, yeah, oh yeah
We weren't born to follow, oh yeah
We weren't born to follow, oh yeah."

TRADUZIONE:

"Questa è per l’uomo che fa miracoli
Questa è per chi ha bisogno
Questa è per i peccatori e i cinici
Questa non è per chiedere scusa

Questa strada fu pavimentata
Dalle persone senza speranza e dagli affamati
Questa strada fu pavimentata
Dai venti del cambiamento
Camminando vicino ai colpevoli e agli innocenti
Come alzerai la mano quando
Chiameranno il tuo nome?

Si, si, si

Non siamo nati per seguire qualcuno
Vieni qua e alzati dalle tue ginocchia
Quando la vita è una pillola amara da ingoiare
Devi fissarti su quello in cui credi
Credi che il sole domani splenderà
E che i santi e i peccatori hanno sanguinato
Non siamo nati per seguire qualcuno
Devi lottare per quello in cui credi
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."

Questa è su chiunque lo faccia in modo diverso
Questa è su quello che impreca e sputa
Questa non è sul nostro vivere in una fantasia
Questa non è sul darsi per vinto o sull’arrendersi

Si, si, si

Non siamo nati per seguire qualcuno
Vieni qua e alzati dalle tue ginocchia
Quando la vita è una pillola amara da ingoiare
Devi fissarti su quello in cui credi
Credi che il sole domani splenderà
E che i santi e i peccatori hanno sanguinato
Non siamo nati per seguire qualcuno
Devi lottare per quello in cui credi
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."

Chitarra!

Non siamo nati per seguire qualcuno
Vieni qua e alzati dalle tue ginocchia
Quando la vita è una pillola amara da ingoiare
Devi fissarti su quello in cui credi
Credi che il sole domani splenderà
E che i santi e i peccatori hanno sanguinato
Non siamo nati per seguire qualcuno
Devi lottare per quello in cui credi
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."
Lascia che io ti senta dire "si, si, si..."

Non siamo nati per seguire qualcuno
Non siamo nati per seguire qualcuno."

domenica 20 febbraio 2011

CHIAMALA ITALIA, DANDOLE AMORE: GRAZIE ROBERTO

Se la musica può rappresentare il tessuto sociale e l'anima di una collettività, con la vittoria di Roberto Vecchioni a Sanremo si intravede qualche speranza in più per l'asfittico panorama nazionale.
In un contesto che ha come massime espressioni le passate vittorie dei cantanti da talent-show, il trionfo di uno dei più grandi cantautori rimasti rilascia davvero una certificazione oggettiva sullo stato di cose in terra nostrana.
Si è rivisto al vertice un testo impegnato, rafforzato da un congiunto premio di quella parte critica che in musica è solita non fare sconti a nessuno.
"Chiamami ancora amore" è un testo capace di rievocare tematiche molteplici, fluidificate alla perfezione da una musicalità simile ma non identica ad altre meravigliose opere del cantautore milanese.
E' una canzone che rievoca quei poeti e naviganti infiniti capaci di muovere i fiumi con il pensiero e parlare con il cielo, citando la canzone che sa essere perfetta cesura tra gioventù e bisogno di sognare un futuro migliore.
Dal testo ritorna un amore onnipresente ma non onnipotente, desideroso di riequilibrare le sorti di un'Italia che sembra condannata ad un tramonto perenne.
Si legge di poeti, di studenti con in mano libri branditi come armi affilatissime; si rievocano bastardi e signori del dolore ben noti a tutti, che hanno saputo buttare all'aria tutto il nostro passato ed il nostro futuro. Persa la memoria comune, infatti, mancano evidenti strumenti con cui correggere i binari del nostro presente.
"Chiamami ancora amore" è una canzone che vuole difendere l'umanità generalmente intesa, usando qualunque strumento: sia esso silenzio o tuono, non importa.
Qualunque cosa va bene per rompere questo velo di Maya che ci impedisce di guardare diritti verso il domani.
"Chiamami ancora amore" è una canzone che fa amare alla follia idee e pensieri: inafferrabili, ineffabili ed irraggiungibili come farfalle. Al tempo stesso è una canzone che si pone l'obiettivo di dare un nuovo buongiorno all'Italia, dopo troppe infinite ed odiate cattive notti.
E' una canzone per i giovani, capace di ridare spinta ad un paese fermo al palo e senza più sguardo sul futuro.
"Chiamami ancora amore" è una canzone progettata per riempire con musica e parole questo osceno silenzio assordante che ci pervade.
Continuamente. "Chiamami ancora amore" è una infinitesima porzione di quella musica vera, di cui tanto ha bisogno questo paese.
Musica vera che il vincitore di questo Sanremo ha definito con queste parole:
"[...]la musica ha una particolarità che i greci hanno scoperto, e che forse non sappiamo tutti, che non è un'arte a sè: è l'arte delle arti. La musica entra in tutte le arti perchè è un secondo linguaggio. Perchè la nostra anima ha bisogno di due modi di ricevere e la musica è come un controcanto a quello che succede.
E' un controcanto alle parole quando va sulla poesia, [...] nella polis esisteva sempre. Non si vive senza musica. [...] La scuola deve assolutamente trovare uno spazio per raccontare ai ragazzi come si legge, non come si ascolticchia. Come si legge la canzone che noi chiamiamo d'autore, ma anche la canzone in generale... [...]La canzone d'autore è un trampolino, può servire ad educare i ragazzi a scoprire la difficoltà bellissima e meravigliosa dell'intendere poesia. [...] Qullo che tocca a noi è formare delle persone, qualcosa che personat, cioè aumenta il suono che si ha dentro mandandolo fuori, qualcosa di simile alla maschera greca che amplificava a mo' di imbuto. Quello che hai dentro, che è piccolo, deve diventare grandissimo perchè la belleza e la felicità stanno anche nel capirsi. E quando finalmente ci si capisce, attraverso il bello, si è sicuramente più felici.[...]"
(da tavola rotonda con Roberto Vecchioni, tratta dal libro "Il suono e l'inchiostro- poesia e canzone nell'Italia contemporanea")
"Chiamami ancora amore" è una canzone figlia di una mente e di una persona stupenda.
Qualora non bastassero i complimenti ricevuti, un altro piccolo grazie Roberto.
Firmato, un tuo grande fan.

sabato 19 febbraio 2011

SOLE, ERUZIONI SOLARI ED UMANITA': RISCHIO DI APOCALISSE TECNOLOGICA?

Il contesto con cui il Sole vive e fa vivere l'intero pianeta Terra è costituito, essenzialmente, da un'infinita serie di reazioni termonucleari dotate di una potenza sconosciuta a qualsiasi mente o strumento umano.
Le proibitive condizioni di temperatura e pressione all'interno del nucleo contribuiscono a potenziare le reazioni e ad accellerarne la velocità, permettendo alla stella di irradiare la propria energia in tutto il sistema Solare.
Grazie a tutti questi fattori, quella che conosciamo come vita è dotata di forte peso specifico.
Bruciando combustibile ed esaurendo riserve, il Sole compie anche maestose eruzioni: è il caso specifico di enormi fuoriuscite di materia che fuggono dalla superficie della stella.
Per avere un'idea della loro potenza, si conti che ciascuna di queste ha al suo interno un'energia pari a quella prodotta da decine di milioni di bombe atomiche.
E' evidente che, sotto quest'ottica, per l'umanità essere ancora viva grazie al Sole sul pianeta Terra è questione di pura fortuna; con ciò si dovrebbero svilire ed esaurire immaturi ed osceni deliri di onnipotenza, ma questo è un altro discorso.
Le eruzioni solari sono maestose e spaventose al tempo stesso, causate sembra da variazioni relative all'andamento dei campi magnetici interni alla nostra stella.
Esplodendo, un brillamento disperde nell'Universo miriadi infinite di particelle energetiche che contribuiscono a comporre quei fenomeni che tutti riconosciamo come aurore australi e boreali:


Sapendo essere spettacolo, il Sole deve anche suscitare in qualche modo forme di paura.
E' il caso di questi giorni, in cui la stessa NASA ha dato notizia di un aumento notevole dei fenomeni di eruzione solare; tutto il pericolo deriva dal fatto che quelle particelle energetiche sopra citate potrebbero mettere a tacere completamente tutto ciò che concerne elettricità e tecnologia in seno al nostro pianeta.
In dettagli scientifici, gli astronomi hanno riscontrato nel giorno 16 febbraio un'immensa vampata di raggi X; tale esplosione è stata classificata con codice R3 (forte), rapportata ad un'intensità che non si palesava da oltre 4 anni.
A ciò si è aggiunto, nella giornata precedente, un cosiddetto CME (Coronal Mass Ejection, nds). In poche parole, dal Sole si è sprigionata un'immensa espulsione di materia composta da protoni ed elettroni.
Tale fenomeno potrebbe, se incrementato, mettere in serio pericolo tutto ciò che ha a che fare con progresso ed elettronica. La NASA ha sottolineato che si tratta di un'eventualità remota; data l'imprevedibilità del Sole e dei fenomeni naturali in generale, è più che lecito interrogarsi. Proprio in questi momenti, infatti, le particelle sprigionate dall'unione combinata di questi due fenomeni stanno giungendo o sono già giunte sulla Terra: si consideri che la nube di particelle sprigionate viaggia alla media velocità di 900 km/secondo.
In mezzo a tutto questo, la necessità di riequilibrare il nostro precario concetto di umanità:
"L'astronomia costringe l'anima a guardare oltre e ci conduce da un mondo ad un altro."  (Platone)
I protagonisti dell'astronomia ci catapultano, a maggior ragione, in una dimensione di idee completamente estranea alla comune precarietà.
Se solo volesse, questo Sole...

venerdì 18 febbraio 2011

TRA CENTROSINISTRA, VENDOLA E GRILLO: QUANTO CORRISPONDE A VERITA'?

Nel mosaico (spaccato) del Centrosinistra italiano guardare ad un'alternativa per l'Italia è in certi momenti un'impresa titanica. Dispersi tra primarie volute e poi respinte dallo stesso Pd, guardando a terzi poli di dubbia consistenza.
Il confine di un'alternativa va confondendosi con un recinto nel quale collocare con orgoglio il concetto di puro anti-berlusconismo.
Il dubbio è chiedersi se, data la particolare natura dello psiconano, muoversi specularmente a lui sia una mossa vincente.
In mezzo a sante alleanze dal dubbio contesto, cerchiamo di raggiungere un italiano su sei per portare semplicemente uno speranzoso messaggio di dimissioni per il nano magnate. Poco importa se poi un segnale chiaro e concreto si poteva dare, a fatti, in occasione del voto sullo scudo fiscale avvenuto il 2 ottobre del 2009.
(per info: http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/fisco-2/bagarre-in-aula/bagarre-in-aula.html)
In un contesto opposto al berlusconismo fatto da personalità sicuramente più affidabili e maggiormente rispettose del ruolo istituzionale a confronto con la pochezza destrorsa, ci si chiede quali possano essere le individualità più giuste (o meno sbagliate, nds) per inaugurare la nascente Terza Repubblica.
Partendo da tragiche condizioni al contorno, sarà opportuno individuare personalità dotate di pragmatismo, coerenza e sensibilità istituzionalmente ineccepibili. Per l'italiano medio, ad esempio, è eticamente inaccettabile equiparare pensionamenti maturati con 40 anni di lavoro sottopagato con anzianità conseguite dopo due sole legislature passate ad oltre 12mila Euro/mese.
Dovendo individuare nuovi cardini di sostenibilità economica e comunicativa, sarà più che mai opportuno per il centrosinistra tornare per davvero alla testa di quel Quarto Stato che Pellizza da Volpedo ottimamente rappresentò.
Al comando del maggior partito d'opposizione rimane qualche stratega dalle troppe sconfitte politiche maturate, mentre le piazze in fermento continuano a reclamare a gran voce qualcuno degno (e capace, nds) di circoscrivere un programma capace di venire incontro a bisogni e necessità dell'Italia intera.
In questo senso, venire incontro a qualche rottamato potrebbe fare anche comodo.
Tra le personalità che più hanno affascinato parte dell'Italia, spicca il governatore della Puglia Nichi Vendola.
Osteggiato dallo stesso Partito Democratico in più riprese, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà ha dimostrato con parole di avere ottime possibilità di rappresentare veramente parte di quel cambiamento che l'Italia vuole.
Oggi più che mai. Consapevole del proprio potenziale successo a livello di base elettorale, si candida ufficialmente da molto tempo in pole position per quelle eventuali primarie che dovrebbero aprire ufficialmente quel cantiere che l'alternativa da troppo promette.
Lo stile abile di narrazione e la straordinaria padronanza lessicale ne fanno, a pieno titolo, un grande comunicatore. Tale capacità di presa è testimoniata allo stesso modo da quei sondaggi tanto amati e temuti, che hanno visto il partito del Presidente pugliese raggiungere consensi prossimi al 10% dell'elettorato sensibile.
Nichi Vendola come fenomeno mediatico o Nichi Vendola come reale tassello da collocare nel mosaico dell'alternativa?
E' questa, forse, la domanda attorno alla quale ruotano le tattiche del cantiere del centrosinistra.
Dalla lettura del libro "Vendola- Il voltonuovo della sinistra" molto è emerso relativamente a suoi aspetti anche potenzialmente controversi tra loro:
"Nichi Vendola. Una storia di passioni. Una persona unica. Una speranza, per la sinistra e per l'Italia.
Nichi Vendola.L'estremista. Il professionista di partito. Il comunicatore senza sostanza.
Chi è il vero Vendola? [...]"
E' questo il fulcro attorno al quale ruotano i ragionamenti, le interviste e le riflessioni fatte dal duo Cosentino-Rosciarelli.
L'immagine complessa di quello che può essere definito homo maggiormente novus di altri è un'analisi alquanto impossibile, destinata ad essere perennemente imprecisa.
Nel libro moltissimi elargiscono complimenti e belle parole per questo, potenziale, protagonista su scala nazionale. Una testimonianza tra le tante è data dallo straordinario Don Luigi Ciotti:
"[...]La nostra amicizia si è rafforzata attraverso i tanti progetti che ci hanno visto fianco a fianco: nella lotta alle mafie, nelle politiche sociali, nella denuncia contro le discriminazioni, nei percorsi educativi e culturali, nella costruzione di realtà aperte e plurali, desiderose di saldare il sociale con la dimensione politica. [...]Nichi (è capace di stimolare passione ed evocare alternative, nds) pechè è una persona appassionata, una persona viva. I giovani lo sentono, ed è per questo che la sua figura e le sue parole hanno molta presa su di loro. [...]"
Nichi Vendola sa quindi, più di molte altre cariatidi, colpire direttamente il futuro dell'Italia intera.
Per questo e moltissimi altri motivi, è opportuno che dietro alle sue parole ci siano comportamenti capaci di tradurre in realtà pomposi discorsi.
Sul vero Vendola è intervenuta ieri la voce di Beppe Grillo. Pur rimanendo fedele alla vocazione rottamatrice assoluta, ha scritto un intervento sul suo blog colmo di accuse nei confronti di quello che definisce SuperVendola:
"[...]Io non ho nulla contro Vendola, semplicemente non mi va di essere stato preso in giro. [...] Prima delle elezioni regionali del 2010 Vendola chiese il sostegno del MoVimento 5 Stelle (che non si presentava in Puglia) in un video. Mi telefonò. Fece delle promesse puntuali sull'acqua pubblica. Dopo quasi un anno la gestione dell'acqua è ancora privata, gestita da una SpA. Le scuse stanno a zero e con il suo linguaggio tra il pretesco e il barocco [...] Nichi nega per ammettere e ammette per negare. [...] Può fare inceneritori insieme alla Marcegaglia, oggi tre, domani cinque e dopodomani chissà. Può paragonare la sua Regione alla virtuosa California mentre la percentuale di RACCOLTA DIFFERENZIATA in Puglia a tutto il 2010 è del 15,3%, in Campania a livello regionale, per fare un esempio è oltre il 25% con 160 Comuni che riciclano oltre il 50%. Può destinare 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele Mediterraneo che vede socio Don Luigi Maria Verzé, padre spirituale di Berlusconi. Ci sono tre tipi di persone. Chi fa i fatti e non lo dice. Chi fa i fatti e lo dice. Chi dice e si fa i fatti suoi. Vendola appartiene alla terza categoria. [...]"
Alla voce di Beppe Grillo risponde soprattutto il pensiero comune di larghissima parte di tutti coloro che non credono più nella politica e nei politici professionalmente intesi. Alla voce di Beppe Grillo, per quanto critica, distruttiva o non condivisibile possa essere, risponde una buona parte di domande a cui il cittadino italiano vuole risposte assolutamente precise ed eticamente ineccepibili.
Il movimento di (anti?)politica promosso dal comico (che fu?) presuppone accuse piuttosto serie nei confronti del vero Vendola. L'Italia che guarda con interesse e speranza ad un futuro con freccia a sinistra attende risposte, a prescindere da schieramenti che nel contesto moderno vogliono dire poco o nulla.
Scritto tutto ciò, ovviamente, da parte di uno che spera ancora ardentemente di vedere il cantiere non trasformarsi in discarica.

giovedì 17 febbraio 2011

STRUMENTALIZZANDO LA PAROLA RESPONSABILITA': QUANDO TUTTI GLI UOMINI HANNO UN PREZZO

Prima di definire qualunque ipotesi in merito alla tragicomica situazione che sta trascinando l'Italia in un infinito piano inclinato, è interessante rivedere le conclusioni esposte nel libro di Alexander Stille, "Citizen Berlusconi- Il Cavalier Miracolo".
Attraverso una fase di oggettive e verificabili vicende e testimonianze, l'autore cerca di trarre definizioni obiettive relativamente al futuro dello Stato affidato all'uomo del fare Silvio Berlusconi:
"[...]I problemi dell'Italia naturalmente non si riducono a Berlusconi. Molti esponenti del centrosinistra e del centrodestra mettono in guardia contro i pericoli di una demonizzazione del premier. Ma il terzo mandato di Berlusconi, una ininterrotta sequenza di scandali e controversie, ha già chiarito che l'Italia, sotto Berlusconi, è semplicemente ingovernabile.
In primo luogo a causa degli enormi conflitti d'interessi che Berlusconi incarna: il monopolista della televisione privata che gestisce il proprio principale concorrente, un imputato di processi penali che gestisce il sistema giudiziario, uno dei maggiori attori in campo finanziario, assicureativo e immobiliare che regolamenta questi stessi settori, l'imputato in molti processi nei quali, come Presidente del Consiglio, è anche parte lesa e parte civile.
Sulla strada di qualsiasi governo, sono macigni che non si possono aggirare. Ogni legge che Berlusconi propone o prova a bloccare- [...] -emana immediatamente un odore sospetto, perchè si è costretti a chiedersi subito chi ne benefici e quale potrebbe essere l'impatto su Berlusconi. 
Questo sarebbe vero anche se Berlusconi fosse l'altruista illuminato che sembra convinto di essere. E' un problema strutturale, non personale.
La democrazia moderna è semplicemente antitetica rispetto al governo monarchico del leader assoluto."
Essendo autorizzato dal voto popolare a governare, è altrettanto tenuto a capire da quando una situazione come questa si è fatta insostenibile ed irrespirabile.
Nella terra formata dal Parlamento dei nominati, chi è nominato da cinque segretari di Partito si sente autorizzato a seguire il proprio personale interesse. Così procedendo, purtroppo, si vanno formando, come vagoni merci, bastimenti di responsabili disposti a tutelare il bene dell'Italia.
E' oggettivo chiedersi quale bene possano mai voler tutelare; vorranno forse difendere quel sistema politico che ha regalato un debito procapite di 30mila Euro sulle nuove generazioni?
Vorranno forse difendere quel sistema politico che regala all'Italia lo scudo fiscale secondo cui è possibile importare quote di capitale versando un miserrimo 5% come multa?
Vorranno forse mostrare responsabilità per non lasciare un Paese intero in balia diella speculazione internazionale che già vede vendere fette del nostro debito pubblico a Paesi interessati ad inoltrare in terra nostrana interessi e compromessi?
Dovremo un giorno ringraziare tutti questi Razzi, Scilipoti e Pionati?
Potremmo un giorno renderli aderenti, seguendo sveviana memoria, alla tematica dell'inetto perfetto capace in realtà di imprimere vere svolte al destino del mondo?
Potranno loro difendere con (quale?, nds) coraggio questo Governo del fare?
Vogliono difendere un Paese intero o proteggere il berlusconismo dal suo declino naturale? Avranno un giorno altrettanta responsabilità nel dire che si erano sbagliati nel difendere un pensionato che volle salvarsi facendo bruciare una Roma composta da 60milioni di persone?
La responsabilità è una parola che, oggi come oggi, a questi individui non si addice per niente; citando dall'imperfetta ma sempre disponibile Wikipedia, si trova una definizione concettuale particolare di responsabilità:
"La responsabilità può essere definita come la possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione.[...]La responsabilità presuppone una situazione di libertà, in cui la persona può scegliere quale comportamento tenere; ove tale scelta non gli fosse possibile, infatti, anche laddove fosse in grado di prevedere le conseguenze delle sue azioni, non potrebbe comunque adottare un diverso comportamento alla luce della sua previsione. D'altra parte, affinché si possa parlare di responsabilità, è necessario che la persona si trovi in una situazione di libertà limitata, in cui i comportamenti che può tenere non sono del tutto indifferenti giacché, altrimenti, non vi sarebbe ragione di scegliere l'uno piuttosto che l'altro sulla base delle conseguenze previste.[...]"
Questi responsabili vanno pensando alle conseguenze dei loro (futuri) voti?
Dicendo (ieri) di odiare politicamente Berlusconi e l'Italia da lui plasmata, come potranno (domani) sostenerne l'azione ed implicitamente anche qualsivoglia salvacondotto per evitare il giudizio di giudici comunisti e toghe rosse?
E' questa una definizione di responsabilità applicata ad un contesto italiano già tragicamente compromesso?
Tutti gli uomini hanno un prezzo, appunto...anche dato dalla presunta responsabilità.
Si spera che nessuno farà mai capire loro il prezzo da pagare per una scelta definita, a posteriori, sbagliata.
Nel mentre, il calciomercato impazza.

mercoledì 16 febbraio 2011

"BROKEN WINGS": FANTASTICHE VISIONI


"Fight the fight alone
When the world is full of victims
Dims a fading light
In our souls
Leave the peace alone
How we all are slowly changing
Dims a fading light
In our Souls

In my opinion seeing is to know
the things we hold
are always first to go
and who’s to say
we won’t end up alone

On broken wings I’m falling
and it won’t be long
The skin on me is burning
By the fires of the sun
On skinned knees I’m bleeding
and it won’t be long
I’ve got to find that meaning
I’ll search for so long

Cry ourselves to sleep
We will sleep alone forever
Will you lay me down
In the same place with all I love
Mend the broken homes
Care for them
they are our brothers
Save the fading light in our souls

In my opinion seeing is to know
What you give
will always carry you
And who’s to say
we won’t survive it too

On broken wings I’m falling
and it won’t be long
The skin on me is burning
By the fires of the sun
On skinned knees I’m bleeding
and it won’t be long
I’ve got to find that meaning
I’ll search for so long

Set a
free all
Relying on their will
to make me all that I am
and all that I’ll be
Set a
free all
Will fall between the cracks
with memories of all that I am
and all that I’ll be

On broken wings I’m falling
and it won’t be long
The skin on me is burning
By the fires of the sun
On skinned knees I’m bleeding
and it won’t be long

I’ve got to find that meaning
I’ll search for so long."

TRADUZIONE:



"Combatti la battaglia da solo
quando il mondo è pieno di vittime
oscura una luce sbiadita
nelle nostre anime
lascia la pace da sola
come tutti stiamo cambiando lentamente
oscura una luce sbiadita
nelle nostre anime

secondo me vedere è sapere
che le cose che abbiamo
sono sempre le prime ad andarsene
e chi ha detto
che non ci spegneremo da soli?

su ali rotte sto cadendo
e non ci vorrà molto
la mia pelle sta bruciando
per il fuoco del sole
su ginocchia liscie sto sanguinando
e non ci vorrà molto
devo trovare quel significato
lo cercherò per così tanto tempo

Compiangiamoci per dormire
dormiremo da soli per sempre
mi metterai
nello stesso posto con tutto ciò che amo?
ripara le case rotte
preoccupati per loro
esse sono i nostri fratelli
salva la luce sbiadita nelle nostre anime

secondo me vedere è sapere
che ciò che hai dato
ti porterà sempre con se
e chi dice
che non sopravviveremo anche noi?

su ali rotte sto cadendo
e non ci vorrà molto
la mia pelle sta bruciando
per il fuoco del sole
su ginocchia liscie sto sanguinando
e non ci vorrà molto
devo trovare quel significato
lo cercherò per così tanto tempo

scegli una
libertà per tutti
contando sulla loro volontà
per farmi essere tutto ciò che sono
e tutto ciò che sarò
scegli una
libertà per tutti
cadrà fra le crepe
con i ricordi di tutto ciò che sono
e di tutto ciò che sarò

su ali rotte sto cadendo
e non ci vorrà molto
la mia pelle sta bruciando
per il fuoco del sole
su ginocchia liscie sto sanguinando
e non ci vorrà molto
devo trovare quel significato

lo cercherò per così tanto tempo."

("Broken Wings" - Alter Bridge)


martedì 15 febbraio 2011

TRA DOLORI ED AMORE FINITO: GRAZIE RONALDO

Lo avevano etichettato con ogni epiteto possibile, da ex-calciatore ad obeso senza più speranza di rilancio di carriera. Ronaldo Luis Nazario da Lima, nato a Rio de Janeiro il 22 settembre 1976, ha annunciato il definitivo ritiro dalla carriera calcistica; la colpa va ad una sequela di infortuni infinita, ad un fisico penalizzato da fibre ossee e muscolari fragilissime.
Nella sua carriera sono state scritte tantissime pagine stupende.
Essendo impossibile ricordarle tutte, è preferibile guardare anche alle cifre che il Fenomeno ha consegnato alla storia del calcio mondiale:
  • 15 i gol segnati ai mondiali, miglior marcatore nella Storia dell'intera manifestazione;
  • 300 gol segnati nei campionati di Brasile, Olanda, Spagna ed Italia;
  • 97 presenze nella nazionale brasiliana, decorate da 62 gol;
  • 3 Fifa World Player;
  • 2 Palloni d'Oro;
  • 4 Coppe Nazionali vinte;
  • 3 Trofei internazionali vinti.
Ronaldo è stato anche questo. Grazie a statistiche così, riuscirà ad incidere senza difficoltà alcuna il suo nome nella Storia.
Nel calcio contemporaneo, molti sono indecisi sul quale sia stato il calciatore più forte di sempre. Dinnanzi alle nuove generazioni, sembra lontano il dibattito Maradona-Pelè; ciò che è oggettivo, al di là delle opinioni, è che Ronaldo ha saputo essere quella linea sottile di demarcazione tra il dopo Pelè  ed il pre Messi.
Nella conferenza stampa di ieri si sono viste lacrime, sospiri, voce rotta ed inframezzata da mani sugli occhi per celare il dolore: "Troppi dolori, non ce la faccio più. [...]Quattro anni fa, quando ero al Milan, ho scoperto di soffrire di ipertiroidismo, che causa un rallentamento del metabolismo. Per curarlo servono ormoni che non si sposano col mondo del calcio, essendo considerati doping. Molti di voi (riferendosi ai giornalisti ndr) hanno ironizzato sul mio peso, ma non ho nessun rancore."
Accanto al rancore deposto, i figli ormai cresciuti e la gloria per un campione che ha saputo dare grandi emozioni agli amanti del calcio. Se ne va calcisticamente la carriera del primo fenomeno del nuovo millennio.
Se ne va il suo doppio passo, se ne vanno tiri angolati con millimetrica precisione.
Se ne va l'allegria brasiliana che ha difeso i colori di molte maglie, se ne va lasciando in molti tifosi immensa saudade.
Se non fosse stato tradito da tendini rotulei e muscoli di diamante, avrebbe potuto infiammare stadi ancora per qualche anno. Amato in Brasile, corteggiato da tutte le più grandi squadre del mondo nel suo momento d'oro. Dormendo per novanta minuti, riusciva a tirare fuori continue zampate vincenti per decidere le sorti di una partita.
"Oggi mi sembra di morire.", è stato il commento a margine della conferenza stampa che ha sancito la fine della sua prima vita di calciatore.
A molti sembra invece che una parte di calcio vero se ne sia andata, tra i cambi di marcia di questo giocatore indelebile per la storia. In mezzo, altrettanti calciatori che muoveranno pesanti passi dopo di lui.
"Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo" disse Pasolini, non troppo tempo fa.
Tra rappresentazioni sacre, capita che rappresentanti sacri vengano meno al loro recitare parti stupende.
Comunque sia, The Show must go on.
Grazie ancora per lo spettacolo offerto, Ronaldo.

lunedì 14 febbraio 2011

TRA COLORI E MONDO: FAVOLA DA TOQUINHO



"Sopra un foglio di carta lo vedi il sole è giallo,
ma se piove due segni di biro ti danno un ombrello.
Gli alberi non sono altro che fiaschi di vino girati,
se ci metti due tipi là sotto saranno ubriachi,
l' erba è sempre verde e se vedi un punto lontano,
non ci scappa è il buon Dio o è un gabbiano e va’.

Verso il mare a volare ed il mare è tutto blu
e una nave a navigare ha una vela non di più,
ma sott'acqua i pesci sanno dove andare
dove gli pare non dove vuoi tu.

Ed il cielo sta a guardare ed il cielo è sempre blu,
c'è un aereo lassù in alto e l'aereo scende giù,
c'è chi a terra lo saluta con la mano
va piano, piano fuori da un bar, chissà dove va’.

Sopra un foglio di carta lo vedi chi viaggia in treno
sono tre buoni amici che mangiano e parlano piano,
da un'America all'altra è uno scherzo ci vuole un secondo
basta fare un bel cerchio ed ecco che hai tutto il mondo.
Un ragazzo cammina, cammina arriva ad un muro,
chiude gli occhi un momento e davanti si vede il futuro già.

E il futuro è un'astronave che non ha tempo né pietà,
va su Marte va dove vuole niente mai sai la fermerà.
Se ci viene incontro non fa rumore
non chiede amore e non ne da.

Continuiamo a suonare, lavorare in città,
noi che abbiamo un po’ paura, ma la paura passerà.
Siamo tutti in ballo siamo sul più bello
in un acquerello che scolorirà, che scolorirà.

Sopra un foglio di carta lo vedi il sole è giallo,
ma se piove due segni di biro ti danno un ombrello,
basta fare un bel cerchio ed ecco che hai tutto il mondo."

sabato 12 febbraio 2011

ONOREVOLE GIACOMINO, A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA

Il rapporto viscerale di quella Bologna che ama il calcio con giocatori divenuti bandiere prosegue anche dopo carriere finite, gol segnati ed anche vite terminate.
Tra vite finite, la squadra da considerare fede ricorda pagine straordinarie.
Come accade da sempre dentro alle mura cittadine, larga parte di Bologna ha bisogno di trovare il calcio mescolato all'ossigeno da respirare.
In questa giornata è particolare ricordare quello che è stato forse il simbolo più straordinario e normale al tempo stesso di quella cosa che chiamiamo bolognesità: Giacomo Bulgarelli.
Ricorrono oggi due anni dalla sua scomparsa, ricorrono oggi due anni dalla morte di una persona che per il Bologna fu capitano e cuore.
Il cuore rossoblù di Bulgarelli descrisse una lunghissima carriera, spesa a difendere quei colori che fanno rima con una città stupenda. Trascorse  tutta la sua carriera calcistica tra queste mura, distribuendo lampi di classe immensa tra il 1958 ed il 1975; riuscì a collezionare 486 presenze, timbrando il cartellino del gol per 58 volte.
Fu giocatore dotato di tecnica sopraffina, capace di coniugare quantità e qualità, con un discreta capacità di segnare. Rifiutò trasferimenti a squadre più prestigiose, rimanendo sempre a rincorrere quella fede che vedeva riflessa in un pallone. A carriera finita fu direttore sportivo ed opinionista, non perdendo mai quella sua capacità straordinaria ed unica di identificarsi con lo spirito di Bologna.
Se ne andò nel 2009, dopo una lunga ma inarrestabile malattia.
In sua memoria rimangono numeri 8 che andrebbero ritirati da maglie rossoblù, una curva dello stadio Dall'Ara ed una borsa di studio dedicata a giovani calciatori meritevoli per sportività, correttezza e lealtà.
Senza preamboli, il grande Giacomino seppe essere anche questo.
Tra preamboli di ricordi di una squadra straordinaria che tremare il mondo fece, rimane una maglia numero 8 colma di sudori e ricordi. Da indossare 7 giorni su 7, ovviamente.
Grazie Giacomino.

venerdì 11 febbraio 2011

L'ITALIA, TRA BENE E MALE

L'Italia è un paese che merita di più, l'Italia è un paese che potrebbe essere migliore di come realmente appaia. L'Italia è stata caricata di colpe appartenenti ad altri incompetenti, l'Italia è il paese del bunga bunga e delle segrete mafie.
L'Italia è un paese strano, diluito in un'eterna anomalia.
Ci sono state questioni che hanno fatto l'Italia unita, ci sono stati moltissimi tentativi di fare gli italiani unicamente intesi.
C'è stata e c'è tutt'ora una strana forma di politica, capace di creare problemi senza risolverli.
C'è un Parlamento formato da condannati e pregiudicati, ci sono schiere di individui a vertici dirigenziali e d'onore per cui vale il detto "se li conosci li eviti".
L'Italia è un Paese che in due Repubbliche ha visto demoliti valori, coscienze ed etica pubblica senza alcun preavviso o piano regolatore. L'Italia è un paese figlio di una storia particolare, figlio di eventi cruciali che ne hanno indirizzato il tragitto su binari sempre diversi.
Lo stivale è figlio di storie minime, che hanno saputo poi produrre su larga scala cambiamenti epocali (in positivo ed in negativo, nds). Ad Unità realizzata, è fattibile circoscrivere l'intero nostro percorso ad un almanacco essenziale di date e contesti storici? E' questo il fulcro, determinante, attorno al quale hanno ruotato le riflessioni esposte nell'ultimo libro scritto a quattro mani da Massimo Gramellini e Carlo Fruttero.
Le premesse relativamente ai contenuti mettono in essere la precaria imparzialità degli autori:
"[...]Tutti sanni che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l'abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un'aspirazione, una meta intravista ed irraggiungibile.
Ogni pagina scritta in questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell'Italia unita. Ma cosa vuol dire significative? [...] La nostra impressione finale è che questa Patria sia una difficile Patria, più volte sull'orlo del baratro, più volte nel baratro precipitata, con continue riprese anche stupefacenti, anche ammirevoli.
C'è di che inorgoglirsi, ma purtroppo anche di che vergognarsi. Un Paese esasperante, spesso scoraggiante, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più, come dicevano gli insegnanti alle nostre mamme. [...]"
Il percorso della Storia e racchiuso tra le pagine del libro va dall'Italia fatta del 1861 agli italiani ancora da fare del 2009, riuscendo a spaziare tra piccole storie e grandi fatti, tra grandi sconfitte e grandi eroi capaci di conseguire vittorie post-mortem. Nell'almanacco si ritrovano, divisi in quindici sezioni, tutti quei valori che in bene ed in male contribuiscono, approssimativamente, a comporre il carattere degli italiani.
Mescolando potere e politica, cattive compagnie e grandi eroi, si ritrova l'Italia che conosciamo e respiriamo ogni giorno. Per conoscere il passato, capire il presente e progettare un futuro migliore di quello attualmente prevedibile, un libro come questo non dovrebbe mai mancare.
Ad oggi, giunti al capitolo centocinquanta: "L'immigrazione ci spaventa, l'euro ci fa sentire poveri e il Grande Fratello ci spia, rivelando che i furbetti del quartierino credono ancora di vivere nel Paese dei Balocchi."
Italiani, appunto, dopotutto.

mercoledì 9 febbraio 2011

TRA VITA E MORTE: RICORDANDO UNA LINEA TROPPO SOTTILE

Con la scelta di fissare il 9 febbraio la "Giornata degli stati vegetativi", si è contribuito ancora una volta alla perfetta dimostrazione inerente al non aver compreso i motivi attinenti alle scelte personali ed alle libere decisioni sul fine-vita.
In un articolo riportato sull'Unità di oggi, il membro della Consulta di Bioetica dell'Università di Torino Maurizio Mori riporta convintamente i motivi di questa (ennesima,nds) mistificazione:
"[...]In neurologia si usa la Gos (Glasgow Outcome Scale, nds) per classificare gli esiti degli insulti cerebrali in modo operativo: prima ci sono tre tipi di coma (1 mild 2 serious 3 severe), poi lo Stato Vegetativo (4) e infine la Morte (5). Come si vede, lo stato vegetativo è declinato al singolare, anche se poi può assumere modalità diverse ed essere persistente o permanente. Decretando la "Giornata degli stati vegetativi" il governo compie una doppia mistificazione. La prima sta nella declinazione al plurale: non c'è più lo stato vegetativo al singlare, ma ci sono gli stati vegetativi, ossia varie situazioni simili e non sempre facilmente distinguibili [...] La ridefinizione serve per insinuare l'idea che non si deve mai perdere la speranza nel risveglio e quindi mai sospendere le terapie. [...] L'altra mistificazione sta nella preposizione specificativa <degli>. Se è vero che l'individuo in stato vegetativo ha perso la capacità di relazione col mondo esterno, più appropriata sarebbe stata una <Giornata per o sullo stato vegetativo>. Usando <degli> si lascia intendere che è analoga alla giornata dei disabili, cosicchè quella di stato vegetativo non è più una sistemazione del tutto peculiare, ma diventa assimilabile ad altre, a forme gravi di disabilità. [...]"
Al di là delle opinioni e dei pareri, è opportuno trovare su temi come questi una risposta capace di adattarsi al meglio alla libertà di scelta di ogni vita umana. Con un Testo Costituzionale capace di promuovere in primo piano i diritti fondamentali della persona, la sua dignità ed identità (Art.2), la libertà personale (Art.13) e il diritto alla salute (Art.32), è necessario guardare all'essere umano e non alle barriere imposte da consenso politico, dogmi religiosi e subdoli compromessi.
Un problema così complesso, in una data così potente e carica di significati, ha il dovere di esigere una risposta altrettanto complessa e non strumentale.
Laddove l'accanimento terapeutico vada a legarsi con il libero arbitrio di un individuo, è inevitabile pervenire ad un cortocircuito di idee, convinzioni ed opinioni.
Una delle poche certezze in argomenti come questi è esclusiva: chi non sa cosa voglia dire non può parlare, nè tantomeno legiferare in termini assoluti.
Serve fermarsi, facendo più di un passo indietro, per riflettere.
Pensare al dosaggio da applicare al rapporto tra scienza e religione, meditare con attenzione sulla possibilità di infierire sul dolore vero di chi rimane ad assistere persone costrette a rimanere attaccate a macchine, nonostante la loro volontà.
Serve riflettere sulle libertà di scelta, sulla necessità di tutelare anche chi vuole usare la tecnologia per sperare, fino all'ultimo, in un estremo risveglio.
Più che tutelare gli stati vegetativi, è necessario tutelare con estrema attenzione la linea sottile che fa rima con autodeterminazione della vita stessa.
In un anniversario pesante, è opportuno ricordare il dolore di una ragazza rimasta per 17 anni in condizione di stato vegetativo permanente. In un anniversario così pesante, è necessario ricordare la battaglia e l'amore con cui una famiglia hanno intrapreso crociate per vedere realizzato un desiderio di una figlia:
"[...]mai avrebbe voluto vivere senza priva di coscienza e mai avrebbe tollerato la continua profanazione del suo corpo. Noi genitori le abbiamo dato solo voce: se avesse potuto esprimersi lo avrebbe fatto lei[...]" (dall'elenco letto da Beppino Englaro a "Vieniviaconme")
In terreni come questi ed in giorni così si giocano le partite per non infangare e calpestare questa così invisibile ma potente linea sottile. La tecnologia, se assente, avrebbe eliminato la parola naturale dal campo semantico del mantenere in vita.
La politica, se presente, dovrebbe tutelare i diritti minimi Costituzionali di cui sopra; dovrebbe tutelare le esperienze di tutti coloro che hanno maturato, attraverso certe vicende, dolori così prepotenti da non poter rimanere sordi.
Servirebbe riflettere, meditare profondamente.
Nel resto, nel vento, un ricordo di ragazza sorridente ed ora felice.
Dietro di lei, un padre con qualche ruga d'amore e speranza.
Un contributo di riflessione, in un giorno come questo, è opportuno: nessuno può permettersi di dare opinioni assolute su argomenti così afferenti all'intima essenza della vita personale.

martedì 8 febbraio 2011

SOLE, UFFICIALMENTE, SFERICO

Il Sole è stato, dall'alba dei nostri tempi, assoluta sorgente di vita per tutta l'umanità. Classificatosi come stella di medie dimensioni in mezzo ad altri miliardi di corpi celesti a lei simili, è cosa di straordinaria importanza per l'intero genere umano.
Oggetto di metafore su amore, soggetto di poesia e di studi; il Sole è un altra di quelle cose capace di sublimare ed annullare la linea sottile di separazione che intercorre tra branche molto simili della sensibilità umana: letteratura, scienza, poesia, arte, musica, religione.
Ritenuto in passato entità divina in quanto sorgente suprema di vita, il Sole saprà anche essere croce per la nostra piccola Terra. In tempi piuttosto lontani, infatti, questa stella finirà il carburante che le permette di bruciare e produrre quel calore che si irradia in tutto il sistema Solare.
Proprio in quel momento, infatti, secondo previsioni scientifiche piuttosto affidabili, il Sole si espanderà fino ad inghiottire dentro sè la piccola Terra. Si parla di miliardi di anni, comunque.
Ciò che è ragionevolmente certo è che, per allora, forse l'uomo o sarà già estinto od avrà trovato un'altra casa da prendere in affitto. Al di là del futuro, il Sole è tanto e tutto per l'umanità.
Siamo così relativi da percepire come fondamentale una stella che per l'Universo intero è una delle più insignificanti: qualcuno dovrebbe spiegarlo a chi ha deliri di onnipotenza sul nostro pianeta, più di qualche volta.
Ha una massa circa 33mila volte superiore a quella della Terra, a fronte di una temperatura superficiale pari a soli 6mila gradi. Il Sole è anche questo.
E' stato supposto di varie forme, nella storia. Approfittando del fatto di essere, per ovvi motivi, inavvicinabile, è stato solo immaginato ed osservato da lontano. Nonostante tutto questo, da oggi, esistono ufficiali conferme sulla sua relae sfericità.
Le sinergie tra astronomia e scienza hanno, anche qui, raggiunto un traguardo impensabile: una vera e propria mappatura  reale della superficie solare. Le due sonde gemelle Stereo stanno, infatti, inviando proprio in questi momenti immagini della nostra stella con una copertura di circa 360°.
Tutto il merito va al Naval Research Lab di Washington; per la prima volta in assoluto sarà possibile monitorare per intero l'attività solare in 3D.
Angelos Vourlidas, membro del team di lavoro, ha parole nette nel giudicare la portata della scoperta:
"[...]Si tratta di un giorno fondamentale per la fisica solare. [...] le sonde STEREO hanno mostrato il Sole nella sua interezza, una sfera di plasma caldissimo e un insieme di campi magnetici intricati.[...]"
Le immagini fotografate dalle sonde vengono inviate a database terrestri e, poi, montate dai ricercatori su piattaforme tridimensionali.
"Questo fatto comporterà miglioramenti significativi dello studio della fisica solare e delle previsioni meteo spaziali." è l'opinione di Lika Guhathakurta, scienziato del progetto STEREO presso la NASA. Verranno percepiti con preavviso cambiamenti sulla corona solare, con tanto di rilevazioni pressochè istantanee di eventuali flare o nubi di plasma. Potranno essere monitorate e tenute sotto controllo eventuali tempeste solari che, come si sa, possono minare addirittura i sistemi elettrici e tecnologici dominanti nella vita umana.
Questo momento era atteso dal 2006, anno del lancio delle due sonde  STEREO. Si aprono prospettive importanti, a fronte dei risultati potenzialmente raggiungibili.
Vieni avanti, Scienza.

lunedì 7 febbraio 2011

"SCUOLA E FAMIGLIA,NON FATE SCOMPARIRE L'INFANZIA" : RICORDANDO GIOVANNI BOLLEA

 "Il passaggio dalla nozione di bambino come piccolo uomo e dell'infanzia come anticamera dell'età adulta, a quella del bambino e dell'adolescente come membri di una classe con esperienze e bisogni fisici, psichici, culturali e anche politici propri, soggetti della storia, cittadini a pieno diritto, è stato lungo e faticoso. [...]
Ma il traguardo così faticosamente raggiunto si trova oggi ad affrontare una nuova complessa realtà: lo stravolgimento delle tappe che il bambino deve superare per arrivare all'età adulta lungo il cammino io-famiglia-scuola-società-mondo del lavoro.
I mutati rapporti nel contenitore familiare, la precoce ed indiscriminata esposizione ad ogni genere di notizia del mondo degli adulti attraverso i media, la disattenzione dell'organizzazione del lavoro verso i bisogni della famiglia rischiano di far scomparire l'infanzia, appiattendone la durata e costringendo il bambino ad entrare troppo presto, intorno agli undici-dodici anni, in una preadolescenza difficile e turbolenta, e a prolungare oltre tempo l'adolescenza, ritardandone l'entrata nel mondo del lavoro.
Viene così a mancare quel filtro attraverso il quale il bambino imparava a conoscere gradualmente la vita affettiva, morale e sessuale dei genitori, e in generale degli adulti, gradualità che gli dava il tempo di elaborare le proprie reazioni e di costruire la propria socialità attraverso il confronto con la scuola.
Anche il mestiere dei genitori sta profondamente cambiando. Oggi gli adulti devono far fronte ad una maggiore responsabilità di mediazione, sostituendosi al venir meno di una crescita morbida, scomparsa che costringe il bambino ad una maturazione accelerata e artificiale. In questo senso, assume sempre maggior rilievo anche la responsabilità formativa della scuola.
Ci chiediamo se saremo in grado di porre rimedio agli aspetti negativi della moderna tecnologia della comunicazione per conservare l'infanzia e rispettarne i bisogni.
Famiglia e scuola sapranno contrastare da sole l'usurpazione dei loro compiti storici?"

da Giovanni Bollea (5 dicembre 1913-5 febbraio 2011)

domenica 6 febbraio 2011

ENERGY REPORT: RINNOVABILI E RINNOVATI ENTRO IL 2050

Giunti al 2011, la questione energetica sta diventando e dovrà essere sempre più importante per la salute umana genralmente intesa. Guardando da grafici e previsioni matematiche al picco raggiunto nei consumi dei combustibili fossili, ci si ritrova con un futuro immediato nel quale le riserve disponibili sono in progressivo ed inevitabile esaurimento.
Riconvertire la mentalità principale presuppone la possibilità di rispondere a due domande per eccellenza:
  • come ottenere energia senza ferire oltre il dovuto l'ambiente? 
  • come trasformare l'energia attualmente disponibile migliorando i rendimenti delle tecnologie attualmente usate?
La questione energetica è la sola che, forse, attraversa tutti i campi dello scibile umano: dalla società alla politica, dalla ricerca scientifica al'ambiente, dall'economia alla tutela dell'ecosistema.
Con l'energia, appunto, si può pervenire ad una sorta di alfabeto unico. Analizzando nel dettaglio la questione, ci si può interrogare sul come trasformare  ed impiegare gli sforzi disponibili per passare ad un maggior impiego delle risorse rinnovabili.
Permeare una società sul vincolo energetico determinato da idocarburi e combustibili fossili è, a fatti, il modo peggiore per poter pensare ad un futuro migliore. Altrettanto pessime sono le prospettive secondo le quali possano essere pensionati trasformati in politici (qualsiasi riferimento possibile NON è casuale, nds)a pensare al futuro energetico di uno Stato.
Allo stesso modo di altri reati, è inaccettabile spacciare il ritorno al nucleare come un traguardo e non come un effettiva trattativa salva-debito nei rapporti tra Italia e Francia.
E' realizzabile pensare ad una questione energetica completamente rispettosa delle esigenze dell'uomo e dell'ambiente circostante? A giudicare dall' Energy Report emesso dal Wwf, tale prospettiva non è utopica.
Stando alle possibilità preventivate, entro il 2050 sarebbe possibile reperire il 100% del fabbisogno energetico mondiale attingendo da fonti completamente rinnovabili.
"Se continuiamo a dipendere dai combustibili fossili ci troveremo davanti ad un futuro di timori crescenti per il costo dell’energia, la sicurezza dei rifornimenti e gli impatti dovuti ai cambiamenti climatici. [...]Noi offriamo uno scenario alternativo – molto più promettente e interamente raggiungibile. L’Energy Report  dimostra che in quattro decenni potremmo avere delle economie floride e una società interamente alimentata da energia pulita, a basso costo e rinnovabile, nonché una qualità della vita decisamente migliore. Il rapporto è più che uno scenario; è un richiamo all’azione. Possiamo creare un futuro più pulito e rinnovabile, ma dobbiamo cominciare subito”.
E' questa l'opinione di Stefano Leoni, Presidente di Wwf Italia. Il rapporto presentato esclude, inoltre, la necessità del nucleare a livello globale; tale scelta si affianca a quella già espressa relativa alla non necessità dei combustibili fossili.
Le parole di Stefano Leoni sono assolutamente più eloquenti di qualsiasi altra possibile:
"Non possiamo sfuggire alla realtà, e cioè al fatto che la fissione nucleare produce scorie pericolose che restano tali per migliaia di anni,  che non esiste alcun posto al mondo dove possano essere stoccate senza rischi e che i materiali e le tecnologie necessari per la produzione di energia nucleare possono essere usati anche per produrre ordigni bellici. 
Il rapporto sottolinea anche che il nucleare è un’ alternativa estremamente costosa. 
Prima di destinare miliardi alla creazione di una nuova generazione di centrali elettriche nucleari, dovremmo chiederci se non sarebbe più opportuno destinare tali risorse ad altre tecnologie energetiche sostenibili. E’ precisamente la stessa domanda che ci facciamo in Italia, e la risposta che ci diamo è decisamente che SI, è più opportuno puntare sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica.[...]"
Il dossier si pronuncia quindi come sfavorevolmente proteso ad inquadrare il nucleare come risorsa energetica su cui costruire il futuro. Alto ed altro profilo potrebbe essere rivestito dall'efficienza energetica di costruzioni, veicoli ed industrie. Secondo gli scenari preventivati dal Wwf, al 2050 si avrà una richiesta di energia inferiore di circa il 15% rispetto a quella stabilita al 2011. Il fulcro su cui è impostato il rapporto è costituito dal tema dirimente dell'efficienza energetica: in questo senso potrebbero muoversi le intenzioni politiche dei grandi leader mondiali.
"Nell’Energy Report volutamente non ci basiamo su ipotesi stravaganti circa i benefici delle tecnologie di là da venire. [...] E' una stima moderata della futura energia rinnovabile di cui potremo godere entro il 2050. Le soluzioni per la sfida globale energetica sono a portata di mano. Ci sono numerosi sistemi per usare l’energia in modo più efficiente, il che ci permette di gestire le attuali risorse energetiche in modo più oculato. Inoltre cogliamo la possibilità di usare le grandi  quantità di energia sostenibile di cui disponiamo. [...]"
E' questa l'opinione di Kees Van der Leun, direttore di Ecofys (consulente energetico del Wwf, nds). Si farebbero, conti alla mano, risparmi quantificabili in 4 miliardi di Euro; altri riscontri positivi potrebbero provenire dal minor rischio di conflitti energetici, da minori fuoriuscite inquinanti e quant'altro di eticamente sostenibile.
Vivremo in modo diverso, ma vivremo bene. Dobbiamo fornire energia a tutti senza mettere in pericolo il Pianeta e questo rapporto dimostra come fare. [...]" è l'opinione conclusiva di Stefano Leoni.
Opinione doppiamente condivisibile, anche alla luce delle recenti denunce promosse da Legambiente o Greenpeace.
Se è ancora possibile salvare l'astronave Terra e tutti i suoi passeggeri, è più che mai opportuno ascoltare moniti come questi.

venerdì 4 febbraio 2011

ALLA RICERCA DI ALTRE TERRE...

"Ad elevare l'uomo e ad arricchirne la natura non sono certamente le applicazioni della ricerca scientifica, ma la spinta a a capire, il lavoro intellettuale di creazione o di studio."
Era questa l'opinione di Albert Einstein, secondo quanto pubblicato su Mein Weltbild nel 1934, in merito alle potenzialità della scienza ed alla straordinaria voce che essa stessa potrebbe acquisire grazie alla ricerca scientifica.
Scienza è dunque anche terra di confine, linea sottile tra consapevolezza e cuore desideroso di futuro.
Scienza è anche consapevolezza per il genere umano, raffinamento e descrizione delle speranze attorno alle quali si può costruire il pensiero comune. Nonostante un uso spesso dissennato delle potenzialità scientifiche in rapporto alle piccole possibilità del pianeta Terra, ogni tanto qualche grandissimo risultato viene raggiunto.
I traguardi importantissimi che l'umano progresso è in grado di raggiungere regalano imponenti certezze, in mezzo all'assoluta mancanza di punti di riferimento: "[...] L'opinione pubblica [...]può almeno rendersi conto di un vantaggio grande e importante: la certezza che il pensiero umano è degno di fede e che le leggi di natura sono universali. [...]" (da Science and Society, 1935)
Il pensiero umano è stato degno di fede nelle invenzioni di Galileo, nella capacità di poter guardare oltre quella dimensione mista tra infinitamente piccolo o grande. Microscopi e telescopi sono riusciti, nella storia passata e recente, a regalare quella visione in più su mondi che altrimenti mai avremmo potuto neppure immaginare.
Il satellite Kepler ha raggiunto, da ultimo, uno straordinario traguardo: dopo molto viaggiare, il suo occhio è riuscito a catturare una stella con sei pianeti che le girano attorno.
Inquadrando dunque un piccolo sistema solare, il satellite è riuscito a carpire altrettante preziose informazioni relativamente alla composizione del sistema osservato: nel dettaglio, infatti, i primi cinque pianeti viaggiano molto vicino alla stella-madre in tempi oscillanti tra i 10 ed i 47 giorni. Si è supposto, da un articolo comparso su Nature, che questi fantastici cinque abbiano attorno a loro sottili strati di gas leggeri: in altre parole, atmosfere in tutto e per tutto simili a quella terrestre.
Questa scoperta rappresenta, dunque, un passo importantissimo verso la ricerca di un'altra Terra, di un altro angolo di Universo che abbia per qualche fortuito caso dato origine a qualche forma di vita.
Ad oggi, sono ben 258 i sistemi planetari individuati dalla scienza umana; ciascuno di loro è accompagnato da stelle simili al nostro Sole. Rimangono, tra le sfere celesti scoperte, un incredibile numero di pianeti gassosi (Giove, nds). Secondo ultime statistiche, un buon 20% del totale potrebbe essere costituito da pianeti simili alla Terra.
Il telescopio Kepler, progettato per osservare da vicino circa centomila stelle, è arrivato alla metà della sua esistenza rilevando ben 700 pianeti extrasolari.
Proseguirà nel suo viaggio, nonostante la sospensione del progetto successivo, legato al successore di Kepler.Solo così, forse, si sarebbe potuto individuare in breve tempo il primo pianeta gemello della Terra.
Nel mentre, comunque, passi importantissimi sono stati raggiunti sul fronte scienza (ed indirettamente nella dimensione uomo, nds).


mercoledì 2 febbraio 2011

"SEND YOUR LOVE", SECONDO STING




"Finding the world in the smallness of a grain of sand

And holding infinities in the palm of your hand
And heaven's realms in the seedlings of this tiny flower
And eternities in the space of a single hour

Send your love into the future
Send your love into the distant dawn

Inside your mind is a relay station
A mission probe into the unknowing
We send a seed to a distant future
Then we can watch the galaxies growing

This ain't no time for doubting your power
This ain't no time for hiding your care
You're climbing down from an ivory tower
You've got a stake in the world we ought to share

You see the stars are moving so slowly
But still the earth is moving so fast
Can't you see the moon is so lonely
She's still trapped in the pain of the past

This is the time of worlds colliding
This is the time of kingdoms falling
This is the time of worlds dividing
The time to heed your call

Send your love into the future
Send your precious love into some distant time
Fix that wounded planet with the love of your healing
Send your love
Send your love to me

There's no religion but sex and music
There's no religion but sound and dancing
There's no religion but line and color
There's no religion but sacred trance

There's no religion but the endless ocean
There's no religion but the moon and stars
There's no religion but time and motion
There's no religion, just tribal scars

Throw a pebble in and watch the ocean
See the ripples vanish in the distance
It's just the same with all the emotions
It's just the same in every instance

No religion but the joys of rhythm
There's no religion but the rites of spring
There's no religion in the path of hate
And no prayer but the one i sing

Send your love into the future
Send your precious love into some distant time
Fix that wounded planet with the love of your healing
Send your love
Send your love

There's no religion but sex and music
There's no religion that's right or winning
There's no religion in the path of hatred
Ain't no prayer but the one i'm singing

Send your love

Send your love"

TRADUZIONE:



"Trovare il mondo nella piccolezza di un granello di sabbia

E tenere le infinità nel palmo della tua mano
E i reami del Paradiso nei semi di questi piccoli fiori
E le eternità nello spazio di una singola ora

Manda il tuo amore nel futuro
Manda il tuo amore nell'alba lontana

Dentro la tua mente è una stazione di staffetta
Una sonda in missione nell'ignoto
Mandiamo un seme a un futuro distante
Quindi possiamo vedere le galassie che crescono

Questo non è il momento per dubitare della tua potenza
Questo non è il momento per nascondere la tua cura
Stai scendendo da una torre d'avorio
Hai una missione nel mondo che dovremmo condividere

Vedi le stelle si stanno muovendo così lentamente
Ma ancora la Terra si sta muovendo così veloce
Non vedi che la luna è così solitaria
E' ancora intrappolata nel dolore del passato

E' il momento in cui i mondi si scontrano
E' il momento in cui i regni crollano
E' il momento in cui i mondi si dividono
Il momento di dar retta alla tua chiamata

Manda il tuo amore nel futuro
Manda il tuo amore prezioso in un tempo lontano
E aggiusta quel pianeta ferito con l'amore della tua guarigione
Manda il tuo amore
Manda il tuo amore

Non c'è religione ma sesso e musica
Non c'è religione ma suoni e balli
Non c'è religione ma linea e colore
Non c'è religione ma una trance sacra

Non c'è religione ma un oceano infinito
Non c'è religione ma luna e stelle
Non c'è religione ma tempo e movimento
Non c'è religione, solo cicatrici tribali

Lancia dentro una pietra e guarda l'oceano
Guarda le increspature svanire in distanza
E' lo stesso con tutte le emozioni
E' lo stesso in ogni situazione
Non c'è religione ma le gioie del ritmo
Non c'è religione ma i riti della primavera
Non c'è religione nel cammino dell'odio
Nessuna preghiera se non quella che canto

Non c'è religione ma sesso e musica
Non c'è religione è il giusto o il vincitore
Non c'è religione nel cammino dell'odio

Non c'è preghiera se non quella che canto."

martedì 1 febbraio 2011

GIOCHIAMO A FARE I DISOCCUPATI?

Per colpa di chi, appunto, senza alcun bisogno di citare Zucchero.
In un quadro generalmente più confortante, secondo quanto riportato dall'Istat, sono sempre e solo i giovani quelli che stanno peggio. Il quadro delineato è, per la fascia 15-24 anni, devastante: aggiornando il tutto al dicembre 2010, addirittura il 29% dei giovani è senza alcun lavoro od occupazione di studio.
Siamo arrivati ad una nuova, negativa, punta di diamante in questa esponenziale discesa verso l'arretramento e la svalutazione generazionale. Il valore riscontrato, in aumento tendenziale dello 0,1% rispetto al mese scorso, è in crescita addirittura del 2,4% rispetto al dicembre 2009.
Tali percentuali si assestano su valori derivati da dati destagionalizzati e stime provvisorie. Come da previsioni, l'indice giovanile è il solo distorto su una base a progressione tendenzialmente confortante:
"A chiusura del 2010 le condizioni del mercato del lavoro appaiono un po' più serene, da autunno l'occupazione ha smesso di scendere e la disoccupazione nell'ultimo bimestre, novembre e dicembre, ha preso a calare. L'unico elemento che stona è la disoccupazione giovanile, che ancora una volta torna a scalare posizioni, segnando un nuovo record".
Il tasso di disoccupazione generale è stabile e prossimo a toccare l'8,6% circa, mentre il numero delle persone in cerca di occupazione risulta in diminuzione dello 0,5% rispetto a novembre (ma in aumento del 2,5% rispetto a dicembre 2009, nds). Nel mentre, dalla Germania giungono conferme relativamente alla definitiva rimessa in corsa della locomotiva che va trainando l'Europa in questi momenti di (post?)crisi.
Per colpa di chi, appunto, sta avvenendo tutto questo? Per colpa di chi è stata messa una spada di Damocle sulla testa di ogni futuro uomo con un debito pubblico pro-capite capace di superare i 30mila Euro?
Al di là di vecchi flaccidi ed attaccati alle poltrone, per quanto ancora questo stivale dovrà marcire e puzzare di vecchio?
Come faranno i giovani di oggi, un domani non lontano, a mantenere in piedi il sistema pensionistico per coloro che oggi riescono, per grazia ricevuta, a lavorare?
Come ha fatto un Paese come l'Italia a ridurre così drasticamente il suo sguardo sul futuro?
Bisogna puntare i fucili dell'anima di ogni singolo giovane a destra, sinistra od al centro?
Fino a quando continueranno ad inondare con videomessaggi volti a scarcerare mediaticamente psiconani da concussione e prostituzione minorile?
Alla luce di tutte queste domande, è imprescindibile che la politica eviti di dare risposte campate per aria.
Non vorremmo trovarci adulti, un domani non troppo lontano, incapaci di sapere cosa e come fare per raddrizzare rossi economici e rossi sociali di questa povera penisola.
Quando sarà il nostro tempo, d'altronde, quelli che oggi sono vecchi decrepiti attaccati a poltrone saranno tornati polvere.
Altrochè bunga-bunga o questioni morali di etica inesistente; qui si tratta di parlare al cuore del nuovo Quinto Stato: i senza futuro, appunto.